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L'intervista

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Jason Derülo

Attualità 24 giugno 2010

Intercettazioni, nuove audizioni in commissione Giustizia Camera


Il presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, ha accolto la richiesta delle opposizioni di fare una nuova serie di audizioni sul ddl intercettazioni, nonostante la maggioranza di centrodestra si sia detta contraria. Lo ha riferito il capogruppo del Pdl in commissione, Enrico Costa.

"Il messaggio della Bongiorno è che ci saranno delle audizioni. L'elenco lo depositerà in commissione oggi entro le 17", ha detto Costa.

Il disegno di legge che limita l'uso delle intercettazioni nelle inchieste e ne proibisce la pubblicazione sui media è arrivato per la terza lettura alla Camera dopo un iter travagliato che ha provocato diverse tensioni nella maggioranza.

Il testo del provvedimento è stato più volte rimaneggiato dal governo dopo il suo varo due anni fa e ora la minoranza del Pdl che fa riferimento al presidente della Camera Gianfranco Fini -- del quale la Bongiorno è consigliere giuridico -- ne ha chiesto ulteriori modifiche, anche a costo di far slittare l'approvazione della legge in autunno.

Il centrosinistra, i sindacati dei magistrati e della polizia sono contrari al ddl, mentre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto di dare ora la precedenza nei lavori parlamentari al decreto legge sulla manovra finanziaria, in una sortita che è stata letta come un freno al ddl sulle intercettazioni.

Il premier Silvio Berlusconi e la maggioranza hanno oscillato nell'ultimo mese tra la "linea dura" -- fare una legge entro l'estate senza ulteriori modifiche al testo approvato da ultimo dal Senato -- e una "morbida" -- ridiscuterne a settembre.

Da ultimo, stando a quanto dichiarato dal premier in un'intervista ad un settimanale e dal capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, è emersa la volontà del Pdl di approvare il provvedimento alla Camera a luglio o entro la prima settimana d'agosto con la concessione di qualche modifica e ripresentarlo "blindato" al Senato per l'ok definitivo a settembre.

Questa opzione richiederebbe una discussione piuttosto rapida alla Camera, ragione per la quale il Pdl e la Lega -- quest'ultima dopo alcuni ripensamenti --, hanno chiesto che la commissione Giustizia entri subito nel merito del ddl senza passare per le audizioni di associazioni, sindacati o esperti esterni.

Il fatto che la Bongiorno abbia disatteso la loro richiesta potrebbe essere il segnale che dentro la maggioranza persistono delle tensioni. D'altra parte, non è ancora chiaro quali siano le parti del disegno di legge che il governo è disposto a cambiare, dopo che Bongiorno ha presentato martedì scorso in commissione una lunga serie di punti a suo giudizio controversi e da emendare.

(Reuters)

Antonveneta, Brancher chiede legittimo impedimento


Il legale del ministro per l'attuazione del Federalismo Aldo Brancher, imputato per appropriazione indebita in uno stralcio del processo Antonveneta, ha depositato un'istanza per chiedere l'applicazione della legge sul legittimo impedimento per il suo assistito e la sospensione del processo fino al 7 ottobre.

Lo hanno riferito fonti legali, spiegando che Brancher chiede di avvalersi della legge perché fino ad ottobre deve occuparsi di organizzare il ministero.

L'istanza sarà discussa sabato nella prossima udienza del processo in corso al Tribunale di Milano.

(Reuters)


Strage Viareggio, da Senato ok definitivo a ddl risarcimenti


Il Senato oggi ha dato il via libera definitivo al disegno di legge sui risarcimenti ai familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio. Lo riferisce l'ufficio stampa di Palazzo Madama.

Il ddl è stato approvato all'unanimità dalla Commissione Lavori pubblici in sede deliberante.

La notte del 29 giugno 2009 l'esplosione di una ferrocisterna carica di Gpl a Viareggio provocò la morte di 32 persone. Per quella strage, la Procura di Lucca ha fatto sapere nei giorni scorsi di aver iscritto nel registro degli indagati 18 persone.

(Reuters)


Sacconi: Panda a Pomigliano? A un pezzo d'Italia non va giù. Cgil: Fiat cerchi dialogo


"In Italia c'è una componente alla quale, quando le cose vanno bene, secca tanto. C'è una parte del paese che gioca al 'tanto peggio tanto meglio'. Ed invece, mi dispiace, ma è andata bene e rischiamo di avere davvero la Panda a Pomigliano". E' sarcastico il titolare del Lavoro, Maurizio Sacconi, nel replicare alle domande dei cronisti che gli fanno notare come indiscrezioni facciano pensare che non tutti abbiano letto in maniera ottimistica l'esito del referendum. Un ottimismo che per primo lo stesso Sacconi ieri ha manifestato appena venuto a conoscenza del risultato del voto dei lavoratori nello stabilimento campano della Fiat.

