| International 21 giugno 2010 |
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Finlandia, Mari Kiviniemi nuova premier alla guida del Paese
In Finlandia le donne ottennero il diritto al voto e la possibilità di essere elette già nel 1906
La Finlandia da oggi il benvenuto alla nuova premier Mari
Kiviniemi. Il Paese sembra non conoscere il problema della cosiddette
"quote rosa": da dieci anni Tarja Kaarina, 67 anni, è
Presidente della Repubblica, mentre su 20 ministri dell'attuale
governo, 11 sono donne. In Finlandia le donne ottennero il diritto al
voto e la possibilità di essere elette già nel 1906, quando il
Paese era ancora un granducato sotto lo Zar di Russia. (Peacereporter)
Colombia, apertura verso Ecuador e Venezuela
Il presidente Santos mostra l’intenzione di riprendere le relazioni con i due Paesi vicini La Colombia riprenderà la relazioni con Ecuador e Venezuela, è quanto ha affermato il presidente da poco eletto Juan Manuel Santos, che ha manifestato l’intenzione di invitare i presidenti Hugo Chavez e Rafael Correa alla propria cerimonia di insediamento il sette agosto. Nelle intenzioni di Santos c’è la collaborazione per individuare un percorso comune tra i tre Paesi e “per promuovere lo sviluppo e migliorare le condizioni di vita della nostra gente”, ha detto.
(Peacereporter)
Brasile, accordo su uranio pone basi per ripresa colloqui sul nucleare
Da tempo in Brasile tiene banco il problema uranio. Celso Amorin,
ministro degli Esteri brasiliano, ha fatto sapere di auspicare che
l'accordo raggiunto con Teheran per lo scambio di uranio, possa
essere considerato come base per la ripresa dei negoziati sul
nucleare. "Siamo fiduciosi che la dichiarazione di Teheran possa
essere utilizzata come base per ulteriori colloqui con l'Iran sulla
questione del suo programma nucleare nonostante le sanzioni" ha
detto Amorin durante una conferenza stampa tenuta a Vienna dove si
trova in questi giorni. (Peacereporter)
Cuba, l'ex detenuto Sigler riceve un visto umanitario dagli Stati Uniti
Il 19 maggio scorso un incontro tra il cardinale Jaime Ortega e il presidente Raul Castro aveva portato alla sua scarcerazione. L'uomo era in carcere dal 2003
Ariel Sigler, dissidente cubano scarcerato lo scorso 12 giugno
grazie alla mediazione della Chiesa cattolica locale, ha ricevuto un
visto umanitario per potersi recare negli Stati Uniti. Il visto è
stato rilasciato per permettere all'uomo, 47 anni, di ricevere alcune
cure mediche. Singler è infatti costretto sulla sedia a rotelle. A
dare la notizia è stato Elizardo Sanchez, portavoce della Commissine
cubana dei diritti umani e riconciliazione nazionale,
un'organizzazione illegale seppur tollerata. "Dopo la sua
scarcerazione, lo stato di Sigler è peggiorato", ha riferito
Sanchez. L'ex detenuto ha un fratello a Miami e presenterà questa
settimana la richiesta per ottenere un visto di uscita alle autorità
cubane, nella speranza che rispondano in tempi brevi. (Peacereporter)
Neda, "la martire del regime" che fa ancora paura all'Iran
"Neda è morta ma il regime ha ancora paura di lei": queste le parole piene di dolore della madre di Neda Agha-Soltan che accompagnano le immagini del documentario "For Neda" che la Hbo ha deciso di trasmettere ieri, ad un anno esatto dalla tragica scomparsa di questa giovane ragazza, divenuta suo malgrado il forte simbolo della lotta senza esclusione di colpi del popolo iraniano per la libertà. La studentessa diciannovenne, fino ad allora sconosciuta, è tristemente saltata agli onori della cronaca il 20 giugno dello scorso anno, quando un proiettile sparato da un agente di polizia del regime, colpendola in pieno