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Fini: a nord servono meno tasse non bandiere
verdi
Il presidente della Camera ribadisce: "Padania non esiste.
Il Sud lavora e paga le tasse"
"Perdere tempo a discutere di una cosa che non esiste (la
Padania) ci mette fuori strada rispetto al problema vero: come
permettere al motore economico dell'Italia di essere competitivo e
vincente nell'economia globalizzata. E quindi meno tasse, meno
burocrazia, meno lacci e lacciuoli. Queste sono le esigenze reali del
Nord. Non sventolare una bandiera verde". Lo scrive il
presidente della Camera sul sito di Generazione Italia rispondendo a
una lettera di un giovane iscritto all'associazione.
"Ieri ho avuto modo di dire quello che tanti pensano, anche
al Nord, anche nella tua Brianza. La Padania non esiste, come ci ha
ricordato anche la Società geografica italiana. C'é solo la nostra
Italia. Che avrà problemi, differenze tra Nord e Sud, ma è la
nostra Nazione. E dobbiamo esserne fieri, non solo quando gioca la
Nazionale". Lo scrive sul sito di Generazione Italia il
Presidente della Camera, Gianfranco Fini, rispondendo ad una lettera
di Stefano Basilico, giovane iscritto lombardo dell'associazione
'finiana' interna al Pdl. "Non si può dire - aggiunge - che è
'Padania' quella parte del Paese che lavora e paga le tasse. Per due
motivi: non è solo il Nord a lavorare e pagare le tasse e non tutti
i cittadini del Nord che lavorano e pagano le tasse si sentono
'padani'".
BERLUSCONI: "PACE CON FINI? MAI LITIGATO CON NESSUNO"
- "Fare la pace con Fini? Per fare la pace, prima ci deve essere
una guerra. Io non sono mai stato in guerra con nessuno, e litigare è
cosa estranea al mio Dna. Anzi, dico sempre che mi faccio concavo o
convesso a seconda dell'interlocutore, pur di far sempre prevalere il
dialogo, il confronto amichevole. Questo vale anche per i rapporti
con il Presidente della Camera". Lo ha detto Silvio Berlusconi
in una intervista che sarà pubblicata dal settimanale "Oggi"
in edicola da domani. "In un grande partito - prosegue il
premier - può anche accadere che vi siano opinioni diverse. Poi però
si vota e alla fine la decisione che raccoglie il maggior numero di
voti deve valere per tutti. Fini non ha mai contestato questa regola,
che nel Pdl è in vigore fin dal primo giorno, tanto è vero che io
stesso ho dovuto subirla in diverse occasioni. Se si stabilisce
questo metodo democratico, senza strappi, senza inutili provocazioni
quotidiane, senza uno stillicidio di polemiche continue, allora
potremo portare a compimento con successo quella felice intuizione
che oltre dieci anni fa discussi con l'indimenticabile Tatarella".
Alla domanda se Fini resterà nel Pdl, Berlusconi ha risposto: "Credo
che il traguardo del Pdl sia stato anche per lui un traguardo storico
irreversibile, per il quale valeva e vale la pena spendere le nostre
migliori energie politiche. Non posso perciò credere che si voglia
mettere in discussione questo risultato. Sarebbe una enorme delusione
innanzitutto per i nostri elettori. Il nostro popolo, il Popolo della
libertà - conclude Berlusconi - non lo capirebbe".
"In un grande partito, dice il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi intervistato da 'Oggi' - può anche accadere che vi
siano opinioni diverse. Poi però si vota e alla fine la decisione
che raccoglie il maggior numero di voti deve valere per tutti. Fini
non ha mai contestato questa regola, che nel Pdl è in vigore fin dal
primo giorno, tanto è vero che io stesso ho dovuto subirla in
diverse occasioni. Se si stabilisce questo metodo democratico, senza
strappi, senza inutili provocazioni quotidiane, senza uno stillicidio
di polemiche continue, allora potremo portare a compimento con
successo quella felice intuizione che oltre dieci anni fa discussi
con l'indimenticabile Tatarella".
