| Attualità 1 luglio 2010 |
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Manovra/ Anm: Adesione massiccia a sciopero toghe, tra 80 e 85%
"Massiccia partecipazione" allo sciopero dei magistrati contro la manovra del Governo, con percentuali di adesione "tra l'80 e l'85%" che "aumentano se si tiene conto anche dei magistrati assenti dal servizio e di quelli che, pur aderendo alla protesta, erano impegnati in servizi non differibili". Lo riferisce l'Anm in una nota. "Uno sciopero pienamente riuscito - ha affermato il presidente dell'Anm Luca Palamara -. La grande partecipazione all'iniziativa ha dimostrato la fondatezza delle ragioni della protesta contro disposizioni inique e irrazionali. Il nostro auspicio è che la manovra possa essere rivista". (Apcom)
Ddl Alfano, scudo totale premier in commissione martedì
E' in via di definizione in queste ore il parere della Commissione Giustizia del Senato relativo alle discusse modifiche da apportare al ddl Alfano per ampliare lo scudo giudiziario al presidente del Consiglio e ai ministri. Lo comunica l'entourage del senatore Pdl Filippo Berselli, presidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, precisando che il parere sarà depositato alla Commissione Affari costituzionali - che ha preso in mano per prima il ddl costituzionale e le proposte di modifica dopo la bocciatura della Consulta - martedì prossimo. "(Berselli) ci sta lavorando, il parere verrà depositato martedì", ha detto al telefono una collaboratrice del senatore. Ieri sera ha sollevato un coro di polemiche l'annuncio che il disegno di legge costituzionale che fornisce al presidente del Consiglio l'immunità dai processi penali verrà ritoccato così da estendere a premier e ministri quanto già previsto per il capo dello Stato, cioè la sospensione anche dei processi iniziati prima dell'assunzione dell'incarico. Il ddl - che se approvato avrà un valore pari alla Costituzione, anche se non la cambia - conferma l'obiettivo di fornire a Silvio Berlusconi uno scudo contro i suoi processi, in corso e futuri, che era al centro del cosiddetto Lodo Alfano, la legge ordinaria bocciata lo scorso anno dalla Consulta. BOSSI: AL PREMIER QUALCOSA BISOGNA DARE Alle polemiche sull'estensione dell'applicazione del Lodo Alfano, il leader della Lega Umberto Bossi oggi ha risposto che si tratta di "una piccola cosa". "Il presidente del Consiglio deve badare ad un paese e qualcosa gli devi dare", ha detto Bossi parlando coi giornalisti a Varese. Il meccanismo individuato nel ddl prevede che la magistratura dovrà comunicare al ramo del Parlamento di appartenenza dell'alta carica che intende processarla ed entro 90 giorni il Parlamento voterà sulla sospensione. Il procedimento penale è comunque sospeso da quando il giudice si rivolge al Parlamento. Per il presidente della Repubblica e i ministri non eletti in Parlamento a votare sulla sospensione sarà il Senato. Rispetto al Lodo Alfano, il provvedimento include i ministri ed esclude i presidenti di Camera e Senato. La legge costituzionale deve essere approvata due volte da entrambi i rami del Parlamento, in un iter quindi più lungo di una legge ordinaria, e può essere sottoposta a referendum se non ottiene nella seconda lettura da ciascuna delle Camere una maggioranza di due terzi. Per il partito di Berlusconi il tempo scade nell'ottobre 2011, quando decadrà la legge sul legittimo impedimento - che consente al premier e ai ministri di bloccare i propri processi per 18 mesi - sempre che la Corte Costituzionale non la annulli prima, accogliendo i ricorsi già presentati. L'opposizione ha aspramente criticato il ddl costituzionale, come già aveva fatto con il Lodo, e ha promesso opposizione ad oltranza. La scorsa settimana ha presentato circa 80 emendamenti. (Reuters)
Deficit sanità, in quattro Regioni aumentano Irap e Irpef
