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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

Attualità 30 giugno 2010

Intercettazioni, Garante privacy: "giustificato allarme libertà"


Il disegno di legge sulle intercettazioni "sposta oggettivamente il punto di equilibrio tra libertà di stampa e tutela della riservatezza, tutto a favore della riservatezza" e ciò "può giustificare che da molte parti si affermi che si pone in pericolo la libertà di stampa".

A dirlo oggi nella sua relazione annuale al Parlamento è il presidente dell'Autorità garante per la privacy, Francesco Pizzetti, aggiungendo però che la preoccupazione in questo senso presenta "un qualche eccesso", visto che la norma condiziona solo "la pubblicazione dei testi delle intercettazioni".

Nel ddl -- che sarà discusso alla Camera a partire dal prossimo 29 luglio e che finora è stato molto contestato dall'opposizione e dai media -- "si pongono limiti specifici alla pubblicabilità delle intercettazioni, non perché contenute in atti giudiziari, che come tali possono essere diffusi per riassunto, ma in quanto dati raccolti con lo strumento delle intercettazioni".

Secondo Pizzetti, si punta "non alla tutela in concreto e rispetto a casi specifici (della riservatezza), quanto piuttosto a una difesa anticipata, disposta in via generale ed astratta, nei confronti di qualunque dato raccolto, nel presupposto che, in ragione della natura dello strumento di indagine usato, debba sempre prevalere la tutela di questi dati perché raccolti nell'ambito di conversazioni tra persone".

Il Garante l'ha definita "una scelta impegnativa" che "sposta il cursore tutto a favore dei limiti della conoscibilità e quindi della riservatezza".

Pizzetti ha parlato anche della "la preoccupazione per le sanzioni previste per gli editori", che "comportano necessariamente un loro maggiore intervento rispetto alla pubblicazione delle notizie".

Ciò "costituisce una discontinuità significativa" rispetto ad altri Paesi di grande tradizione democratica, che pure concepiscono la libertà di stampa "come un diritto e un dovere degli editori non meno che dei direttori e dei giornalisti".

"L'Italia, infatti con la legge sulla stampa approvata in diretta attuazione della Costituzione, ha consapevolmente distinto la responsabilità e il ruolo dell'editore da quello del direttore, mettendo i direttori al riparo da ogni condizionamento diretto da parte dell'editore, anche in ragione del fatto che questi, nel nostro Paese, ben raramente sono editori puri", ha aggiunto.

(Reuters)



Alemanno contro pedaggio sul Gra: se lo mettono sfascio tutto


A poche ore dall'annuncio degli aumenti dei pedaggi autostradali e dei caselli in entrata e in uscita dalla Capitale, interviene il sindaco di Roma Gianni Alemanno che si dice contrario a qualsiasi tipo di pagamento sul Grande raccordo anulare. "Se qualcuno mette qualcosa sul Gra per far pagare il pedaggio vado io con la mia macchina e lo sfondo" ha detto Alemanno durante un convegno sulle Olimpiadi 2020. L'aumento del pedaggio in entrata e uscita dalle autostrade, ha proseguito il sindaco di Roma, "è una decisione ministeriale che non riguarda solo i caselli alle porte di Roma. Quel che è stato garantito dal governo, però, è che non c'è pedaggio sul Gra per i cittadini che si spostano da una parte all'altra della città'". Contraria anche Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, secondo cui "per i cittadini del Lazio il Grande raccordo anulare è un tragitto di strada da percorrere per andare al lavoro o a scuola. Non è immaginabile un pedaggio". Pronto il commento della Lega: "Alemanno faccia quel che vuole, l'importante è che i danni al casello li paghi lui e che l'automobile non sia un'auto blu che paghiamo noi" ha dichiarato il senatore leghista Cesarino Monti. (Apcom) Lua 301640 GIU 10

(Apcom)



Ronde cittadine: il no della consulta. Non potranno essere segnalate situazioni di “disagio sociale”



