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L'intervista

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Jason Derülo

International 30 giugno 2010

Egitto, fuoriuscita di petrolio: disastro nel Mar Rosso



Una perdita di petrolio tenuta nascosta da diversi giorni sta provocando danni irreparabili in un'area famosa per le formazioni coralline

Una fuoriuscita di petrolio sta devastando un paradiso ecologico e turistico della costa egiziana, noto come British Hurghada, sul Mar Rosso. Il bilancio è di centinaia di tartarughe, pesci e delfini morti o in agonia. Le immagini drammatiche rimandano a quelle viste recentemente nel Golfo del Messico. Le prime voci parlano di una perdita da una piattaforma petrolifera situata presso Geisum, uno spuntone roccioso a 35 chilometri dalla costa, gestita dalla Geisum Oil Company, una sussidiaria della Egyptian General Petroelum Corporation, la compagnia statale. Ed il governo, infatti, ha tenuto la notizia nascosta finché ha potuto. Una prima macchia in mare era stata avvistata già il 19 giugno ma l'allarme è scattato solo quando si è allargata fino ad arrivare sotto costa. Il ministro del Petrolio, Sameh Fahmy, ha detto che la fonte della perdita non è stata individuata ma le prime analisi eseguite da organizzazioni ambientaliste sostengono che i campioni prelevati in mare e quelli raccolti sulla spiaggia sono identici e che quindi non si tratterebbe di due incidenti diversi. La stessa reticenza l'ha dimostrata il Primo ministro Ahmed Nazif, che non ha rilasciato nessun commento. D'altronde l'Egitto ha già dei precedenti per quanto riguarda la copertura di disastri ambientali riconducibili ad imprese di stato. In questo caso, poi, pesa la paura che un eventuale allarme su larga scala potrebbe portare a cancellazioni di massa delle prenotazioni e al naufragio della stagione turistica, sulla quale si regge l'economia dell'area. Intanto le operazioni di contenimento e assorbimento sono partite e si sono estese fino ad El Gouna, 50 chilometri più a sud.

(Peacereporter)


Usa: arresto spie russe non danneggera' relazioni con Mosca




Lo ha riferito oggi il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs

La Casa Bianca ha detto oggi che l'arresto delle spie non influenzera' il ''reset'', il nuovo inizio, dei rapporti tra Stati Uniti e Russia. Il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha detto oggi nel briefing che Obama e' stato tenuto informato sugli sviluppi della indagine sulle spie. Rispondendo ad una domanda, Gibbs ha detto che nel recente incontro tra Obama ed il collega russo Dmitri Medvedev alla Casa Bianca il tema dello spionaggio non e' mai stato affrontato. Per quanto riguarda l'impatto della vicenda sul futuro dei rapporti tra Washington e Mosca, Gibbs ha detto: ''Penso che abbiamo ottenuto una nuova partenza con la Russia per quanto riguarda il lavorare insieme su cose come le iniziative alle Nazioni Unite sulla Corea del Nord e l'Iran. Quindi non penso che questo possa influenzare le nostre relazioni''. Ieri il ministero della Giustizia ha annunciato l'arresto di dieci spie russe che da anni avevano cercato di infiltrarsi nelle comunita' americane.

(Peacereporter)



Si è insediato oggi Benigno Aquino, nuovo presidente delle Filippine




Il cinquantenne Benigno Aquino, figlio dell'ex presidente Corazon Aquino, ha vinto le elezioni con il 42 percento dei voti e oggi, dopo aver giurato davanti al giudice della Corte suprema, si è insediato come quindicesimo presidente delle Filippine.

Come già espresso durante la sua campagna elettorale, Aquino ha ribadito il suo impegno nella lotta alla corruzione, che a suo giudizio è anche una delle maggiori cause della povertà nel paese dove un abitante su tre vive con meno di un dollaro al giorno.

Il neopresidente laureato in economia, succede a Gloria Arroyo, che dopo nove anni di governo e di sospetti atti di corruzione e brogli, non ha potuto ripresentarsi alle elezioni.

(Peacereporter)



Marea nera, Obama chiede aiuto all'estero, mentre si avvicina la prima tempesta tropicale



Offerte di assistenza da 12 paesi e da alcune organizzazioni internazionali

Gli Stati Uniti hanno annunciato che accetteranno aiuti da 12 paesi per la lotta contro la marea nera causata dall'incidente alla piattaforma petrolifera della Bp nel Golfo del Messico.

