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Francia/ Caso Bettencourt: Nuova inchiesta dopo accuse su
Sarkozy
La Procura di Nanterre ha avviato
oggi un'indagine preliminare sulle accuse accuse mosse dall'ex
contabile dell'ereditiera L'Oréal, Liliane Bettencourt, contro
l'attuale ministro del Lavoro Eric Woerth, secondo cui il ministro,
in qualità di tesoriere dell'Ump, avrebbe ricevuto 150.000 euro in
contanti per la campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy nella
primavera del 2007. Stando a quanto appreso da fonti giudiziarie,
l'indagine preliminare è stata affidata alla Guardia di Finanza e
alla Polizia giudiziaria. Il 25 giugno scorso, il procuratore di
Nanterre aveva dichiarato di aver messo a disposizione delle autorità
fiscali, il 9 gennaio 2009, un dossier su possibili frodi fiscali da
parte di Bettencourt, nell'ambito dell'inchiesta avviata sull'amico
della donna, il fotografo Banier, accusato di aver abusato della
debolezza della donna.
(Apcom)
Riscaldamento
globale, oggi i risultati dell'inchiesta sulle mail contenenti i dati
'manipolati'
L'inchiesta sullo scambio di e-mail
sul riscaldamento globale avrà oggi un verdetto
L'ex funzionario pubblico britannico, Muir Russell, a capo di una
delle indagini che si è occupata i mesi scorsi delle mail
intercettate ai professori dell'università East Anglia, darà oggi
il suo verdetto per attestare se c'è stata manipolazione dei dati
riguardo al cambiamento climatico. Dagli scambi di posta elettronica
era emerso che alcuni scienziati avevano volutamente alterato i dati
in loro possesso esasperando il pericolo climatico mondiale. A
novembre, più di mille mail erano state intercettate dal server
dell'università inglese e furono pubblicate in occasione
dell'avvicinarsi del summit di Copenaghen sui cambiamenti climatici.
Gli scienziati più scettici riguardo al surriscaldamento terrestre
ne avevano approfittato per accusare gli studiosi di aver manipolato
i dati al fine di sostenere la teoria del riscaldamento globale per
opera dell'uomo.
(Peacereporter)
Francia,
Manuel Noriega condannato a sette anni di carcere
L'ex dittatore di Panama sarebbe
coinvolto in un traffico di droga e avrebbe riciclato denaro sporco
ricavato dai narcos colombiani
Il tribunale di Parigi ha condannato a sette anni di reclusione
l'ex dittatore di Panama, Manuel Noriega, colpevole di riciclaggio di
denaro sporco ricavato dal traffico illecito di sostanze
stupefacienti.
Noriega avrebbe trasferito tre milioni di dollari dei
narcotrafficanti colombiani nella “Banque de Credit et Commerce
International” (ormai inesitente) per poi utilizzarli nell'acquisto
di proprietà immobiliari. L'ex dittatore, che ha sempre negato ogni
accusa, era già stato condannato nel 1999 durante la sua latitanza.
Il processo è stato portato a compimento dopo la sua estradizione in
Francia dagli Stati Uniti, dove aveva scontato vent'anni di carcere
sempre per traffico di droga.
Dal procuratore Michel Maes arriva anche la richiesta di sequestro
di tutti i depositi bancari di Noriega in Francia.
(Peacereporter)
Iran,
6 anni di carcere a giornalista che manifesto' contro Ahmadinejad
Keivan Samimi non potra' piu' prender
parte ad attivita' politiche, culturali e sociali
Un giornalista iraniano, Keivan Samimi, è stato condannato in via
definitiva a 6 anni di reclusione e a 15 anni di sospensione da ogni
attività "politica, culturale e sociale", dopo essere
stato arrestato in seguito alle manifestazioni di protesta dello
scorso anno contro la rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad.
Lo riferisce oggi il sito dell'opposizione "Kaleme".
Migliaia di persone sono state arrestate nella repressione delle
proteste di piazza dello scorso anno, che ha portato anche alla morte
di decine di oppositori. Alcune centinaia, secondo l'opposizione,
sono ancora detenuti. Due oppositori, entrambi ventenni, imputati nei
processi seguiti alle manifestazioni, sono stati impiccati il 28
gennaio scorso mentre diverse decine di attivisti politici,
giornalisti e studenti sono stati condannati a pene detentive.