La Corte costituzionale con sentenza del n. 226, depositata il 24 giugno 2010, nel confermare la legittimità costituzione della legge che istituisce le ronde, ha dichiarato l’iilegittimità costituzionale dell’art. 3 comma 40 delle norme del “ cd. pacchetto sicurezza” limitatamente alle parole “ ovvero situazioni di disagio sociale” . in particolare la Consulta ha ritenuto che i cittadini non armati potranno segnalare eventi suscettibili di arrecare danno alla "sicurezza urbana", mentre ha dichiarato illegittimo l'impiego delle 'ronde' in situazioni di "disagio sociale", in quest’ultimo caso, ha argomentato la Corte, trattandosi interventi di politica sociale essi devono essere ricondotti alla materia dei servizi sociali ritenuta di competenza legislativa regionale residuale. Nella sentenza in esame la Consulta si è soffermata sugli aspetti che non rendono la legge istitutiva della ronde in contrasto con il dettato costituzionale. Essa è stata ritenuta evocativa della sola attività di prevenzione e repressione dei reati. Le segnalazioni degli osservatori sono indirizzate in via esclusiva alle forze di polizia, statali o locali. Viceversa nel caso in cui con le ronde si vogliano segnalare situazioni di disagio sociale, in quanto gli interventi del prefetto e del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, la preferenza accordata alle associazioni fra appartenenti in congedo alle Forze dell'ordine, la circostanza che le segnalazioni dei volontari siano dirette alle sole forze di Polizia anziché agli organi preposti ai servizi sociali, pur coerenti in una prospettiva di tutela della 'sicurezza urbana', intesa come attività di prevenzione e repressione dei reati in ambito cittadino, perdono questo carattere quando viene in rilievo l’obiettivo di porre rimedio a condizioni di disagio ed emarginazione sociale e non sono finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati.

(Studio Cataldi)



Bancarotte tra Miami e l'Italia, raggiro da 750 milioni di euro



Uno dei ristoranti italiani di Miami e due società fatte apposta per raggirare leggi finanziarie e gabbare il fisco. Sono questi gli elementi di fondo dell'inchiesta per la quale è stata emessa una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 persone, tra cui due che vivono nella città della Florida. L'atto chiama in causa anche un imprenditore romano, Dino Patrizio Cozzi. Nel fascicolo istruito dai pm Stefano Pesci e Maria Francesca Loy sono indagate, a vario titolo, 22 persone. Le indagini sono state svolte dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, diretto dal colonnello Leandro Cuzzocrea. Le accuse ipotizzate dai magistrati, d'intesa con l'aggiunto Nello Rossi, sono associazione a delinquere, bancarotta, riciclaggio internazionale, distrazione, creazione fittizia di capitale. Proprio attraverso documenti falsi, o creati ad arte, il gruppo, riusciva a figurare, prima la Union General spa e srl, e poi la Cofiart, delle società capaci di far fronte a fideiussioni importanti. I beneficiari, "un po' inconsapevoli e un po' no" si spiega non avendo i requisiti avrebbero dovuto far fronte a debiti e chiamate di pagamento. Grazie all'opera prestata da Cozzi e soci veniva tirato su uno schermo utile a chi non voleva tirar fuori alcunchè. Allo stato è in corso una rogatoria per l'arresto di due collaboratori di Cozzi, che figuravano anche in una società con sede negli Stati Uniti, e per il sequestro del ristorante 'I bischeri' di Miami. Da una stima preliminare, su uno dei confidi interessati, è risultato - si sottolinea - che la banda attraverso l'emissione di più di 5mila polizze fideiussorie, ha raccolto premi per oltre 11 milioni di euro, a fronte di un capitale garantito di oltre 750 milioni di euro.

(Apcom)



Gay/ Parte oggi 'staffetta diritti' per pride del 3 luglio a Roma

Partirà oggi alle 20 dal Circo Massimo, a Roma, la 'staffetta dei diritti', un evento sportivo che si inserisce nel calendario del Roma Pride 2010 che si terrà il 3 luglio da piazzale dei Partigiani a partire dalle 16.30. Dieci squadre composte da dieci persone dovranno percorrere 1000 metri ognuna, pari a due giri di campo, per un totale di 100 Km. "E' un'iniziativa - affermano gli organizzatori del Roma Pride - con cui vogliamo 'scendere in campo' e unire lo sport alla lotta all'omofobia. E' la metafora di una comunità , quella lesbica, gay e trans, in marcia per l'uguaglianza e per i diritti di tutte e tutti". Il 3 luglio il pride di Roma attraverserà il centro storico della Capitale, da piazzale dei Partigiani fino a piazza Venezia e si chiuderà in un luogo che simbolicamente 'tocca´ le istituzioni come Palazzo Chigi, Quirinale, Parlamento e che, per la prima volta, passa accanto alla Gay Street, dove si sono verificate negli ultimi mesi diverse aggressioni a sfondo omofobico. Nel dettaglio, il percorso partità da Piazzale dei Partigiani per passare in Piazza di Porta San Paolo, Via Piramide Cestia, Viale Aventino, Piazza di Porta Capena, Via di San Gregorio, Via Celio, Piazzale del Colosseo, Via dei Fori Imperiali e arrivare in Piazza Venezia.