Il Dipartimento delle finanze del ministero dell'Economia comunica che nel 2010 aumenterà in Lazio, Campania, Molise e Calabria l'Irap di 0,15 punti percentuali e l'addizionale regionale Irpef di 0,30. E' quanto si legge in una nota del ministero. L'aumento è causato da una norma prevista dalla Finanziaria 2010 approvata lo scorso dicembre che prevede aumenti automatici delle due tasse regionali per quelle amministrazioni che non rispettano quanto previsto dai piani di rientro stabiliti in sede nazionale dei deficit sanitari. L'Agenzia delle entrate comunicherà successivamente le modalità di calcolo dell'acconto Irap da effettuare a novembre 2010 tenendo conto della maggiorazione di aliquota. "Il Tavolo per la verifica degli adempimenti e il Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, nelle riunioni del 19 e 20 maggio 2010, con riferimento alla verifica dei risultati d'esercizio 2009, hanno constatato per le regioni Lazio, Campania, Molise e Calabria la sussistenza delle condizioni per l'applicazione delle disposizioni recate dall'articolo 2, comma 86, della legge 191/2009, secondo le procedure di cui all'articolo 1, comma 174, della legge 311/2004", motiva la nota gli aumenti. (Reuters)
Coca e trans, in ospedale consigliere provincia Roma Un consigliere provinciale di Roma è stato ricoverato in un ospedale della capitale a seguito di intossicazione da sostanza stupefacente. Secondo quanto si apprende il consigliere avrebbe partecipato a un festino a base di cocaina e trans. Il consigliere provinciale di Roma ricoverato in ospedale sarebbe Pier Paolo Zaccai (Pdl). Il consigliere avrebbe avuto un malore stamani e ora si trova all'ospedale Grassi di Ostia.
Sarebbe andato in escandescenze dopo il festino a base di
coca e trans. Urla e un comportamento scomposto. Tanto da fare intervenire la
polizia e la Guardia
medica psichiatrica che ha disposto poi il ricovero in ospedale di Pier Paolo
Zaccai. Il consigliere provinciale di Roma aveva partecipato ad un festino in
un appartamento in zona Appio, nella capitale, e sempre li' avrebbe dato in
escandescenze rendendo necessario l'intervento degli agenti del commissariato
di zona e successivamente anche della squadra mobile. Poi il ricovero
all'ospedale Grassi, ad Ostia, dove il consigliere risiede. "In attesa di comprendere meglio le dinamiche che hanno portato al ricovero in ospedale del consigliere provinciale del Pdl Pier Paolo Zaccai, riteniamo opportuno sospendere cautelativamente dal partito il consigliere in questione". Lo afferma il coordinatore regionale del Pdl del Lazio, Vincenzo Piso.
ZACCAI, MI HANNO INCASTRATO - ''Aiuto, mi hanno incastrato volevo solo indagare su di loro''. Sono le parole che Pier Paolo Zaccai, consigliere provinciale di Roma ricoverato all'ospedale di Ostia dopo un festino a base di coca e trans, urlava all'alba dal balcone al primo piano di un palazzo in via Manlio Torquato a Roma, nel quartiere Appio. A riferirlo sono alcuni residenti cha abitano nella stessa strada, svegliati dalle urla intorno alle sei. Durante le urla, chi ha assistito alla scena, ricorda di aver visto ''quattro o cinque trans scappare dal palazzo''. Molti spiegano che Zaccai ''sembrava vaneggiare, dicendo frasi sconnesse. Urlava, qualcuno pensava che lo avessero aggredito. Per questo hanno chiamato la polizia''. ''Ho fermato due trans che camminavano velocemente uscendo dal palazzo, gli ho chiesto perche' scappavano ma mi hanno risposto che in quell'appartamento c'era droga e loro non volevano guai'', ha riferito la titolare di una lavanderia nel quartiere. ''Qui e' pieno di trans - aggiungono alcuni cittadini - ce ne sono tanti e spesso qui si vedono parcheggiate di notte delle auto di grossa cilindrata, tra cui diversi Suv''. ZACCAI, DALL'MSI AL PDL - La notizia del ricovero del consigliere provinciale