| Attualità 13 luglio 2010 |
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Maxi blitz contro la ndrangheta: 300 indagati in tutta Italia Dalle prime ore di questa mattina è in corso la più imponente operazione contro la 'ndrangheta degli ultimi anni. Sono 3000 gli uomini tra Carabinieri e Polizia che stanno procedendo, in Calabria e in diverse località dell'Italia settentrionale, all'arresto di oltre 300 indagati per associazione di tipo mafioso, traffico di armi e stupefacenti, omicidio, estorsione, usura ed altri gravi reati. Sono tre gli arresti eseguiti a Milano. La Dia del capoluogo lombardo, coordinata dai pm Ilda Boccassini, Alessandra Dolci e Paolo Storari, ha arrestato Carlo Antonio Chiriaco, classe 1959, nato a Reggio Calabria, direttore sanitario dell'Asl di Pavia, Francesco Bertucca, imprenditore edile del pavese e Rocco Coluccio, biologo e imprenditore residente a Novara. I tre sono ritenuti responsabili di aver fatto parte della 'ndrangheta attiva da anni sul territorio di Milano e nelle province limitrofe, e costituita da numerosi locali coordinati da un organo denominato 'la Lombardia'. Nel corso dell'operazione sono state eseguite 55 perquisizioni e sequestri di beni immobili, quote societarie e conto correnti il cui valore è ancora da quantificare. I provvedimenti restrittivi scaturiscono da complesse indagini coordinate dalle Procure Distrettuali Antimafia di Milano e Reggio Calabria, che hanno consentito di documentare la gestione delle attività illecite in Calabria e le infiltrazioni della 'ndrangheta nel Nord Italia, dove stava estendendo i propri interessi illeciti in diversi settori economici. (studio cataldi)
Inchiesta G8/ Va agli arresti domiciliari Balducci
Arresti domiciliari anche per Angelo Balducci, l'ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici. Lo ha deciso il tribunale del riesame di Roma. I giudici della libertà hanno, invece, confermato per l'imprenditore campano Francesco De Vito Piscicelli, i domiciliari. Balducci era in carcere da oltre tre mesi. In precedenza il Riesame aveva concesso gli arresti domiciliari anche all'ex provveditore regionale alle opere pubbliche della Toscana, Fabio De Santis. (Apcom)
J'accuse di Bagnasco alla politica: interessi privati senza prospettiva E' sempre più urgente la necessità che si affermi una nuova generazione di politici cattolici, anche perché è ''sotto gli occhi di tutti'' che l'attenzione al bene comune diminuisce e crescono gli interessi personali. E' quanto ha detto in una lunga intervista all'Osservatore romano, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei. ''Il Papa a Cagliari - ha detto il cardinale rievocando l'importante intervento del Papa - ha auspicato una nuova generazione di politici cattolici e il suo segretario di Stato, il cardinale Bertone, gli ha fatto doverosamente eco, per segnalare una urgenza che è sotto gli occhi di tutti''. ''L'affezione per la cosa pubblica - ha proseguito - sta scemando e sempre più rarefatto è il consenso intorno al bene comune, privilegiando ciascuno beni di piccolo cabotaggio e senza prospettiva alcuna''. ''Per questa ragione anch'io - ha proseguito l'arcivescovo di Genova - ho fatto riferimento a un 'sogno' per evocare una direzione di marcia verso cui camminare. Nella prolusione mi riferivo appunto a 'una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni'''. ''Penso - ha osservato ancora Bagnasco - che attorno a questo tema nevralgico della nostra società, che chiama in causa la testimonianza della Chiesa, occorra il concorso attivo di tutti. Come vescovi italiani ci impegneremo a una specifica riflessione in merito''. MANOVRA - Il vertice della Cei è intervenuto poi anche sulla grave crisi economica che attanaglia il Paese, chiedendo maggiore equità nei severi interventi di politica economica che si annunciano. ''Credo che il criterio dell'equità economica - ha detto l'arcivescovo di Genova - sia quello da seguire, dovendo ciascuno dare in rapporto alle proprie capacità. Sta poi a chi ha la responsabilità politica affrontare in concreto la