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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

Attualità 22 giugno 2010

Fini: a nord servono meno tasse non bandiere verdi

Il presidente della Camera ribadisce: "Padania non esiste. Il Sud lavora e paga le tasse"


"Perdere tempo a discutere di una cosa che non esiste (la Padania) ci mette fuori strada rispetto al problema vero: come permettere al motore economico dell'Italia di essere competitivo e vincente nell'economia globalizzata. E quindi meno tasse, meno burocrazia, meno lacci e lacciuoli. Queste sono le esigenze reali del Nord. Non sventolare una bandiera verde". Lo scrive il presidente della Camera sul sito di Generazione Italia rispondendo a una lettera di un giovane iscritto all'associazione.

"Ieri ho avuto modo di dire quello che tanti pensano, anche al Nord, anche nella tua Brianza. La Padania non esiste, come ci ha ricordato anche la Società geografica italiana. C'é solo la nostra Italia. Che avrà problemi, differenze tra Nord e Sud, ma è la nostra Nazione. E dobbiamo esserne fieri, non solo quando gioca la Nazionale". Lo scrive sul sito di Generazione Italia il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, rispondendo ad una lettera di Stefano Basilico, giovane iscritto lombardo dell'associazione 'finiana' interna al Pdl. "Non si può dire - aggiunge - che è 'Padania' quella parte del Paese che lavora e paga le tasse. Per due motivi: non è solo il Nord a lavorare e pagare le tasse e non tutti i cittadini del Nord che lavorano e pagano le tasse si sentono 'padani'".

 

BERLUSCONI: "PACE CON FINI? MAI LITIGATO CON NESSUNO" - "Fare la pace con Fini? Per fare la pace, prima ci deve essere una guerra. Io non sono mai stato in guerra con nessuno, e litigare è cosa estranea al mio Dna. Anzi, dico sempre che mi faccio concavo o convesso a seconda dell'interlocutore, pur di far sempre prevalere il dialogo, il confronto amichevole. Questo vale anche per i rapporti con il Presidente della Camera". Lo ha detto Silvio Berlusconi in una intervista che sarà pubblicata dal settimanale "Oggi" in edicola da domani. "In un grande partito - prosegue il premier - può anche accadere che vi siano opinioni diverse. Poi però si vota e alla fine la decisione che raccoglie il maggior numero di voti deve valere per tutti. Fini non ha mai contestato questa regola, che nel Pdl è in vigore fin dal primo giorno, tanto è vero che io stesso ho dovuto subirla in diverse occasioni. Se si stabilisce questo metodo democratico, senza strappi, senza inutili provocazioni quotidiane, senza uno stillicidio di polemiche continue, allora potremo portare a compimento con successo quella felice intuizione che oltre dieci anni fa discussi con l'indimenticabile Tatarella". Alla domanda se Fini resterà nel Pdl, Berlusconi ha risposto: "Credo che il traguardo del Pdl sia stato anche per lui un traguardo storico irreversibile, per il quale valeva e vale la pena spendere le nostre migliori energie politiche. Non posso perciò credere che si voglia mettere in discussione questo risultato. Sarebbe una enorme delusione innanzitutto per i nostri elettori. Il nostro popolo, il Popolo della libertà - conclude Berlusconi - non lo capirebbe".

"In un grande partito, dice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intervistato da 'Oggi' - può anche accadere che vi siano opinioni diverse. Poi però si vota e alla fine la decisione che raccoglie il maggior numero di voti deve valere per tutti. Fini non ha mai contestato questa regola, che nel Pdl è in vigore fin dal primo giorno, tanto è vero che io stesso ho dovuto subirla in diverse occasioni. Se si stabilisce questo metodo democratico, senza strappi, senza inutili provocazioni quotidiane, senza uno stillicidio di polemiche continue, allora potremo portare a compimento con successo quella felice intuizione che oltre dieci anni fa discussi con l'indimenticabile Tatarella".

(Ansa)



Intercettazioni, ''ok entro l'estate''.


''Abbiamo discusso del calendario parlamentare. Vogliamo approvare le intercettazioni, la riforma universitaria e la manovra entro la pausa estiva, almeno di proviamo''. Ad annunciarlo è Denis Verdini, coordinatore del Pdl, al termine del vertice di Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi.

Verdini ha spiegato che ''sono state messe in conto'' anche possibili modifiche al ddl intercettazioni per poter approvarlo entro questa scadenza.