Un comunicato del Dipartimento di Stato informa che, per far fronte al peggior disastro ambientale della storia americana, gli Stati Uniti accetteranno un totale di 22 offerte di assistenza da 12 paesi e da alcune organizzazioni internazionali. Ma il Dipartimento di Stato non ha fornito dettagli sugli aiuti che sono stati richiesti. L'annuncio da Washington e' venuto mentre peggiorano le condizioni meteorologiche nel Golfo del Messico con l'avvicinamento della tempesta tropicale Alex, che rischia di aggravare le operazioni di recupero del petrolio, anche se si prevede che non colpira' direttamente la zona colpita dal disastro che orami si aggrava da 70 giorno. La Guardia Costiera americana ha reso noto che a causa delle cattive condizioni meteorologiche i tecnici che nel Golfo del Messico operano nella zona dell'incidente alla piattaforma Deepwater Horizon sono stati costretti a sospendere alcune delle attivita' di contenimento del petrolio. I meteorologi escludono che colpisca la zona del versamento del petrolio Bp: Alex si muove a centinaia di chilometri di distanza rispetto al punto in cui e' avvenuto il disastro. La perturbazione ieri era in mare aperto a circa 600 chilometri a sud est di Brownsville, in Texas, e procedeva verso nord-nordovest a una velocita' di circa 20 chilometri all'ora. Dovrebbe raggiungere le coste del Texas, transitando molto lontano dalla Louisiana. Tuttavia il suo passaggio avra' comunque effetti diretti sulle operazioni di recupero del greggio, perche' e' previsto mare mosso per almeno tre giorni a partire da ieri.

(Peacereporter)


Stati Uniti: niente più immunità per i peccatori della Santa Sede


Negli Stati Uniti la battaglia legale ai preti pedofili sembra essere arrivata ad una svolta. Jeff Anderson, avvocato che in tale disputa si è distinto come un valoroso guerriero, ha impugnato l'arma della denuncia, dando inizio alla prima causa legale contro il Vaticano. Questo a seguito di un altro importante obbiettivo raggiunto nel paese, il verdetto della Corte Suprema Americana che ha posto fine all'immunità di cui beneficiava la Santa Sede.

Anderson ha preso a cuore la storia di un uomo che fu molestato da un prete Salesiano, Titian Miani. La vicenda ha così spinto l'avvocato americano a muovere l'accusa alla Santa Sede in California.

 

A quanto pare il passato del prete, protagonista della storia,  vede una collezione di diversi episodi non proprio in linea con i principi di uomo di chiesa. Già negli anni '40, quando era seminarista, nel corso di un ritiro parrocchiale in Italia, abusò di un tredicenne. Sicuramente si tratta di uno dei suoi primi casi di violenza perpetuata ai danni di minori, ai quali ne seguirono molti, da quelli al collegio salesiano di Edmonton, agli stupri nella diocesi di Stockton, sino a giungere ai fatti californiani.

 

Nonostante tutto nessun provvedimento disciplinare di rilievo è mai stato preso nei confronti del prete pedofilo Miani. La sua esistenza di salesiano è stata però costellata da continui e, apparentemente, ingiustificati trasferimenti. Un modo insolito di porre fine ad un problema sempre che, lo spostamento di un pedofilo da un ambiente all'altro, non venga riconosciuto dalla moderna scienza psichiatrica come cura per sanare un tale tipo di perversione.

 

Come polvere da nascondere sotto il tappeto, per non ledere un'immagine di lindore non sempre presente nel mondo ecclesiastico, anche la vicenda Miani è stato taciuta, e lui protetto, mettendo al contempo in pericolo i destini esistenziali dei giovinetti con i quali entrava pericolosamente in contatto.  

 

Cosa scioccante è il venir a sapere dallo stesso Jeff Anderson che "il Vaticano era stato avvertito ma il Papa e la Congregazione per la Dottrina della Fede non avevano rimosso il prete pedofilo".

 

A tal proposito è doveroso ricordare che nel 2008 mentre la Società Salesiana pagava 19,5 milioni di dollari per chiudere 17 casi di molestie sessuali a minori,  una giuria udiva susseguirsi racconti secondo i quali i salesiani erano a conoscenza che padre Miani aveva approfittato di ragazzini quando lo avevano assegnato alla St. John Bosco High School di Bellflower.