del Pdl Pier Paolo Zaccai, dopo un festino a base di cocaina e trans, arriva nell'aula del consiglio provinciale mentre si sta discutendo l'assestamento di bilancio. La prima reazione dei consiglieri è di stupore, ma anche di imbarazzo, soprattutto nelle fila del Pdl: qualcuno lo descrive come "una persona tranquilla", come "uno silenzioso", ma comunque a Palazzo Valentini nessuno lo conosce così bene perché Zaccai lì è arrivato da poco, dopo cioé le dimissioni di Alfredo Antoniozzi, attuale assessore alla casa al Comune di Roma. Qualcuno ricorda solo che lo scorso anno, nell'ambito di un viaggio della Provincia a Gerusalemme, era presente anche lui "che però non si è visto mai in quei giorni". Chi lo conosce di più, al di fuori della Provincia, ne parla come di "uno molto esuberante". Pier Paolo Zaccai è nato a Roma il 19 aprile 1968 e ha iniziato la sua carriera politica a 17 anni aderendo al Fronte della Gioventù e a 21 all'Msi. Si è candidato per la prima volta a 25 anni nel 1993 con l'Msi ed è stato eletto nella XIII circoscrizione. Zaccai è stato eletto 4 volte consecutivamente nella XIII Circoscrizione del Comune di Roma, oggi XIII Municipio, la prima per l'Msi e poi dal 1995 per An, partito per il quale ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio municipale dal 2004 al 2006. Nel 2008 si è candidato alla Provincia di Roma per il Pdl conseguendo la sua elezione in seguito alle dimissioni di Alfredo Antoniozzi. Laureato in Psicologia all'Università La Sapienza con tesi di laurea in psichiatria sul tema del suicidio in adolescenza, si è poi abilitato alla professione di Consulente del Lavoro, specializzandosi in Igiene e Sicurezza negli ambienti di lavoro. Zaccai è anche socio fondatore de 'I Cavalieri di Anco Marzio', una fondazione che opera in ambito Cattolico. Pratica nuoto, pallanuoto e pugilato: per quest'ultimo ha conseguito il brevetto da insegnante. ALEMANNO, ZACCAI? BRUTTO EPISODIO - ''E' un bruttissimo episodio e mi auguro che la magistratura faccia luce e accerti se ci sono dei reati''. Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, commentando la vicenda che ha coinvolto il consigliere del Pdl della provincia di Roma, Pier Paolo Zaccai, esponente del Pdl,ricoverato in ospedale dopo un festino con cocaina e trans. Per Alemanno si tratta ''di un fatto molto negativo''. (ANSA)
Sparatoria davanti facoltà a Catania, ferita studentessa
Una risposta all'uccisione di Maurizio Signorino, 52 anni, ucciso il 24
giugno scorso a Catania con un colpo di rivoltella alla nuca. Sarebbe questa la
pista privilegiata da investigatori e magistrati che indagano sulla sparatoria
avvenuta davanti l'ex monastero dei benedettini del capoluogo etneo, che ospita
due facoltà universitarie, in cui sono rimasti gravemente feriti Maurizio
Signorino, di 40 anni, e una studentessa di Lettere di 34 anni, Laura Salafia.
Il vero obiettivo dei sicari, entrati in azione in strada, era Signorino,
elemento non di spicco della criminalità organizzata ma che è cognato del
presunto boss Nino Testa. Secondo la ricostruzione della squadra mobile e della
Dda di Catania, la sparatoria sarebbe un tentativo di 'pulizia interna' alla
stessa cosca Santapaola, che è 'aggredita' da clan rivali e 'dilaniata' da
faide di potere tra affiliati della stessa 'famiglia'. "E' una vergogna: non si può rischiare la vita per andare a studiare". Lo ha affermato il rettore dell'Università di Catania, Antonino Recca, uscendo dall'ospedale Garibaldi. "L'ho vista mentre le facevano la Tac - aggiunge il rettore - è sveglia e sembra reagire bene. Il problema pare che sia la frammentazione del proiettile: alcune schegge si trovano vicino a parti delicate. I medici si sono riservata la prognosi ma non sarebbe in pericolo di vita". (Ansa)
Intercettazioni, giornalisti in piazza per la libertà di stampa.
