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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

International 12 luglio 2010

Iran, Teheran riesamina la sentenza di lapidazione contro le donne

La notizia di revisione della pena di lapidazione contro le donne accusate di aver tradito il marito, è stata comunicata dall'alto ufficiale per i diritti umani in Iran, Mohammad Javad Larijani. La possibilità di modifica di questa legge è stata introdotta dal rappresentante governativo in seguito alla grossa risonanza mediatica che ha avuto il caso di Sakineh Mohammedie Ashtiani, la donna iraniana riconosciuta colpevole di adulterio nel 2006 e che, nei prossimi giorni, potrebbe dover scontare la condanna a morte di lapidazione. L'avvocato che difende la Ashtiani sostiene però che la donna confessò l'adulterio solo dopo aver subito 99 frustrate e che, in seguito, ritrattò la confessione negando l'accaduto. La condanna per lei arrivò, successivamente, non in base alle prove ma per verdetto di tre su cinque dei giudici che si occupavano della sua causa. Molti attivisti per i diritti umani si sono mobilitati in diversi paesi e, a Londra, in seguito alle proteste di questi di fronte all'ambasciata iraniana, lo stesso rappresentante diplomatico di Teheran nel Regno Unito ha rilasciato delle dichiarazioni che porterebbero a pensare che la Ashtiani non verrà lapidata.

(Peacereporter)

 

Israele ribadisce il no all'attracco a Gaza di navi con aiuti umanitari

 

Israele non cede e resta fermo sulla propria posizione di impedire l'attracco al porto di Gaza della nave Amalthea, battente bandiera moldava, e salpata giorni fa dalla Grecia con aiuti umanitari offerti dalla Libia alla popolazione palestinese della Striscia. In una intervista alla radio militare,il ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman, ha ribadito anche oggi che Israele non consentirà ad alcuno di forzare il blocco navale. Alla nave con gli aiuti libici Lieberman ha dunque consigliato di raggiungere il porto egiziano di el-Arish, a poche decine di chilometri da Gaza, da dove le merci saranno inoltrate verso la Striscia. Si tratta di duemila tonnellate di merci, fra cui alimenti e medicine. L'ambasciatore libico ad Atene ha assicurato che l'imbarcazione si sta dirigendo verso l'Egitto ma non è ancora chiato se le autorità egiziane abbiano o meno autorizzato l'attracco.

Intanto è atteso per oggi il rapporto delle forze di difesa israeliane (Idf) realizzato in seguito a un'indagine interna sull'attacco alla Freedom Flottilla, battente bandiera turca, destinata a Gaza, avvenuto a maggio, da parte della marina militare israeliana che ha ucciso nove militanti.
A quanto anticipa il sito del quotidiano Haaretz, il documento accusa la Marina di non aver preso sufficientemente in considerazione la possibilità che il commando inviato sulle navi di pacifisti potesse confrontarsi con una "resistenza violenta". Dall'indagine sarebbe inoltre emersa una scarsa collaborazione tra la Marina e il Mossad, i servizi segreti israeliani, nella raccolta di informazioni sulla Flottiglia e nel coordinamento sullo svolgimento del raid. Non ci si aspetta, tuttavia, che siano richiesti provvedimenti disciplinari contro singoli ufficiali. Il comitato dell'Idf guidato dal generale Giora Eiland è il primo a completare le indagini sull'attacco alla flottiglia che ha portato a una crisi diplomatica con la Turchia. La commissione predisposta dal governo per verificare se con il raid sia stato violato il diritto internazionale ha invece appena avviato le indagini.