(Ansa)
Intercettazioni, ''ok entro l'estate''.
''Abbiamo
discusso del calendario parlamentare. Vogliamo approvare le
intercettazioni, la riforma universitaria e la manovra entro la pausa
estiva, almeno di proviamo''. Ad annunciarlo è Denis Verdini,
coordinatore del Pdl, al termine del vertice di Palazzo Grazioli con
Silvio Berlusconi.
Verdini
ha spiegato che ''sono state messe in conto'' anche possibili
modifiche al ddl intercettazioni per poter approvarlo entro questa
scadenza.
Conferma Ignazio La Russa. ''C'è la
disponibilità del Pdl a lavorare fino alla prima settimana di
agosto in modo serrato, per vedere dove si arriva, sulle priorità
che sono: manovra, intercettazioni, università", ha detto il
coordinatore nazionale del Pdl.
A Palazzo Grazioli il premier ha incontrato i vertici del partito.
Nella residenza romana del presidente del Consiglio sono arrivati i
coordinatori nazionali del partito, Denis Verdini, Ignazio La
Russa e Sandro Bondi, insieme ai capigruppo di Camera e Senato
Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, a Gaetano Quagliariello
vicepresidente gruppo Pdl a Palazzo Madama. Presenti anche il
Guardasigilli Angelino Alfano, i sottosegretari alla
presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti e il deputato
Pdl Niccolò Ghedini, avvocato del Cavaliere.
(Adnkronos)
Il Pdl propone condoni per casa e fisco, ma arriva stop
Governo
Riaprire il
condono edilizio, anche nelle aree protette e il condono fiscale. Il
Pdl ci riprova e con due emendamenti alla manovra presentati a
palazzo Madama dai senatori Paolo Tancredi, Cosimo Latronico e
Gilberto Pichetto Fratin, torna a proporre una sanatoria per gli
abusi edilizi e quelli fiscali. Ma il governo interviene a stretto
giro di posta per 'sconfessare' le proposte dei senatori della
maggioranza e garantire che non ci sarà nessun condono in manovra. E
immediatamente il Pdl annuncia il ritiro almeno della sanatoria sulla
casa. Per l'esecutivo a intervenire per primo è il sottosegretario
Paolo Bonaiuti che chiarisce che né il governo nè il capogruppo del
Pdl in Senato, Maurizio Gasparri, sosterranno le proposte. Per il
Tesoro, invece, parla il sottosegretario, Luigi Casero, garantendo
che il governo "non accetterà mai" la riapertura dei
termini del condono fiscale ed edilizio. Parole condivise e
concordate con il titolare di via Venti Settembre, Giulio Tremonti,
che da Milano dichiara di riconoscersi nelle parole del
sottosegretario. Ma le richieste di sanatoria non sono finite. Anche
la Lega ha presentato un emendamento per sanare i falsi invalidi: chi
ha fatto il furbo e ha ottenuto un assegno di invalidità senza
averne diritto - recita la proposta del Carroccio - può
autodenunciarsi e vedere estinti il reato commesso e l'illecito
amministrativo". Intanto l'opposizione insorge e attacca
esecutivo e maggioranza per le sue "proposte indecenti". Il
Pd parla di "penosa giostra di notizie", proposte
"immorali" e avverte che vigilerà in Parlamento sui
"giochi della maggioranza". Mentre l'Idv bolla gli
emendamenti come "inaccettabili" e li definisce una
"barbarie". Insomma, nessuna possibilità di dialogo con la
minoranza se il governo intende andare avanti con le sanatorie. "Per
quanto ci riguarda - afferma Francesco Boccia, coordinatore delle
commissioni Economiche del gruppo del Pd alla Camera - ribadiamo che
notizie di condoni di qualsiasi tipo, edilizio o fiscale, per il Pd
significano la rottura di spazi di dialogo. E' una condizione
imprescindibile. Resta l'amarezza per la poca serietà della
maggioranza di governo di fronte ad una crisi pesante che
richiederebbe impegno e serietà". Forti proteste anche dai
Verdi e delle associazioni ambientaliste, che chiedono di escludere
dal Parlamento gli autori dell'emendamento e, al governo, di
dissociarsi al più presto. No a nuovi condoni anche dal numero uno
degli industriali, Emma Marcegaglia. I tre senatori del Pdl
proponevano la riapertura del condono edilizio fino agli abusi
realizzati entro il 31 marzo 2010, allargando la sanatoria agli
immobili soggetti a vincoli ambientali e paesistici. "Un condono
cosi' a maglie larghe non era stato previsto - dice il primo
firmatario Tancredi - è stato un errore firmarlo. Purtroppo tra
centinaia di emendamenti è sfuggito". Mentre per quanto
riguarda il condono fiscale e tombale si propone la riapertura dei
termini della sanatoria del 2002, garantendo ulteriore tempo per
aderire alla dichiarazione integrativa, il condono tombale (31
dicembre 2008) e gli omessi versamenti.
