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L'intervista

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Jason Derülo

Attualità 7 luglio 2010

Sisma L'Aquila, corteo contro premier a Palazzo Grazioli


Un corteo di terremotati aquilani, che da stamattina manifesta nella Capitale, nel primo pomeriggio ha sfondato il cordone delle forze dell'ordine in via del Plebiscito arrivando davanti a Palazzo Grazioli, residenza romana del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, allo slogan di "più forti, meno gentili".

Lo riferisce un testimone Reuters.

Dopo meno di mezz'ora, poi, i dimostranti si sono ritirati pacificamente, tornando sul percorso del corteo autorizzato.

Davanti a Palazzo Grazioli, dov'è in corso un vertice del Pdl, i manifestanti hanno sventolato cartelli con la scritta "Più forti, meno gentili", altri slogan contro Berlusconi e decine di bandiere coi colori dell'Aquila. Urlano "Vergogna, vergogna".

Stamattina ci sono stati scontri tra manifestanti e forze dell'ordine al corteo di sindaci e cittadini delle zone colpite dal terremoto dell'Aquila del 2009, che chiedono al governo la sospensione delle tasse e misure di sostegno all'economia.

I tafferugli sono iniziati quando i manifestanti, giunti a Piazza Venezia su circa 50 pullman, hanno provato a imboccare proprio via del Plebiscito per arrivare a Palazzo Grazioli. Poi il corteo si è diretto verso via del Corso per arrivare nei pressi di Palazzo Chigi, sede del governo, e della Camera dei deputati. La polizia ha bloccato i manifestanti spiegando che non erano autorizzati a seguire quell'itinerario.

Dopo una trattativa tra forze dell'ordine e parlamentari dell'opposizione e sindaci, i manifestanti sono stati autorizzati a proseguire su via del Corso, per essere nuovamente bloccati prima di entrare in piazza Colonna, dove ci sono stati nuovi scontri.

Più tardi il corteo, proveniente da piazza Colonna e che avrebbe dovuto proseguire per via delle Botteghe Oscure, è riuscito a oltrepassare il cordone di sicurezza per raggiungere la residenza di Berlusconi.

"(I manifestanti) non sono ragazzi, c'è gente di tutte le età", ha detto ai giornalisti il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente. "L'Aquila è una città disperata, è questo che non capiscono (gli esponenti del governo)".

"Un operaio con una busta paga di 1.000 euro avrà una ritenuta di 240 euro. Pensate a costa stanno vivendo la popolazione dell'Aquila e gli sfollati".

LE RICHIESTE DI SINDACI, ASSOCIAZIONI, SINDACATI, IMPRESE

La sospensione di tasse e tributi per tutti i cittadini colpiti dal terremoto dell'Aquila, il congelamento dei mutui e una serie di misure di sostegno all'occupazione e all'economia, da inquadrarsi in una legge che preveda procedure efficaci per la ricostruzione e finanziamenti certi: sono le richieste che sindaci e cittadini abruzzesi indirizzano a governo e Parlamento.

Al corteo romano, che fa seguito alla mobilitazione del 16 giugno a L'Aquila e al consiglio comunale aperto in piazza Navona a Roma il 24 giugno, hanno aderito enti culturali, associazioni, istituzioni, sindacati, partiti e anche aziende aquilane.

La manifestazione non vuole rappresentare "una generica protesta di un gruppo o di una parte, ma le istanze di tutto il territorio colpito dal sisma, nelle sue diverse articolazioni politiche, sociali e territoriali", spiegano gli organizzatori in una nota.

La mobilitazione prevede anche un presidio nel pomeriggio davanti al Senato, dove oggi inizierà la discussione sulla manovra finanziaria.

Manovra che "chiede al nostro territorio, con un'economia allo stremo, di tornare a pagare tasse e tributi. E chiede la restituzioni di quanto non versato in tempi brevi, creando tra l'altro un'enorme disparità di trattamento con quanto è stato fatto in passato per i cittadini colpiti da altri terremoti", dicono nella nota gli organizzatori.