La manifestazione, indetta dalla Federazione nazionale della stampa contro il ddl Alfano, si apre alle 17 a piazza Navona a Roma. Contemporanemente iniziative sono previste in tutta Italia e anche all'estero. L'Anm: ''Sostegno alla manifestazione indetta per oggi contro la riforma''. Bocchino (Pdl): ''Sbagliato mettere il ddl in calendario a fine luglio''. (ADNKRONOS/IGN)
Sansonetti: ''Protesta fuori tempo e fuori luogo'' ''E così i giornalisti italiani, domani, daranno questo bello spettacolo: sfileranno uniti, senza distinzioni di colori politici, per protestare contro una legge che non c'è, che non è imminente, che probabilmente non ci sarà mai, che comunque non è affatto importante, e che però - casomai ci fosse - darebbe un briciolo di fastidio alla categoria. Una volta si diceva: alla 'corporazione'''. La voce 'fuori dal coro' è quella di Piero Sansonetti, ex direttore di 'Liberazione' oggi direttore di 'Gli Altri', che, in un intervento su 'Il Riformista', bolla la mobilitazione dei giornalisti contro la cosiddetta ''legge-bavaglio'' come una ''protesta fuori tempo e fuori luogo''.''Tra tutte le corporazioni, quella dei giornalisti è la più potente, perché controlla, o comunque influisce sui giornali e sulle tv e dunque può determinare le fortune o la disgrazia dei gruppi politici - scrive Sansonetti - La corporazione dei giornalisti usa con disinvoltura questo suo potere, e riesce spesso a deviare il corso della politica e delle leggi. Lo ha fatto anche stavolta. Domani - mentre le Regioni e gli enti locali attraversano la più grave crisi della propria storia, perché la manovra economica ha tolto loro i soldi per funzionare, mentre migliaia di donne fanno i conti con la pensione, che improvvisamente, nel giro di qualche ora, si è allontanata di quattro o cinque anni, mandando all'aria i loro progetti di vita, mentre gli operai di Pomigliano ignorano il loro destino, non sanno se la Fiat investirà o chiuderà lo stabilimento, mentre gli operai di tutt'Italia temono nuove Pomigliano, cioè la perdita di diritti, o del lavoro, la bastonata della globalizzazione (o, diciamo meglio: dell'uso padronale della globalizzazione), mentre tutte queste vicende richiederebbero la mobilitazione politica, per esempio, della sinistra, e l'impegno professionale, per esempio, dei giornalisti - domani invece, dicevamo, assisteremo a un fenomeno surreale: tutti i giornalisti, da Feltri a Travaglio, da Scalfari a Belpietro, dal sindacato Rai ai direttori e ai redattori di "Stampa" e" Corriere" di "Libero" e del "Fatto" e tutti gli altri - seguiti da una gran fanfara di televisioni, telegiornali, giornali, speciali, radio, eccetera eccetera - occuperanno la piazza per dire: no alla svolta autoritaria''. ''E in cosa consisterebbe questa svolta autoritaria (che comunque è rinviata a settembre, o forse a dicembre, o forse dopo le elezioni anticipate o forse sine die...)? - si chiede Sansonetti - Consiste nel limitare i poteri degli 007. Già, le cose stanno esattamente così: la discussione è tra chi - pochissimi, tra i giornalisti quasi nessuno - vorrebbe ridurre il potere spionistico e la sua capacità di condizionare - o addirittura di guidare, di dirigere - la vita pubblica e l'informazione, e chi invece crede che il potere spionistico, pur con i suoi difetti, comunque garantisce trasparenza e repressione e presunzione di colpa, e ritiene che la trasparenza e la repressione e la presunzione di colpa siano l'esigenza principale dell'Italia dei nostri tempi. E la sinistra, e i liberali, e gli intellettuali che per tanti anni sono stati la gloria di questo Paese? Tutti scomparsi, o silenziosi, o travolti dal nuovo amore per le manette e le spie''. ''I giornalisti dicono che le cose non stanno come dico io. Che quella contro la quale si battono è una legge-bavaglio. Che limita la nostra libertà, la nostra professione. Mi chiedo: quale libertà, quale professione? La libertà di pubblicare sul giornale paginate che ci sono state offerte da poteri che non conosciamo e per scopi che non conosciamo e che servono a tagliare le gambe a qualcuno, magari con l'uso dello sputtanamento della sua