(Apcom)



Dell'Utri/ Csm apre pratica a tutela dei giudici di Palermo



La prima commissione del Consiglio superiore della magistratura ha aperto una pratica a tutela dei tre giudici della seconda sezione penale del tribunale di Palermo che hanno giudicato Marcello Dell'Utri, Claudio Dall'Acqua, Sergio La Commare e Salvatore Barresi. I tre, secondo il consigliere laico Gianfranco Anedda, che ha sollevato il caso, sarebbero stati "screditati" con "insinuazioni e sospetti" dal quotidiano Il Fatto. Questa mattina, quindi, a maggioranza, con i voti contrari dei togati Giuseppe Berruti (Unicost) e Mario Fresa (Movimento per la giustizia), che sarà relatore della pratica, è stato aperto il fascicolo.

(Apcom)



Intercettazioni/ Fini: In Aula a luglio puntiglio irragionevole



Calendarizzare il ddl sulle intercettazioni a fine luglio è un "puntiglio" ed è "irragionevole" dal momento che è probabile che il voto finale del provvedimento arrivi comunque a settembre, visto che dovrebbe servire una ulteriore lettura del Senato. Lo avrebbe detto a quanto si apprende il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in merito a quanto stabilito dalla capigruppo su richiesta dei partiti di maggioranza. La presidenza della Camera ha comunque stabilito quel calendario giacchè "era l'orientamento prevalente" tra i gruppi.

(Apcom)



Brancher/ Di Pietro in aula: Ministro solo per evitare processo



Aldo Brancher è "ministro all'impunità", è stato 'promosso' da sottosegretario solo per "evitare i processi". Antonio Di Pietro parla in Aula durante il Question time sulla nomina di Brancher e, rivolgendosi al ministro per i Rapporti con il Paralmento Elio Vito presente a nome del Governo, dice: "Può chiedere al fuggitivo presidente del Consiglio perché ha nominato ministro Brancher, imputato? Può spiegarci per quale ragione c'è bisogno di un nuovo ministero nonostante che questi compiti vengono già assolti da 4 ministri? Ministro di che è 'sto Brancher, oltre che dell'impunità? Lo chieda al presid3ente del consiglio, perché lei è una brava persona e mica ci può mettere tutte le volte la faccia...". Aggiunge Di Pietro: "Abbiamo scoperto così che Brancher è un coadiuvatore, deve aiutare altri ministri in quello che compete ad altri ministri. Magari lo poteva fare da sottosegretario... ma nel frattempo sappiamo che Brancher, prescritto per falso in bilancio, e reo confesso, diventa anche ministro e così ha usufruito di una nuova legge 'ad personam' che è quella del legittimo impedimento". Per Di Pietro: "Brancher è diventato ministro per non essere processato: abbiamo a che fare con un uso distorto delle funzioni pubbliche, che ha un mandante: Silvio Berlusconi presidente del Consiglio".

(Apcom)