(Apcom)
Giustizia: oggi a Milano sciopero bianco delle
Toghe
Inizia oggi a
Milano lo sciopero bianco delle toghe contro la manovra finanziaria.
Le modalità dello sciopero sono piuttosto articolate. All'inizio di
ogni procedimento il giudice chiederà all'assistente di udienza se è
autorizzato a prolungare l'udienza oltre le 14 e, in caso negativo,
avvisera' i presenti che l'udienza cessera' inderogabilmente per
quell'ora. All'apertura di ogni processo il Giudice dara' atto del
fatto che manca l'ufficiale giudiziario che ha il compito di chiamare
i testi. Il Pm a quel punto farà notare che la mancanza
dell'ufficiale giudiziario non consente di garantire che parti lese,
imputati, testi e consulenti, non parlino tra di loro fuori dell'aula
e si dichiarerà non non disponibile, per questo, a chiamare in aula
parti e testimoni. Nelle cause civili le 'regole' sono ancora più
complesse. La protesta si dovrebbe ripetere anche giovedi' prossimo.
(Studio Cataldi)
A Bagnoli 33 mila tonnellate amianto ex impianto; bonifica al
50%
"Finora sul sito dell'ex fabbrica
di Bagnoli è stata accertata la presenza di 33mila tonnellate di
amianto. Ma si arriverà a 100mila tonnellate di materiale interrato
da smaltire". Lo ha detto l'ultimo teste che ha deposto oggi
all'udienza del processo Eternit a Torino, l'ingegner Gianfranco
Caligiuli, direttore della Bagnoli futura, la società partecipata da
Comune e Provincia di Napoli e Regione Campania che si occupa della
bonifica dell'area dove fino all'86 era attiva la fabbrica. "Queste
100mila tonnellate - ha spiegato il teste - non sono tutte di
amianto, ma di sostanza mescolata al terreno, ma è impossibile
separarle. Le quantità che stiamo trovando sono superiori a quanto
preventivato. La Bagnoli Futura sta facendo la bonifica del
sottosuolo. Stiamo trovando sotto terra frammenti di lavorazione
oltre alle infrastrutture realizzate in cemento amianto come le
tubazioni fognarie. In alcuni casi in concentrazioni significative".
"La prima bonifica superficiale - ha continuato Caligiuli -
venne effettuata dalla Bagnoli Spa, di proprietà della Fintecna, che
a sua volta faceva parte dell'Iri, nel '99. La Bagnoli futura ha
iniziato nel 2005, dopo l'approvazione dei piani di bonifica nel
2004. Nel 2006 sono iniziate le vere e proprie attività. Oggi siamo
intorno al 50 percento di lavori fatti". Anche il sindaco di
Napoli, Rosa Russo Iervolino, sentita oggi prima di Caligiuli, aveva
parlato di amianto presente "nelle vasche" dell'ex
stabilimento. Sugli scarti, "mi risulta che venissero smaltiti
'a norma'" ha detto. Però, ha specificato il sindaco, "quello
che significa a Napoli 'a norma' è da tener presente. In generale,
ci sono state speculazioni di camorra per gli stoccaggi, nominalmente
'a norma' e di fatto 'non a norma'".
