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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

Attualità 5 luglio 2010

Ministro Brancher annuncia dimissioni in Tribunale


Il neoministro per la Sussidiarietà e il Decentramento Aldo Brancher ha annunciato oggi, nell'aula del Tribunale di Milano dove si celebrava il processo in cui è imputato di appropriazione indebita per la vicenda Antonveneta, che si dimette dalla sua carica e che conseguentemente rinuncia al legittimo impedimento.

"Confermo... la rinuncia al legittimo impedimento, e in ogni caso anticipo le mie dimissioni irrevocabili da ministro al fine di consentire un rapido esito del processo", ha detto Brancher al giudice monocratico Annamaria Gatto, al quale ha chiesto poi l'applicazione del rito processuale abbreviato incondizionato.

L'abbreviato è un rito alternativo che prevede che il processo si svolga a porte chiuse, e contempla la riduzione di un terzo della eventuale pena.

L'udienza è stata poi rinviata al prossimo 28 luglio, data in cui dovrebbe iniziare la requisitoria del pubblico ministero. Secondo quanto hanno riferito oggi fonti giudiziarie, la sentenza dovrebbe arrivare entro l'estate.

Le dimissioni di Brancher giungono dopo le dure polemiche politiche innescate dalla sua richiesta di applicazione della legge sul legittimo impedimento -- prima mossa dopo la nomina a ministro -- e di sospensione del processo sino al 7 ottobre.

Critiche arrivate non solo dall'opposizione, ma anche da alcuni settori della maggioranza, fino alla nota del Quirinale del 25 giugno scorso in cui il presidente della Repubblica sottolineava l'assenza dei presupposti per chiedere il legittimo impedimento.

BERLUSCONI: CONDIVIDO SCELTA. PD: MAGGIORANZA A SBANDO. BOCCHINO: NO CRISI

In una nota il premier Silvio Berlusconi ha dichiarato di aver condiviso la decisone di Brancher di dimettersi per aver voluto "evitare il trascinarsi di polemiche ingiuste e strumentali".

Poco prima di comunicare il suo passo indietro, Brancher si era rivolto al giudice dichiarando che la sua presenza oggi in aula era "un segno di rispetto verso il Tribunale".

"Sono qui a difendere la mia immagine", ha detto il deputato nel corso della sua dichiarazione spontanea. "Pensavo di dover privilegiare gli obblighi verso il Paese, ma siccome tale scelta è stata indebitamente strumentalizzata, io ho fatto una diversa scelta, prima di tutto nel rispetto della mia famiglia e anche perché finiscano le strumentalizzazioni e le speculazioni".

Il passo compiuto oggi sblocca un'impasse che era stata fonte di forte imbarazzo per Berlusconi, sia per le aspre critiche arrivate dalla stessa maggioranza -- con il leader della Lega Umberto Bossi che aveva pubblicamente reclamato dal raduno di Pontida la sua titolarità sul federalismo e con le prese di distanza di esponenti della minoranza finiana -- che per la ferma presa di posizione del Quirinale e le manifestazioni di insoddisfazione arrivate sui siti del partito dalla "base".

Secondo la vicepresidente della Camera Rosy Bindi (Pd), "per governo e maggioranza si tratta di una vera e propria resa alle ragioni della correttezza istituzionale per evitare lo scorno di una più grave sfiducia parlamentare che sarebbe certamente arrivata con l'iniziativa delle opposizioni. Berlusconi cerca così di chiudere almeno uno dei tanti fronti critici per il governo. Ma la maggioranza è allo sbando".

Ancora dall'opposizione, il vicesegretario del Pd Enrico Letta dice in una nota che "le dimissioni di Brancher sono una lezione per l'opposizione. Infatti è stato ancora una volta dimostrato che la determinazione e l'unità di intenti delle opposizioni consentono di ottenere i risultati e di mettere alle corde il governo. È una lezione di cui far tesoro".

Dichiarazioni di segno opposto dal deputato del Pdl Italo Bocchino, esponente della minoranza finiana, che in una dichiarazione trasmessa in una nota da Affaritaliani.it sostiene che "le dimissioni di Brancher sono un atto a favore del governo. Nessuna crisi".

(Reuters)


Manovra, Ok a emendamento pensioni con nuova modifica


Via libera all'emendamento del relatore sulle pensioni che prevede l'adeguamento dell'età di pensionamento all'aspettativa di vita media, calcolata dall'Istat, e aumenta a 65 anni l'età di uscita delle donne del Pubblico impiego. E' stata, inoltre, approvato dalla commissione Bilancio del Senato un sub-emendamento della senatrice, Maria Ida Germontani (Pdl), che fa slittare al 2019, invece che al 2016, la seconda revisione per l'adeguamento dell'età di pensionamento alla speranza di vita. A partire dal 2019, invece, l'aggiornamento verrà compiuto ogni 3 anni

(Apcom)




Marijuana terapeutica: denunciato Trisciuoglio, malato di Sla


Denunciato e iscritto nel registro degli indagati per detenzione a fine di spaccio di stupefacenti. Le prove del reato? Due boccette di 'Badiol', un farmaco a base di cannabis. I Carabinieri che sono piombati a casa di Andrea Trisciuoglio, 32enne di Foggia, e hanno rovistato, tra lo sbigottimento dell'uomo e di sua moglie, in tutte le stanze e gli armadietti in cerca di droga non hanno infatti trovato altro che il suddetto medicinale, peraltro prescritto dalla Asl e rimborsato dal servizio pubblico pugliese.