(Peacereporter)

 

Pakistan, bombardamenti nel nord ovest: uccisi 22 presunti militanti islamici

Nel nord ovest del Pakistan, regione tribale di Orakzai, almeno 22 sospetti militanti islamici integralisti sono stati uccisi in bombardamenti aerei. Si tratta di una zona in cui da oltre tre mesi è in corso una massiccia campagna militare contro le postazioni talebane. Secondo quanto riferisce oggi Dawn News, i caccia hanno compiuto ieri diversi raid nella parte settentrionale dell'area che confina con l'Afghanistan. Fonti militari avevano annunciato lo scorso maggio di aver ripreso il controllo della regione, ma i fatti non hanno confermato questa versione. Le operazioni militari contro le basi dei militanti sono continuate infatti non solo nella Orakzai Agency, ma anche contro le altre roccaforti talebane della regione tribale semi autonoma Fata (Federal Administered Tribal Areas). Dopo il sanguinoso attentato di venerdì costato la vita a 106 persone nella Mohmand Agency e rivendicato dal movimento talebano Ttp, è probabile un rafforzamento dell'offensiva militare che, secondo fonti governative, ha finora ucciso 1300 militanti.
Intanto, una forte esplosione è stata avvertita questa mattina anche nell'area tribale del Khyber. Lo riferisce GeoTv citando fonti del governo e spiegando che l'esplosione è avvenuta in un grande mercato della città di Bara. Non giungono al momento notizie sul bilancio delle vittime.

(Peacereporter)

 

Colombia, uccise 12 guardie del copro del leader delle Farc Alfonso Cano

Dodici guardie del corpo del leader delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia, Guillermo Saenz alias Alfonso Cano, sono morte durante uno scontro con l'esercito. Morta anche una delle guerrigliere più note della guerriglia: Magaly. 

Si è trattato, secondo fonti militari, di un raid imporvviso lanciato dall'esercito su una delle basi Farc nelle montagne del Tolima, Colombia centrale. 
Il capo dell'esercito ha parlato di un grande ennesimo colpo per le Farc, in guerra contro la Stato dagli inizi degli anni Sessanta. Un conflitto che anche in questo weekend è stato particolarmente cruento: dieci i soldati morti in diversi scontri in vari zone del paese. Il presidente uscente Alvaro Uribe non ha perso tempo a congratularsi con la squadra speciale che ha messo a segno il colpaccio nelle prime ore di domenica. "Posso confermare - ha detto Uribe - che uno dei guerriglieri uccisi nell'operazione è una donna di nome Mogaly. Era responsabile della morte di almeno 70 soldati e poliziotti". 
"Una donna estremamente pericolosa e una confidente fidata del leader delle Farc", l'ha definita il comandante delle forze armate Gen Freddy Padilla. 

Andando oltre i comunicati ufficiali, dal comportamento tenuto dalla guerriglia di fronte al raid a sorpresa pare probabile che Cano si trovasse veramente nei pressi di quell'accampamento. Il fatto che i guerriglieri non si siano dati alla macchia come sono soliti fare davanti a un attacco massiccio lo fa, comunque, pensare. Sono rimasti e hanno combattuto, come per far guadagnare tempo a qualcuno. 

(Peacereporter)

 

Golfo del Messico: strani intrallazzi del Vaticano, BP e Goldman Sachs

 Il quasi totale blackout dell'informazione indipendente, e l'arresto di chiunque venisse sorpreso a fotografare o filmare la devastazione, mostra come la crisi petrolifera della Halliburton- British Petroleum (BP) sia criminalmente controllata, implicando alcuni tra i nomi più importanti di Wall Street.
Secondo un resoconto ad opera del titubante ma comunque affidabile regista di documentari James Fox, intervistato a Grand Isle, nel Golfo del Messico, da Mel Fabregas per il Veritas Radio Show: "Stanno arrestando tutti quelli con una telecamera, o quelli che lontano dalle telecamere sono sorpresi a parlare con un reporter", ha detto Fox.

Un altro reporter ha detto a Fox "E tu chiami questo un paese libero? Proprio qui, negli Stati Uniti d'America, non c'è libertà di stampa.
Non c'è libertà di parola. Stanno chiudendo lo spazio aereo sopra la fuoriuscita di petrolio, in modo che i reporter non possano sorvolarlo per constatare quanto siano effettivamente gravi le perdite di petrolio
".