situazione, declinando l'equità economica dentro a una cornice di libertà politica e di coesione sociale. Solo così i tre valori in gioco - la libertà politica, la giustizia economica, la coesione sociale - si salvaguardano insieme''. DISOCCUPAZIONE- ''Per quel che vedo con i miei occhi, c'è ancora molta disoccupazione. E non scorgo concreti e sicuri segnali di inversione di tendenza, anche in grandi realta' industriali della mia Genova''. ''Serpeggiano tra la gente - ha aggiunto - preoccupazioni serie e pungenti. Non mi riferisco ovviamente a un discorso di macroeconomia per il quale non ho le competenze. Semplicemente constato che se gli strateghi possono rassicurare sul medio periodo, ritenendo che la strada giusta sia stata imboccata, come vescovo vedo molta gente senza lavoro e sono turbato da tanta sofferenza e insicurezza su come arrivare alla fine del mese''. ''Un certo assestamento - ha aggiunto - c'e' stato perche' le famiglie si sono adattate, utilizzando meglio le risorse ed evitando gli sprechi. Pero' c'e' una fascia che aveva ben poco da risparmiare e che obiettivamente e' in affanno''. FEDERALISMO - ''Il federalismo non è una ricetta magica'', ma una scelta, già presente nella dottrina sociale della Chiesa che va accompagnata con il principio della solidarietà, ha detto Bagnasco. ''Il federalismo - ha detto il cardinale - non e' una ricetta magica, ma rappresenta un'intuizione ben presente nella dottrina sociale della Chiesa, che sin dai tempi di Pio XI chiama in causa il principio di sussidiarieta' - poi introdotto a Maastricht - per sottolineare che quel che puo' essere fatto dalle realta' intermedie non deve essere avocato a se' dall'istanza centrale. Infatti piu' si e' vicini alla realta', piu' la si puo' accompagnare con efficienza e oculatezza''. ''Cio' posto - ha aggiunto - il principio suddetto va coniugato con quello di solidarieta' per evitare che chi sta indietro resti ancora piu' arretrato''. UNITA' DEL PAESE - L'Italia per crescere e svilupparsi ha bisogno dell'unità, della cooperazione, dello stare insieme. Quando a prevaler sono stati i campanilismi e i particolarismi, ''si e' registrata una battuta di arresto''. ''L'anniversario dell'unita' d'Italia e' una provvidenziale occasione per ritrovare le comuni radici che hanno fatto il nostro Paese -ha affermato l'arcivescovo di Genova- ben prima del suo riconoscimento come Stato''. Quindi ha aggiunto: ''Proprio riandando indietro nel tempo, si scopre che quando a prevalere sono state logiche di campanile e ci si e' contrapposti in nome del proprio 'particolare' si e' registrata una battuta d'arresto''. ''Al contrario -ha proseguito Bagnasco- quando si e' innescato il meccanismo virtuoso della cooperazione, allora le forze culturali, sociali, economiche e spirituali, si sono sommate e non annullate''. ''Penso -ha detto il cardinale- che la crisi in atto debba dunque spingere l'Italia a ritrovare se stessa. Per questo apprezzo lo sforzo di quanti, innanzitutto il presidente della Repubblica, invitano continuamente a ritrovare la coesione e la convergenza, al di la' delle legittime differenze''. (Adnkronos)
Onu: 'Il ddl sulle intercettazioni va abolito o modificato. A rischio la libertà d'espressione'
Il governo italiano deve "abolire o modificare" il progetto di legge sulle intercettazioni perché "se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia". Lo ha detto in un comunicato il relatore speciale dell'Onu sulla libertà di espressione, Frank La Rue. La Rue si è detto "consapevole" del fatto che il disegno di legge vuole rispondere alle preoccupazioni relative "alle implicazioni della pubblicazione delle informazioni intercettate per il processo giuridico e il diritto alla privacy", ma ha precisato che "il disegno di legge nella sua forma attuale non costituisce una risposta adeguata a tali preoccupazioni e pone minacce per il diritto alla libertà di espressione". Per La Rue sarebbe auspicabile l'invio di una missione dell'Onu in Italia, nel 2011, per esaminare la situazione della libertà di stampa e il diritto alla libertà di espressione.