Conferma Ignazio La Russa. ''C'è la disponibilità del Pdl a lavorare fino alla prima settimana di agosto in modo serrato, per vedere dove si arriva, sulle priorità che sono: manovra, intercettazioni, università", ha detto il coordinatore nazionale del Pdl.

A Palazzo Grazioli il premier ha incontrato i vertici del partito. Nella residenza romana del presidente del Consiglio sono arrivati i coordinatori nazionali del partito, Denis Verdini, Ignazio La Russa e Sandro Bondi, insieme ai capigruppo di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, a Gaetano Quagliariello vicepresidente gruppo Pdl a Palazzo Madama. Presenti anche il Guardasigilli Angelino Alfano, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti e il deputato Pdl Niccolò Ghedini, avvocato del Cavaliere.

(Adnkronos)



Il Pdl propone condoni per casa e fisco, ma arriva stop Governo


Riaprire il condono edilizio, anche nelle aree protette e il condono fiscale. Il Pdl ci riprova e con due emendamenti alla manovra presentati a palazzo Madama dai senatori Paolo Tancredi, Cosimo Latronico e Gilberto Pichetto Fratin, torna a proporre una sanatoria per gli abusi edilizi e quelli fiscali. Ma il governo interviene a stretto giro di posta per 'sconfessare' le proposte dei senatori della maggioranza e garantire che non ci sarà nessun condono in manovra. E immediatamente il Pdl annuncia il ritiro almeno della sanatoria sulla casa. Per l'esecutivo a intervenire per primo è il sottosegretario Paolo Bonaiuti che chiarisce che né il governo nè il capogruppo del Pdl in Senato, Maurizio Gasparri, sosterranno le proposte. Per il Tesoro, invece, parla il sottosegretario, Luigi Casero, garantendo che il governo "non accetterà mai" la riapertura dei termini del condono fiscale ed edilizio. Parole condivise e concordate con il titolare di via Venti Settembre, Giulio Tremonti, che da Milano dichiara di riconoscersi nelle parole del sottosegretario. Ma le richieste di sanatoria non sono finite. Anche la Lega ha presentato un emendamento per sanare i falsi invalidi: chi ha fatto il furbo e ha ottenuto un assegno di invalidità senza averne diritto - recita la proposta del Carroccio - può autodenunciarsi e vedere estinti il reato commesso e l'illecito amministrativo". Intanto l'opposizione insorge e attacca esecutivo e maggioranza per le sue "proposte indecenti". Il Pd parla di "penosa giostra di notizie", proposte "immorali" e avverte che vigilerà in Parlamento sui "giochi della maggioranza". Mentre l'Idv bolla gli emendamenti come "inaccettabili" e li definisce una "barbarie". Insomma, nessuna possibilità di dialogo con la minoranza se il governo intende andare avanti con le sanatorie. "Per quanto ci riguarda - afferma Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni Economiche del gruppo del Pd alla Camera - ribadiamo che notizie di condoni di qualsiasi tipo, edilizio o fiscale, per il Pd significano la rottura di spazi di dialogo. E' una condizione imprescindibile. Resta l'amarezza per la poca serietà della maggioranza di governo di fronte ad una crisi pesante che richiederebbe impegno e serietà". Forti proteste anche dai Verdi e delle associazioni ambientaliste, che chiedono di escludere dal Parlamento gli autori dell'emendamento e, al governo, di dissociarsi al più presto. No a nuovi condoni anche dal numero uno degli industriali, Emma Marcegaglia. I tre senatori del Pdl proponevano la riapertura del condono edilizio fino agli abusi realizzati entro il 31 marzo 2010, allargando la sanatoria agli immobili soggetti a vincoli ambientali e paesistici. "Un condono cosi' a maglie larghe non era stato previsto - dice il primo firmatario Tancredi - è stato un errore firmarlo. Purtroppo tra centinaia di emendamenti è sfuggito". Mentre per quanto riguarda il condono fiscale e tombale si propone la riapertura dei termini della sanatoria del 2002, garantendo ulteriore tempo per aderire alla dichiarazione integrativa, il condono tombale (31 dicembre 2008) e gli omessi versamenti.

