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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

International 2 luglio 2010

Israele, palestinesi boicottano i prodotti delle colonie ebraiche in Cisgiordania

 

Molte fattorie israeliane sono state costrette a chiudere o tagliare le ore dei dipendenti

Gli abitanti palestinesi della Cisgiordania stanno boicottando, con crescente successo, tutti i beni prodotti nelle colonie ebraiche. Le fattorie ebraiche, quindi, hanno dovuto diminuire nettamente la loro produzione o tagliare le ore ai dipendenti. Il boicottaggio, appoggiato dal presidente palestinese Mahmous Abbas, ha ricevuto un'ulteriore spinta dopo che anche a Ramallah sono stati vietati in tutti i supermercati i prodotti dei coloni israeliani. "L'obiettivo è garantire che entro la fine dell'anno non vi siano beni dei coloni sul mercato palestinese", ha dichiarato il primo ministro Salam Fayyad al varo della nuova campagna Store to Store di Ramallah che è iniziata nel supermercato Alameen. "Promuoviamo il rifiuto all'occupazione israeliana nella nostra vita quotidiana", ha chiarito Fayyad, "e questo aiuterà l'economia palestinese a diventare auto-sufficiente."
Nelle prossime settimane, una squadra composta da 66 mila volontari ispezionerà i negozi alimentari della Cisgiordania. I volontari forniranno certificati e apporranno etichette sulle vetrine degli esercizi commerciali che rispettano il boicottaggio. Dopo un primo periodo di moratoria, i negozianti trovati con beni delle colonie ebraiche saranno passibili di multe pari a 9 mila sterline e potranno scontare cinque anni di carcere. La campagna è stata fortemente criticata da politici, analisti e uomini d'affari israeliani per il danno economico che potrebbe arrecare. La vendita commerciale alla Cisgiordania, infatti, garantisce un introito di 200 milioni di dollari e alcune fattorie dei coloni ebraici vendono fino al 30 percento dei loro prodotti ai palestinesi che abitano in quest'area.
Il boicottaggio rischia di avere conseguenze negative anche per i palestinesi che lavorano per i coloni ebraici. Tra i 5 mila e i 6 mila lavoratori della zona industriale di Barkan sono palestinesi. In totale, secondo la Associazione manifatturiera israeliana, circa 22 mila palestinesi sono impiegati nelle fattorie ebraiche nelle colonie.

(Peacereporter)

 

Cina, Xinjiang: 40mila telecamere antisommossa nell'annimersario delle violenze



Nella città di Urumqi adottate una serie di misure di sicurezza per evitare nuove rivolte

Alla vigilia del primo anniversario della più sanguinosa rivolta etnica in Cina negli ultimi decenni, le autorità di Beijing hanno provveduto all'installazione di 40 mila telecamere di sorveglianza provviste di gusci anti-sommossa. Le telecamere sono state installate su migliaia di autobus pubblici, stazioni, lungo le strade, in scuole e supermarket nella capitale della regione, Urumqi.
Lo scorso 5 luglio la tensione divampò tra la minoranza Uigura e la maggioranza cinese degli Han, causando 200 vittime e 1.700 feriti, la maggioranza dei quali tra gli Han.
Lo Xinjiang  è una provincia arida ma ricca di risorse nell'ovest della Cina in cui vivono più di otto milioni di Uiguri, scontenti di decenni di governo repressivo da parte del partito comunista di Beijing. Il malcontento è causato anche dal comportamento del principale gruppo etnico cinese, gli Han, dai quali gli Uiguri vengono emarginati economicamente e culturalmente nella loro terra natale.

(Peacereporter)

 

Usa, Obama firma le sanzioni contro l'Iran: ''Colpiranno al cuore Teheran''



Le sanzioni unilaterali Usa mirano a impedire lo sviluppo del programma nucleare iraniano