(Apcom)
Droga, con la crisi crolla il consumo: -25%.
Ma è boom per l'utilizzo dell'alcol: +18,2%
Drastica riduzione del consumo di droghe nel 2009. Il totale dei
consumatori (sia occasionali che abituali) e' di circa 2.924.500,
rispetto ai 3.934.450 persone stimate nel 2008. In termini di
percentuali il calo e' del 25,7%. I dati emergono dalla Relazione
annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze, consegnata ieri ai
vertici delle istituzioni, e illustrata oggi a Palazzo Chigi dal
sottosegretario Carlo Giovanardi. A determinare l'inversione di
tendenza, dopo anni di crescita del fenomeno, e' stata l'attivita' di
repressione e prevenzione. Ma a imprimere un cambio di rotta ci ha
pensato anche la crisi economica, che ha evidentemente imposto una
sorta di austerity nei consumi.
Paragonata al 2008 la riduzione dell'uso riguarda la generalita'
delle sostanze stupefacenti, con particolare rilevanza per la
cannabis che scende di 9,1 punti percentuali. Persiste comunque, come
risulta dai dati elaborati nella relazione aannuale, "la
tendenza al policonsumo" con una forte associazione soprattutto
tra l'alcol e la cannabis. Giovanardi non ha nascosto la propria
soddisfazione, sottolineando i risultati conseguiti e rimarcando il
lavoro che resta da fare. "Dopo anni in cui veniva evidenziata
una situazione in peggioramento continuo, quest'anno -ha dichiarato
il sottosegretario- i dati segnalano un calo o per meglio dire un
crollo, dei consumi".
"Come interpretare questo fenomeno? Si tratta di un fatto
assolutamente positivo favorito dalle grandi campagne nazionali di
prevenzione e dissuasione (campioni dello sport, portale internet per
le scuole, le campagne portate sul territorio e negli enti locali)
che hanno aumentato la consapevolezza dei danni causati
dall'assunzione delle droghe. Il calo e' ancora piu' eclatante -ha
aggiunto Giovanardi- se si guarda alla fascia di eta' 13-16 anni, in
ulteriore discesa rispetto agli adulti. Un forte contributo
deterrente lo ha dato anche il drug-test per una serie di categorie
professionali come piloti e autisti". Una politica di
dissuasione rafforzata dai maggiori controlli stradali, con la
previsione di sanzioni molto dure, come ritiro patente o sequestro
veicolo.
La
crisi economica, ha poi rimarcato il sottosegretario, puo' aver
determinato un calo dei consumi di sostanze stupefacenti e generato,
per converso, un aumento dell'uso di alcolici. Al punto tale
che Giovanardi, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha
parlato di un "problema molto serio a cui prestare attenzione".
L'abuso di alcol si concentra sopratutto tra giovani e giovanissimi
per lo "sballo" nel week end. Nella popolazione
studentesca (fascia di eta' 15-19 anni) si manifesta una "forte
presenza di policonsumo".
Tradotto in abitudini, questo
significa che alla "diminuzione dei consumi di sostanze
stupefacenti va in contro tendenza il consumo di alcol. Relativamente
a questo consumo -si legge nella relazione- infatti e' da segnalare
un aumento percentuale dell'assunzione quotidiana, dal 2007 al 2010,
del 18,2%. L'incremento percentuale delle ubriacature (oltre
40 volte nella vita) e' stato purtroppo del 200% passando da una
prevalenza dell'1% nel 2007 al 3% del 2010".