(Peacereporter)
Street art, prosciolto Bros ma rimane il dilemma arte o vandalismo Nessuna condanna ma neanche un'assoluzione per Daniele Nicolosi, in arte Bros, uno dei principali esponenti della "street art" italiana, accusato di aver imbrattato alcuni edifici di Milano . Per il 28enne un proscioglimento dovuto a fatti prescritti o improcedibili per mancanza o remissione della querela e la delusione più grande: la persistenza dell'enigma tra arte e vandalismo. Il giudice monocratico della VI sezione penale di Milano, Guido Piffer, non ha assolto nel merito delle accuse il writer milanese dimostrando così quanto prima che giudiziario, lo scontro sia stato culturale. La difesa aveva chiesto infatti l'assoluzione con formula piena per Bros, reo solo di aver esercitato la propria arte. Il writer che ha esposto le sue opere al Pac e al Palazzo Reale di Milano, è stato il primo a essere processato secondo le nuove norme secondo cui l'imbrattamento è un reato e che hanno visto con la riforma del 2009, l'inasprimento delle pene e il passaggio della competenze dai giudici di pace a quelli dei tribunali ordinari. Al centro dell'accusa ai danni del writer c'erano graffiti realizzati da Bros sul muro del carcere di San Vittore, sulla pensilina del parcheggio delle biciclette alla fermata della metropolitana di piazzale Lodi e sulla sede di un'immobiliare di via De Angeli 4. Quest'ultimo, Bros, 28 anni, lo aveva realizzato nel 2007 insieme a un altro writer, pure denunciato, ma la proprietaria ha rimesso la querela. Di qui il primo non luogo a procedere per remissione di querela, appunto. Invece Bros è stato poi prosciolto per difetto di querela per quando riguarda l'opera realizzata sempre nel 2007 sulla pensilina di piazzale Lodi perché, esclusa dal giudice l'aggravante dell'aver imbrattato un muro nel centro storico della città, il writer sarebbe stato perseguibile non d'ufficio, come è accaduto, ma solo con una querela da parte dell'Atm. Infine, il giudice ha ritenuto prescritto il caso del graffito di San Vittore, perché realizzato nel 2004. Il dubbio quindi resta: i graffiti sono arte o imbrattamento (o peggio vandalismo)? La legge esistente e l'atteggiamento del giudice non hanno aiutato a sciogliere il nodo. Il Comune di Milano - dove, ricordiamo, Bros ha all'attivo mostre e cataloghi - si era costituito parte civile e aveva chiesto la condanna del writer al pagamento di una provvisionale per un totale di 18 mila euro, anche per danni di immagine, oltre che per le spese sostenute dall'amministrazione per pulire gli edifici dai graffiti, sostenendo che quello praticato da Bros fosse un deturpamento e un imbrattamento di edifici pubblici e privati. A carico di Bros resta invece solo il costo della remissione della querela da parte della proprietaria dell'immobile privato, che ammonta a circa 75 euro. Polemico Riccardo De Corato, vicesindaco di Milano: "La legge non prevede distinzioni tra graffitari di serie A e di serie B. Per Bros, come per gli altri autorevoli o sedicenti esponenti della street art, non si capisce perché si dovrebbero fare delle eccezioni". Soddisfatto invece, Bros: "Per me non cambia niente. Continuerò a portare in giro la mia arte". (Agenzia radicale)
Olimpiadi/ Sudafrica presenterà candidatura per i Giochi del 2020 Il comitato olimpico sudafricano ha deciso di presentare una candidatura per i Giochi estivi del 2020, edizione per la quale il Coni ha invece candidato la città di Roma. Sul Sudafrica si sono appena spenti i riflettori dei Mondiali di calcio, chiusi domenica con la vittoria della Spagna per 1-0 ai supplementari contro l'Olanda in finale. Il comitato olimpico sudafricano ha emesso un comunicato ufficiale per annunciare la "formale supervisione sulla candidatura per il Giochi del 2020" e invitato le città potenziali candidate ad "esprimere la propria volontà di prendere parte al processo" che porterà alla scelta. "La nostra intenzione è quella di proporci con una città di altissimo profilo in grado di portare per la prima volta le Olimpiadi in Africa", ha detto Tubby Reddy, amministratore delegato del comitato olimpico sudafricano. (Apcom)
L'Argentina si vendica di Paul, polpo vivo frullato in tv. Scoppia la polemica Che l'Argentina non avesse preso bene l'eliminazione dal Mondiale era noto, ma nessuno avrebbe potuto immaginare che a farne le spese sarebbe stato un povero polpo. Un conduttore di una tv argentina per vendicarsi del celeberrimo Paul, reo di aver pronosticato la sconfitta della squadra di Maradona con la Germania, ha infatti frullato un cefalopode vivo durante una trasmissione locale. Roberto Pettinato, questo il nome del presentatore del programma 'Un mondo perfetto', ha prima dato del nazista al polpo, poi lo ha fatto a pezzi e infine lo ha messo nel frullatore. ''Il tuo momento è arrivato, piccolo polpo nazista'', ha detto. Infine, dopo aver liquefatto il polpo, Pettinato ha versato il tutto in una coppa offrendola al pubblico in studio, che è rimasto inorridito. La macabra esecuzione ha suscitato l'orrore degli spettatori argentini facendo scoppiare una polemica nel Paese. L'infallibile Paul è diventato il beniamino dei Mondiali in Sudafrica con migliaia di fan in tutto il mondo, ma, a causa dei suoi pronostici, si è fatto anche molti nemici. Dopo la sconfitta della Germania nelle semifinali, alcuni tifosi tedeschi arrabbiati per la sua previsione hanno chiesto che venisse gettato in pasto agli squali. In compenso il polpo ha conquistato tutta la Spagna, malgrado il Paese vada pazzo per i calamari. (Adnkronos)
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