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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

International 14 luglio 2010

Iraq, le forze armate Usa consegnano Tarek Aziz alle autorità irachene

 

Nell'agosto scorso l'ex premier è stato condannato a sette anni di reclusione

L'ex premier iracheno Tarek Aziz non è più nelle mani degli Stati Uniti d'America. Le forze militari Usa lo hanno liberato e consegnato alle autorità irachene. La notizia è stata confermata dall'avvocato di Aziz, Badia Aref.
Secondo Aref, "la vita di Aziz è in grave pericolo. Lui teme che le autorità irachene lo possano uccidere o possano vietargli di ricevere assistenza medica".
Aziz nello scorso mese di gennaio era stato colpito da una grave crisi cardiaca. L'avvocato non si ferma e fa sapere che "Per la sicurezza di Aziz riteniamo responsabili gli Usa".
Tarek Aziz si era consegnato alle forze Usa nel 2003 dopo la deposizione di Saddam Hussein. Nell'agosto scorso un tribunale iracheno ha condannato Aziz a sette anni di reclusione.

(Peacereporter)

 

 

Usa, incriminati sei poliziotti accusati di aver ucciso civili dopo il passaggio di Katrina

 

I sei rischino l'ergastolo o addirittura la pena di morte

Sei poliziotti del distretto di New Orleans sono stati ufficialmente incriminati inseguito alle vicende legate al passaggio dell'uragano Katrina nel 2005.
I sei agenti sono accusati dell'uccisione e del ferimento di alcuni civili. I fatti sono avvenuti alcuni giorni dopo il passaggio dell'uragano sulla città, il 4 dicembre 2005. Secondo le informazioni pubblicati dai media Usa sembra che quattro poliziotti abbiano aperto il fuoco contro sei cittadini disarmati che si trovavano su uno dei ponti della città. Due di loro hanno perso la vita e gli altri sono rimasti feriti.
Altri due agenti sono stati accusati di voler aiutare i colleghi nell'insabbiare prove e ostacolare le indagini degli inquirenti. Le accuse per gli agenti sono molto gravi. Per loro il rischio è molto elevato e se le accuse dovessero essere confermate rischierebbero l'ergastolo o anche la pena di morte.

(Peacereporter)

 

 

Nigeria, violenze fra musulmani e cristiani: almeno 8 morti

 

Le violenze proseguono da ore e il bilancio delle vittime è destinato a salire

Otto persone sono morte questa mattina in seguito agli scontri avvenuti fra cristiani e musulmani nella regione più orientale del Paese. Le violenze sono proseguite per ore. Sei moschee e una chiesa sono state date alle fiamme.
Nel gennaio scorso nella regione di Jos, le violenze fra i seguaci delle due diverse religioni avevano causato l'arresto di decine di persone.

(Peacereporter)

 

 

Francia, l'Assemblea Nazionale dice no al velo integrale islamico

 

Approvato oggi in Francia in prima lettura il progetto di legge sul divieto di indossare burqa e niqab nei luoghi pubblici. Il testo, forte del supporto dall'Assemblea Nazionale francese - 335 sì contro un solo no -  è stato presentato dal ministro della Giustizia Michele Alliot-Marie ed è ora in attesa dell'approvazione del Senato, quasi scontata e prevista per settembre prossimo.

In particolare il provvedimento, sull'esempio di quello belga, vieta alle donne di indossare il velo integrale islamico nei luoghi pubblici prevedendo multe salate (150 euro) per quante contravverranno al divieto, mentre per chiunque obbligherà le donne ad indossare il velo le sanzioni ammonteranno a 30 mila euro e ad un anno di carcere. Raddoppiate le pene se chi è costretta è una minorenne.

Spiegano i sostenitori del divieto che il velo integrale è in contrasto con i valori della Repubblica Francese, incompatibile con la parità dei sessi nonché una minaccia alla pubblica sicurezza. Ma l'insofferenza francese nei riguardi del burqa era già emersa nei mesi scorsi quando le norma era stata presentata in Consiglio dei Ministri e quando il presidente Sarkozy lo aveva definito: "una minaccia per tutte le donne".

Non si è fatta attendere la protesta dei giuristi e delle comunità musulmane e, nonostante il numero di donne che indossano il velo integrale sia relativamente basso in Francia (intorno alle 2 mila unità), il progetto di legge è stato avversato dai 5 milioni di islamici che si trovano in suolo francese.

Decisa la condanna di Amnesty International che dice no al disegno legge in quanto "violerebbe il diritto alla libertà di espressione e di culto, dal momento che burqa e niqab sarebbero intimamente connessi al credo religioso di chi li indossa, espressione della loro identità e dei loro valori", ha affermato John Dalhuisen esperto di discriminazione in Europa.

"In generale - spiega ancora l'esperto - la libertà di espressione e di religione implica la libera scelta di cosa indossare. Questi diritti non possono essere limitati solo perché qualcuno - anche se in maggioranza - ritiene un modo di vestire offensivo".

"Autorizzare le donne a compiere le proprie scelte e non limitare il range di scelte a disposizione" a questo dovrebbero mirare gli sforzi dei governi, in modo da combattere con efficacia la discriminazione di cui le donne musulmane sono vittime sia all'interno della loro comunità che al di fuori di essa.