 

Dopo tanti anni di ignobili azioni ai danni di bambini e poco più che adolescenti, la denuncia mossa da Anderson, apre finalmente uno spiraglio alla speranza che possa concretizzarsi un reale cambiamento nel mondo cattolico e che a questo siano legati seri provvedimenti contro certi individui, uomini giudicati intoccabili per un abito idossato, ma lontanissimi da ogni tipo di contatto con l'ideale di vita cristiano.

 

(Agenzia Radicale)


Oxford, donna Imam guida la preghiera del venerdì


Il suo nome è Raheel Raza ed ha guidato, per la prima volta nel Regno Unito, una sessione mista della preghiera del venerdì, pronunciando la cosiddetta khutba, nel tentativo di alimentare ulteriormente il dibattito sul ruolo di leadership delle donne nell'Islam.

È successo ad Oxford dove sui invito di Hargey Taj, Presidente del Centro educativo musulmano e Imam della Congregazione islamica di Summertown, strenuo sostenitore di un'interpretazione ultra-liberale dell'islam, tra cui la possibilità per uomini e donne di pregare insieme, una ristretta comunità si è riunita in preghiera accompagnata da una donna.

Raza, 60 anni, fa parte di un piccolo ma crescente numero di femministe musulmane le quali contestano il pensiero ancora maggioritario in virtù del quale, tradizionalmente, ancora oggi si tende ad escludere le donne dai ruoli di guida all'interno della moschea.

Esse, infatti, sostengono che in nessuna parte il Corano vieti espressamente l' imamato femminile.

"Questo gesto" ha detto Raza " serve a rammentare alla comunità musulmana che il 50 per cento dei suoi aderenti sono donne . Le donne sono praticanti e osservanti ed in virtù di ciò ad esse dovrebbe essere riconosciuta tale opportunità. Gli uomini hanno tutti pari dignità".

Quello della possibilità di riconoscere alle donne il ruolo di guida, rappresenta un annoso interrogativo nel mondo islamico sul quale studiosi, accademici e religiosi si confrontano da tempo sulla scorta dell'interpretazione, appunto, dei testi sacri. Nonostante il dibattito, sono ancora parecchie le divergenze sostanziali che impediscono di fornire una risposta condivisa.

Tre delle quattro principali scuole dell'Islam sunnita consentono di condurre in preghiera congregazioni di sole donne, ma la stragrande maggioranza dei giuristi musulmani, basandosi su un'interpretazione parziale (per molti misogina e maschilista) degli hadith sono contrari all'idea che si possa presiedere una comunità mista fuori delle mura domestiche.

Non mancano, tuttavia, esempi di intellettuali progressisti i quali sostengono che questi non siano sufficientemente chiari per escludere con assoluta certezza la possibilità di imamato per le donne che, è bene sottolinearlo, per l'islam sunnita, la maggioranza, è una funzione non una carica.

Di conseguenza l'imam, ossia colui che sta davanti (letteralmente), potrebbe e dovrebbe corrispondere esclusivamente ai requisiti di moralità, rettitudine e con profonde conoscenze religiose, a prescindere. Pertanto, l'aspetto sessuale non inficerebbe assolutamente tale eventualità.

Già nel 2005, Raza aveva posto in essere a Toronto un analogo gesto ma, nonostante tutto,dopo aver ricevuto minacce di morte, aveva dichiarato come si fosse trattato di un'esperienza molto profonda.

C'è da dire che quanto successo ad Oxford, rappresenta  una ripetizione di una analoga sessione di preghiera simile a quella guidata nel 2008 da Amina Wadud, nata negli Stati Uniti convertitasi all'Islam ed attivista per i diritti delle donne. La preghiera  di Wadud , fu seguita da 40 persone, numero inferiore ai giornalisti presenti nella sala di preghiera.

Dibattito aperto, dunque, con un fermento dialettico ed interpretativo soprattutto da parte di quella componente femminile che si batte per l'uguaglianza anche nella sfera religiosa.

Ciò nel tentativo di superare la tradizionale visione che relega la donna ai margini soprattutto nel campo spirituale, anche sotto l'aspetto formale.