vita privata o cose del genere? Sarebbe libertà?'', prosegue Sansonetti, che aggiunge: ''Mamma mia. Sapete cos'è che mi lascia davvero stupito? Questa domanda: ma i miei colleghi si saranno accorti in questi giorni che mentre su temi come la giustizia, o il berlusconismo, o le varie vicende di sesso e potere e vita pubblica, o la spartizione dei posti in Rai, su questi temi qui i giornali italiani si dividono e si accapigliano, succede che invece non si accapiglino per niente, e marcino come un sol uomo se il problema sul tappeto sfiora la Fiat? Si saranno accorti che tutti i giornali italiani, nei giorni della crisi di Pomigliano, hanno pubblicato editoriali, commenti, approfondimenti, schede e rubriche, e pezzi di colore, tutti, tutti, tutti gemelli? E non gli è venuto da chiedersi: hai visto mai che qualcuno ci stia mettendo il bavaglio?''. ''E infatti - conclude - domani sfileranno, i miei colleghi giornalisti, a braccetto con gli editori, dietro i loro leader che principalmente sono due: Carlo De Benedeti e Rupert Murdoch. Uno italiano e uno straniero. Sfileranno sotto il sole e grideranno: 'Andremo in prigione se sarà necessario, ma sulla libertà non transigeremo mai'. Non si preoccupino, nessuno li metterà in prigione. Né se la legge si farà, né se, come è molto probabile, non si farà. Hanno sbagliato Risorgimento, tutto qui''. (ADNKRONOS)
Lodo Alfano/ Bossi: Sì ad estensione, ma sono piccole cose
Il leader della Lega Umberto Bossi si dice favorevole alla proposta di estendere il lodo Alfano ai processi avviati prima dell'insediamento. "Sì", ha risposto il ministro delle Riforme alla domanda se fosse favorevole o meno all'ipotesi, "ma sono piccole cose. Il presidente del Consiglio deve badare a un Paese - ha aggiunto a margine della presentazione dei Patti per la sicurezza dei laghi Maggiore e di Lugano - e qualcosa gli devi". (Apcom)
Intercettazioni/ La D'Addario manifesta a Roma,in prima fila
Patrizia D'Addario parteciperà alla manifestazione di oggi a Roma in favore della libertà di informazione. La grande mobilitazione nazionale, che prenderà il via da Piazza Navona dalle 17, secondo quanto è stato rifertio da alcuni degli organizzatori, vedrà Patrizia D'Addario in prima fila accanto a Silvia Bartolini, fra le leader nazionali del Popolo Viola. Dopo la presentazione romana del suo libro "Gradisca, Presidente" di lunedì scorso, Patrizia D'Addario ha deciso di cambiuare i suoi programmi ed ha deciso di fermarsi nella capitale per prendere parte alla manifestazione contro il ddl intercettazioni del Governo: "Voglio protestare poubblicamente contro la legge-bavaglio", ha detto ai suoi collaboratori. (Apcom)
Pensioni/ Dal 2016 non basta più requisito 40 anni contributi
Dal 2016 per andare in pensione non basteranno più 40 anni di contributi. E' quanto prevede l'emendamento alla manovra del relatore, Antonio Azzollini (Pdl), che stabilisce che dal 2016 tutti i requisiti di pensionamento verranno aggiornati, ogni tre anni, sulla base dell'incremento della speranza di vita calcolata dall'Istat. Adeguamento che, stando all'emendamento, riguarderà non solo i requisiti anagrafici, ma anche il requisito unico dei 40 anni di contribuzione che consente di andare in pensione a prescindere dall'età. E' una novità rispetto alle misure relative alla finestra mobile già contenute in manovra. (Apcom)
Piemonte, ricorsi elettorali. Bonino: sentenza del Tar può costituire un argine di diritto
Contro la piena di illegalità avvenuta durante le elezioni regionali "Lo scorso febbraio - ha dichiarato Emma Bonino (vice-presidente del Senato della Repubblica) , prima che fossero presentate nei tribunali di tutta Italia le liste dei candidati alle elezioni regionali, intrapresi una dura iniziativa nonviolenta, uno sciopero della sete durato cinque giorni, per denunciare le patenti, continuate violazioni di legge che avevano già contrassegnato la raccolta delle firme in calce alle liste nella maggior parte delle regioni italiane. Ricevetti in cambio alla mia sete i soliti sorrisi ipocriti, la solita indifferenza, la solita censura. Il giorno dopo la fine della mia iniziativa milioni