(Reuters)



Sisma Abruzzo/ Sindaco Cialente: L'Aquila è disperata



A manifestare "non sono solo ragazzi, c'è gente di tutte le età. L'Aquila è una città disperata, è questo che non capiscono". È quanto afferma il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente, durante la protesta dei cittadini delle zone terremotate che per un po' si è tenuta davanti Palazzo Grazioli. "Un operaio con una busta paga di mille euro - spiega - avrà una ritenuta di tasse di 240 euro al mese. Pensate a cosa stanno vivendo le popolazioni dell'Aquila e gli sfollati".

(Apcom)



Pdl diviso su ddl gioventù, rissa in aula e rinvio esame



Come già era successo ieri, sono riemerse alla Camera le divisioni all'interno del Pdl sul ddl gioventù del ministro Giorgia Meloni, in discussione in questi giorni alla Camera.

Mentre si va verso un rinvio dell'esame del provevdimento in commissione per cercare di dirimere le divisioni ed andare verso un testo condiviso, la seduta alla Camera è stata sospesa per una rissa scoppiata in aula quando un intervento di un esponente dell'Idv ha evidenziato le divisioni nella maggioranza.

Il provvedimento prevede erogazioni in favore delle associazioni che operano fra i giovani e pone anche un limite anagrafico al concetto di "gioventù" al momento previsto nel provvedimento a quota 35 anni. Alcuni esponenti del Pdl, fra i quali diversi esponenti finiani, la deputata della destra Alessandra Mussolini ed il cofondatore di Forza Italia ed Antonio Martino sostengono l'inopportunità di destinare fondi al progetto in questo momento di crisi e criticano anche il limite di età posto, ritenendolo troppo elevato.

Le divisioni, già evidenziatesi ieri, sono riemerse questa mattina e l'aula sta decidendo per il rinvio in commissione, cosa che dovrebbe avvenire appena i lavori riprenderanno.

Sul provvedimento si stanno riproponendo le divisioni emerse nelle ultime settimane all'interno del Pdl. Lo stesso ministro in questione, Meloni, proviene da An anche se attualmente è fra i cosiddetti "lealisti" al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

(Reuters)





Italia, Ocse: disoccupazione non calerà almeno sino a fine 2011



L'impatto della crisi sul mercato del lavoro italiano finora è stato più blando che in molti altri paesi Ocse ma le stime dell'organizzazione suggeriscono che la disoccupazione rimarrà sui livelli attuali, o sopra, almeno fino alla fine del 2011.

Lo si legge nell'Employment Outlook 2010 dell'Ocse.

Il tasso di disoccupazione dell'Italia a maggio si è attestato all'8,7%, un aumento di 2 punti percentuali dall'inizio della crisi (dicembre 2007) a fronte di un incremento medio a livello Ocse di 2,8 punti percentuali.

Tuttavia, sottolinea il rapporto, "la maggior parte della crescita della disoccupazione in Italia si è verificata nell'ultimo anno, quando il tasso è salito di 1,2 punti percentuali, molto sopra la crescita media nell'Ocse nel suo complesso". La ripresa della produzione in atto inoltre "non dovrebbe portare a una significativa creazione di posti di lavoro nel breve termine".

La flessione registrata nell'occupazione e la crescita della disoccupazione sarebbero state anche molto peggiori se il numero di ore lavorate non fosse sceso durante la crisi del 2,7%, il doppio rispetto all'area Ocse complessiva.

SENZA CIG TASSO DISOCCUPAZIONE PIU' ALTO 4 PUNTI PERCENTUALI

L'Ocse stima che l'espansione della Cassa Integrazione Guadagni ha consentito di contenere la contrazione del tasso di disoccupazione di circa quattro punti percentuali.

Mentre le perdite di posti di lavoro si sono inizialmente concentrate tra i contratti a tempo determinato o atipici, la recente ripresa della disoccupazione sembra essere dovuta soprattutto alla perdita di posti di lavoro tra i contratti a tempo indeterminato (-195.000 nell'ultimo anno). E questo, prosegue lo studio, nonostante il fatto che le ore autorizzate in base alla Cig siano ancora in crescita (+26% negli ultimi tre mesi), in contrasto con molti altri paesi - tra cui Francia e Germania - in cui le ore protette da sussidi statali si sono stabilizzate o hanno iniziato a diminuire nel terzo trimestre 2009.

"Nei prossimi mesi, quando i lavoratori con sussidi esauriranno i loro diritti, la Cig potrebbe essere insufficiente a impedire un ulteriore aumento della disoccupazione", secondo l'Ocse.

