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L'intervista

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Marco Mengoni

Mondo Web 14 luglio 2010

Indonesia, stop del governo ai siti per adulti. Alcuni sindaci non rispetteranno la legge

 

Lo scopo? Tutelare la popolazione

Giro di vite della contro i siti per adulti in Indonesia. Entro pochi mesi tutti i cyber utenti indonesiani, infatti, non potranno più avere accesso ai siti internet che contengono materiale pornografico. La notizia è stata diffusa dal ministro dell'Informazione e delle Telecomunicazioni, Titaful Sembiring.
Il ministro ha fatto saper che la decisione sarebbe stata presa per "tutelare dai pericoli dalla pornografia i cittadini indonesiani".
"La richiesta per la chiusura dei siti è stata avanzata dal governo e la sottoscrizione da partte della commissione per i diritti dell'Infanzia e dell'organizzazione islamica Muhammadiyah ha solo accelerato il progetto" ha concluso il ministro. Alcuni sindaci di paesi delle provincie di Bali e Sulawesi hanno già fatto sapere che non rispetteranno la legge e le decisioni del ministro e lasceranno fruibili i siti per adulti.
L'Indonesia è il più popoloso paese musulmano al mondo.

(Peacereporter)

 

 

Usa, sconosciuto rivendica l'84% di Facebook e chiede 6 miliardi di dollari

 

Se la giustizia gli darà ragione potrebbe depositare sul suo conto in banca 6 miliardi di dollari. Sostenendo di essere stato in affari con il fondatore di 'Facebook' Mark Zuckerberg, Paul Ceglia, residente nello stato di New York, ha rivendicato la proprietà di gran parte, l'84%, del sito web sulla base di un contratto firmato nell'aprile del 2003. La causa civile è stata depositata il 30 giugno in un tribunale locale, e quindi è stata trasferita alla giustizia federale, dietro richiesta della società coinvolta.

"Riteniamo che queste azioni giudiziarie siano totalmente prive di fondamento e ci opporremo con tutte le nostre forze", ha dichiarato un portavoce di Facebook.

(Adnkronos)

 

Pc e chiavetta, 6 dipendenti Asl di Torino sperimentano il telelavoro

 

Un pc, una chiavetta usb per il collegamento a internet e un cellulare: cosi' l'Asl Torino 2 ha deciso di sperimentare il telelavoro, offrendo a sei dipendenti la possibilita' di lavorare da casa una volta alla settimana. I telelavoratori, tutti appartenenti a ruoli amministrativi, completeranno l'orario svolgendo a casa una serie di attivita' concordate con i responsabili dell'ufficio da cui dipendono. Scopo dell'iniziativa: introdurre nell'azienda formule organizzative di lavoro tali da permettere di conciliare attivita' professionale e famiglia, a vantaggio della qualita' della vita dei dipendenti e della produttivita' sul lavoro grazie al superamento di alcune criticita' collegate alle esigenze private e familiari dei dipendenti. Realizzato dal comitato pari opportunita' aziendale con un finanziamento del dipartimento politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, il progetto coinvolge cinque donne e un uomo, tutti residenti fuori Torino, con figli al di sotto dei 12 anni o con carichi di cura familiari gravosi.

(Adnkronos)