Né il ministro concorda con i rumors stando ai quali la casa torinese non sarebbe soddisfatta dell'esito del referendum: "Chi l'ha detto che la Fiat non è contenta -ribatte Sacconi a margine di un convegno al Cnel- leggete piuttosto i giornali torinesi. La Fiat ha, invece, preso una posizione netta, inequivoca. Ha detto 'io procedo per attuare l'accordo con i firmatari dell'accordo'. Poi -ribadisce il ministro- c'è una parte del paese a cui tutto questo dispiace. C'è un pezzo di paese minoritario, un pezzo di establishment a cui secca tanto che si possa fare la Panda a Pomigliano. Cosa che ha un significato non solo per Fiat ma anche per il Mezzogiorno".

Quanto alla richiesta della Fiom di riaprire le trattative Sacconi conferma quanto già detto ieri mattina: "Io credo siano le parti firmatarie dell'accordo a dover decidere come procedere -scandisce- Questa è la posizione che ha assunto, credo correttamente, la Fiat e quindi ora sarà alle parti individuare i modi di un auspicabile allargamento del consenso, coerentemente con gli impegni presi reciprocamente con l'accordo".

"E' evidente -rimarca Sacconi- che nessuno di loro, soprattutto Cisl e Uil, così come Ugl e Fismic, accetta l'idea di aver violato diritti dei lavoratori. E' quindi chiaro che solo il rispetto reciproco della posizioni può consentire anche un eventuale allargamento del consenso. In ogni caso -conclude il ministro- l'accordo è stato approvato in modo inequivocabile ed ora si può procedere lungo con l'investimento".

Dal canto suo, il segretario della Cgil Gugliemo Epifani, all'indomani del referendum, suggerisce che il dialogo sia la strada migliore da perseguire per Fiat. In due interviste a 'La Stampa' e alla 'Repubblica', Epifani fa notare che se l'azienda "taglia fuori la Fiom rischia di infilarsi in una situazione molto più complicata di quanto immagini". Da parte del sindacato, comunque, non c'è alcun rischio di boicotaggi: "non esiste proprio" sostiene ma "sarebbe saggio non escluderci"

Intanto, sono da oggi nuovamente in cassa integrazione gli operai dello stabilimento di Termini Imerese (Palermo)le tute blu protesteranno davanti i cancelli della fabbrica contro le parole dell'amministratore Sergio Marchionne, che in occasione della precedente partita della nazionale li aveva accusati di aver scioperato per vedere l'Italia giocare. Parole che i sindacati hanno definito "vergognose e strumentali". e delle aziende dell'indotto. La produzione riprenderà il prossimo 30 giugno e si lavorerà sino al 23 luglio quando, con una settimana di anticipo rispetto allo stop per le ferie estive, ci sarà un'altra settimana di Cig. Nel pomeriggio, in concomitanza con la partita Italia-Slovacchia,

(Adnkronos)





Nuovi controlli su latticini dopo il caso della mozzarella blu



Il ministero per le Politiche agricole ha lanciato un programma di controlli sulle mozzarelle, in risposta all'esplosione nei giorni scorsi del caso delle "mozzarelle blu".

Lo ha comunicato oggi il ministero stesso in una nota, in cui specifica che l'ispettorato centrale della Tutela della qualità e repressione frodi si è fatto carico dei controlli straordinari a tappeto presso la grande distribuzione.

Nel mirino dell'ispettorato la mozzarella, soprattutto se venduta a basso costo, e la corretta applicazione dei criteri di etichettatura e rintracciabilità.

Sono già stati prelevati dei campioni di mozzarella di origine sia italiana che tedesca, venduta al dettaglio o utilizzata per la produzione di pizza, da sottoporre ad analisi chimiche.

"Ho dato mandato all'Ispettorato per i controlli del caso, appena ho appreso la notizia della cosiddetta ‘mozzarella blu' che ha riempito le pagine di tutti i giornali in questi giorni", ha detto il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan nella nota.

Il caso delle mozzarelle blu è esploso in Italia alcuni giorni fa, dopo la denuncia alle autorità da parte di alcuni consumatori di mozzarelle che, una volta aperta la confezione, cambiavano colore diventando blu. Prime analisi di laboratorio disposte dai Nas dei Carabinieri hanno rilevato la presenza di un batterio che comportava il cambio di colore a contatto con l'ossigeno.

