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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

International 13 luglio 2010

Israele-Palestina, la marina israeliana in contatto con Amalthea

La marina militare israeliana ha contattato via radio la nave Amalthea intimandole di cambiare la propria rotta. La nave, della Fondazione Gheddafi, vorrebbe attraccare a Gaza, sotto blocco navale israeliano, per consegnare alla popolazione locale viveri, medicinali e altri aiuti umanitari.

Un portavoce militare israeliano ha annunciato che alla nave libica è stato richiesto un cambiamento di rotta per evitare scontri. Il rappresentante della fondazione, Machallah Zwei, ha reso noto di aver ricevuto dall'esercito di Israele minacce di attacco e dirottamento sul porto israeliano di Ashdod.

Secondo quanto riferito da un contatto di PeaceReporter, Vittorio Arrigoni: "La nave libica carica di aiuti umanitari destinati alla popolazione civile di Gaza è stata intercettata e circondata da navi guerra israeliane a circa 100 miglia dalla costa. I militari israeliani minacciano un attacco se la nave non cambierà direzione e volgerà verso l'Egitto. I libici continuano a puntare dri tto su Gaza".

(Peacereporter)

 

Tpi-Libano, il generale al-Sayyed chiede la visione del proprio fascicolo

L'ex capo della Sicurezza Generale, il generale Jamil al-Sayyed, ha chiesto al Tribunale internazionale creato per trovare i colpevoli della morte dell'ex Primo Ministro libanese Rafik Hariri, di mostrargli il proprio fascicolo segreto per capire il perché della propria detenzione protrattasi per quasi 4 anni.

Il generale afferma che la sua prigionia si sarebbe basata solo su false testimonianze secondo cui sarebbe coinvolto assieme ad altri tre ufficiali libanesi filo-siriani (rilasciati assieme a lui nel mese di aprile 2009 per mancanza di prove) nell'esplosione provocata da un camion bomba nel 2005 a Beirut che uccise il presidente Hariri.

(Peacereporter)

 

Irlanda del Nord, agitazioni in occasione della parata protestante orangista

Anche quest'anno, in Irlanda del Nord, le parate protestanti organizzate per celebrare la vittoria del Principe Guglielmo D'Orange contro le forze del re cattolico Giacomo II nella battaglia di Boyne del 1690, sono state accompagnate dal lancio di sassi, molotov e mattoni da parte di agitatori cattolici. Secondo alcune fonti, i nazionalisti cattolici si sarebbero organizzati con l'intento di impedire il tranquillo svolgimento della manifestazione orangista che, raggiunto il punto nevralgico del distretto di Ardoyne, è stato ripetutamente attaccato. Alcuni agenti di polizia sono stati feriti, riportando contusioni e diverse lesioni: il lancio di un blocco ha ferito alla testa una poliziotta, ricoverata d'urgenza in ospedale. Le forze dell'ordine hanno reagito, utilizzando cannoni ad acqua e proiettili di gomma per sedare i tumulti e ristabilire l'ordine.  Intanto vengono espresse le prime condanne contro i facinorosi. I dissidenti cattolici sono stati accusati di voler bloccare il processo di pace in Irlanda del Nord e considerati alla stregua di violenti sediziosi, protagonisti di un processo di destabilizzazione del territorio. 

Nonostante gli accordi di pace conclusi nel 1998, l'ostilità e il risentimento fra le due comunità è ancora profondamente tangibile. Ogni anno, in occasione del 12 luglio, culmine della marcia di commemorazione protestante, si susseguono queste violente agitazioni, caratterizzare da quella intensa acredine storico-religiosa che ancora minaccia la stabilità dell'intera regione.

(Peacereporter)

 