PER RIPRESA OCCUPAZIONE OCCORRE RIFORMA CONTRATTI

Con la ripresa che acquista slancio, è essenziale creare gli incentivi giusti perché le imprese assumano maggiormente. L'Employment Outlook Ocse rileva che l'Italia è ancora caratterizzata da una regolamentazione del mercato del lavoro piuttosto rigida e da una mobilità lavorativa limitata da una prospettiva internazionale. Queste caratteristiche, che inizialmente hanno contribuito a moderare l'effetto della crisi sull'occupazione permanente, hanno anche concentrato le perdite di posti tra i lavoratori temporanei.

"Per promuovere una crescita della produttività e una maggiore creazione di posti di lavoro sarebbe necessaria una riforma dei contratti occupazionali, migliorando la riallocazione dell'occupazione durante la ripresa", evidenzia l'Ocse.

Tuttavia una strategia di questo tipo implicherebbe, nel tempo, un aumento della mobilità forzata tra i lavoratori a tempo indeterminato. Quindi una riforma del genere dovrebbe essere accompagnata da sforzi ulteriori nelle politiche di welfare per fornire adeguati benefici di disoccupazione, preservando comunque l'equilibrio di bilancio.

(Reuters)

 

Italiani uccisi ad Hannover, si è consegnato l'omicida



Il tedesco ricercato per il duplice omicidio dei due italiani nel quartiere a luci rosse di Hannover si è costituito alla polizia a Maiorca, in Spagna. Lo riporta il sito web del Die Welt. La polizia tedesca sospettava che l'uomo, un disoccupato di 42 anni, alla fine si sarebbe arreso. "L'autore del reato è sotto pressione enorme perché sappiamo chi è", ha detto un portavoce della polizia. Per favorire le ricerche era stata diffusa le foto del ricercato tratte dal video di una telecamera di sorveglianza. L'omicida ha ucciso i due italiani in un bar di Hannover, due giorni fa all'alba, a seguito di una lite sul numero dei campionati del mondo di calcio vinti rispettivamente dalla Germania e dall'Italia.

(Apcom)



Libia/Frattini: Europa batta un colpo su vicenda migranti eritrei



L'Europa "batta un colpo" sulla vicenda dei circa 250 migranti eritrei detenuti in Libia. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine di un'audizione alla Camera precisando che non si tratta "di un problema italiano". La cosa "davvero incredibile è che dall'Europa non sia venuto neanche un comunicato stampa su questa vicenda", ha aggiunto il titolare della Farnesina. Frattini ha poi sottolineato che le autorità libiche stanno "collaborando" e mostrano una grande disponibilità anche ad avviare i migranti a lavori socialmente utili presso organizzazioni internazionali anche nella stessa Libia. E, soprattuto, Tripoli ha compreso che "queste persone rischiano di essere perseguiti" se vengono estradati nel Paese d'origine, ha affermato il ministro.

(Apcom)



Uno spot per promuovere l'Italia tra gli italiani, il testimonial è Berlusconi

 



Un nuovo spot per promuovere l'Italia tra gli italiani con un "testimonial di grande consenso e popolarità" come il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla ha presentato a Palazzo Chigi il video promozionale di 30 secondi che dalla prossima settimana andrà in onda sulle reti televisive nazionali, a cominciare dalla Rai. Uno spot nel quale il premier Berlusconi presta la sua voce invitando gli italiani a scegliere il loro Paese come luogo dove trascorrere le vacanze.

"Un Paese unico, fatto di cielo, di sole e di mare - recita la voce - anche di storia, di cultura e di arte", che "devi ancora scoprire". "Si tratta di un'operazione senza precedenti", ha sottolineato la titolare del Turismo. Non solo perché "invita gli italiani a scoprire le bellezze del proprio Paese" e a sostenere l'economia nazionale, ma anche perché "è la prima volta che un presidente del Consiglio mette a disposizione del Paese la propria immagine e la propria autorevolezza".

Un "grande atto d'amore" da parte di "un testimonial di grande consenso e popolarità" che non ha chiesto compensi e nei confronti del quale "credo che nessuno possa muovere mai alcuna critica". Lo spot, ha aggiunto, sarà anzi "qualcosa che anche altri Paesi guarderanno con un po' di invidia". Del resto, il governo in carica è "stato il primo ad avere valorizzato il turismo come attività produttiva del nostro Paese", ha concluso.