(Peacereporter)
Kosovo,
la Serbia ribadisce il suo no all'indipendenza di Pristina
Venerdì scorso una bomba a mano a
Mitrovica aveva provocato la morte di un manifestante serbo e il
ferimento di altre undici persone
Belgrado ha ribadito il suo no categorico all'indipendenza del
Kosovo, proclamata il 17 febbraio 2008. Ieri sera, in seguito agli
episodi di violenza registratisi a Kosovska Mitrovica, la città nel
nord del Kosovo divisa tra serbi e albanesi, si è riunito il
Consiglio di sicurezza dell'Onu su richiesta di Belgrado. Nel suo
discorso il presidente serbo Boris Tadic ha definito un "chiaro
atto terroristico" il lancio di una bomba a mano a Mitrovica
che, venerdì scorso, ha provocato la morte di un manifestante serbo
e il ferimento di altre undici persone. Il presidente serbo ha
aggiunto che si è trattato di un atto deliberato al fine di
accrescere le tensioni interetniche e sabotare la ricerca di una pace
globale. I manifestanti serbi protestavano contro l'apertura di un
ufficio di rappresentanza del governo di Pristina nella parte nord di
Mitrovica. Tadic ha chiesto alla comunità internazionale di fare in
modo che quello che è avvenuto venerdì non si ripeta e che
l'ufficio di Pristina non venga aperto a Mitrovica nord. Alla
riunione del Consiglio di sicurezza è intervenuto anche il ministro
degli Esteri kosovaro Skender Hyseni, che ha invece accusato la
Serbia di aver provocato volutamente gli incidenti a Kosovska
Mitrovica e ha invitato le autorità di Belgrado a non immischiarsi
nelle faccende che riguardano i serbi del Kosovo. Si attende a breve
il verdetto non vincolante della Corte internazionale di giustizia
dell'Aja, chiamata da Belgrado a pronunciarsi sulla legittimità
dell'indipendenza del Kosovo.
(Peacereporter)
Gran Bretagna ritira soldati da zona violenta
dell'Afghanistan
La Gran Bretagna ritirerà a
breve i suoi 1.000 soldati impiegati nella regione afghana di Sangin,
dove hanno patito gravi perdite, passando il controllo della zona
agli Stati Uniti, secondo quanto riferito dal segretario alla Difesa
inglese Liam Fox oggi.
Il primo ministro David Cameron, che
ha fatto dell'Afghanistan la sua priorità assoluta in politica
estera, ha confermato di voler riportare le truppe inglesi in patria
entro cinque anni.
Sangin è una vallata nel nord della
provincia dell'Hellmand, dove le forze britanniche hanno registrato
circa un terzo delle proprie perdite di soldati, che ammontano a 312
unità in nove anni di guerra. L'esercito inglese descrive l'area
come un centro di produzione dell'oppio, ad alta presenza talebana,
attraversato da conflitti tribali.
Secondo Fox, i soldati inglesi che si
apprestano a lasciare Sangin concentreranno le operazioni nella parte
centrale dell'Hellmand, dove operano già circa 9,500 soldati
britannici, insieme a quelle alleate di Danimarca ed Estonia.
Cameron, eletto a maggio, ha detto che
è tempo di accelerare le operazioni in Afghanistan, per far si che
gli afghani prendano in consegna la sicurezza del paese.
"E' il momento di essere concreti
e il piano che abbiamo prevede che non saremo in Afghanistan nel
2015", ha detto il premier al parlamento. "Ora dobbiamo
portare al massimo l'impegno, e poi portare a casa le nostre forze
mentre addestriamo esercito e polizia afghani a svolgere il lavoro
necessario alla sicurezza del paese".
Diversi dubbi sul proseguimento della
costosa missione in Afghanistan guidata dagli Usa sono emersi in un
periodo in cui il governo sta tagliando le spese per ridurre il
debito pubblico, considerato anche il crescente numero delle perdite
umane. Giugno è stato il mese con più vittime tra i soldati
occidentali dall'inizio del conflitto.
(Reuters)
Giappone, attivista anti caccia alle balene
condannato a 2 anni con la condizionale
Un tribunale giapponese ha condannato a due anni con la
condizionale Peter Bethune, l'attivista anti caccia alle balene che
ha cercato, con altri ambientalisti, di fermare una baleniera
nipponica lo scorso febbraio nell'Antartico. L'uomo è stato
dichiarato colpevole di essere salito illegalmente a bordo della nave
Shonan Maru e di aver assalito i marinai lanciando loro una bottiglia
contenente acido prodotto con il burro rancido. Si ritiene che
Bethune sarà rimpatriato presto in Nuova Zelanda.
Bethune
era alla guida dell'Ady Gill, un motoscafo del gruppo ambientalista
Sea Shepherd che si batte contro la caccia alle balene che ogni anno
cerca di bloccare la caccia ai cetacei che il Giappone continua ad
effettuare nonostante abbia aderito alla moratoria del 1986 che
impedisce la caccia a scopi commerciali. Tokyo sostiene che le sue
baleniere continuano a cacciare alcuni esemplari solo per scopi
scientifici, ma gli ambientalisti sostengono che in realta' continua
il commercio della carne di balena.