"Questo andamento contrapposto -e' l'ipotesi formulata nel
rapporto- potrebbe trovare spiegazione in relazione a una minor
capacita' di spesa, soprattutto negli utilizzatori occasionali di
sostanze stupefacenti, conseguente alla crisi economica e a una
diversificata e minore percezione del rischio nei confronti
dell'alcol rispetto alle sostanze stupefacenti. Questo potrebbe aver
comportato uno spostamento dei consumatori occasionali di sostanze
verso gli alcolici in quanto piu' accessibili e meno costosi e
comunque in grado di dare effetti fortemente psicoattivi".
In leggera controtendenza come
fenomeno particolare di una fascia di utilizzatori e' la vendita
via internet . "Negli ultimi anni -rileva il rapporto
governativo- si sta registrando un sempre piu' marcato spostamento
dell'offerta di commercializzazione delle sostanze illecite
attraverso Internet. Il fenomeno dell'offerta di droga su web e'
caratterizzato dalla presenza di farmacie online che vendono farmaci
e sostanze di qualsiasi genere, senza richiedere alcuna prescrizione
medica e dalla presenza di online drugstore, dove e' possibile
acquistare facilmente sostanze illecite.
"Oltre a questo si e' registrato lo sviluppo di specifici
forum, blog, chartroom, social network dedicati alla discussione
sulle varie droghe, dove circolano informazioni e consigli circa il
consumo e l'acquisto di sostanze. Gli utenti si scambiano
informazioni, consigli, indicazioni e varie 'istruzioni per l'uso'
molto rapidamente e in maniera molto socializzata e socializzante".
Da
questo quadro generale emerge infine una "stabilizzazione"
negli ultimi quattro anni degli assistiti dai Sert in
trattamento per uso di eroina, mentre vi e' un aumento degli
utenti in trattamento per uso di cocaina". Un trend
confermato dal rilevamento di una aumento dei ricoveri ospedalieri
per uso di cocaina (+4,2%) e di una crescita dei ricoveri per uso di
cannabinoidi (+5%).
(Adnkronos)
Pomigliano vota, Uilm: alta adesione
Si vota fino alle 21, a seguire lo spoglio
Urne aperte, dalle ore 8.00, allo stabilimento Fiat di
Pomigliano d'Arco (Napoli) dove i 5.133 lavoratori sono chiamati al
voto. Oggi tocca a loro decidere: se dire sìall'intesa firmata con
la Fiat, lo scorso 15 giugno da tutte le sigle sindacali, tranne la
Fiom, o se dire no.
Secondo quanto rende noto Giovanni Sgambati, segretario della Uilm
Campania, "alle ore 14 hanno votato 2.569 lavoratori",
ossia il 52% degli aventi diritto. "La percentuale di voto degli
operai finora è molto alta, si attesta al 95-96% - spiega Sgambati -
i lavoratori iscritti al libro matricola sono 4870". Bassa,
sottolinea Sgambati, la percentuale di assenteismo: "Al primo
turno abbiamo registrato un 2,5%".
Che l'atmosfera nella giornata del referendum sia tutt'altro che
tranquilla lo dimostrano i nervi a fior di pelle che si
manifestano in queste ore di attesa, all'esterno dello stabilimento
Fiat. Accuse reciproche vengono rivolte da una parte all'altra,
perfino per interviste rilasciate alle tv. E così capita che il
delegato provinciale della Fim, Michele Liberti, sindacato che ha
firmato l'intesa, punti l'indice contro un esponente del Cobas ("mi
hai rivolto accuse pesanti, inaccettabili") e, viceversa, il
Cobas - rappresentato da Mimmo Mignano, ex operaio Fiat poi
reintegrato - replichi "siete dei venduti". Parole grosse
davanti allo stabilimento, il tutto mentre gli operai continuano a
dire:"All'interno dello stabilimento i lavoratori sono sereni".