Crocifisso a scuola: Udienza Corte Strasburgo su ricorso Italia



Si tiene oggi davanti alla 'Grande Chambre' della Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo l'udienza relativa al ricorso presentato dal governo italiano contro la sentenza della Corte sul crocifisso nelle scuole pubbliche. I 20 giudici della Grande Chambre, sotto la presidenza del francese Jean-Paul Costa, alla fine dell'udienza si ritireranno per deliberare, ma la Corte si pronuncerà più tardi, riferisce il cancelliere in una nota per la stampa. Secondo fonti di Strasburgo, per la sentenza sul ricorso italiano bisognerà aspettare almeno sei mesi. Il ricorso era stato presentato dall'Italia il 28 marzo scorso, ed è stato accettato da un collegio di cinque giudici della 'Grande Chambre' il 2 marzo. La molto controversa sentenza della Corte sul crocifisso, emessa il 3 novembre scorso, aveva giudicato come "una violazione della libertà dei genitori di educare i figli secondo le loro convinzioni, e della libertà di religione degli alunni" il fatto che in Italia sia obbligatorio esporre il crocifisso in tutte le aule scolastiche. La vicenda aveva avuto origine dalla denuncia di Soile Lautsi, cittadina italiana di origine finlandese e membro dell'Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti). Sostenuta da questo gruppo, la signora Lautsi aveva chiesto nel 2002 all'istituto di Abano Terme frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocifissi dai muri delle aule. Di fronte al rifiuto dell'Istituto e alle bocciature dei suoi ricorsi nei tribunali italiani, la signora Lautsi si era rivolta alla Corta europea di diritti di Strasburgo, che alla fine le ha dato ragione. Secondo la Corte, l'obbligo di esporre il crocifisso viola l'art. 2 del Protocollo n.1 della Convenzione europea dei diritti del'uomo, riguardante il diritto all'istruzione, e l'art.9 della stessa Convenzione, che concerne la libertà di pensiero, di coscienza e di religione. La sentenza non impone di togliere il crocifisso dalle aule scolastiche pubbliche, ma sostiene che lo Stato non può imporre l'esposizione di simboli religiosi. A conferma del grande interesse internazionale che solleva la vicenda, e in conformità con l'articolo 36 della Convenzione dei diritti dell'uomo, il presidente della Corte ha accettato osservazioni scritte sulla causa provenienti da 10 diversi paesi europei, e in particolare dai governi di Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Monaco, Romania, Federazione russa e San Marino. Otto di questi governi interverranno all'udienza con loro rappresentanti. Altre osservazioni accolte provengono da un gruppo di 33 parlamentari europei, e da diverse associazioni; l' Associazone nazionale del libero Pensiero, l'associazione per i diritti delle minoranze Greek Helsinki Monitor, lo European Centre for Law and Justice, Eurojuris, nonché due gruppi di organizzazioni, il primo laico e il secondo cattolico, che hanno inviato due contributi congiunti: da una parte la International Commission of Jurists insieme a Interights e a Human Rights Watch; dall'altra il Zentralkomitee des deutschen Katholiken, insieme a Semaines sociales de France e le Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani).

(Apcom)



D'Alema eletto all'unanimità presidente della Fondazione dei progressisti Ue



Il presidente del Copasir Massimo D'Alema e' stato eletto all'unanimita' alla presidenza della Fondazione di studi progressisti europei (Feps) nel corso dell'assemblea generale della stessa Fondazione in corso a Bruxelles.

"C'e' stata una preparazione" per arrivare a questa nomina, ha commentato D'Alema, neoeletto presidente della Feps, "e' sicuramente un fatto positivo", ha aggiunto. "Penso che sia importante e utile che il Pd rafforzi il suo impegno per contribuire al rinnovamento del centrosinistra in Europa, e se si vuole impegnare per questo in Europa ci si deve andare, non si puo' stare a casa", ha sottolineato D'Alema.

D'Alema ha tenuto a precisare che la sua presenza nella Feps e' in quanto "presidente della fondazione Italianieuropei", in quanto la stessa Feps e' un "network di fondazioni culturali progressiste europee", molto rappresentativa di tutti diversi orientamenti e tendenze che ci sono nel panorama progressista europeo. "Non e' una struttura burocratica ma un network che deve funzionare come tale" e molto impegnato in Europa ma anche fuori a partecipare e stimolare il dibattito politico, economico, sociale e culturale contemporaneo, ha spiegato D'Alema.

"Saro' spesso a Bruxelles, ma credo che il presidente della Feps debba anche girare un po' in Europa e nelle capitali europee per prendere contatti", ha aggiunto D'Alema, sottolineando anche la sua volonta' di coinvolgere ed invitare al dibattito i paesi delle economie emergenti, in particolare Brasile e Cina. "Sono interlocutori molto interessati all'Europa, e soprattutto molto preprarati", ha aggiunto il neopresidente della Feps.

''La nomina di D'Alema alla presidenza del Feps e' un risultato di rilievo per tutto il Pd. Una grande opportunita' per i democratici e un riconoscimento per il ruolo di uno dei nostri principali e piu' autorevoli leader'' commenta il vice segretario del Pd, Enrico Letta.

Sulla stessa linea Piero Fassino secondo cui ''l'elezione di Massimo D'Alema a presidente della Feps, che riunisce le principali fondazioni politiche progressiste europee, oltre che alla persona e' un riconoscimento all'originalita' e al valore dell'esperienza del Partito democratico''.

(Adnkronos)