Le mozzarelle, prodotte da una ditta tedesca, erano commercializzate in Italia tramite sei diverse marche, elencate sul sito del ministero della Salute. Martedì, secondo il ministero, i Nas, le Aziende sanitarie locali e le Regioni avevano già sequestrato più di una tonnellata di prodotti su tutto il territorio nazionale.

(Reuters)



Innocenzi lascia Agcom, ora la parola al Senato per sostituto


Toccherà al Senato eleggere il sostituto di Giancarlo Innocenzi, commissario Agcom che si è dimesso dal Consiglio dell'Authority ed eletto proprio a Palazzo Madama. Il Presidente Renato Schifani ha ricevuto il Presidente dell'Authority Corrado Calabrò e dovrà ora comunicare, in capigruppo, il nuovo adempimento per l'Aula. Da vedere i tempi, legati all'individuazione di un nome - nei giorni scorsi era circolata l'ipotesi di Antonio Martusciello - e ai lavori dell'Aula di Palazzo Madama, impegnata con la manovra e, con ogni probabilità, a breve anche con la terza lettura del Dl sulle fondazioni liriche in scadenza. Su Innocenzi, indagato dalla Procura di Trani per favoreggiamento personale con le presunte pressioni esercitate su di lui dal premier Berlusconi per la chiusura di Annozero, era stata avviata un'istruttoria dell'Agcom. Il Consiglio, lo scorso 18 marzo, aveva chiesto al Comitato etico di pronunciarsi ma è probabile che, dopo le dimissioni, non vi sia più una relazione dell'organismo a riguardo. Nei prossimi giorni non sono previste riunioni del Consiglio, mentre il 6 luglio il Presidente Calabrò terrà la consueta relazione annuale davanti al Parlamento sull'attività dell'Authority.

(Apcom)



Regioni su piede guerra: No manovra e riconsegna deleghe a Stato


Regioni sul piede di guerra dopo il 'no' del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, a rivedere l'ammontare dei tagli previsti in manovra che colpiscono prevalentemente le Regioni e gli enti locali: Il parlamentino dei governatori ha deciso "all'unanimità" di restituire le deleghe loro assegnate con la legge Bassanini per "l'impossibilità" di esercitarle (trasporto pubblico locale, mercato del lavoro, polizia amministrativa, incentivi alle imprese, protezione civile, servizio mareografico, demanio idrico, salute umana, invalidi civili, opere pubbliche, agricoltura, viabilità e ambiente). Nel documento della Conferenza delle Regioni si chiede quindi "con urgenza al ministro per i Rapporti con le Regioni la convocazione di una Conferenza straordinaria Stato-Regioni: per sancire l'accordo per la riconsegna delle deleghe e delle competenze amministrative definanziate con la presente manovra; per la ricognizione riguardo ai Fondi FAS e dei Fondi comunitari ai fini di una piena utilizzazione di tali risorse; per la costruzione di modalita piu equilibrate nella definizione degli obiettivi finali di spesa in relazione al patto di stabilita". Nel documento c'è anche la richiesta di un "incontro con i Presidenti di Camera e Senato e con il Presidente del Consiglio per illustrare le gravi ripercussioni che la manovra comporterà per l'intero Paese e per la tutela di diritti fondamentali, previsti dalla Costituzione, per poi dare una doverosa informazione al Presidente della Repubblica". I governatori confermano il giudizio di "irricevibilità e insostenibilità della manovra e la sproporzione della ripartizione dei tagli tra i diversi livelli di Governo, ribadendo la disponibilità a concorrere al risanamento dei conti pubblici" e sollecitano "l'istituzione di una Commissione straordinaria Governo-Regioni con il compito di verificare i costi di gestione delle pubbliche amministrazioni al fine di contribuire alla individuazione di ulteriori misure che producano ulteriori risparmi di spesa su tutti i livelli istituzionali da investire in chiave anti-crisi". Infine, la Conferenza delle Regioni, stigmatizza il "clima di delegittimazione che sta subendo l'istituzione regionale, nonché dei tentativi di creare divisione tra le stesse, tra Regioni ad autonomia ordinaria e speciale". Ieri, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, premettendo che una riduzione dei tagli su Regioni ed enti locali non ci sarà, ha avanzato l'ipotesi di considerare le Regioni a statuto ordinario e quelle a statuto speciale in un unico "comparto" così che quelle a statuto speciale, secondo Tremonti "più ricche", possano contribuire di più.

(Apcom)