Scienza e Psiche 12 marzo 2010

Piu' di un tumore su tre dipende da una cattiva alimentazione


Combattere il cancro a partire da una buona alimentazione. E' questo il tema al centro della settimana della prevenzione, al 14 al 21 marzo, che vedrà i volontari della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) nelle principali città italiane, con una bottiglia d'olio extravergine d'oliva. Tutti potranno portare a casa il testimonial dell'iniziativa con una modesta offerta e verificare quanto combattere il cancro possa anche essere piacevole. La prima causa dei tumori, infatti, ha spiegato il presidente della Lilt, Francesco Schittulli, presentando l'iniziativa a palazzo Chigi, contrariamente a quanto si crede è proprio la cattiva alimentazione: il 35% di tutti i casi di cancro dipende da questo problema. Il fumo è solo la seconda, con il 30%. Per questo motivo la Lilt ha deciso di distribuire, insieme all'olio, un opuscolo informativo per spiegare tutte quelle cose che generalmente sono poco note riguardo al legame tra i tumori e la tavola. Negli ultimi anni, ha sottolineato Schittulli, è aumentato il numero di casi di tumor, ma è diminuita la mortalità. Se fino a vent'anni fa si salvava solo il 30% dei malati, oggi questa percentuale è salita al 56%. "Ma - ha sottolineato - potrebbe arrivare all'80% con una buona educazione". La Lilt si occupa attivamente di prevenzione con 390 ambulatori in tutta Italia, che offrono un servizio complementare al servizio sanitario nazionale.

(Apcom)


Nanotecnologie: mercato verso il boom

Nel 2013 potra' superare un milione di milioni dollari


Per il 2013 il mercato dei prodotti derivati dalle nanotecnologie potra' superare un milione di milioni di dollari. E' la stima presentata da Fabio Beltram, direttore del Nest della Normale di Pisa. 'Gia' dal 2012-2013 - ha detto Beltram - il 50% dei prodotti derivati dalle nanotecnologie riguardera' il settore dell'elettronica, della fotonica e delle telecomunicazioni; l'altro il campo della biomedicina e dalla farmaceutica'.

(Ansa)


Leggere il pensiero con uno scanner cerebrale


Leggere il pensiero con l’ausilio di uno scanner che registri l’attività cerebrale: il tentativo è riuscito ai ricercatori dell’Univesity College di Londra, sebbene si tratti di una tecnica ancora alle prime armi e con una capacità limitata di discriminare fra i “pensieri”.

Di fatto, come spiega il quotidiano britannico The Independent, il lavoro si basa sulle “tracce di Memoria”, la cui esistenza è accettata da quasi un secolo ma i cui meccanismi, natura e localizzazione rimangono ancora in gran parte un mistero: in particolare, lo studio ha riguardato la cosiddetta “memoria episodica”, quella più comunemente utilizzata.

Dieci volontari hanno osservato tre brevi filmati, della durata di circa sette secondi, nei quali differenti attrici rispettivamente impostavano una lettera, gettavano una tazza di caffè in un cestino e salivano su una bicicletta. Successivamente - e mentre venivano sottoposti ad una risonanza magnetica - è stato chiesto loro di ricordare la scena vista: il procedimento è stato ripetuto più volte e gli scan sono stati analizzati per registrare e identificare gli schemi di attività cerebrale associati a ciascun video.

Infine, è stato chiesto ai volontari di ricordare i filmati a caso: i ricercatori hanno scoperto di essere in grado di determinare quale fosse il video in questione osservando le tac. Sebbene gli schemi cerebrali fossero in generale diversi per ciascun individuo, esiste una notevole similarità nelle zone dell’ippocampo attivate dal ricordo.

(La Stampa.it)


 

 

 

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