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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

Attualità 21 giugno 2010

Manovra/ Pdl: Riaprire condono edilizio anche in zone tutelate


La riapertura del condono edilizio fino agli abusi realizzati entro il 31 marzo 2010. Lo propone un emendamento del Pdl, firmato da Paolo Tancredi, Cosimo Latronico, Gilberto Pichetto Fratin, secondo cui inoltre la sanatoria viene allargata agli immobili soggetti a vincoli ambientali e paesistici. L'istanza di condono dovrà essere presentata entro il 31 dicembre 2010, anche qualora l'amministrazione abbia già dato parere negativo in passato a domanda di condono edilizio. Fino alla definizione delle nuove istanze vengono sospese tutti i procedimenti sanzionatori, sia di natura penale che amministrativa, anche in esecuzione di sentenze passate in giudicato.

(Apcom)


Pm Perugia chiedono autorizzazione a procedere per Lunardi


La Procura di Perugia ha chiesto al Tribunale dei ministri l'autorizzazione a procedere nei confronti di Pietro Lunardi, l'ex ministro delle Infrastrutture accusato di corruzione aggravata nell'ambito dell'inchiesta sui cosiddetti Grandi appalti.

Lo riferiscono oggi fonti giudiziarie.

Lunardi è solo l'ultimo di una serie di indagati "eccellenti" nell'inchiesta sulla cosiddetta "cricca" che avrebbe pilotato una serie di importanti appalti, e che viene seguita nei suoi diversi tronconi dai pm di Perugia, Roma e Firenze.

Insieme a lui, è indagato per lo stesso reato anche il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli e fino al 2006 a capo della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, la ex Propaganda Fide.

I magistrati indagano sulla vendita a Lunardi a prezzo di favore, nel 2004, di un immobile della Congregazione.

Secondo i media, nel 2005 Lunardi avrebbe poi approvato un decreto che finanziava il restauro di edifici religiosi storici, tra cui la stessa sede di Propaganda Fide, nei pressi di piazza di Spagna a Roma.

In un'intervista pubblicata ieri da un quotidiano, Lunardi ha detto che sarà sentito presto dai magistrati "per chiarire tutto".

VATICANO PRONTO A COLLABORARE, MA CON CONDIZIONI

Il cardinale Sepe ha detto ieri a Napoli che "la verità emergerà" e che è "sereno", mentre il Vaticano si prepara ad affrontare quello che rischia di essere potenzialmente un nuovo scandalo per la sua immagine, affermando che collaborerà, pur come Stato sovrano, alle indagini.

"Auspichiamo tutti e abbiamo fiducia che la situazione venga chiarita pienamente e rapidamente, così da eliminare ombre, sia sulla persona, sia su istituzioni ecclesiali", ha detto ieri in una dichiarazione padre Federico Lombardi, portavoce della sala stampa vaticana.

Il portavoce ha però aggiunto che "bisognerà tenere anche conto degli aspetti procedurali e dei profili giurisdizionali impliciti nei corretti rapporti tra Santa Sede e Italia, che siano eventualmente connessi a questa vicenda", segnalando in questo modo la richiesta di rispettare la propria sovranità, come peraltro previsto dal Concordato e dal Trattato del Laterano, che regolano i rapporti tra Stato italiano e Chiesa.

Il Vaticano sembra voler evitare la ripetizione dello showdown del 1982, quando la Santa Sede rifiutò di collaborare coi magistrati che indagavano sul ruolo dello Ior, la banca vaticana, nell'inchiesta sulla bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano.

L'inchiesta su una serie di appalti che sarebbero stati pilotati da una presunta "cricca" di imprenditori e funzionari pubblici ha già coinvolto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, che si è dimesso dopo la scoperta che una parte consistente della somma utilizzata per acquistare un appartamento in centro a Roma destinato alla figlia proveniva da un costruttore arrestato per corruzione, Diego Anemone.

Scajola nega di aver commesso reati.

Tra gli indagati - in un altro troncone dell'inchiesta, su cui ora è competente la procura di Roma - c'è anche Denis Verdini, parlamentare e coordinatore del Pdl.