di italiani poterono essere informati su quanto era successo alla presentazione della lista del PDL al Tribunale di Roma e poi sulle evidenti irregolarità - rilevate e denunciate dai radicali lombardi - presenti nella lista presentata da Roberto Formigoni (su cui ancora pende un giudizio di fronte al TAR di Milano). Negli stessi giorni erano presentate in Piemonte quattro liste (su un totale di nove a sostegno del candidato del centro-destra Roberto Cota) con gravi vizi di forma, per non parlare dei profili penali che la magistratura sta accertando nei confronti della lista "Pensionati con Cota". Sono sinceramente grata agli esponenti dell'UDC, dei Verdi e dei "Pensionati Invalidi per Bresso" per aver presentato ricorso contro le illegalità suddette, andando fino in fondo. Domani, il TAR del Piemonte, applicando semplicemente la legge elettorale, ha la possibilità di costituire un argine di diritto alla piena di illegalità che ogni tornata elettorale porta con sé e che ogni volta i radicali denunciano prima, durante e dopo. Questa volta, in Piemonte, non da soli". (Agenzia Radicale)
Italia riparte da Buffon, si' a oriundi La panchina dell Nazionale 'punto piu' alto della mia carriera'. Cesare Prandelli si presenta cosi' nel giorno in cui ufficialmente parte la sua avventura azzurra. ''Bisogna trasformare tutto in qualcosa di positivo - ha detto il neo ct- serve una programmazione e bisogna proporre giocatori di qualita'''. Prandelli tuttavia evita di fare nomi e alla domanda su Cassano dice chiaramente che non e' il momento di fare i nomi: ''servono scelte di merito - dice - basate sul rispetto dei ruoli e sulla dignita'. Mi auguro di portare giocatori di grande qualita'''. Sul flop degli azzurri in Sudafrica il nuovo commissario tecnico ha aprole di stime per il suo predecessore: ''Lippi lascia qualcosa di positivo, ripartiamo dall'attaccamento alla maglia''. ALLA NAZIONALE NON SI PUO' DIRE DI NO - 'Non ho mai pensato alla nazionale - confessa un emozionato Prandelli - sono qui perche' eveidentemente colleghi piu' blasonati di me hanno una panchina. Ho accettato in un secondo perche' sono italiano e non si puo' dire di no alal nazionale. TUTTE LE MIE ENERGIE ALL'ITALIA - Quando e' arrviata la telefonata mi sono subito sentito coinvolto in questo nuovo progetto. La mia testa e' indirizzata a questo. A Muovermi non e' solo l'ottimismo ma il pensiero di fare qualcosa di importante. Ci sono tante cose buone da tirare fuori da questa squadra. A BUFFON LA FASCIA DA CAPITANO - Con l'addio di Cannavaro Prandelli pensa a un altro senatore per il ruolo di capiatno: Vorrei dare la fascia a Buffon'. Tra i giocatori Prandelli cita De Rossi: 'il centrocampista giallorosso resta un riferimento per tutti. Ha tante partite sulle spalle''. ORIUNDI PERCHE' NO - Se hanno cittadinanza italiana e giocano benissimo faccio un discorso di meritocrazia. non vedo perche' non debbano essere convocati in Nazionale'. EUROPEI - ''Adesso voglio poter pensare solo alla qualificazione europea, voglio arrivarci con un asquadra che abbia identita''. Le parole del tecnico della nazionale che esordira' in panchina il prossimo 10 agosto a Londra contro la Costa D'Avorio. LIPPI RESTA CT CAMPIONE DEL MONDO - ''Un saluto a Marcello Lippi, lui e' il ct campione del mondo e da li' dobbiamo ripartire'': lo ha detto il nuovo commissario tecnico della Nazionale Cesare Prandelli nel corso della presentazione ufficiale. Ho sentito Lippi prima del Mondiale - ha aggiunto Prandelli - e gli ho fatto anche una battuta, 'se ci ripensi faccio sempre in tempo a trovare un'altra panchina'. Poi l'ho risentito dopo il mondiale e penso ci vedremo la prossima settimana'' VOGLIAMO DIMOSTRARE CHE MONDIALE PARENTESI - ''Vogliamo ribaltare le situazioni negative in positive e dimostrare a tutti che e'stata solo una parentesi'''. ''Non tutto e' da buttare - ha aggiunto - il calcio italiano ha qualita'''.BEARZOT RESTA IL MIO PUNTO DI RIFERIMENTO - ''Bearzot resta un riferimento fondamentale perche' in quella nazionale c'erano tutti i miei compagni. Lui e' stato un grande, perche' quando ha deciso di smettere ha chiuso'' (ANSA) |