Il presidente americano Barack Obama ha firmato oggi il documento legislativo che impone nuove sanzioni unilaterali Usa contro il governo iraniano.
"Provvedimenti duri che colpiranno al cuore la capacità di Teheran di sviluppare nuovi programmi nucleari'', ha dichiarato Obama.
Le sanzioni ostacoleranno l'accesso della Repubblica islamica alle importazioni di petrolio raffinato per benzina e carburante aereo. Inoltre, la nuova legge proibisce alle banche statunitensi di intrattenere relazioni d'affari con banche estere che finanziano le Guardie Rivoluzionarie iraniane.
Pochi giorni fa il presidente dell'Iran, Mahmoud Ahmadinejad, ha dichiarato di aver rimandato di due mesi i colloqui e le trattative sul programma nucleare del suo paese. La motivazione è quella di voler reagire alle decisioni "immorali" dell'Onu, il cui Consiglio di Sicurezza, il 9 giugno scorso, ha approvato nuove sanzioni in seguito al rifiuto di Teheran di ridurre della metà il programma per l'arricchimento dell'uranio. Nonostante questo tentativo da parte dell'amministrazione americana di ridurre gli investimenti all'Iran, Obama ha dichiarato che i tavoli per una trattativa diplomatica sono ancora aperti e invita Ahmadinejad a dimostrare le sue intenzioni pacifiche aderendo al trattato di non proliferazione nucleare.

(Peacereporter)

 

Messico, scontri tra narcotrafficanti lungo il confine Usa: 21 morti

 

La sparatoria si è verificata a Nogales (Sonora). Rimane alta la tensione prima delle elezioni della prossima domenica in 14 stati messicani

Ventuno persone sono morte negli scontri tra narcotrafficanti nei dintorni di Nogales, nello stato di Sonora, nord del Messico. La sparatoria, probabilmente, è stata causata dalla lotta tra il cartello di Sinaloa guidato da "El Chapo" Guzman e il cartello di Beltran Leyva per il controllo delle rotte della droga verso gli Stati Uniti. La polizia ha catturato nove persone coinvolte nell'episodio.
Nello stato settentrionale di Chihuahua, sempre lungo il confine con gli Stati Uniti, un gruppo armato ha ucciso Sandra Salas, un assistente procuratore generale e una guardia del corpo mentre erano a bordo di una jeep. L'altra guardia del corpo è rimasta ferita nello scontro. Salas era responsabile del controllo delle attività degli altri procuratori e delle unità investigative speciali. Le autorità messicane sono in allerta dopo l'uccisione di lunedì scorso di Rodolfo Torres, candidato governatore nello stato di Tamaulipas. Domenica i cittadini saranno chiamati a votare in 14 stati della repubblica federale messicana. Le tensioni tra narcotrafficanti potrebbero essere determinate anche da un tentativo di influenzare il voto. Giovedì scorso, è stata trovata una testa mozzata davanti alla casa di Hector Murgia, candidato sindaco del partito rivoluzionario istituzionale (Pri) a Ciudad Juárez. Si tratta di un chiaro segno di intimidazione da parte delle pandillas locali.
La guerra tra narcos sta diventando sempre più serrata. Tra il 2008 e il 2009, sono morte 5 mila persone. Dal lancio della controffensiva governativa, dopo l'elezione del presidente Felipe Calderón nel 2006, sono state uccise almeno 23 mila persone. La maggior parte sono agenti di polizia e appartenenti alle organizzazione del narcotraffico.

(Peacereporter)

 

Chelsea Clinton e Marc Mezvisnki, fiori d'arancio il 31 luglio

Chelsea Clinton - figlia dell'ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e dell'attuale Segretario di Stato Hillary - si sposerà con il fidanzato Marc Mezvisnki nella località newyorchese di Rhinebeck il 31 luglio prossimo: è quanto hanno riferito fonti locali all'Associated Press. Secondo le fonti le nozze dovrebbero avvenire in una residenza privata alla periferia della cittadina: il catering sarebbe stato affidato a un'organizzazione locale e studenti di liceo e università sarebbero stati arruolati per mettere a posto i giardini della villa.

(Apcom)

 

Israele, Ventimila persone in marcia per liberazione di Shalit

Circa 20.000 persone si sono unite oggi ai familiari di Gilad Shalit, il soldato israeliano tenuto in ostaggio da quattro anni da Hamas, nella loro marcia di protesta, giunta al sesto giorno. Il corteo, partito dalla casa della famiglia Shalit in Galilea, è diretto verso la residenza del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme. Lo riporta il sito web del quotidiano Haaretz. Per molti attivisti lo straordinario numero di persone scese in strada oggi è dovuto alla rabbia per le dichiarazioni di ieri sera del premier Netanyahu, il quale ha detto che Israele è pronto a uno scambio di prigionieri con Hamas per ottenere la liberazione del giovane soldato, ma "non a qualsiasi prezzo". I manifestanti dovrebbero arrivare di fronte alla residenza del primo ministro in serata, dove terranno una cerimonia per lo Shabbat. I familiari di Shalit hanno promesso che resteranno accampati davanti alla residenza di Netanyahu fino a quando il loro congiunto non sarà liberato. Gilad Shalit è stato rapito il 25 giugno 2006 da un gruppo di miliziani legati ad Hamas, in un blitz lungo il confine tra Israele e la Striscia di Gaza. Netanyahu ha detto che tutti vogliono vedere Gilad libero, ricordando però che in passato molti palestinesi scarcerati da Israele hanno ricominciato a compiere attacchi contro gli israeliani.

