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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

Moda e Tendenze 1 luglio 2010

L'estate? E' social beauty

Tutti i trend sotto il solleone

L'estate 2010 si annuncia all'insegna delle contaminazioni: le terme rubano clienti alle discoteche, con sessioni di benessere concluse dai dee-jay o con gli aquapark con area wellness, l'happy hour diventa abbronzante, grazie all'abitudine ormai acquisita di celebrare il rito dell'aperitivo in spiaggia con musica e ballo annessi, il tutto in una nuova categoria di locali che si possono definire Social Beuty, a metà tra i social network e la beauty farm. Ecco le nuove mode dell'estate 2010, dai cocktail più nuovi agli abiti e agli accessori da scegliere e quelli da scartare.

Innanzi tutto qualche no. Basta definitivamente agli zoccoli stile Crocs, ma anche al perizoma a vista, alla bandana in testa e perfino alla cara vecchia sedia a sdraio. Da archiviare anche la discoteca tradizionale e il classico happy hour.  Spiega il docente di Sociologia dei consumi al Politecnico di Milano, Roberto Piccinelli, trend setter che ama definirsi "sociologo del piacere" e autore della "Guida al piacere e divertimento 2010": "Trentatré anni dopo 'La febbre del sabato sera', il film con John Travolta del '77 che ha dato inizio al fenomeno del ballo per tutti, oggi la discoteca perde colpi a favore di un nuovo rito, salutista e socializzante, le terme". La conferma viene dall'apertura fino a tardi degli stabilimenti termali, ad esempio delle terme
di Sirmione sul lago di Garda e del Grand Hotel Nuove Terme di Acqui Terme, ma anche del Panta Rei di Capri, che vanta un centro benessere con dj 'incorporato'. Arrivano anche gli "Sparty", una parola formata da Spa e Party, del Gransasso di Farindola, e le feste dance organizzate dall'Hidron di Campi Bisenzio, maxi acqua-park con centro wellness. "Per non parlare - aggiunge Piccinelli - degli aperitivi musical abbronzanti del Caribe di Modena, solarium di ultimissima generazione".

Tra le novità delle sere d'estate c'è poi Hugo, un drink nuovo di zecca, basato su quattro ingredienti: prosecco, sciroppo di sambuco, soda e menta rinfrescante. "E' lo spritz del III Millennio - commenta Piccinelli - anche se a vederlo sembra più un mojito". E a tavola, la cucina più in è senza dubbio quella kosher: salutare, sofisticata, purtroppo non esattamente economica.   

Per chi dorme in albergo, invece, l'ultima novità a servizio dei vacanzieri è una formula innovativa per l'ospitalità: la pensione 3/4, che sostituisce la vecchia e superata mezza-pensione. Ha un buffet libero e prolungato dalle 14 alle 17 per venire incontro alle esigenze di chi torna tardi dalla spiaggia E sulla sabbia, la sdraio non usa più: meglio il lettino, magari in versione tecnologica, o la semplice stuoia, minimal chic.

Se poi avete qualche dubbio su cosa indossare, tenete d'occhio i teen ager che incrociate in spiaggia e sulla passeggiata a mare: i nuovi  trend modaioli vengono da loro, almeno quando riescono a trovare il coraggio di differenziarsi dal branco e cantare fuori dal coro. E' tutta teen infatti l'abitudine di portare gli stivali in pelle in spiaggia con il costume da bagno, o fantasmini uno di un colore e uno di un altro, e kefia rivisitate in fogge e interpretazioni sempre diverse. Se non avete un figlio o un nipote adolescente a portata di mano, ecco alcune linee guida.

