| Mondo Web 2 luglio 2010 |
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La vita privata dei ragazzi 'in vetrina' su internet. E i genitori li lasciano fare Gli adolescenti italiani non esitano a esporre la propria vita privata su Internet e i genitori non sembrano preoccuparsi eccessivamente delle conseguenze e dei rischi che possono correre. Lo rivela un'indagine commissionata da Trend Micro, azienda specializzata nella sicurezza dei contenuti Internet, all'istituto indipendente A&F Research e condotta su un campione rappresentativo di ragazzi di età compresa tra gli 8 e 16 anni e di genitori con figli nella stessa fascia di età. Favorita dal successo dei social network, in particolare di Facebook, questa tendenza a 'pubblicizzare' i diversi aspetti della propria vita non è accompagnata da una adeguata consapevolezza dei pericoli per la privacy e da una sufficiente conoscenza delle necessarie misure di protezione. Ad esempio, solo il 30% dei genitori e il 40% dei ragazzi sa come impostare le regole di privacy nei social network. La scarsa conoscenza da parte dei genitori delle opportunità e dei rischi di Internet determina un atteggiamento nei confronti dei figli che si può definire di fiducia 'passiva', proprio perché non è il frutto di un consapevole orientamento permissivo o di una valutazione sulla loro affidabilità.Le preoccupazioni dei genitori sull'utilizzo della Rete da parte dei figli, infatti, sono piuttosto elevate (4,38 in una scala da 1 a 5) solo con i figli di età inferiore ai 10 anni, ma scendono "pericolosamente" (3,5 su 5) con i figli più grandi. Tra gli stessi ragazzi è molto forte la convinzione (8,3 in una scala da 1 a 10) che "i genitori si fidano dei miei comportamenti online" e, inoltre, i maggiori di 10 anni navigano prevalentemente da soli (più dell'80%) o in compagnia di coetanei (circa il 50%). Oltretutto, i ragazzi - in misura crescente con l'età - appaiono desiderosi di sfruttare le opportunità relazionali offerte dal web, manifestando, con percentuali superiori al 40%, la propria vita personale e sociale, fino a pubblicare anche foto e video di scherzi e bravate. E sono in buona parte convinti che i genitori non approverebbero questi utilizzi della Rete. Tutto ciò significa che probabilmente i controlli da parte dei genitori sono più teorici che effettivi, con la conseguenza di generare nei ragazzi un senso di quasi "onnipotenza" nell'approccio a Internet, tanto che sono in buona misura convinti di "poter cancellare qualsiasi cosa pubblicata online" e di "potermi rendere anonimo online". Le principali informazioni condivise dai ragazzi su Internet sono relative all'indirizzo email (66,7%), seguito da foto personali e/o dei familiari (56,2%), luogo dove vanno a scuola (41,9%), eventi ai quali partecipano (27,1%), informazioni sugli amici (26,2%); più basse ma non da sottovalutare le percentuali di chi comunica il proprio indirizzo di casa (20,5%) e di chi fa sapere quali sono i posti frequentati abitualmente (18,1%). Con l'aumentare dell'età diventa via via maggiore la quantità di informazioni personali, inserite in Rete. Ad esempio, tra i ragazzi della fascia dai 15 ai 16 anni, la pubblicazione delle foto personali e dei familiari sale al 81,4%, come la rivelazione del luogo dove vanno a scuola (62,9%), o gli eventi a cui partecipano (51,4%), o i luoghi frequentati (30%). I genitori, da parte loro, condividono principalmente l'indirizzo email (83,3%), la data di nascita (52,2%), indirizzo postale (42,2%), foto personali e dei familiari (42,2%), abbastanza elevato anche il dato sulle informazioni bancarie (34,4%), seguito dagli eventi a cui parteciperanno (26,7%), curriculum vitae e aggiornamenti sul proprio status personale (25,6%). (Adnkronos) Internet: con i Mondiali record del web Rai, a giugno 8,2 mln di utenti I Mondiali del Sudafrica determinano il record storico per il web della Rai, con 8,2 milioni di utenti unici registrati nell'ultimo mese. Il giugno della Rai su internet segna anche 118,2 milioni di pagine viste (+50,6% su giugno 2009). In particolare Rai.tv tocca numeri importanti, con 4,3 milioni di utenti unici (+192,2 % su giugno 2009) e 37,9 milioni di pagine viste (+123,9%). A produrre questi eccezionali risultati sono stati soprattutto i Mondiali di calcio, visti sia su Rai.tv che su RaiSport (1,9 milioni di utenti unici nel mese di giugno), anche grazie al picco di traffico di 500mila utenti unici connessi contemporaneamente nel corso di Italia - Slovacchia. Le partite del pomeriggio possono regalare altri importanti risultati di ascolto, con Olanda-Brasile in programma domani alle 16 e Argentina - Germania prevista per sabato 3 luglio. Lo sport rimane protagonista dell'estate del web Rai anche con lo speciale Tour de France sul sito di RaiSport, che prevede la diretta di tutte le tappe su Raitre e la differita su Rai Replay. Uno speciale ricco di contributi quotidiani, con news, vod sui momenti salienti e la classifica della gara, la rubrica ''Tour di Sera'', oltre al dettaglio e la planimetria di tutte le tappe. (Adnkronos)
Web: Udc, serve sistema di allarme europeo contro pedofilia via Internet Un sistema di allarme rapido europeo contro pedofili e molestatori sessuali. E' la proposta contenuta nella dichiarazione scritta promossa dall'eurodeputato Udc Tiziano Motti (approvata dall'Europarlamento e da discutere in sede di Commissione a settembre) che l'ha illustrata ieri nella sala del Mappamondo di Montecitorio, insieme al leader del partito Pier Ferdinando Casini e al deputato centrista Roberto Rao. Il sistema punta a rendere immediatamente tracciabile l'immissione nella rete di materiale pedo-pornografico e a far scattare un allarme per la Commissione europea che informa a sua volta gli Stati membri evitando che chi abusa di Internet possa utilizzare il principio di liberta' di circolazione negli Stati membri per darsi alla fuga e sottrarsi alle proprie responsabilita'. Dopo un iniziale successo (334 firme) della dichiarazione scritta, che e' un atto non legislativo di iniziativa parlamentare, un fronte scandinavo di eurodeputati del centrosinistra, denuncia Motti, ha determinato il ritiro di diverse adesioni, che sono scese a 294, per poi risalire gradualmente. "Non si tratta di censurare Internet -assicura Casini- ma di reprimerne l'uso per scopi nefasti pedo-pornografici". Tanto piu' alla luce dei dati che certificano che l'11% dei ragazzi che frequenta le chat ha avuto almeno un contatto con un pedofilo e che il 79% degli adolescenti ha una propria pagina su un social network e il 43% ritiene che scambiare informazioni personali come l'indirizzo di casa sia sicuro. "Troppi giovani e giovanissimi 'navigano' senza la guida dei genitori. E ora di tutelarli in modo adeguato" ha detto Casini. (Adnkronos) |