(Apcom)



Giustizia: oggi a Milano sciopero bianco delle Toghe


Inizia oggi a Milano lo sciopero bianco delle toghe contro la manovra finanziaria. Le modalità dello sciopero sono piuttosto articolate. All'inizio di ogni procedimento il giudice chiederà all'assistente di udienza se è autorizzato a prolungare l'udienza oltre le 14 e, in caso negativo, avvisera' i presenti che l'udienza cessera' inderogabilmente per quell'ora. All'apertura di ogni processo il Giudice dara' atto del fatto che manca l'ufficiale giudiziario che ha il compito di chiamare i testi. Il Pm a quel punto farà notare che la mancanza dell'ufficiale giudiziario non consente di garantire che parti lese, imputati, testi e consulenti, non parlino tra di loro fuori dell'aula e si dichiarerà non non disponibile, per questo, a chiamare in aula parti e testimoni. Nelle cause civili le 'regole' sono ancora più complesse. La protesta si dovrebbe ripetere anche giovedi' prossimo.

(Studio Cataldi)


A Bagnoli 33 mila tonnellate amianto ex impianto; bonifica al 50%



"Finora sul sito dell'ex fabbrica di Bagnoli è stata accertata la presenza di 33mila tonnellate di amianto. Ma si arriverà a 100mila tonnellate di materiale interrato da smaltire". Lo ha detto l'ultimo teste che ha deposto oggi all'udienza del processo Eternit a Torino, l'ingegner Gianfranco Caligiuli, direttore della Bagnoli futura, la società partecipata da Comune e Provincia di Napoli e Regione Campania che si occupa della bonifica dell'area dove fino all'86 era attiva la fabbrica. "Queste 100mila tonnellate - ha spiegato il teste - non sono tutte di amianto, ma di sostanza mescolata al terreno, ma è impossibile separarle. Le quantità che stiamo trovando sono superiori a quanto preventivato. La Bagnoli Futura sta facendo la bonifica del sottosuolo. Stiamo trovando sotto terra frammenti di lavorazione oltre alle infrastrutture realizzate in cemento amianto come le tubazioni fognarie. In alcuni casi in concentrazioni significative". "La prima bonifica superficiale - ha continuato Caligiuli - venne effettuata dalla Bagnoli Spa, di proprietà della Fintecna, che a sua volta faceva parte dell'Iri, nel '99. La Bagnoli futura ha iniziato nel 2005, dopo l'approvazione dei piani di bonifica nel 2004. Nel 2006 sono iniziate le vere e proprie attività. Oggi siamo intorno al 50 percento di lavori fatti". Anche il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, sentita oggi prima di Caligiuli, aveva parlato di amianto presente "nelle vasche" dell'ex stabilimento. Sugli scarti, "mi risulta che venissero smaltiti 'a norma'" ha detto. Però, ha specificato il sindaco, "quello che significa a Napoli 'a norma' è da tener presente. In generale, ci sono state speculazioni di camorra per gli stoccaggi, nominalmente 'a norma' e di fatto 'non a norma'".

(Apcom)



Droga, con la crisi crolla il consumo: -25%. Ma è boom per l'utilizzo dell'alcol: +18,2%


Drastica riduzione del consumo di droghe nel 2009. Il totale dei consumatori (sia occasionali che abituali) e' di circa 2.924.500, rispetto ai 3.934.450 persone stimate nel 2008. In termini di percentuali il calo e' del 25,7%. I dati emergono dalla Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze, consegnata ieri ai vertici delle istituzioni, e illustrata oggi a Palazzo Chigi dal sottosegretario Carlo Giovanardi. A determinare l'inversione di tendenza, dopo anni di crescita del fenomeno, e' stata l'attivita' di repressione e prevenzione. Ma a imprimere un cambio di rotta ci ha pensato anche la crisi economica, che ha evidentemente imposto una sorta di austerity nei consumi.

Paragonata al 2008 la riduzione dell'uso riguarda la generalita' delle sostanze stupefacenti, con particolare rilevanza per la cannabis che scende di 9,1 punti percentuali. Persiste comunque, come risulta dai dati elaborati nella relazione aannuale, "la tendenza al policonsumo" con una forte associazione soprattutto tra l'alcol e la cannabis. Giovanardi non ha nascosto la propria soddisfazione, sottolineando i risultati conseguiti e rimarcando il lavoro che resta da fare. "Dopo anni in cui veniva evidenziata una situazione in peggioramento continuo, quest'anno -ha dichiarato il sottosegretario- i dati segnalano un calo o per meglio dire un crollo, dei consumi".