(Agenzia Radicale)

 

 

Usa/ Capitol Hill a rischio, non rispetta norme sicurezza edifici

 

Capitol Hill, il Campidoglio di Washington, non è un posto così sicuro come si potrebbe pensare. Lo dice un rapporto dell'Office of Compliance, l'agenzia federale resposabile dell'applicazione delle leggi sulla sicurezza dei posti di lavoro al Congresso americano, secondo cui negli edifici del parlamento sono state riscontrate più di 6.300 infrazioni. C'è di peggio: un quarto di queste potrebbero trasformarsi in trappole fatali in caso di incendio o di attacco terroristico. Secondo gli esperti sulle normative di sicurezza, se il Congresso fosse un edificio privato riceverebbe salatissime multe dagli ispettori del lavoro, ma il Governo si è messo al riparo, evitando che i propri edifici ricadano sotto la legge federale che regola gli ambienti di lavoro. Di conseguenza, molte delle disposizioni pubbliche in materia non sono state applicate. I costi della messa a norma degli edifici sarebbero ingenti. Per esempio, costerebbe 18 milioni di dollari solo sistemare le grandi scalinate del Jefferson Building (il più antico dei tre edifici che ospitano la Biblioteca del Congresso) che con un incendio potrebbero trasformarsi in un mortale imbuto di fu

(Apcom)

 

Polonia/Kaczynski accusa Tusk, Putin di morte gemello presidente

 

Accuse pesanti. Scagliate come pietre. Se la prende con il governo di Donald Tusk, Jaroslaw Kaczynski, il fratello gemello di Lech, l'ex presidente polacco morto in un incidente aereo vicino a Smolensk in Russia lo scorso aprile. Un esecutivo - a suo dire - reo con le sue politiche "criminali" e "omicide" di aver "causato" la tragedia aerea che ha visto la fine non soltanto del capo di stato e della first lady, ma anche dell'intera elite politica, militare e religiosa del Paese. Jaroslaw, leader del maggiore partito di opposizione del Paese, uscito sconfitto dalle recenti elezioni presidenziali, ritrova il suo stile violento e provocatorio, chiedendo al governo di assumersi la responsabilità per la morte del presidente. In un'intervista afferma inoltre che il suo viaggio a Smolensk, per raccogliere le spoglie del fratello, venne ritardata in modo che sul luogo dell'incidente arrivasse prima Tusk, che venne proprio là accolto e abbracciato dal collega Vladimir Putin. Per questo ora il gemello non intende accettare le condoglianze dal primo ministro polacco e della Russia. La notizia rimbalza anche sui media russi: il caso infatti, pur essendo politica estera, non può sfuggire, perchè chiama indirettamente in causa anche le autorità russe e lancia strane ombre su una vicenda da cui Mosca, sino ad ora era uscita molto bene. E dire che durante la campagna elettorale Jaroslaw Kaczynski aveva dichiarato che era tempo di porre fine alla "guerra" e si era persino rivolto agli "amici russi" in un videomessaggio per YouTube del 9 maggio. Ma ora il presidente del PiS e la sua retorica tornano ad essere quelle di sempre: "ruolo ambiguo" e "comportamento vergognoso" di Donald Tusk e di Putin "nei confronti di mio fratello".

(Apcom)

 

Filippine/ Tifone su Manila e isola Luzon:20 morti, 60 dispersi

 

Venti persone hanno perso la vita e altre 60 sono considerate disperse a Manila e sull'isola di Luzon, nel nord dell'arcipelago filippino, dopo il passaggio del tifone Conson. La gran parte delle vittime è morta sotto il peso di alberi caduti o annegata a seguito delle inondazioni. Il Centro nazionale per le catastrofi teme il peggio fra i pescatori: 57 sono dispersi, sei dei quali nella baia di Manila, in seguito all'affondamento delle loro imbarcazioni. Il tifone Conson, il primo della stagione, è accompagnato da raffiche fino a 120 chilometri orari; ha colpito ieri l'isola di Quezon per poi perdere di potenza e raggiungere la regione di Manila, accompagnato da piogge molto abbondanti.

(Apcom)

 

Francia: Legione d'onore a amici Sarkozy

Decorati anche Isabelle Adjani, Emir Kusturica e Jean Nouvel

 

Tra i decorati con la Legione d'onore della repubblica francese ci sono anche due imprenditori amici del presidente Nicolas Sarkozy. Sono Martin Bouygues, patron del gruppo omonimo e proprietario del canale tv Tf1, e Francois Perol, ex consigliere dell'Eliseo diventato ad del gruppo bancario Banque populaire-Caisse d'epargne. Decorazioni anche alle attrici Isabelle Adjani e Charlotte Rampling, alla cantante Mireille Mathieu, al regista Emir Kusturica e all'architetto Jean Nouvel.

(Ansa)

 

Playboy: Penthouse presentera' offerta

Hugh Hefner vuole riavere il controllo del 100% della societa'

 

Friendfinder Networks, la societa' a cui fa capo Penthouse, avanzera' domani la propria offerta per Playboy. La societa' nei giorni scorsi aveva reso noto di essere intenzionata a presentare un'offerta dopo che il fondatore di Playboy, Hugh Hefner, ha annunciato di voler acquistare le azioni non ancora in suo possesso della rivista. Hefner, per riavere il controllo del 100% della societa', ha messo sul piatto 5,50 dlr per acquistare ogni azione che non controlla.

(Ansa)