Lo
scorso febbraio Bethune era salito a bordo della nave giapponese con
l'obiettivo, ha spiegato alla corte, di arrestare il capitano, ma
invece è stato l'equipaggio della nave a bloccarlo e portarlo in
Giappone dove è stato incriminato. L'associazione ambientalista
ha preso le distanze dall'operato di Bethune, affermando che ha
violato le regole del gruppo portando con sè armi, come archi e
frecce, nella missione nell'Antartico.
(Adnkronos)
Egitto, si aggravano condizioni Mubarak
Presidente potrebbe avere un cancro
Si sono aggravate le condizioni di salute di Hosni Mubarak. Lo
riporta oggi il sito israeliano 'Haaretz', ricordando che ieri il
quotidiano in lingua araba 'Al-Quds Al-Arabi' aveva svelato che la
recente visita del presidente egiziano a Parigi non è stata motivata
da ragioni politiche, come ufficialmente sostenuto, ma dalla
necessità di effettuare check up medici.
Il leader egiziano, 83 anni, secondo la stampa potrebbe quindi
avere un cancro, anche se non vengono fornite indicazioni esatte
sulla sua malattia. Giunto a sorpresa a Parigi lunedì, Mubarak ha
incontrato il presidente francese Nicolas Sarkozy e il primo ministro
libanese Saad Hariri. Operato a marzo in Germania per la cistifellea
è rimasto ricoverato per diverso tempo per ''complicanze'', ma né
il Cairo né Berlino hanno voluto fornire ulteriori dettagli.
Le
notizie sulla salute di Mubarak hanno dato immediatamente il via a
nuove speculazioni sul futuro politico del presidente egiziano,
che non ha ancora chiarito se si candiderà o meno alle elezioni del
prossimo anno. Il figlio minore Gamal è stato ampiamente indicato
come suo successore, ma nemmeno lui ha formalizzato la sua scesa
in campo. L'assenza del presidente ha comunque spinto alla ribalta
Gamal sulla scena della politica egiziana, come scrive Al-Quds.
Nel ruolo di segretario generale
della Commissione politica, Mubarak Jr ha preso parte a una serie di
vertici di alto livello nei quali ha chiesto al governo di presentare
un piano chiaro per combattere la corruzione. Inoltre Gamal, che ha
47 anni, ha solidi rapporti con la comunità d'affari egiziana.
Secondo gli analisti politici, un'uscita di scena di Mubarak
potrebbe gettare l'Egitto nel caos, lasciando spazio
all'affermazione del Fratelli Musulmani, partito islamico
ufficialmente bandito dalle autorità, ma rappresentato da
indipendenti nel Parlamento del Cairo. La Fratellanza rappresenta la
principale forza di opposizione del Paese.
Un'altra figura che contesta Mubarak è quella dell'ex capo
dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Mohammed
El-Baradei che, tornato in Egitto alla scadenza del suo mandato Onu,
è emerso come leader dell'opposizione.
(Adnkronos)
Germania: allo studio riduzione armamenti,
risparmio per 9 mld
Gli esperti del ministero
della Difesa tedesco hanno redatto una lista che indica come
risparmiare 9,5 miliardi di euro a lungo termine, rinunciando ad armi
e a materiale bellico.
Il quotidiano tedesco Bild ha scritto
che verrà diminuito il numero di aerei per il trasporto militare
A400M mentre i 15 velivoli Transall verranno immediatamente ritirati.
Secondo la proposta, la Germania
comprerebbe soltanto 80 elicotteri NH-90 al posto dei 122
pianificati, dimezzando a 40 anche il numero di elicotteri d'attacco
Tiger.
Secondo alcuni giornali, inoltre, i
piani prevedono che i tedeschi rinuncino a 37 Eurofighter e in
generale a diversi droni e velivoli da combattimento.
(Reuters)
Cristiano Ronaldo paga 10 mln di sterline per
ottenere affido figlio e silenzio madre
Il calciatore portoghese Cristiano Ronaldo avrebbe pagato 10
milioni di sterline (circa 12 mln di euro) alla madre del suo bambino
in cambio della totale rinuncia a rivendicare qualsiasi diritto nei
confronti del neonato.
E'
quanto riporta il tabloid inglese Sun, citando come fonti persone
vicine al campione del Real Madrid. Secondo quanto affermato da un
conoscente di Ronaldo, il campione avrebbe destinato alla donna circa
un anno intero dell'ingaggio che prende nel club spagnolo.
In questo modo si sarebbe garantito il totale silenzio della donna
sulla vicenda e avere l'affidamento esclusivo del bambino, che sarà
cresciuto dalla famiglia del calciatore. Ronaldo ha poi smentito che
la sua attuale compagna, la modella Irina Shayk, sia rimasta
sconvolta dalla paternità del suo fidanzato.
(Adnkronos)
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