volto, la uccise. Erano giorni di fuoco a Teheran, dove una folla di dimostranti si era riversata nelle strade per urlare a gran voce il suo no alla arbitraria scelta del regime di capovolgere i risultati usciti dalle urne elettorali, e riconfermare Ahmadinejad, leader uscente, alla guida del Paese. Neda fu solo una delle centinaia di vittime della brutale repressione messa in atto dal governo, ma le immagini della sua morte violenta impazzarono sul web facendo di lei la "martire del regime", il simbolo del dissenso. "Dopo quel video l'Iran non sarà più lo stesso. Dopo quel video il mondo non guarderà più l'Iran nello stesso modo" aveva commentato Arash Hejazi, il medico che aveva tentato invano di soccorrerla e che è stato poi "coercitivamente invitato" a lasciare il Paese. Ma al contrario, stando a quanto affermato da Human Rights Watch, la situazione in Iran non ha fatto molti passi in avanti. L' Osservatorio sui Diritti Umani avverte infatti che "mentre la comunità internazionale si è concentrata sulle ambizioni nucleari dell'Iran, Teheran ha metodicamente soffocato ogni forma di dissenso nel Paese". E Joe Stork, vice direttore della sezione mediorientale di Hrw, aggiunge "giornalisti, avvocati, attivisti della società civile, che erano soliti parlare con i media stranieri e le organizzazioni per la tutela dei diritti umani, sono sempre più riluttanti a farlo ora, temendo i controlli sulle conversazioni telefoniche e su Internet". Lungi infatti dal preoccuparsi delle condanne che gli vengono mosse a livello internazionale, la macchina repressiva della Repubblica islamica opera a pieno ritmo, tanto che le condanne a morte per impiccagione nel 2009 anno sono state ben 388 e per la prima metà del 2010 se ne contano già 80. Intanto ieri in Iran alle 18,10, ora esatta della scomparsa, in molte abitazioni è stata accesa una candela in ricordo di Neda. Una candela la cui fiamma alimenta ancora una volta la speranza di un futuro migliore per i tanti che non rinunciano a sognare un Iran libero e tollerante. "Non sono una politica, sono una madre iraniana molto comune, ma dalla morte di Neda non posso fare a meno di informarmi, non posso rimanere indifferente davanti a quanto accade nel mio Paese" dichiara ancora la madre della ragazza ai microfoni della Hbo "Neda è stata uccisa, è morta, ma loro ne hanno ancora paura. La sua memoria diventa più vivida ogni giorno". (Agenzia Radicale)
Gb/ Domani manovra, Cameron: la più dura da II Guerra Mondiale
Sarà la manovra di austerità di bilancio più dura dai tempi del dopo seconda Guerra Mondiale quella che il governo della Gran Bretagna si appresta a varare. E a preparare i cittadini del Regno alla cura-shock sui conti pubblici oggi è stato lo stesso premier David Cameron. Domani il governo presenterà il piano di bilancio sul prossimo anno e la coalizione di maggioranza - formata da conservatori e liberal democratici, che hanno rilevato la guida del paese dopo un lungo periodo a maggioranza laburista - sta limando gli ultimi dettagli. Le trattative vertono su una manovra correttiva dei conti che all'80 per cento si basa su tagli alle spesa, e nel restante 20 per cento su aumenti delle imposte. In precedenza il ministro delle Finanze George Osborne aveva già indicato tagli alla spesa pubblica da oltre 6 miliardi di sterline l'anno. Sono settimane che diversi esponenti del nuovo governo, formato dopo la vittoria elettorale a inizio maggio, avvertono l'opinione pubblica sull'immenente austerità di bilancio. In precedenza Cameron ha avvertito che la cura sul bilancio si farà sentire per anni su tutti i britannici. In una intervista rilasciata