"Come interpretare questo fenomeno? Si tratta di un fatto assolutamente positivo favorito dalle grandi campagne nazionali di prevenzione e dissuasione (campioni dello sport, portale internet per le scuole, le campagne portate sul territorio e negli enti locali) che hanno aumentato la consapevolezza dei danni causati dall'assunzione delle droghe. Il calo e' ancora piu' eclatante -ha aggiunto Giovanardi- se si guarda alla fascia di eta' 13-16 anni, in ulteriore discesa rispetto agli adulti. Un forte contributo deterrente lo ha dato anche il drug-test per una serie di categorie professionali come piloti e autisti". Una politica di dissuasione rafforzata dai maggiori controlli stradali, con la previsione di sanzioni molto dure, come ritiro patente o sequestro veicolo.

La crisi economica, ha poi rimarcato il sottosegretario, puo' aver determinato un calo dei consumi di sostanze stupefacenti e generato, per converso, un aumento dell'uso di alcolici. Al punto tale che Giovanardi, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha parlato di un "problema molto serio a cui prestare attenzione". L'abuso di alcol si concentra sopratutto tra giovani e giovanissimi per lo "sballo" nel week end. Nella popolazione studentesca (fascia di eta' 15-19 anni) si manifesta una "forte presenza di policonsumo".

Tradotto in abitudini, questo significa che alla "diminuzione dei consumi di sostanze stupefacenti va in contro tendenza il consumo di alcol. Relativamente a questo consumo -si legge nella relazione- infatti e' da segnalare un aumento percentuale dell'assunzione quotidiana, dal 2007 al 2010, del 18,2%. L'incremento percentuale delle ubriacature (oltre 40 volte nella vita) e' stato purtroppo del 200% passando da una prevalenza dell'1% nel 2007 al 3% del 2010".

"Questo andamento contrapposto -e' l'ipotesi formulata nel rapporto- potrebbe trovare spiegazione in relazione a una minor capacita' di spesa, soprattutto negli utilizzatori occasionali di sostanze stupefacenti, conseguente alla crisi economica e a una diversificata e minore percezione del rischio nei confronti dell'alcol rispetto alle sostanze stupefacenti. Questo potrebbe aver comportato uno spostamento dei consumatori occasionali di sostanze verso gli alcolici in quanto piu' accessibili e meno costosi e comunque in grado di dare effetti fortemente psicoattivi".

In leggera controtendenza come fenomeno particolare di una fascia di utilizzatori e' la vendita via internet . "Negli ultimi anni -rileva il rapporto governativo- si sta registrando un sempre piu' marcato spostamento dell'offerta di commercializzazione delle sostanze illecite attraverso Internet. Il fenomeno dell'offerta di droga su web e' caratterizzato dalla presenza di farmacie online che vendono farmaci e sostanze di qualsiasi genere, senza richiedere alcuna prescrizione medica e dalla presenza di online drugstore, dove e' possibile acquistare facilmente sostanze illecite.

"Oltre a questo si e' registrato lo sviluppo di specifici forum, blog, chartroom, social network dedicati alla discussione sulle varie droghe, dove circolano informazioni e consigli circa il consumo e l'acquisto di sostanze. Gli utenti si scambiano informazioni, consigli, indicazioni e varie 'istruzioni per l'uso' molto rapidamente e in maniera molto socializzata e socializzante".

Da questo quadro generale emerge infine una "stabilizzazione" negli ultimi quattro anni degli assistiti dai Sert in trattamento per uso di eroina, mentre vi e' un aumento degli utenti in trattamento per uso di cocaina". Un trend confermato dal rilevamento di una aumento dei ricoveri ospedalieri per uso di cocaina (+4,2%) e di una crescita dei ricoveri per uso di cannabinoidi (+5%).

(Adnkronos)



Pomigliano vota, Uilm: alta adesione

Si vota fino alle 21, a seguire lo spoglio



Urne aperte, dalle ore 8.00, allo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco (Napoli) dove i 5.133 lavoratori sono chiamati al voto. Oggi tocca a loro decidere: se dire sìall'intesa firmata con la Fiat, lo scorso 15 giugno da tutte le sigle sindacali, tranne la Fiom, o se dire no.