Una scelta, quella espressa dai lavoratori, che potrebbe essere
decisiva per il destino dello stabilimento, dei 700 milioni di
investimenti per portare la produzione della Panda dalla Polonia a
Pomigliano e, dunque, per il futuro lavorativo degli oltre 5mila Fiat
e dei 15mila impiegati nell'indotto. Alle otto sono partite le
votazioni che dureranno fino alle 21; di seguito inizierà lo
spoglio. E' nella sala dove si pagano gli stipendi che gli operai
potranno esprimersi: niente cassa integrazione, almeno per oggi,
proprio per consentire a tutti le votazioni. Il quesito, al quale i
lavoratori dovranno rispondere con una croce sul 'Si' o sul 'No', è:
"Sei favorevole all'ipotesi d'accordo del 15 giugno 2010 sul
progetto 'Futura Panda' a Pomigliano?". Dieci urne sono dentro
la fabbrica; un'altra è nello stabilimento di Nola, dove c'é il
polo della logistica.
Il referendum di oggi è un passo fondamentale per capire quanto i
lavoratori di Pomigliano condividano il progetto della Fiat, ma potrà
rivelarsi non sufficiente per chiudere la partita e dare il via
all'investimento da 700 milioni di euro per la produzione della Nuova
Panda. Sergio Marchionne vuole la garanzia della "praticabilità"
dell'intesa firmata il 15 giugno con Fim, Uilm, Fismic e Ugl. E
neanche la valanga di sì, auspicata dall'azienda nei giorni scorsi,
è a questo punto di per sé una certezza. Paradossalmente l'unica
risposta che non lascerebbe ombra di dubbio sarebbe un numero
altissimo di no, perché chiuderebbe la questione.
Nel testo
dell'accordo c'é un richiamo esplicito all'esigenza posta dalla Fiat
quando si dice che, "al fine della realizzazione del Piano, si
devono concretizzare le condizioni che rendono operativo e
praticabile, mediante l'adesione effettiva dei soggetti interessati,
quanto convenuto con la sottoscrizione della presente ipotesi di
accordo". Il problema per il Lingotto, insomma, è come, a
prescindere dall'esito del voto, garantire che Pomigliano funzioni
facendo fronte alla forte opposizione della Fiom che non ha firmato
l'accordo, contro il quale minaccia azioni legali, e considera
illegittimo il referendum. Finora si è parlato del piano B,
ipotizzato da Marchionne il 21 aprile, durante la presentazione del
piano di sviluppo 2010-2014. "La soluzione più facile sarebbe
quella di smantellare tutto e andarsene fuori. Si cerchi di non
abusare delle buone intenzioni", ha detto l'amministratore
delegato del Lingotto. Ma la Fiat ha la consapevolezza che non
produrre la Panda vuol dire destinare alla chiusura, oltre a Termini
Imerese, anche lo stabilimento campano, scelta che avrebbe gravi
conseguenze sociali al Sud, e non solo per le 5.000 famiglie
direttamente interessate. L'azienda ha quindi allo studio altre
ipotesi. Una di queste era contenuta nella prima pagina della stesura
iniziale del testo del 15 giugno e prevedeva la costituzione di una
nuova società, una newco, che avrebbe riassunto con un nuovo
contratto i singoli lavoratori disponibili ad accettare le condizioni
poste dall'azienda. Se questa strada sia percorribile o meno lo
stanno verificando i legali ai quali la Fiat si è affidata. Anche su
questa prima ipotesi emersa, tuttavia, la Fiom ha dichiarato guerra,
sottolineando che andrebbe contro la legislazione italiana ed europea
e profilando una valanga di cause e ricorsi. "Alla fine la Fiat
spenderebbe in avvocati e tribunali più di quello che spenderebbe
nell'investimento", ha detto Giorgio Cremaschi, mentre Susanna
Camusso, numero due della Cgil, considera quella della newco
"un'ipotesi unicamente tesa a destrutturare i rapporti e le
relazioni". La pensa in modo del tutto diversa Roberto Di Maulo,
segretario generale Fismic: "é un'utile riserva che spero però
non si debba prendere in considerazione grazie al voto chiaro dei
lavoratori". Per l'Ugl non c'é bisogno di altre ipotesi perché
il progetto della Fiat è in grado di assicurare un futuro produttivo
a Pomigliano d'Arco.
