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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

International 25 giugno 2010

Germania, storica sentenza dell'Alta Corte: eutanasia legittima se c'è volontà paziente

 

Berlino, 25 giu. - Con una storica sentenza che sancisce il diritto dei pazienti in fin di vita di rifiutare le cure, l'Alta corte federale tedesca ha assolto un avvocato dall'accusa di aver tentato l'eutanasia su una donna in stato comatoso. L'avvocato, specializzato in diritto sanitario, era stato condannato a 9 mesi di carcere per aver consigliato a un cliente di tagliare il tubicino che alimentava artificialmente a madre in coma per via endovenosa. Il gesto fu scoperto dai medici dell'ospedale che ripararono il tubo, e la donna, in stato vegetativo permanente, morì diverso tempo dopo. Nel motivare la sentenza, i giudici di Karlsruhe hanno stabilito il primato della volontà del paziente su qualunque altra circostanza, sottolineando che il paziente può decidere di rifiutare trattamenti di prolungamento artificiale della vita anche in caso di morte non imminente. L'avvocato è così stato dichiarato non colpevole, dal momento che la donna aveva espresso in passato la volontà di mettere fine a qualunque trattamento che la tenesse in vita artificialmente. I giudici hanno dichiarato che non esiste differenza tra non procedere con le cure e interromperle con un gesto quale quello di tagliare un tubicino.

(Adnkronos)

 

 

G20: Obama, avanti con riforme

 

Il G8 e il G20 devono andare avanti sulla strada delle riforme e far ripartire la crescita. Lo ha detto il presidente americano Obama.'Abbiamo bisogno di sforzi coordinati per rafforzare ripresa, sistema finanziario ed economia', ha spiegato precisando che il G20 lavorera' per promuovere la crescita in modo che ogni Paese segua un percorso sostenibile. Ha aggiunto che la riforma di Wall Street rendera' il sistema piu' trasparente e le societa' dovranno 'giocare secondo le regole'. (ANSA)

(Ansa)

Francia, mangiò un pezzo di polmone del compagno di cella: detenuto cannibale condannato ad altri 30 anni

 

E' stato condannato ad altri 30 anni il detenuto cannibale Nicolas Cocaign, al termine del processo in Assise di Seine-Maritime, in Francia, per aver ucciso il suo compagno di cella Thierry Baudry nel carcere di Rouen, nel gennaio del 2007, e di averne mangiato un pezzetto di polmone. La difesa, chiedendone il ricovero psichiatrico, aveva puntato sull'incapacità di intendere e volere dell'uomo che ha ammesso di aver aperto il torace della sua vittima con una lama di rasoio per prendere quello che riteneva fosse il cuore, ma in realtà era il polmone. "Ha ucciso perché folle, completamente folle".

(Adnkronos)

 

 

Da Mykonos a Rodi, la Grecia in crisi mette in vendita le sue isole

 

Isole e pezzi di territorio in vendita. La Grecia reagisce così alla drammatica crisi che sta mettendo in ginocchio il Paese. Ma sul mercato non finisconono solo piccoli e remotissimi agglomerati di scoglio ma anche parti delle più prestigiose 'perle' d'Europa come Mykonos e Rodi. Secondo quanto riferito oggi dal 'Guardian' una porzione dell'isola dei mulini e principale meta turistica greca è infatti in vendita. Le autorità greche sperano in questo modo che nell'area un grosso magnate straniero possa costruire un lussuoso complesso turistico attirando così nuovi turisti e nuovo denaro. E a quanto pare, sebbene il suo portavoce abbia smentito la notizia, il patron del Chelsea, Roman Abramovich, sarebbe interessato all'acquisto della porzione di Mykonos mentre alcuni miliardari cinesi e russi guarderebbero già con interesse all'isola di Rodi di cui sono stati messi in vendita alcuni lotti. Oltre alle più celebri la Grecia mette poi in vendita anche alcune delle sue isole minori. Isolette per lo più disabitate visto che solo 227 tra le 6mila isole che la compongono, sono popolate. Non è escluso poi che Atene possa decidere anche di affittare per lunghi periodi alcune delle sue perle invece di venderle.

(Adnkronos)

 

 

Allarme di Ban ki Moon: Il traffico di stupefacenti minaccia la sovranità degli Stati

 

Il traffico di stupefacenti costituisce una minaccia alla sicurezza e in alcuni casi addirittura alla sovranità degli Stati, tutti i Paesi dovrebbero firmare la Convenzione Onu contro il crimine transnazionale. E' l'appello lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, alla vigilia della Giornata internazionale contro l'abuso e il traffico illecito di stupefacenti che si celebra domani. "Il commercio illecito di stupefacenti - avverte Ban Ki Moon in un messaggio scritto - indebolisce i governi, le istituzioni e la coesione sociale. Solitamente, le rotte del traffico di droga passano laddove lo stato di diritto e' debole. Di conseguenza, i crimini legati alla droga peggiorano ulteriormente le situazioni di instabilita' e poverta'". "Nuove preoccupanti tendenze - prosegue il segretario generale - in alcune zone dell'Africa occidentale e dell'America centrale mostrano come il traffico di stupefacenti possa minacciare la sicurezza e addirittura la sovranità degli Stati. Ecco perché le Nazioni Unite stanno ponendo maggior enfasi sui processi di potenziamento della giustizia e sulla lotta al crimine nel quadro delle operazioni di peacekeeping e peacebuilding". In questo senso, prosegue Ban Ki Moon, "anche i governi nazionali devono fare la loro parte. Esorto tutti gli Stati a firmare la Convenzione delle Nazioni Unite contro la Criminalità Organizzata Transnazionale. Sollecito anche gli Stati firmatari della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione ad essere fedeli agli impegni presi per rafforzare la loro integrita' e ridurre la corruzione che facilita il commercio di stupefacenti". Il vertice Onu ricorda inoltre che "uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo è rappresentato dall'abuso e dal traffico illecito di stupefacenti", inoltre, "il consumo di droghe per via endovenosa e' la causa principale della diffusione dell'Hiv. In alcune parti del mondo, l'uso di eroina e la diffusione dell'Hiv hanno raggiunto le proporzioni di un'epidemia. Inoltre "le droghe costituiscono una minaccia per l'ambiente". "In questa Giornata Internazionale contro l'abuso e il traffico illecito di stupefacenti, - conclude il segretario generale - riaffermiamo il nostro impegno verso questa responsabilita' condivisa all'interno delle nostre comunita' e nella famiglia delle nazioni".

(Adnkronos)