Secondo quanto rende noto Giovanni Sgambati, segretario della Uilm Campania, "alle ore 14 hanno votato 2.569 lavoratori", ossia il 52% degli aventi diritto. "La percentuale di voto degli operai finora è molto alta, si attesta al 95-96% - spiega Sgambati - i lavoratori iscritti al libro matricola sono 4870". Bassa, sottolinea Sgambati, la percentuale di assenteismo: "Al primo turno abbiamo registrato un 2,5%".

Che l'atmosfera nella giornata del referendum sia tutt'altro che tranquilla lo dimostrano i nervi a fior di pelle che si manifestano in queste ore di attesa, all'esterno dello stabilimento Fiat. Accuse reciproche vengono rivolte da una parte all'altra, perfino per interviste rilasciate alle tv. E così capita che il delegato provinciale della Fim, Michele Liberti, sindacato che ha firmato l'intesa, punti l'indice contro un esponente del Cobas ("mi hai rivolto accuse pesanti, inaccettabili") e, viceversa, il Cobas - rappresentato da Mimmo Mignano, ex operaio Fiat poi reintegrato - replichi "siete dei venduti". Parole grosse davanti allo stabilimento, il tutto mentre gli operai continuano a dire:"All'interno dello stabilimento i lavoratori sono sereni".

Una scelta, quella espressa dai lavoratori, che potrebbe essere decisiva per il destino dello stabilimento, dei 700 milioni di investimenti per portare la produzione della Panda dalla Polonia a Pomigliano e, dunque, per il futuro lavorativo degli oltre 5mila Fiat e dei 15mila impiegati nell'indotto. Alle otto sono partite le votazioni che dureranno fino alle 21; di seguito inizierà lo spoglio. E' nella sala dove si pagano gli stipendi che gli operai potranno esprimersi: niente cassa integrazione, almeno per oggi, proprio per consentire a tutti le votazioni. Il quesito, al quale i lavoratori dovranno rispondere con una croce sul 'Si' o sul 'No', è: "Sei favorevole all'ipotesi d'accordo del 15 giugno 2010 sul progetto 'Futura Panda' a Pomigliano?". Dieci urne sono dentro la fabbrica; un'altra è nello stabilimento di Nola, dove c'é il polo della logistica.

Il referendum di oggi è un passo fondamentale per capire quanto i lavoratori di Pomigliano condividano il progetto della Fiat, ma potrà rivelarsi non sufficiente per chiudere la partita e dare il via all'investimento da 700 milioni di euro per la produzione della Nuova Panda. Sergio Marchionne vuole la garanzia della "praticabilità" dell'intesa firmata il 15 giugno con Fim, Uilm, Fismic e Ugl. E neanche la valanga di sì, auspicata dall'azienda nei giorni scorsi, è a questo punto di per sé una certezza. Paradossalmente l'unica risposta che non lascerebbe ombra di dubbio sarebbe un numero altissimo di no, perché chiuderebbe la questione.

Nel testo dell'accordo c'é un richiamo esplicito all'esigenza posta dalla Fiat quando si dice che, "al fine della realizzazione del Piano, si devono concretizzare le condizioni che rendono operativo e praticabile, mediante l'adesione effettiva dei soggetti interessati, quanto convenuto con la sottoscrizione della presente ipotesi di accordo". Il problema per il Lingotto, insomma, è come, a prescindere dall'esito del voto, garantire che Pomigliano funzioni facendo fronte alla forte opposizione della Fiom che non ha firmato l'accordo, contro il quale minaccia azioni legali, e considera illegittimo il referendum. Finora si è parlato del piano B, ipotizzato da Marchionne il 21 aprile, durante la presentazione del piano di sviluppo 2010-2014. "La soluzione più facile sarebbe quella di smantellare tutto e andarsene fuori. Si cerchi di non abusare delle buone intenzioni", ha detto l'amministratore delegato del Lingotto. Ma la Fiat ha la consapevolezza che non produrre la Panda vuol dire destinare alla chiusura, oltre a Termini Imerese, anche lo stabilimento campano, scelta che avrebbe gravi conseguenze sociali al Sud, e non solo per le 5.000 famiglie direttamente interessate. L'azienda ha quindi allo studio altre ipotesi. Una di queste era contenuta nella prima pagina della stesura iniziale del testo del 15 giugno e prevedeva la costituzione di una nuova società, una newco, che avrebbe riassunto con un nuovo contratto i singoli lavoratori disponibili ad accettare le condizioni poste dall'azienda. Se questa strada sia percorribile o meno lo stanno verificando i legali ai quali la Fiat si è affidata. Anche su questa prima ipotesi emersa, tuttavia, la Fiom ha dichiarato guerra, sottolineando che andrebbe contro la legislazione italiana ed europea e profilando una valanga di cause e ricorsi. "Alla fine la Fiat spenderebbe in avvocati e tribunali più di quello che spenderebbe nell'investimento", ha detto Giorgio Cremaschi, mentre Susanna Camusso, numero due della Cgil, considera quella della newco "un'ipotesi unicamente tesa a destrutturare i rapporti e le relazioni". La pensa in modo del tutto diversa Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic: "é un'utile riserva che spero però non si debba prendere in considerazione grazie al voto chiaro dei lavoratori". Per l'Ugl non c'é bisogno di altre ipotesi perché il progetto della Fiat è in grado di assicurare un futuro produttivo a Pomigliano d'Arco.