ieri alla Bbc, Osborne ha puntato il dito contro la politica di bilancio del precedente esecutivo, che ha fatto leva su manovre espansive per cercare di contrastare la recessione economica. "Abbiamo ereditato una situazione dei conti davvero orribile - ha detto - e fino a quando non avremo concertato stabilito le misure per gestirla temo che il nostro paese resterà su una strada che porta alla rovina. Ci ritroveremmo con tassi di interesse più alti, fallimenti di imprese, disoccupazione in aumento e livelli di vita in calo. Non sono disponibile - ha chiarito Osborne - a rassegnarmi a cose simili". (Apcom)
Ong:In 10 mln rischiano di morire di fame in Africa occidentale
Le organizzazioni umanitarie Oxfam e Save the Children hanno lanciato oggi un appello per raccogliere 17 milioni di euro necessari per far fronte alla grave crisi alimentare in atto in Niger e in altri Paesi dell'Africa occidentale, dovuta a una grave siccità, che rischia di uccidere 10 milioni di persone. Nel solo Niger le persone colpite sono 7 milioni, pari a metà della popolazione, e sono circa 380.000 i bambini con meno di cinque anni che rischiano di morire di fame. Secondo Oxfam, la crisi interessa anche Ciad, Mali, Mauritania, alcune zone del Burkina Faso e il nord della Nigeria. Oxfam ha riportato casi di persone che si nutrono con i prodotti alimentari destinati al pollame, registrati in Niger e in Ciad. "Siamo testimoni di una catastrofe che può essere scongiurata se agiamo rapidamente", ha detto Mamadou Biteye, responsabile di Oxfam per l'Africa Occidentale. "Mancano ancora molti mesi ai prossimi raccolti e la gente è disperata. La gente mangia le foglie e beve acqua sporca. Se non riusciamo ad aumentare i fondi, saremo obbligati a voltare le spalle a persone che sono in situazione di grande bisogno", ha aggiunto. (fonte Afp) (Apcom)
Polonia/ Presidenziali, Komorowski e Kaczynski al ballottaggio
I polacchi sceglieranno il 4 luglio il loro nuovo presidente tra il liberale Bronislaw Komorowski e il conservatore Jaroslaw Kaczynski, in base ai risultati parziali del primo turno elettorale, con il 94,3% dei voti scrutinati. Il presidente ad interim Komorowski, 58 anni, del partito filoeuropeo Piattaforma Civica, (Po) ha ottenuto il 41,22% dei voti, contro il 36,74% di Kaczynski, 61 anni, guida del partito nazionalista Diritto e Giustizia (PiS), gemello del capo di Stato morto ad aprile in un incidente aereo. La sorpresa è venuta del buon risultato del candidato di sinistra, il socialdemocratico Grzegorz Napieralski, che ha ricevuto il 13,7% dei consensi. E la scelta che faranno gli elettori del giovane esponente di centrosinistra al secondo turno potrebbe essere decisiva, insieme alla partecipazione al voto, che al primo turno si è fermata al 54,85%, secondo i dati della Commissione elettorale nazionale. "Nella vita come nel calcio e in tutti gli sport, la parte più difficile sono i tempi supplementari", ha detto Komorowski dopo l'annuncio degli exit poll ieri sera. "Dobbiamo esserne consapevoli e mobilitare le nostre forze e tutta la nostra energia per questo finale della corsa presidenziale". "La chiave della vittoria è la fede, è la convinzione che è possibile e necessario vincere, dobbiamo vincere per la nostra patria, per la Polonia" ha dichiarato il suo avversario. Secondo il sociologo Edmund Wnuk-Lipinski, "Grzegorz Napieralski ha ottenuto un importante capitale politico che potrà determinare il voto al secondo turn,. Già abbiamo potuto assistere alle prime avances da parte dei due principali candidati". Napieralski ha ringraziato i suoi elettori, senza però indicare per quale dei due candidati ancora in lizza è pronto a indirizzare il consenso. I sondaggi dicono che il 66,5% dei suoi elettori è pronto a votare per Komorowski al ballottaggio, poco meno del 30% per Kaczynski. (segue) (Apcom)