 Sì, perchè Trisciuoglio, consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni, è malato di Sclerosi laterale antropica (Sla) e da circa un anno fa uso del Badiol, contenente due principi attivi estratti dalla marijuana, farmaco che l'aiuta a muoversi meglio e a controllare i dolori e le rigidità tipicamente dovute a questa malattia del sistema nervoso. "Mi hanno trattato come un criminale.

Sarebbe bastata una ricerca su Google per scoprire la triste verità - ha dichiarato Trisciuoglio - Di fronte all'evidenza dei fatti e non potendomi contestare nulla, dopo una mattinata infernale trascorsa tra sveglia di prima mattina con 5 carabinieri che entrano nella mia abitazione, mia moglie e mio figlio terrorizzati (con annessi pianti del bimbo), mani in tutti i cassetti, trasporto in caserma, concludono con 'scusateci per il disturbo'. No, non finisce qui - continua Trisciuoglio - perché non deve accadere ad altri".

Secondo Maria Antonietta Coscioni, presidente dell'omonima associazione in sciopero della fame da otto giorno per denunciare i problemi dei malati di Sla, la perquisizione subita da Trisciuoglio "non ha giustificazione e spiegazione alcuna, è semplicemente la muscolare esibizione di un'arroganza e di una cecità che sconcerta e avvilisce".

La deputata radicale ha perciò presentato ai Ministri della Salute, della Giustizia e dell'Interno un'interrogazione sulla vicenda per capire "perchè, per l'accertamento dei fatti (un eventuale utilizzo a fini di spaccio di cannabinoidi, n.d.r.) si sia proceduto con un incredibile e immotivato dispiegamento di forze, mentra sarebbe stato sufficiente assumere informazioni persso la Asl o l'interessato, che certamente non si sarebbe sottratto".

(Agenzia Radicale)



Negare l'affitto ai gay? E' indegno, parola di Carfagna


I tempi in cui il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna dichiarava i gay "costituzionalmente sterili", difendeva "il fondamento della famiglia" e negava con sdegno il patrocinio per il Gay Pride sono ormai acqua passata. Dopo il mea culpa e dopo aver ammesso di essere stata 'illuminata' dall'onorevole Paola Concia, unica omosessuale dichiarata rimasta nel Parlamento italiano che l'ha aiutata a sfondare il muro della sua personale diffidenza, ora il ministro Carfagna è diventata una vera e propria paladina dei diritti delle persone omosessuali.  

 "Sono episodi inaccettabili, indegni di un paese civile e democratico come è il nostro" tuona dunque il ministro in merito alla questione degli affitti negati, soprattutto a Torino e a Palermo, agli omosessuali dichiarati o presunti tali. Annunci in rete, sui giornali immobiliari e sulle bacheche universitarie che espressamente vietano l'affitto ad inquilini gay.

 "Sono necessari degli interventi immediati per frenare questo clima di odio investendo su una cultura della non discriminazione"  ribadisce ancora la 'riscoperta gay friendly' ministro Carfagna che propone la creazione di una rete, in collaborazione l'Unar (Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali), di centri territoriali anti discriminazione. "No gay. No animali". Un annuncio che lascia poco spazio all'immaginazione se si considerano poi le porte sbattute in faccia, accordi negati, richieste 'di parametri', scuse ridicole e inverosimili accampate alla vista degli inquilini omosessuali. Storie di ordinaria discriminazione che riescono a rendere la ricerca di un appartamento una vera e propria odissea.

 Dopo la proposta del ministro Carfagna anche Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay, lancia il suo suggerimento: tassare chi lascia le case sfitte per invogliare i proprietari riottosi ad affittare anche agli omosessuali. "Casi di omosessuali mandati via di casa oppure rifiutati si moltiplicano, e il fatto che la gente scriva chiaramente negli annunci "non si affitta ai gay" significa che si sente autorizzata a dirlo senza che nessuno contesti, significa che c'è un clima culturale favorevole a questo rifiuto", sottolinea Andrea Berardicurti del circolo Mario Mieli. Secondo gli esponenti del mondo omosessuale la situazione sta peggiorando e dunque urgono provvedimenti imminenti.