Pezzi sospetti di questo puzzle mortale vedono la partecipazione della Halliburton, la seconda compagnia di servizi mondiale nel campo del petrolio, con sedi principali a Houston e Dubai, alla cui negligenza è stata attribuita la tempestiva esplosione.
Tre settimane prima della "fuoriuscita di gas naturale", la compagnia Halliburton, legata a George Bush e Dick Cheney e che aveva fatto parlare di sé in relazione ai fatti dell'11 settembre, aveva negoziato l'acquisto della più grande azienda mondiale per la ripulitura delle fuoriuscite di petrolio (Boots & Coots) nello stesso momento in cui attenti osservatori a Wall Street (agenti dell'intelligence finanziaria per la Goldman Sachs; GS, spesso chiamata "Government Sachs") si liberavano del 44% dei loro titoli BP.

A parte l'appoggio azionario di Blankfein e Government Sachs alla BP e all'Halliburton, un'altra falsa pista macchiata di petrolio, è quella che segue Peter D. Sutherland, il presidente uscente della BP, al momento anche presidente non-esecutivo della Goldman Sachs International.
La parte più inquietante dell'intera vicenda è che mr. Sutherland, l'uomo con un piede nella GS e l'altro nella piattaforma della Halliburton-BP in fiamme, è il Consigliere della Sezione Straordinaria dell'Amministrazione del Patrimonio della sede Apostolica. In altre parole, Sutherland è il principale consigliere finanziario del Papa.

Nel 2010, Mr. Sutherland dopo un periodo di 13 anni ha concluso la sua carica di presidente della BP, la più grande compagnia petrolifera europea. Ex Procuratore Generale di Irlanda, è presidente della Federal Trust for Education and Research, un gruppo di esperti britannico i cui sforzi sono meglio descrivibili con il nome di indottrinamento corporativo più che "educazione" fidata. È presidente dell'Ireland Fund for Great Britain, e membro del consiglio consultivo del Business for New Europe, un gruppo di esperti con sede in Gran Bretagna favorevole all'istituzione di un nuovo ordine mondiale.

Dal 1993-95, Sutherland è stato Direttore generale dell'Organizzazione mondiale del commercio.
Nel gennaio 2006, l'attuale Presidente non-esecutivo di Goldman Sachs International, è stato nominato Rappresentante speciale per la migrazione internazionale dal Segretario generale dell'Onu, Kofi Annan.

Ora, ironicamente, la missione impossibile di Sutherland è quella di far migrare la flora e la fauna marine, i pescatori e gli abitanti della costa lontano dal pericolo di questa emergenza internazionale.

By Sherri Kane Fonte: rense.com
"Vatican Official Tied To BP, Goldman Sachs"
Sherri Kane, in precedenza giornalista per la FOX News di Los Angeles, è un giornalista investigativo freelance e co-fondatore, insieme al Dr. Leonard G. Horowitz, della Healthy World Organization (HWO), che si sta ora proponendo come alternativa alla bifronte World Health Organization (WHO).

(Disinformazione)

Cuba-Spagna/ Moratinos conferma: domani arrivo primi rifugiati

 Un primo gruppo di undici prigionieri politici cubani, accompagnati dalle loro famiglie, arriverà domani nel primo pomeriggio a Madrid: lo ha confermato il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos. Moratinos ha specificato che i cubani arriveranno su due voli messi a disposizione dall'Iberia e da Air Europa, e che il numero totale di persone dovrebbe aggirarsi sui sessanta: la Spagna conta di fornire loro "un primo aiuto logistico" attraverso la Commissione per gli aiuti ai rifugiati e la Croce Rossa. Le autorità cubane hanno avviato ieri l'iter per la liberazione dei primi prigionieri politici, parte di un gruppo di 17 persone che verranno trasferite in Spagna insieme alle loro famiglie. La Chiesa cattolica cubana, che ha mediato con il governo dell'Avana per il rilascio degli oppositori, aveva annunciato già sabato scorso che 17 detenuti sarebbero stati liberati nelle prossime ore; in totale, saranno 52 le persone arrestate durante la repressione del 2003 ad usciere dal carcere entro i prossimi quattro mesi: la Spagna si è detta disposta ad accogliere tutti gli ex detenuti, qualora questi lo desiderassero.

(Apcom)

 

 

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