| Mondo web 13 luglio 2010 |
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Vero o falso? L'allarme degli esperti: "Attenzione ai 'tarocchi di Facebook' La diffusione di Facebook a livello mondiale è un dato ormai noto. Milioni e milioni di utenti utilizzano quello che è, di fatto, diventato il social network più popolare tra i giovani e non solo. Questa significativa crescita, però, ha attirato l'attenzione dei cybercriminali che hanno più volte cercato di sfruttare il social network per entrare in possesso dei dati personali degli utenti. Come? Realizzando dei falsi siti internet che ripropongono, in tutto e per tutto, la grafica e lo stile del popolare social network. A lanciare l'allarme è l'azienda tedesca, G Data che ha recentemente rilevato come questa strategia non sia affatto passato di moda e i criminali online siano ancora parecchio attivi su questo versante. Gli scammer, infatti, si dimostrano particolarmente abili nel ricreare delle finte pagine internet capaci di ingannare l'utente meno accorto al fine di entrare possesso dei suoi dati di login e password. Per dare una maggior parvenza di autenticità al tutto, i criminali online hanno cercato di riproporre la grafica istituzionale di Facebook mettendo ben in evidenza il lucchetto che normalmente sta ad indicare tutto ciò che ha a che fare con la privacy all'interno della community. Solitamente i link a queste pagine web vengono inviati attraverso mail di spam che invitano gli utenti a inserire i loro dati per compiere delle verifiche di sicurezza e degli update ad esse connesse. Il tutto finalizzato, con una certa ironia, a prevenire gli attacchi di hacker che potrebbero impossessarsi dei nostri dati personali. Come sempre in questi casi, suggerisce l'azienda G Data, è necessario non fidarsi di sospette richieste dei nostri dati personali, anche se queste sono mascherate con il trucco di offrirci una migliore sicurezza. (Adnkronos)
Usa, sconosciuto rivendica l'84% di Facebook e chiede 6 miliardi di dollari Se la giustizia gli darà ragione potrebbe depositare sul suo conto in banca 6 miliardi di dollari. Sostenendo di essere stato in affari con il fondatore di 'Facebook' Mark Zuckerberg, Paul Ceglia, residente nello stato di New York, ha rivendicato la proprietà di gran parte, l'84%, del sito web sulla base di un contratto firmato nell'aprile del 2003. La causa civile è stata depositata il 30 giugno in un tribunale locale, e quindi è stata trasferita alla giustizia federale, dietro richiesta della società coinvolta. "Riteniamo che queste azioni giudiziarie siano totalmente prive di fondamento e ci opporremo con tutte le nostre forze", ha dichiarato un portavoce di Facebook. (Adnkronos)
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