(Ansa)
Nucleare, Piemonte si sfila da ricorso regioni
a Consulta
Il Piemonte, governato dal
centrodestra dopo le ultime elezioni regionali, ha rinunciato oggi
ufficialmente al ricorso presentato insieme ad altre 10 regioni
contro un decreto legislativo del febbraio scorso che attribuisce di
fatto al governo la scelta dei siti dove costruire le future centrali
nucleari.
Oggi, all'inizio della discussione
davanti alla Corte Costituzionale, i rappresentanti del Piemonte
hanno presentata una delibera di giunta con cui la Regione, oggi
presieduta dal leghista Roberto Cota, ha rinunciato al ricorso che
era stato approvato dalla precedente giunta di centrosinistra.
La Consulta ha sospeso la seduta, che
riprenderà alle 16. I giudici dovranno pronunciarsi
sull'ammissibilità della partecipazione delle società energetiche
Enel e Terna (contrarie al ricorso delle regioni) e dell'associazione
ambientalista Wwf (favorevole) al procedimento.
Un'eventuale decisione della Corte
Costituzionale favorevole alle regioni potrebbe rappresentare un
ostacolo al previsto ritorno dell'Italia al nucleare, a 23 anni dai
referendum che sancirono la chiusura delle centrali.
Le regioni sostengono che la delega a
Palazzo Chigi in materia di nucleare non rispetti il Titolo V della
Costituzione sulle competenze regionali in merito alla produzione di
energia e al governo del territorio.
Il ricorso - sostenuto da Toscana,
Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Lazio, Calabria, Marche,
Emilia-Romagna e Molise - contesta anche che il provvedimento sia
stato varato senza il parere della Conferenza Stato-Regioni.
Se la Corte Costituzionale dovesse
accogliere il ricorso, per il governo - che ha più volte annunciato
l'avvio dei lavori per le prime nuove centrali nel 2013 - sarebbe un
duro colpo, perché molte regioni potrebbero opporsi al progetto,
anche se con le scorse elezioni regionali il centrodestra ha
conquistato la guida di alcune regioni fin qui ufficialmente "anti-
nucleariste", come Piemonte, Lazio e Calabria.
Nel frattempo, l'Italia dei Valori sta
raccogliendo le firme in calce a una richiesta di referendum che
punta ad abrogare parti di alcune leggi - a partire dalla numero 99
del 2009 - allo scopo di impedire totalmente il ricorso al nucleare.
L'iniziativa del partito di Antonio Di
Pietro - che deve raggiungere almeno 500mila firme - è stata
criticata però da alcune associazioni, come Legambiente, che temono
il rischio che al momento di un eventuale voto manchi di nuovo il
quorum, come è accaduto per tutti i referendum abrogativi negli
ultimi 20 anni.
Il governo, intanto, ha presentato a sua volta tre ricorsi
contro altrettante regioni - Puglia, Basilicata e Campania - che con
proprie leggi hanno escluso la costruzione di impianti nucleari e di
depositi di stoccaggio del materiale radioattivo, senza la preventiva
intesa con lo Stato.