Messico/ Nata "Celia", terzo uragano della stagione
la tempesta tropicale "Celia", terza della stagione nell'Oceano Pacifico, si è rafforzata fino a raggiungere lo status di uragano con raffiche di vento fino a 120 chilometri orari: lo ha reso noto lo Hurricane Center statunitense. Al momento "Celia", il cui epicentro è situato 590 chilometri a sud di Acapulco, si sta muovendo verso ovest alla velocità di 11 chilometri orari e non rappresenta una minaccia per le coste messicane. La stagione più intensa rimane per ora quella del 2005, quando i meteorologi si trovarono addirittura a corto di nomi e ricorsero alle lettere dell'alfabeto greco. Il sistema impiegato dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale utilizza infatti sei liste di ventuno nomi maschili e femminili in ordine alfabetico (alternati; inizialmente, si usavano solo nomi femminili, il che provocò la giustificata ira dei movimenti femministi che convinsero gli scienziati ad adottare la parità), omettendo le iniziali 'q','u', 'x', 'y' e 'z': ad ogni anno viene assegnata una lista, e il ciclo si ripete ogni sette anni. Esiste la possibilità di eliminare un nome dalla lista qualora l'uragano corrispondente si riveli particolarmente distruttivo, sostituendolo con un altro che abbia la stessa iniziale, come è successo con "Mitch", "Katrina" o "Stan". (Apcom)
Cina, ancora un'esplosione in una miniera: 46 morti. Ogni anno migliaia di vittime
Almeno 46 persone sono morte nell'esplosione in una miniera della provincia cinese di Henan. Lo riportano fonti governative cinese, specificando che l'incidente è avvenuto nel deposito degli esplosivi della miniera numero due di Xingdonnella città di Pingdingshan. Le squadre di soccorso hanno recuperato 46 corpi, mentre altri 26 minatori sono riusciti a mettersi in salvo. Si tratta dell'ennesimo incidente mortale nelle miniere cinesi dove ogni anno rimangono uccise migliaia di minatori in incidenti spesso provocati da misure di sicurezza inadeguate e scarsa manutenzione degli strumenti di lavoro.
(Adnkronos)
Darfur, uccisi tre peacekeeper internazionali
Uomini armati hanno ucciso oggi tre peacekeeper ruandesi nel Darfur, la tormentata regione del Sudan, in quello che è solo l'ultimo di una serie di attacchi mortali contro la missione congiunta tra Onu e Unione Africana. "Tre peacekeeper in forza alla missione sono stati uccisi e uno è stato gravemente ferito oggi nel corso di un'intensa sparatoria con aggressori non identificati", ha detto un militare a Reuters, mantenendo l'anonimato. Il militare ha riferito che i militari delle truppe di pace sono stati attaccati verso le 11.30 (le 10.30 in Italia) mentre erano di guardia davanti a un edificio in costruzione, che ospiterà la base della forza Unamid vicino all'insediamento di Niertiti, nella regione orientale di Jabel Mara.
(Reuters)
Ue: Erasmus, piace la Spagna Aumentano gli stage in impresa
Sono ormai 2 mln i giovani Erasmus, quelli che grazie all'omonimo programma europeo trascorrono un periodo di studi all'estero. Il paese piu' gettonato resta la Spagna (16,5%), meta di gran lunga preferita anche dagli studenti italiani. Nell'anno accademico 2008-2009, secondo i dati della Commissione europea, c'e' stata un'impennata degli stage in impresa: i giovani che hanno scelto questa opportunita' sono stati 30.400, il 50% in piu' rispetto all'anno accademico precedente. (Ansa)
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