(Reuters)


Ue/ Eurostat: La Spagna continua a essere più ricca dell'Italia



L'Italia, con l'indice fermo a 102 (fatta 100 la media dei Ventisette) è restata al tredicesimo posto nel 2009 nella classifica della ricchezza (Pil) per abitante nell'Ue, non essendo riuscita neanche l'anno scorso a tornare davanti alla Spagna, che l'ha superata nel 2006. E' quanto emerge dalle stime pubblicate oggi da Eurostat, l'Ufficio statistico dell'Ue. Nel 2009 l'indice del Pil per abitante variava nell'Ue dal 268% (in Lussemburgo) al 41% (in Bulgaria). L'Italia è fra i paesi più vicini alla media europea (con indice fra 95 e 110) insieme a Grecia (95), Cipro (98), Spagna (103), Francia (106), Finlandia (110). Nelle posizioni alte della classifica, il Lussemburgo è seguito da Irlanda (131), Olanda (130), Austria (124), Svezia (120), Danimarca (117), Regno Unito (117), Germania (116) e Belgio (115). La Spagna, che nel 2005 aveva un indice 102 mentre l'Italia era a 105, aveva effettuato il 'sorpasso' l'anno successivo, attestandosi a quota 105, mentre il Belpaese scendeva a 104. Fra i due paesi, comunque, non vi è mai stata una divaricazione significativa, ma una distanza che è rimasta limitata negli anni successivi solo a uno o due punti.

(Apcom)



Rimborsi elettorali, Di Pietro indagato: "Storia trita e ritrita"


Antonio di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, è stato iscritto sul registro degli indagati dalla Procura di Roma dopo una denuncia presentata da Elio Veltri, giornalista e saggista candidato nel 2004 alle elezioni europee in una lista colelgata a quella dell'ex magistrato.

 Secondo la denuncia presentata da uno degli ex fondatori dell'Idv, l'associazione Italia dei Valori si sarebbe sostituita, attraverso false autocertificazioni, nella gestione di fondi elettorali al movimento politico di cui l'ex pm di 'mani pulite' è leader. Il reato ipotizzato dall'aggiunto Alberto Caperna e dal pm Attilio Pisani è dunque quello di truffa in relazione a presunti illeciti legati ai rimborsi elettorali.

"E' sempre la solita storia trita e ritrita - ha commentato la vicenda in una nota Di Pietro - su cui già, più volte, si sono espresse le varie procure della Repubblica, archiviando il caso. Per cui la Procura della Repubblica di Roma non poteva non procedere, anche questa volta, a seguito del solito esposto".

Due anni fa, infatti, ricordano fonti giudiziarie, altri fascicoli sull'ex pm nati da simili denunce erano stati archiviati e qualche mese fa il diretto interessato aveva firmato davanti ad un notaio un atto per stabilire che associazione e movimento politico Italia dei Valori sono la stessa cosa.

"Porteremo, ancora una volta - ha continuato Di Pietro - le carte per dimostrare che é tutto in regola, come peraltro hanno accertato ormai da tempo non solo plurime autorità giudiziarie, ma anche, da ultimo, l'Agenzia delle Entrate e gli organi di controllo amministrativi e contabili. Ci vuole pazienza, ci sono persone che non si rassegnano alla propria sconfitta politica e continuano ad infangare gli altri".

(Agenzia Radicale)


L'affondo del Vaticano contro Saramago: "Inchiodato al marxismo, detestava Dio"


All'indomani della scomparsa del grande scrittore portoghese, José Saramago, l'Osservatore romano non risparmia i toni critici verso un autore che ha ripetutamente messo in discussione il ruolo della Chiesa e della religione nella storia umana in quella europea in modo specifico. In particolare il giornale della Santa Sede mette in luce, oggi, il materialismo marxista dell'autore e il suo attacco diretto all'idea religiosa, al Dio creatore. L'Osservatore sottolinea in primo luogo quale fosse il nucleo centrale della sua narrazione: ''la Storia maiuscola in filigrana a quella del popolo'', quindi ''una struttura autoritaria totalmente sottomessa all'autore, più che alla voce narrante, non solo onnisciente ma anche onnipresente; una tecnica dialogica in tutto debitrice all'oralità; un intento inventivo che non si cura di celare con la fantasia l'impronta ideologica d'eterno marxista; un tono da inevitabile apocalisse il cui perturbante presagio intende celebrare il fallimento di un Creatore e della sua creazione''.

Non solo, il quotidiano vaticano si sofferma anche sulla visione religiosa dell'autore portoghese: ''E per quel che riguardava la religione, uncinata com'è stata sempre la sua mente da una destabilizzante banalizzazione del sacro e da un materialismo libertario che quanto più avanzava negli anni tanto più si radicalizzava, Saramago non si fece mai mancare il sostegno di uno sconfortante semplicismo teologico: se Dio è all'origine di tutto, Lui è la causa di ogni effetto e l'effetto di ogni causa''.