(Apcom)

 

Riaperte le indagini su Al Gore, accusato di violenze sessuali

la polizia dello stato americano dell'Oregon riaprirà per la seconda volta le indagini sull'ex vicepresidente statunitense Al Gore, accusato di violenze sessuali: si tratterebbe tuttavia di un atto amministrativo dato che gli agenti incaricati dell'inchiesta l'anno scorso non informarono i vertici della loro decisione di archiviare il caso. La vicenda risale al 2006: secondo l'accusatrice - una fisioterapista molto in voga fra i vip - Gore l'avrebbe assalita in un hotel; l'ex Vicepresidente ha sempre respinto ogni addebito. La polizia aveva indagato sul caso nel 2006 e nel 2009, senza mai trovare alcuna prova.

(Apcom)

 

Israele potrebbe risarcire familiari vittime Freedom flottiglia

 

Israele potrebbe pagare un risarcimento alle famiglie delle nove vittime di nazionalità turca del blitz del 31 maggio scorso alla 'Freedom flottiglia' diretta verso la Striscia di Gaza con aiuti umanitari. Lo riporta il sito web del quotidiano israeliano Haaretz, che riprende una notizia diffusa dal giornale turco Hurriyet. Nel corso di un incontro segreto avvenuto mercoledì a Bruxelles (incontro che ha provocato la furiosa reazione del ministro degli Esteri dello Stato ebraico, Avigdor Lieberman, che non era stato preventivamente informato), il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu ha ricordato al ministro israeliano del Commercio Benjamin Ben Eliezer ciò che Ankara richiede da Israele per placare le tensioni inaspritesi dopo il blitz al convoglio navale. In particolare il governo turco pretende le scuse per il blitz, il risarcimento ai familiari delle vittime, lo svolgimento di una inchiesta internazionale sull'incidente al largo di Gaza e la fine del blocco alla Striscia. Fonti turche, citate da Hurriyet, hanno detto inoltre che durante il colloquio i due ministri hanno cercato di formulare una versione accettabile delle scuse che la Turchia richiede a Israele, oltre all'indennizzo per i familiari delle vitti,e. "Deve essere chiaro che la dichiarazione di Israele non dovrà essere solo una espressione di rammarico per i morti", ha detto una fonte. Secondo il giornale turco, Israele potrebbe pagare il risarcimento solo dopo la conclusione dell'inchiesta interna sul blitz avviata dalle autorità israeliane.

(Apcom)

 

Obama apre agli immigrati e fa pressioni sui repubblicani

 

All'indomani del primo discorso presidenziale sullo spinoso problema dell'immigrazione pronunciato da Barack Obama, il New York Times chiede al presidente americano di non sospendere tutte le leggi contro l'immigrazione clandestina, ma di difendere con "determinazione" gli immigrati da leggi come quella che entrerà in vigore a fine luglio nello Stato di Arizona, che autorizza la polizia a fermare qualsiasi immigrato sospettato di essere un clandestino. Secondo il New York Times, nel discorso pronunciato ieri all'American University di Washington Obama ha illustrato con chiarezza le debolezze del sistema di immigrazione del paese e le misure necessarie per migliorarlo. Il presidente ha ricordato che la nostra nazione "ha il diritto e il dovere di controllare i suoi confini", ma sigillare l'intera frontiera con i militari e le barriere non è possibile. E anche un rafforzamento della sicurezza lungo il confine con il Messico non risolverà il problema degli undici milioni di clandestini che quel confine hanno già varcato e che si trovano ora in territorio statunitense, ha sostenuto il presidente. Obama ha quindi proposto di definire "un percorso chiaro verso la legalizzazione dei clandestini", perché pensare di potere "espellere undici milioni di stranieri irregolari sarebbe impossibile e lacerante". Il presidente ha criticato la legge approvata in Arizona, ed ha esortato gli undici senatori repubblicani che nel 2006 avevano dimostrato una disponibilità ad appoggiare una riforma del sistema dell'immigrazione a sostenere il suo progetto di riforma. Altri giornali, come il Washington Post e il Los Angeles Times, evidenziano in particolare l'appello di Obama agli undici senatori dell'opposizione, e secondo il quotidiano californiano le parole di ieri di Obama rappresentano una chiara anticipazione del messaggio che la Casa Bianca lancerà il prossimo autunno in occasione delle elezioni di 'mid term': i repubblicani si rifiutano di contribuire a risolvere i problemi della nazione.