(Ansa)



Nucleare, Piemonte si sfila da ricorso regioni a Consulta


Il Piemonte, governato dal centrodestra dopo le ultime elezioni regionali, ha rinunciato oggi ufficialmente al ricorso presentato insieme ad altre 10 regioni contro un decreto legislativo del febbraio scorso che attribuisce di fatto al governo la scelta dei siti dove costruire le future centrali nucleari.

Oggi, all'inizio della discussione davanti alla Corte Costituzionale, i rappresentanti del Piemonte hanno presentata una delibera di giunta con cui la Regione, oggi presieduta dal leghista Roberto Cota, ha rinunciato al ricorso che era stato approvato dalla precedente giunta di centrosinistra.

La Consulta ha sospeso la seduta, che riprenderà alle 16. I giudici dovranno pronunciarsi sull'ammissibilità della partecipazione delle società energetiche Enel e Terna (contrarie al ricorso delle regioni) e dell'associazione ambientalista Wwf (favorevole) al procedimento.

Un'eventuale decisione della Corte Costituzionale favorevole alle regioni potrebbe rappresentare un ostacolo al previsto ritorno dell'Italia al nucleare, a 23 anni dai referendum che sancirono la chiusura delle centrali.

Le regioni sostengono che la delega a Palazzo Chigi in materia di nucleare non rispetti il Titolo V della Costituzione sulle competenze regionali in merito alla produzione di energia e al governo del territorio.

Il ricorso - sostenuto da Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Lazio, Calabria, Marche, Emilia-Romagna e Molise - contesta anche che il provvedimento sia stato varato senza il parere della Conferenza Stato-Regioni.

Se la Corte Costituzionale dovesse accogliere il ricorso, per il governo - che ha più volte annunciato l'avvio dei lavori per le prime nuove centrali nel 2013 - sarebbe un duro colpo, perché molte regioni potrebbero opporsi al progetto, anche se con le scorse elezioni regionali il centrodestra ha conquistato la guida di alcune regioni fin qui ufficialmente "anti- nucleariste", come Piemonte, Lazio e Calabria.

Nel frattempo, l'Italia dei Valori sta raccogliendo le firme in calce a una richiesta di referendum che punta ad abrogare parti di alcune leggi - a partire dalla numero 99 del 2009 - allo scopo di impedire totalmente il ricorso al nucleare.

L'iniziativa del partito di Antonio Di Pietro - che deve raggiungere almeno 500mila firme - è stata criticata però da alcune associazioni, come Legambiente, che temono il rischio che al momento di un eventuale voto manchi di nuovo il quorum, come è accaduto per tutti i referendum abrogativi negli ultimi 20 anni.

Il governo, intanto, ha presentato a sua volta tre ricorsi contro altrettante regioni - Puglia, Basilicata e Campania - che con proprie leggi hanno escluso la costruzione di impianti nucleari e di depositi di stoccaggio del materiale radioattivo, senza la preventiva intesa con lo Stato.