Per ripararvi dal sole buttate via la bandana e sostituitela con il cappello di paglia, meglio se multicolore. A tesa larga o piccola, con fiori, nastri decorazioni o senza nulla, è comunque il pezzo forte 2010. In spiaggia il capo principe è sempre il costume da bagno. Resiste il bikini, di tutte le fogge e i colori, ma non cede neppure il monopezzo, che si "attrezza" con oblò, laccetti e decorazioni di ogni genere. L'estate 2010 prevede anche i tre pezzi, con capi moda come canotte, camicie, abiti e tute abbinati al costume da bagno, da indossare tra un tuffo e l'altro o sul lungomare. Ma c'è anche il micro-kini, due pezzi che copre giusto l'indispensabile. E di sera? Dopo la movida, quando si va a dormire, dalle Alpi alla Sicilia è opportuno indossare il pigiama antizanzare, profumato alla citronella e nuovo oggetto di culto.

(Tgcom)

 

Daniele Tedeschi e l'Art Posthume

Il fotografo italiano che sfida Parigi

Parigi. Davanti le vetrine da sogno di Place Vendome, intorno le lunghe passerelle che dominano le pagine dei giornali internazionali, dietro al mito Chanel che si è fatto storia, è qui che esiste la vera Parigi, la Parigi prima delle logiche consumistiche del marketing, una città che non regala se non per interesse, una Parigi che guarda solo a cosa fai e non a quel che sei. Daniele Tedeschi, artista poliedrico, italiano a Parigi, ha preso in mano questo specchio e lo porta in giro con se, da quando ha deciso di lasciare l'Italia, dopo la morte prematura di suo padre. Quando è partito dall'Italia, fuggiva dalla Torino borghese che viveva nei salotti e il suo unico sogno era quello di vivere per quel che amava, l'arte di esprimersi.

E negli anni il suo talento è stato riconosciuto. Il grande fotografo di moda Paolo Roversi, se l'è portato con se, in veste di assistente e l'ha introdotto, in quella Parigi da sogno, che lui aveva già conquistato. Nel 2000 Daniele vince la menzione speciale del concorso Picto-Kodak per la fotografia di moda. Un anno dopo, sulla scrivania del direttore de Le Figaro arrivano le sue fotografie e qualche giorno dopo Daniele riceve l'incarico di realizzare l'intero supplemento Fashion-week del giornale, con la missione di realizzare sedici ritratti di donne emblematiche di Parigi. In questa occasione, con la sua genialità dal Dna italiano, conquista la curiosità dei suoi celebri soggetti. Dopo varie copertine e servizi di moda sempre dall'accento concettuale nel 2002 anche il Time gli affida il suo supplemento speciale fashion week e lo invia negli atelier dei più grandi couturiers, dove fotograferà Mc Queen, Valentino, Hermes, Chanel, Dolce e Gabbana e Fendi. In seguito continua a lavorare per Prada, per Comme des Garçons e firmerà le pagine di Purple, L'Officiel e Vogue Grecia, Dazed and Confused, Crash, Harper's Bazaar, Collezioni Uomo Esquire Hong Kong, SZ Magazine.  A quel punto decide di fare una pausa dalla moda e nel 2004 crea con due amici artisti, Artus de Lavilleon e Aleksi Cavaillez, un movimento denominato Art Posthume, da cui nascerà un nuovo manifesto dopo trent'anni dall'ultimo, in Francia.

Lo stesso anno, durante la mostra nell'ex galleria Artcore i tre  fondatori inviteranno 100 amici, artisti e non, ad esporre insieme a loro e dichiareranno la morte dell'arte contemporanea e la nascita dell'Art Posthume. Da li s'impone sulla scena francese e seguiranno altre mostre, tra cui, nel 2006, quelle nelle gallerie di Patricia Dorfmann e Agnes B (anche creatrice di moda) dove lanceranno il libro A.P.I, una raccolta di opere de l'Art Posthume. Daniele e gli altri, pur riconoscendosi come uomini contemporanei, prendono le distanze dalla denominata arte contemporanea e rivendicando la nascita dell'arte vita. In opposizione all'arte contemporanea, l'Art posthume fa delle emozioni, del vissuto, dell'attimo presente, i protagonisti dell'arte e porta il visitatore dentro un punto di vista nuovo, quello che nasce dall'esperienza dell'artista.

(Tgcom)