E ancora si legge: ''Un populista estremistico come lui, che si era fatto carico del perché del male nel mondo, avrebbe dovuto anzitutto investire del problema tutte le storte strutture umane, da storico-politiche a socio-economiche, invece di saltare al per altro aborrito piano metafisico e incolpare, fin troppo comodamente e a parte ogni altra considerazione, un Dio in cui non aveva mai creduto, per via della Sua onnipotenza, della Sua onniscienza, della Sua onniveggenza''. ''Prerogative - prosegue il giornale della Santa Sede - per così dire, che ben avrebbero potuto nascondere un mistero, oltre che la divina infinità delle risposte per l'umana totalità delle domande. Ma non per lui''.

Il giudizio del quotidiano della Santa Sede resta severo fino alla chiosa finale: ''Saramago è stato dunque un uomo e un intellettuale di nessuna ammissione metafisica, fino all'ultimo inchiodato in una sua pervicace fiducia nel materialismo storico, alias marxismo''. ''Lucidamente autocollocatosi dalla parte della zizzania nell'evangelico campo di grano - conclude il quotidiano della Santa Sede - si dichiarava insonne al solo pensiero delle crociate, o dell'inquisizione, dimenticando il ricordo dei gulag, delle 'purghe', dei genocidi, dei samizdat culturali e religiosi''.

(Adnkronos)

Pd contro nomina Brancher: ''Il ministero costerà agli italiani 1 mln di euro all'anno"



Divampa la polemica sulla nomina di Aldo Brancher a ministro per l'Attuazione del federalismo mentre allo Sviluppo economico perdura l'interim di Berlusconi. "Se anche Bossi è contrario alla nomina di Brancher a ministro del federalismo ci si chiede quale sia la logica con la quale è stato fatto un ministero che costerà agli italiani un milione di euro l'anno" attacca il vicesegretario del Pd, Enrico Letta. "La nomina del nuovo ministro - dice interpellato dai cronisti a margine di un convegno del partito a Milano - è stata delegittimata da quello che è il titolare del federalismo all'interno del governo, a questo punto ci si chiede quale sia il motivo di questa nomina. A pensar male - afferma Letta citando Andreotti - si fa peccato, ma spesso ci si azzecca''.

Quanto al dopo Scajola, "il ministero dello Sviluppo economico è anche il ministero delle Comunicazioni e delle frequenze televisive e il fatto che Berlusconi ne abbia preso l'interim è un ulteriore disdoro per l'Italia - rincara Letta - Il governo deve nominare il nuovo ministro dello Sviluppo economico. Una fase cosi delicata di crisi industriali profonde che il nostro paese sta vivendo rende necessario che il paese abbia un ministro dello Sviluppo economico".

E dure critiche arrivano anche dalla vicepresidente del Senato, Emma Bonino. ''Quella della maggioranza è una situazione piuttosto paradossale - sottolinea a Radio radicale - se consideriamo che il governo ha pensato bene di darsi un nuovo ministro, Aldo Brancher, che per competenze andrà ad aggiungersi a quello che già fanno Bossi, Calderoli, Fitto e Rotondi. Che ci siano dei mal di pancia per questa nomina lo dimostra - rileva anche Bonino - il chiarimento che si è sentito in dovere di dare ieri Bossi a Pontida su chi sia il vero ministro del federalismo''.

''Forse Calderoli - rimarca l'esponente dei Radicali - potrebbe operare una semplificazione cominciando dal numero dei ministri che si occupano di federalismo. Un ministro in più ha dei costi in più, poi però fanno una manovra che taglia il 10% a tutti i ministeri e non nominano l'unico ministro che serve, quello allo Sviluppo economico, che rimane nelle mani di Berlusconi con l'interim''.

Per la Lega Giancarlo Giorgetti, parlamentare del Carroccio e presidente della Commissione Bilancio alla Camera, ribadisce che anche con la nomina di Brancher ''la competenza sul Federalismo resta a Bossi''. ''Brancher - spiega Giorgetti - già collaborava con i ministri Bossi e Calderoli nei lavori parlamentari''.

Intanto, le voci che vedrebbero in pole position per lo Sviluppo economico l'ex numero due di Microsoft Umberto Paolucci vengono accolte positivamente dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. "Conosco molto bene Paolucci, è una persona seria e capace e quindi se dovesse essere lui a dover ricoprire il ruolo di ministro dello Sviluppo economico, benvenga - dice la leader degli industriali - L'importante è che al ministero ci vada una persona che capisca i problemi della competitività e le grandi sfide che l'industria ha davanti".