(Apcom)

 

Afghanistan, talebani attaccano Ong Usa: 5 morti

 

Attentatori suicidi hanno attaccato oggi la sede di un'organizzazione umanitaria americana in Afghanistan, uccidendo almeno cinque persone di cui tre stranieri.

Lo riferisce un alto funzionario del Governo, aggiungendo che l'incursione dei talebani ha provocato il ferimento di altre 24 persone.

L'attentato, avvenuto prima dell'alba, è stato compiuto nella provincia relativamente tranquilla di Kunduz da talebani armati e da attentatori suicidi che hanno invaso gli uffici di Development Alternatives, nei pressi di un hotel, come ha detto a Reuters il governatore provinciale Mohammad Omar.

Un attentatore si è fatto esplodere davanti al cancello d'ingresso permettendo agli altri di entrare. Omar riferisce che una volta entrati, i militanti si sono scontrati contro le guardie di sicurezza e la polizia per sei ore, uccidendo un britannico, un tedesco, un filippino e due afghani.

"Le nostre forze di sicurezza sono riuscite a salvare circa otto lavoratori americani in un'area recintata", ha aggiunto.

Un portavoce talebano, Zabihullah Mujahid, ha detto che almeno sei militanti hanno partecipato all'operazione.

Secondo il suo sito internet, Development Alternatives è una delle principali organizzazioni, specializzata nella ricostruzione post-conflitto e nella gestione di governi locali, aziende agricole e risorse naturali.

(Reuters)

 

Golfo del Messico, aumenta petrolio su spiagge per maltempo

Il primo uragano della stagione, che dovrebbe essere anche uno dei più forti dell'anno, ha avuto ripercussioni sulla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico, portando una quantità di greggio superiore a quanto successo in precedenza sulle spiagge e nelle paludi e ostacolando ulteriormente l'intervento di BP, che potrebbe essere sospeso per il quarto giorno consecutivo.

I funzionari di BP e della Guardia Costiera americana hanno detto che potrebbero dover interrompere la maggioranza degli interventi fino a domani.

Le operazioni, che ora coinvolgono 43.000 persone, sono iniziate a fine aprile quando un'esplosione sulla piattaforma Deepwater Horizon ha provocato la falla, responsabile di un disastro ambientale e del crollo in borsa di BP, le cui azioni hanno perso in pochi mesi metà del loro valore.

(Reuters)

 

Mafia, via libera Francia a estradizione di Giuseppe Falsone

La giustizia francese oggi ha disposto l'estradizione in Italia di Giuseppe Falsone, ritenuto il capo della mafia della provincia di Agrigento e inserito nell'elenco dei trenta latitanti più pericolosi.

Lo riferiscono fonti giudiziarie.

L'uomo, comparso ieri davanti alla Corte d'Appello di Aix-en-Provence, può ancora depositare un ricorso sospensivo presso la Cassazione francese.

Falsone, 40 anni, già condannato all'ergastolo, era ricercato da 11 anni con le accuse di associazione di stampo mafioso, omicidi e traffico internazionale di droga.

Il presunto boss è stato arrestato a Marsiglia la scorsa settimana.

(Reuters)

 

Rotoli del Mar Morto, rivelata l'origine

Fisici italiani scoprono segreti testi biblici piu' antichi

 

Un acceleratore di particelle ha permesso di scoprire il luogo di nascita dei Rotoli del Mar Morto, circa 900 documenti antichissimi. Secondo la ricerca dei Laboratori Nazionali del Sud dell'Infn di Catania, le pergamene dei testi biblici piu' antichi del mondo (mostrati anche al presidente Giorgio Napolitano in visita in Israele) sono state preparate a Qumran, sulle rive del Mar Morto. Per ottenere questi risultati i fisici hanno analizzato 7 frammenti di circa un centimetro quadrato.

(Ansa)