Il ministro Brambilla ha inoltre spiegato le motivazioni che hanno portato a girare uno spot destinato alla promozione interna. "Gli Italiani amano l'Italia, ma non tutti hanno visitato i luoghi più incantevoli del loro paese e ci sono molti angoli splendidi della penisola del tutto sconosciuti alla stragrande maggioranza dei nostri concittadini", ha precisato. Il messaggio rappresenta quindi "un invito a scoprire queste bellezze" e "un'opportunità di sostenere l'economia del proprio paese".

Infatti, secondo i dati diffusi dalla Banca d'Italia e riportati da Brambilla, "nel 2009 sono stati oltre 43 milioni i soggiorni degli italiani per vacanze oltre confine, per un totale di 182 milioni di pernottamenti e una spesa complessiva di quasi 14 miliardi di euro". Intercettare questi turisti, anche solo per un weekend, ha quindi dei risvolti anche sull'economia, perché "per ogni euro che si spende per dormire ce ne sono altri 4 spesi per altri versanti dell'economia". Inoltre, "il turismo è l'unica industria che non è possibile delocalizzare, l'unica che produce aumenti di gettito immediato e dà risposte in termini occupazionali immediate".

"Non ci stupisce quindi che l'Italia sia stata una delle poche destinazioni a registrare segno positivo nel 2009": +1,2% di turisti stranieri. "Un numero -ha aggiunto - che prevediamo sarà ampiamente superato quest'anno". Ai cronisti che le chiedono invece se la diffusione del nuovo spot non rischia di essere avviata troppo tardi, a stagione già iniziata, ha replicato: "Siamo assolutamente in tempo, perché le prenotazioni degli italiani sono molto in ritardo" e in più "miriamo a un discorso non soltanto estivo, ma esteso a tutto l'arco dell'anno".

(Adnkronos)



NYTimes critica Roma: Si fa moderna, mentre passato si sbriciola



Roma guarda al futuro, mentre il suo passato cade a pezzi. Il 'New York Times' dedica ampio spazio sulla home page del suo sito internet al processo di modernizzazione che la città sta cercando di intraprendere, sottolineando, al tempo stesso, il contemporaneo decadimento dei suoi simboli. Una città nella morsa tra passato e futuro, alla ricerca di una nuova e più complessa identità. Il quotidiano di New York cita il Maxxi, il museo nazionale delle arti del XXI secolo appena inaugurato, e il nuovo Macro come esempi del nuovo volto di Roma, che cerca nell'architettura contemporanea il motore e il simbolo della sua nuova identità, un cambiamento che completi il suo passato glorioso. Un tentativo testimoniato anche dalla volontà del sindaco, Gianni Alemanno, di portare avanti la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020, e dalla Nuvola di Fuksas, il centro congressi in costruzione all'Eur, uno dei cantieri più grossi d'Europa. "Cosa vuole essere Roma da grande?" si chiede Richard Burdett, urbanista londinese di origini italiane. Perché Roma è a un bivio. Il cambiamento, qui, non è mai facile, ricorda il 'New York Times', che cita il tanto discusso complesso museale dell'Ara Pacis progettato da Richard Meier. Il problema, però, è la scarsa attenzione che il Paese dedica alla cultura: soltanto lo 0,21% del bilancio dello Stato viene dedicato a teatro, cinema, musica, musei, siti archeologici. La Francia, per esempio, investe nella cultura cinque volte tanto. Roma non risolverà i suoi problemi con alcune opere realizzate da grandi star dell'architettura: deve ripensare una città che conta ormai 3,7 milioni di abitanti, che vivono in gran parte fuori dal centro storico, dove il suo passato si sta sbriciolando. Il crollo del soffitto della Domus Aurea e di parti del Colosseo sono lì a dimostrarcelo. Tutti ripetono che servono lungimiranza e progettualità, sottolinea il quotidiano statunitense, ma sono solo chiacchiere. E la città resta in bilico tra passato e futuro. "Chi può dire come andrà a finire? Questa è Roma, certe cose sono eterne" conclude ironicamente Michael Kimmelman, autore dell'articolo.