(Adnkronos)




Appaltopoli/Sepe: Ho fatto tutto nella massima trasparenza


"Ho fatto tutto nella massima trasparenza, avendo i bilanci puntualmente approvati dalla Prefettura per gli affari economici e dalla Segreteria di Stato la quale, con una lettera, inviatami a conclusione del mio mandato di prefetto, volle finanche esprimere apprezzamento e stima per la gestione amministrativa". Questo uno dei passaggi salienti della lettera scritta al cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ai fedeli e alla comunità ecclesiastica partenopea. "Dico questo per amore della verità, nella consapevolezza - ha scritto Sepe - di avere sempre agito secondo coscienza avendo come unico obiettivo il bene della Chiesa".

(Apcom)


Pensioni: Part-Time verticale. La pronuncia della Corte di Giustizia sul calcolo dell'anzianità contributiva



La Corte di Giustizia UE con la sentenza del 10 giugno 2010 n. C-395/08 ha riconosciuto la presenza , nel nostro sistema pensionistico, di una ingiustificata disparità di trattamento tra i lavoratori a tempo parziale di tipo verticale ciclico rispetto agli altri lavoratori . La Corte ha ritenuto che la disciplina comunitaria deve escludere che una normativa nazionale possa prevedere, che per quest’ultimo tipo di rapporti, siano esclusi i periodi non lavorati dal calcolo dell’anzianità contributiva necessaria per acquisire il diritto alla pensione, salvo che una tale differenza di trattamento sia giustificata da ragioni obiettive. L’ anzianità deve corrispondere alla durata effettiva del rapporto di lavoro e non alla quantità di lavoro fornita nel corso dello stesso. Il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo parziale e lavoratori a tempo pieno implica quindi che l’anzianità contributiva utile ai fini della determinazione della data di acquisizione del diritto alla pensione sia calcolata per il lavoratore a tempo parziale come se egli avesse occupato un posto a tempo pieno, prendendo integralmente in considerazione anche i periodi non lavorati. La Corte ha ritenuto così Il principio del pro rata temporis non sia applicabile alla determinazione della data di acquisizione del diritto alla pensione, in quanto questa dipende esclusivamente dall’anzianità contributiva maturata dal lavoratore.

(Studio Cataldi)


Coniuge separato? Può operare detrazione del 100% per figli a carico


Con la sentenza n. 14707, depositata il 18 giugno 2010, la Corte di Cassazione ha stabilito che il coniuge separato può operare la detrazione del 100% per i figli a carico. Lo ha stabilito, in particolare la sezione tributaria del Palazzaccio, su ricorso di una donna separata e con due figlie a carico, affidate a lei dal giudice al momento della separazione dal marito. La protagonista della vicenda, dopo aver inserito nella dichiarazione dei redditi la detrazione totale per le figlie a carico, si era vista arriva dall’Ufficio delle Entrate un accertamento di 700 euro. Dopo varie battaglie legali, la donna aveva proposto ricorso in Cassazione, ottenendo l’accoglimento della domanda. I giudici di legittimità, in tema di Iperf, hanno infatti affermato che “la detrazione (di importo maggiore) per il coniuge a carico, (…), a partire dall'anno 1986 si applica per il primo figlio ricorrendo la duplice condizione: a) che l'altro genitore manchi o non abbia riconosciuto i figli naturali ovvero si tratti di figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente; b) che il contribuente non sia coniugato o legalmente ed effettivamente separato (terzo comma). Dalla nozione di mancanza del coniuge sono quindi esclusi, a differenza di quanto disposto dalla previgente disciplina, i casi di separazione legale, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, casi in ordine ai quali lo stesso art. 15, al numero 2 del secondo comma, riconosce per i figli rimasti a carico del contribuente la detrazione in misura doppia rispetto a quella prevista in via generale per i figli. La tipizzazione legislativa e l'autonoma regolamentazione delle diverse fattispecie della mancanza dell'altro genitore conseguenti, rispettivamente, alla sua non esistenza in vita o alla mancata assunzione legale di tale qualità, ovvero alla sopravvenienza di vicende attinenti esclusivamente al rapporto coniugale di genitori viventi, trova giustificazione nella scelta di non collocare il primo dei figli a carico al posto del coniuge separato - enucleandolo dal numero delle restanti persone- a carico - ove permanga l'inderogabile obbligo di entrambi i genitori, stabilito dall'art. 147 cod. civ., di provvedere al mantenimento della prole, fermo il detto beneficio del raddoppio dell'ordinaria detrazione a favore di quello a carico del quale sono posti i figli”.
(Studio Cataldi)