Marea nera/ Il super tappo è posato, Bp ancora col fiato sospeso

Forse è una svolta cruciale nella lotta che dura da mesi contro il greggio che inquina il golfo del Messico: ma la British petroleum è ancora prudente perchè non c'è la certezza che il nuovo super 'tappo' sul pozzo di petrolio, posato questa notte, riuscirà a bloccare del tutto la fuoriuscita. C'è la speranza però che la copertura riusca a contenere integralmente la fuga dei milioni di litri di greggio che si riversano quotidianamente nell'oceano da oltre 3 mesi. Le prossime 48 ore saranno cruciali per capire se l'operazione ha avuto successo: le immagini diffuse sul sito internet del gruppo petrolifero britannico mostrano la posa del tappo sulla fuga di greggio a una profondità di 1.500 metri. Battezzato "Top Hat 10", il nuovo imbuto sostituisce il modello precedente che raccoglieva al massimo 25.000 barili di petrolio, contro i 35.000-60.000 che sgorgavano dal pozzo. La Bp non ha voluto comunque garantire il successo del nuovo tentativo, sottolineando come questa operazione sia assolutamente eccezionale e senza precedenti "a questa profondità e in queste condizioni". "La sua efficacia e capacità di contenere il greggio e il gas non possono essere assicurate", mette in guardia la compagnia. Inoltre Bp sottolinea che "ci aspettiamo - sebbene non vi sia la certezza - che nel corso dei test non sarà rilasciato greggio nell'oceano. Questo però non costituirà indicazione che il flusso dal pozzo sia stato bloccato permanentemente". Se il super tappo dovesse funzionare, la Bp conta entro inizio agosto di riuscire a mettere in opera i due primi nuovi pozzi di soccorso che dovrebbero bloccare definitivamente la fuga di greggio. Nel frattempo è giunta in Florida la First Lady, Michelle Obama, che ha invitato i turisti a non abbandonare la costa del Golfo: "E' importante per il resto del Paese sapere che questi posti continuano ad essere vivi e belli come lo sono sempre stati in precedenza". Sul fronte giuridico, il governo Usa ha annunciato una nuova moratoria sulle perforazioni offshore in profondità, per sostituire quella attualmente sospesa dal tribunale federale, perche "troppo estesa". La nuova moratoria sarà in vigore fino al 30 novembre.

(Apcom)

 

Sarkozy vara riforma pensioni, ma dimezza incarichi Eric Woerth

 

Il consiglio dei Ministri del governo francese ha approvato il testo del progetto di legge sulla riforma delle pensioni, considerata l'iniziativa legislativa più importante del secondo mandato di Nicolas Sarkozy: l'età minima passa da 60 a 62 anni. Questa riforma - accolta da forti proteste sociali - ha un risvolto politico tutto particolare. Dovrebbe essere il momento del trionfo del ministro del Lavoro, Eric Woerth. Ma il fedelissimo di Sarkozy, coinvolto nelle rivelazioni senza fine dello scandalo Bettancourt, offuscato dalle accuse di finanziamento illecito, stamane ha accolto il "consiglio" datogli ieri sera dal presidente in tv, e ha annunciato che sta per lasciare la carica di tesoriere del partito Ump. Da un lato quindi la riforma sarkoziana prosegue, e proprio il presidente ieri ne aveva ribadito l'importanza. Dall'altro, Sarkozy ha in pratica ordinato al ministro di lasciare un pezzo importante dei suoi incarichi. Woerth è coinvolto in uno scandalo relativo a dei presunti finanziamenti illegali dell'Ump: nel 2007, in qualità di tesoriere del partito, avrebbe ricevuto 150mila euro da Liliane Bettencourt, ereditiera dell'Oreal e considerata la donna più ricca di Francia. "Accuse "infamanti", solo calunnie, ha detto ieri il presidente difendendolo. Quei soldi sarebbero serviti per finanziare la campagna presidenziale di Sarkozy nel 2007, e in cambio Woerth, ministro delle Finanze all'epoca, avrebbe chiuso un occhio sull'evasione fiscale della signora. "Eric Woerth è al di sopra di ogni sospetto", ha detto ieri Sarkozy, invocando il rapporto dell'Ispettorato generale delle Finanze che due giorni fa ha scagionato Woerth da qualsiasi implicazione nella vicenda dell'ereditiera dell'Oreal. Ma il problema di fronte all'opinione pubblica francese è se anche il presidente sia al di sopra di ogni sospetto. Quanto alle pensioni, quella di oggi è solo la prima tappa del lungo iter che attende il provvedimento, al quale i sindacati hanno promesso battaglia: già oggi si svolgeranno manifestazioni di protesta in diverse città francesi, in attesa dello sciopero generale indetto per il 7 settembre, giorno successivo al previsto inizio dei dibattiti parlamentari.

(Apcom)

 

Cuba, Fidel Castro torna in tv e accusa gli Usa per affondamento corvetta sudcoreana

Il leader rivoluzionario dell'Avana, Fidel Castro, è apparso alla televisione che ha trasmesso ieri sera una sua lunga intervista. Il lider maximo, che oggi compie 84 anni, è apparso in buona salute e ha parlato a lungo al programma Mesa Redonda (tavola rotonda), attaccando gli Stati Uniti. Ha avvertito di una possibile guerra americana contro l'Iran e ha lasciato intendere che Washington sia responsabile dell'affondamento della corvetta sudcoreana Cheonan per riaccendere l'ostilità fra Seul e Pyongyang.

L'intervista, alla quale Castro si è presentato con una tuta sportiva blu, è la sua prima apparizione in video dall'estate scorsa e giunge dopo che nel weekend sono state pubblicate foto di una sua prima apparizione fra la gente, durante una visita ad un centro di ricerca.

Fidel Castro non si era più mostrato in pubblico da quando fu operato all'intestino nel luglio 2006. Da allora il potere è passato al fratello minore Raul e Fidel Castro è apparso solo in foto e immagini video.

(Adnkronos)

 

 

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