Il primo ricorso verrà discusso ad ottobre

(Reuters)



Milano, un pitone di 1 metro fa capolino da water di abitazione


Ha visto un grosso serpente fare capolino per qualche secondo sul fondo del water del suo gabinetto e poi sparire di nuovo nell'acqua. In preda al panico, una signora che abita al quarto piano di uno stabile di via Ungaretti 12, in zona Quarto Oggiaro a Milano, ieri, intorno alle 10, ha chiamato immediatamente l'idraulico, che da giorni stava cercando di capire come risolvere un problema agli scarichi segnalato da diversi inquilini dei primi quattro piani della palazzina. L'artigiano è intervenuto in casa della signora ed è riuscito ad estrarre dalla conduttura l'animale lungo circa un metro e a rinchiuderlo in un sacchetto. Sono poi stati i volontari dell'Ente nazionale protezione animali (Enpa) di Milano a recuperare il serpente, completamente intirizzito dal freddo, e a riconoscerlo come un pitone reale. La voce della presenza del serpente nelle tubature del palazzo girava da giorni tra i condomini, e qualcuno aveva anche versato nell'impianto di scarico delle sostanze corrosive e velenose, che però sembrano non aver infastidito più di tanto il grosso serpente. "Molto probabilmente il serpente apparteneva a qualche inquilino dello stabile che se ne è disfatto buttandolo nello scarico del gabinetto" spiega ad Apcom Umberto Di Bonaventura che cura l'ufficio stampa dell'Enpa di Milano, spiegando che "è la prima volta che si verifica un caso del genere" e che "comunque si tratta di un animale che non è pericoloso". Il pitone reale è stato visitato e lavato dai volontari dell'Enpa, che lo hanno poi sistemato al caldo, "dove ha ripreso un po' di calore e vigore". "Nei prossimi giorni - spiega l'Enpa - si potrà valutare se l'avventura sia davvero a lieto fine oppure le sofferenze patite nello scarico possano aver causato danni irreversibili al povero animale".

(Apcom)


Appalti, in Pa gravi episodi corruzione -Giampaolino (Authority)


Negli appalti forniti dalla Pubblica amministrazione vi sono "gravi episodi di corruzione e di illegalità".

Lo ha detto il presidente dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, Luigi Giampaolino, nella relazione annuale al Parlamento sull'attività del 2009.

Si è registrato "l'insorgere, all'interno della pubblica amministrazione, di gravi episodi di corruzione ed illegalità" che si sono evidenziati "con una ciclicità preoccupante", ha detto Giampaolino.

Secondo il garante "il mancato rispetto delle regole e la presenza radicata e diffusa della corruzione è causa di una profonda e sleale alterazione delle condizioni concorrenziali che può contribuire ad annientare le imprese oneste, costringendole ad uscire dal mercato".

Giampaolino ha aggiunto che l'impegno "deciso a contrastare ogni forma di corruzione nella Pubblica amministrazione costituisce una priorità per l'Autorità, nata proprio sull'onda della reazione ad analoghe vicende".

(Reuters)



Maturità: Primo Levi, foibe e Ufo tra le tracce

Primi Levi e l'uccisione di italiani nelle cosiddette foibe alla fine della seconda guerra mondiale sono tra i temi della prima giornata dell'esame di maturità, insieme al ruolo dei giovani nella politica e alla possibile esistenza della vita su altri pianeti.

I titoli delle tracce per le varie scuole erano stati resi noti già poco dopo le 8 dal sito studenti.it, grazie ai messaggi dei maturandi, e sono stati poi confermati da un comunicato ufficiale del ministero dell'Istruzione.

La prima prova, quello relativa all'analisi del testo, riguarda un passaggio dell'introduzione a "La ricerca delle radici", un libro di Primo Levi del 1981 in cui il sopravvissuto all'Olocausto parla delle esperienze di lettura che lo hanno formato.

Il "saggio breve" o "articolo di giornale" riguarda invece diversi argomenti possibili. "Piacere e piaceri", basato su estratti che vanno da D'Annuzio a Brecht, passando per i dipinti di Botticelli, Picasso e Matisse; "La ricerca della felicità", che mette insieme la Costituzione italiana, la dichiarazione d'indipendenza americana e scritti vari, tra cui uno del filosodo Stefano Zamagni; ancora, "Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica", con citazioni da Mussolini, Togliatti, Aldo Moro e il Papa Giovanni Paolo II; "Siamo soli?", che tocca il tema degli Ufo e dell'esistenza di altri pianeti abitati.

Il tema di argomento storico riguarda quest'anno le foibe, mentre quello generale è dedicato alla musica, con una citazione da Aristotele.

Secondo il ministero dell'Istruzione, quest'anno sono quasi 501mila gli studenti che sostengono la prova di maturità.

(Reuters)