(Apcom)



Manovra, enti locali: no a Conferenza unificata senza Berlusconi



Regioni, Comuni e Province parteciperanno domani alla conferenza unificata solo se sarà presente anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi o se sarà possibile incontrarlo prima.

Lo hanno annunciato in una conferenza stampa congiunta il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, il presidente dell'Anci Sergio Chiamparino e il presidente dell'Upi Giuseppe Castiglione, secondo il sito della Conferenza delle Regioni.

La riunione della Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Autonomie locali) è in calendario per domani alle 15.

Comuni, Province e Regioni hanno giudicato ieri "gravissimo" il fatto che il governo non li abbia ancora convocati per discutere dei tagli loro imposti in manovra.

La manovra viene finanziata con forti tagli a Regioni, Province e Comuni. In totale i minori trasferimenti pesano per 6,3 miliardi nel 2011, 8,5 nel 2012 e 8,5 nel 2013.

Il grosso dei tagli viene dalle Regioni, che dovranno sostenere minori risorse per 13 miliardi nel triennio al 2013.

(Reuters)




Carceri: che fine fa l'emergenza?


E' luglio inoltrato e quella che da mesi ha il carattere dell'emergenza nazionale, è ancora una questione da risolvere. Le carceri, come da previsione, sono sempre più ingestibili: il sovraffollamento sta toccando nuovi picchi, i suicidi continuano a verificarsi, le rivolte tra detenuti anche.

Nulla sembra essere realmente cambiato da quando il ministro Alfano ha fatto sapere che l'emergenza carceri sarebbe stata messa sotto controllo da una riforma giudiziaria: l'agenda politica di luglio, oltre che particolarmente scarna, si concentra quasi del tutto sullo spinoso ddl intercettazioni ed ecco svanire gli spazi di dialogo e di attività per tamponare il problema carceri.

Dell'emergenza carceri abbiamo discusso sul numero 105 di Quaderni Radicali : la situazione che si può registrare in questi giorni non accenna affatto a migliorare, come auguratosi mesi fa.

(Agenzia Radicale)


Istat: Bolzano la città più costosa, Napoli la più economica


Quasi dodici punti percentuali dividono il costo della vita di Bolzano da quello di Napoli, secondo dati Istat relativi al 2009 basati sulla metodologia delle parità di potere d'acquisto.

Il capoluogo dell'Alto Adige è la città più costosa d'Italia con un costo della vita superiore del 5,6% alla media nazionale mentre il capoluogo campano è il più economico con prezzi inferiori del 6,2% rispetto alla media nazionale.

I dati, che sono stati elaborati da Istat insieme con Unioncamere e l'Istituto Tagliacarne, misurano le differenze tra il livello medio dei prezzi di un paniere standard di prodotti in una determinata area geografica e quello medio calcolato per il complesso delle aree.

"In generale, i prezzi registrati nelle città settentrionali sono superiori a quelli dei capoluoghi del Centro e soprattutto del Mezzogiorno", si legge nel documento.

La differenza nei prezzi fra le varie parti d'Italia è stata più volte citata dalla Lega Nord a sostegno dell'opportunità di reintrodurre in Italia salari differenziati a seconda del territorio.

La seconda città più cara è Bologna (+4,9%), seguita da Milano (+4,7%). Come città meno care, dopo Napoli, appaiono Campobasso (-5,8%) e Potenza (-5,3%).

I raggruppamenti di spesa che registrano la maggiore dispersione dei livelli dei prezzi al consumo tra le città sono quelli relativi ad abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili e servizi sanitari e spese per la salute (la città più cara in questo caso è Roma con un +12,8% sulla media nazionale).

Sul lato opposto, l'aggregato con la maggiore omogeneità dei livelli territoriali dei prezzi è quello dei trasporti e comunicazioni, seguito da abbigliamento e calzature.

I prezzi dei beni e servizi compresi nel raggruppamento servizi sanitari e spese per la salute (la cui incidenza sui consumi è dell'8% circa) mostrano un'elevata variabilità territoriale, con Aosta (+12,6%) e Milano (+12%) che registrano un livello dei prezzi superiore a quello medio e, all'opposto, Reggio Calabria e Napoli con livelli inferiori rispettivamente dell'11,7% e del 9,7%.

(Reuters)