 

(Agenzia Radicale)


Germania/ Scacco per Merkel, Wulff bocciato al primo turno


Cartellino giallo per la coalizione di governo in Germania: il candidato del centrodestra, Christian Wulff non è stato eletto presidente federale al primo turno. Il politico cristiano-democratico, 51 anni, ha ottenuto dalla Bundesversammlung - l'assemblea ad hoc chiamata ad eleggere il capo di stato - solo 600 voti, quando la maggioranza richiesta era di 623 voti. Questo significa che al governatore della Bassa Sassonia sono mancati almeno 44 voti dai banchi dei due partiti che lo candidavano. Joachim Gauck, candidato dai socialdemocratici e dai verdi, ha ricevuto 499 voti, un numero superiore alla semplice somma dei voti di Spd e Gruenen, che insieme raggiungono i 462 voti. Luc Jochimsen, proposta dalla Linke, ha ottenuto 126 preferenze. Tre voti, infine, sono andati al candidato della Npd, partito neonazista, Frank Rennicke. Il sorprendente esito del voto - sebbene fossero attese alcune defezioni dai banchi della maggioranza, pochi immaginavano potessero essere così numerose - rende necessario una seconda votazione e, se anche in questo caso dovesse mancare la maggioranza assoluta, un terzo turno di voto a maggioranza semplice. Il presidente del Bundestag, dopo aver annunciato il risultato, ha sospeso la seduta, che riprenderà alle 15.15, per consentire consultazioni fra i partiti.

(Apcom)


Messico, violento sisma nel sud del Paese: terremoto di magnitudo 6.5 a Oaxaca


Un terremoto di magnitudo 6.5 della scala Richter è stato registrato nel sud del Messico. L'epicentro del sisma è stato localizzato a 14 chilometri dalla città di Oaxaca, ma la scossa è stata percepita anche in diversi edifici della capitale messicana, ha riferito un testimone citato dai media locali.

(Adnkronos)


Lettonia, da tribunale via libera a marcia filonazista. Imbarazzo nel governo


C'è forte imbarazzo nel governo della Lettonia, paese membro della Nato e dell'Ue, dopo che un tribunale ha dato via libera ad una marcia che domani celebrerà l'anniversario dell'invasione nazista del 1941. La marcia, che era stata inizialmente vietata dalla municipalità di Riga, è stata organizzata come contraltare ai festeggiamenti del 9 maggio per l'anniversario della vittoria sovietica nella Seconda guerra mondiale, al quale hanno partecipato molti lettoni di lingua russa.

Il governo lettone ha preso le distanze pubblicamente dalla sentenza con un comunicato congiunto del primo ministro Valdis Dombrovskis e del ministro degli Esteri Aivars Ronis, che si dicono "turbati e disorientati". "Il governo lettone rispetta i diritti umani garantiti dalla costituzione e l'indipendenza dei tribunali, ma la libertà di espressione non può estendersi alla propaganda nazista", sottolinea il comunicato.

La marcia è particolarmente imbarazzante per il governo, dato che il 4 luglio verrà in visita in Lettonia il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman, per commemorare lo sterminio della comunità ebraica di Riga da parte dei nazisti. Secondo il cacciatore di nazisti Efraim Zuroff del centro Simon Wiesenthal Center di Gerusalemme, "celebrare l'anniversario dell'invasione nazista significa celebrare l'omicidio di massa delle vittime dei nazisti in Lettonia: in primo luogo ebrei, ma anche comunisti, zingari e i malati di mente".

La tragica storia del secolo scorso continua dunque a pesare sulla Lettonia, piccolo paese fra le vittime del patto Moltov-Ribbentrop. Prima occupata dai sovietici, la Lettonia fu poi invasa dai nazisti e infine annessa all'Unione Sovietica, fino a quando ottenne l'indipendenza nel 1991. Migliaia di persone combatterono dalle due parti e aspre controversie le aveva già sollevate la parata del 16 marzo che ricorda i lettoni che si batterono a fianco dei nazisti.

(Adnkronos)



Venduta ciocca capelli Napoleone

Pagata 13.000 dollari ad un'asta in Nuova Zelanda



Una ciocca di capelli di Napoleone e' stata venduta per 13.000 dollari da una casa d'aste della Nuova Zelanda. L'ha acquistata un anonimo collezionista londinese. La ciocca, tagliata la mattina della morte nel 1821, faceva parte di un lotto di 40 oggetti legati a Napoleone, del valore complessivo di 100 mila dollari messi in vendita dai discendenti di Denzil Ibbetson, un ufficiale britannico di servizio, all'epoca, a Sant'Elena.

(Ansa)