Il primo ricorso verrà discusso ad
ottobre
(Reuters)
Milano, un pitone di 1 metro fa capolino da water di
abitazione
Ha visto un grosso
serpente fare capolino per qualche secondo sul fondo del water del
suo gabinetto e poi sparire di nuovo nell'acqua. In preda al panico,
una signora che abita al quarto piano di uno stabile di via Ungaretti
12, in zona Quarto Oggiaro a Milano, ieri, intorno alle 10, ha
chiamato immediatamente l'idraulico, che da giorni stava cercando di
capire come risolvere un problema agli scarichi segnalato da diversi
inquilini dei primi quattro piani della palazzina. L'artigiano è
intervenuto in casa della signora ed è riuscito ad estrarre dalla
conduttura l'animale lungo circa un metro e a rinchiuderlo in un
sacchetto. Sono poi stati i volontari dell'Ente nazionale protezione
animali (Enpa) di Milano a recuperare il serpente, completamente
intirizzito dal freddo, e a riconoscerlo come un pitone reale. La
voce della presenza del serpente nelle tubature del palazzo girava da
giorni tra i condomini, e qualcuno aveva anche versato nell'impianto
di scarico delle sostanze corrosive e velenose, che però sembrano
non aver infastidito più di tanto il grosso serpente. "Molto
probabilmente il serpente apparteneva a qualche inquilino dello
stabile che se ne è disfatto buttandolo nello scarico del gabinetto"
spiega ad Apcom Umberto Di Bonaventura che cura l'ufficio stampa
dell'Enpa di Milano, spiegando che "è la prima volta che si
verifica un caso del genere" e che "comunque si tratta di
un animale che non è pericoloso". Il pitone reale è stato
visitato e lavato dai volontari dell'Enpa, che lo hanno poi sistemato
al caldo, "dove ha ripreso un po' di calore e vigore". "Nei
prossimi giorni - spiega l'Enpa - si potrà valutare se l'avventura
sia davvero a lieto fine oppure le sofferenze patite nello scarico
possano aver causato danni irreversibili al povero animale".
(Apcom)
Appalti, in Pa gravi episodi corruzione
-Giampaolino (Authority)
Negli appalti forniti dalla
Pubblica amministrazione vi sono "gravi episodi di corruzione e
di illegalità".
Lo ha detto il presidente
dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, Luigi
Giampaolino, nella relazione annuale al Parlamento sull'attività del
2009.
Si è registrato "l'insorgere,
all'interno della pubblica amministrazione, di gravi episodi di
corruzione ed illegalità" che si sono evidenziati "con una
ciclicità preoccupante", ha detto Giampaolino.
Secondo il garante "il mancato
rispetto delle regole e la presenza radicata e diffusa della
corruzione è causa di una profonda e sleale alterazione delle
condizioni concorrenziali che può contribuire ad annientare le
imprese oneste, costringendole ad uscire dal mercato".
Giampaolino ha aggiunto che l'impegno
"deciso a contrastare ogni forma di corruzione nella Pubblica
amministrazione costituisce una priorità per l'Autorità, nata
proprio sull'onda della reazione ad analoghe vicende".
(Reuters)
Maturità: Primo Levi, foibe e Ufo tra le
tracce
Primi Levi e l'uccisione di
italiani nelle cosiddette foibe alla fine della seconda guerra
mondiale sono tra i temi della prima giornata dell'esame di maturità,
insieme al ruolo dei giovani nella politica e alla possibile
esistenza della vita su altri pianeti.
I titoli delle tracce per le varie
scuole erano stati resi noti già poco dopo le 8 dal sito
studenti.it, grazie ai messaggi dei maturandi, e sono stati poi
confermati da un comunicato ufficiale del ministero dell'Istruzione.
La prima prova, quello relativa
all'analisi del testo, riguarda un passaggio dell'introduzione a "La
ricerca delle radici", un libro di Primo Levi del 1981 in cui il
sopravvissuto all'Olocausto parla delle esperienze di lettura che lo
hanno formato.
Il "saggio breve" o
"articolo di giornale" riguarda invece diversi argomenti
possibili. "Piacere e piaceri", basato su estratti che
vanno da D'Annuzio a Brecht, passando per i dipinti di Botticelli,
Picasso e Matisse; "La ricerca della felicità", che mette
insieme la Costituzione italiana, la dichiarazione d'indipendenza
americana e scritti vari, tra cui uno del filosodo Stefano Zamagni;
ancora, "Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica",
con citazioni da Mussolini, Togliatti, Aldo Moro e il Papa Giovanni
Paolo II; "Siamo soli?", che tocca il tema degli Ufo e
dell'esistenza di altri pianeti abitati.
Il tema di argomento storico riguarda
quest'anno le foibe, mentre quello generale è dedicato alla musica,
con una citazione da Aristotele.
Secondo il ministero dell'Istruzione,
quest'anno sono quasi 501mila gli studenti che sostengono la prova di
maturità.
(Reuters)
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