(Agenzia Radicale)


Manovra/ Sindacati medici confermano sciopero nazionale 19/07


Non sono bastate le rassicurazione del ministro della Salute Ferruccio Fazio: è confermato lo sciopero nazionale dei sindacati medici e della dirigenza del servizio sanitario nazionale del 19 luglio prossimo, a causa del quale potranno saltare interventi e prestazioni sanitarie non urgenti, visto che, spiegano, "ad oggi non c'è alcuna concreta modifica in arrivo, ma solo parziali annunci del ministro della Salute", rispetto a quanto prevede la manovra economica del Governo in materia di tagli alla sanità pubblica. Per spiegare le motivazioni dello sciopero ai cittadini e segnalare "i pericoli per la tutela della salute che porterà la manovra economica se non sarà corretta", i sindacati hanno scritto una lettera aperta agli utenti del Ssn. "Il nostro servizio sanitario - spiegano i sindacati - sta per essere travolto da una serie di provvedimenti che metteranno a rischio i servizi oggi garantiti con pesanti effetti sulla vita delle persone": la manovra "taglierà i trasferimenti economici dallo Stato alle Regioni e ai Comuni e di conseguenza ridurrà le prestazioni nei settori della disabilità, della salute mentale e degli anziani fragili; condizionerà negativamente anche i servizi sanitari ospedalieri e territoriali e scompariranno le politiche della prevenzione". Ancora, ribadiscono i sindacati medici, la manovra porterà al licenziamento di migliaia di medici precari impegnati nei settori dell'Emergenza e al pensionamento di 30.000 medici e dirigenti sanitari "con l'impossibilità di assicurare la continuità assistenziale e l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza a causa della riduzione dei posti letto e delle sedute operatorie e comporterà l'allungamento delle liste di attesa anche per le prestazioni radiologiche di alta tecnologia". "Il risultato finale - proseguono - sarà la riduzione della qualità e della quantità delle prestazioni erogate ai cittadini italiani". "Chiediamo a te, caro cittadino - concludono - di aiutarci a difendere i tuoi diritti a tutela della salute su tutto il territorio nazionale. Chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del servizio sanitario pubblico di operare per escluderlo dai tagli previsti dalla manovra economica".

(Apcom)


Sparatoria dopo lite sui Mondiali: un italiano ucciso in un bar ad Hannover


E' stata una banale lite sul calcio all'origine della sparatoria in una birreria ad Hannover, in Germania, costata la vita a un italiano di 47 anni e il ferimento di un secondo di 49 anni. Lo scrive il sito del quotidiano 'Hannoversche Zeitung', che cita fonti di polizia. L'uomo ucciso e' un pizzaiolo di un ristorante italiano chiamato 'Little Italy'. Il ferito e' un collega che lavora nella localita' di Linden. Uno dei due vestiva una maglia della nazionale italiana.

La lite e' iniziata quando i due hanno discusso con l'assassino, dopo un'abbondante bevuta, su quanti Mondiali avesse vinto l'Italia. Lo sconosciuto e' uscito dal locale con la scusa di ritirare soldi a un bancomat.

Dopo poco piu' di un'ora, scrive ancora il giornale di Hannover, e' ritornato e ha chiesto all'italiano di 49 anni di proseguire la 'discussione' a pugni fuori dal locale. Quando l'altro si e' alzato, lo sconosciuto assassino ha estratto un'arma e gli ha sparato, subito dopo ha colpito anche l'altro italiano, il quarantasettenne morto poco dopo. Dopodiche' e' fuggito. La polizia lo sta ancora cercando. A pochi metri dal bar è stata intanto ritrovata una pistola.

(Adnkronos)



Sparatoria dopo lite sui Mondiali: un italiano ucciso in un bar ad Hannover



E' stata una banale lite sul calcio all'origine della sparatoria in una birreria ad Hannover, in Germania, costata la vita a un italiano di 47 anni e il ferimento di un secondo di 49 anni. Lo scrive il sito del quotidiano 'Hannoversche Zeitung', che cita fonti di polizia. L'uomo ucciso e' un pizzaiolo di un ristorante italiano chiamato 'Little Italy'. Il ferito e' un collega che lavora nella localita' di Linden. Uno dei due vestiva una maglia della nazionale italiana.

La lite e' iniziata quando i due hanno discusso con l'assassino, dopo un'abbondante bevuta, su quanti Mondiali avesse vinto l'Italia. Lo sconosciuto e' uscito dal locale con la scusa di ritirare soldi a un bancomat.

Dopo poco piu' di un'ora, scrive ancora il giornale di Hannover, e' ritornato e ha chiesto all'italiano di 49 anni di proseguire la 'discussione' a pugni fuori dal locale. Quando l'altro si e' alzato, lo sconosciuto assassino ha estratto un'arma e gli ha sparato, subito dopo ha colpito anche l'altro italiano, il quarantasettenne morto poco dopo. Dopodiche' e' fuggito. La polizia lo sta ancora cercando. A pochi metri dal bar è stata intanto ritrovata una pistola.

(Adnkronos)