| Attualità 16 luglio 2010 |
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Afghanistan: 3 militari italiani feriti, uno è grave Tre militari italiani sono stati feriti in uno scontro a fuoco in Afghanistan, nella regione a sud di Bala Morghab. Il più grave dei tre, un ufficiale, "non versa in imminente pericolo di vita anche se la prognosi rimane riservata", ha spiegato il ministro della Difesa Ignazio La Russa in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri. Il militare è stato ferito "al torace, in particolare ai polmoni. Ora è ricoverato a Herat", ha aggiunto La Russa. Un altro militare ha riportato una lesione all'inguine e le sue condizioni sono considerate serie, mentre quelle del terzo non destano preoccupazioni. Lo scontro a fuoco tra militari italiani e ribelli, in cui è rimasto lievemente danneggiato un elicottero, ha avuto luogo intorno alle 11 (le 8.30 in Italia) a sud di Bala Morghab. "La dinamica degli eventi è al momento in via di chiarimento", si legge in una nota del comando di Herat. Sempre questa mattina, un attentatore suicida si è fatto esplodere a bordo di una vettura nei pressi dell'ingresso della base italiana a Herat, ferendo tre agenti di polizia afghani ma nessun italiano. "L'Afghanistan deve avviarsi a una fase nella quale il governo Karzai riprenda pienamente nelle sue mani la sicurezza, lo sviluppo e la difesa del Paese. Noi lo stiamo aiutando con il coraggioso impegno dei nostri uomini, ... ma sin dalla conferenza di Kabul che avremo questa settimana cominceremo a tracciare una rotta, regione per regione, provincia per provincia, affinché gli afghani si riprendano il loro", ha commentato il ministro degli Esteri Franco Frattini. "Non si può pensare che la presenza internazionale sia a tempo indeterminato, siamo pronti a consegnare le chiavi del Paese al governo", ha aggiunto Frattini, parlando coi cronisti a Venezia. I militari italiani attualmente impegnati in Afghanistan nell'ambito della missione Isaf della Nato sono circa 3.300, per lo più nella Regione Ovest (Reuters)
Inchiesta eolico, tra una settimana gli interrogatori in procura a Roma ette giorni per esaminare e mettere a fuoco le loro posizioni cosi' come illustrate dagli investigatori del Ros. E poi tra una settimana saranno chiamati davanti al procuratore aggiunto capitolino Giancarlo Capaldo e ai suoi collaboratori il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il magistrato di Cassazione Antonio Martone, il capo dell'ufficio ispettivo del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller, l'attuale presidente della Corte d'Appello di Milano Alfonso Marra e l'ex primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone. Non e' escluso che qualcuno di loro possa aver bisogno dell'assistenza di un difensore. E' quanto si e' appreso negli ambienti del palazzo di giustizia dove si sottolinea comunque che prima di passare agli interrogatori il procuratore Capaldo dovra' valutare le posizioni alla luce dell'ordinanza che ha portato in carcere la settimana scorsa Flavio Carboni, Pasquale Lombardo e Arcangelo Martino. Tra quanti dovranno presentarsi alcuni parteciparono alla riunione svoltasi la sera del 23 settembre dello scorso anno nell'abitazione di Denis Verdini, coordinatore del Pdl, che si trova a palazzo Pecci Blunt in piazza dell'Ara Coeli. Alla riunione presero parte Flavio Carboni, Martino, Lombardi e il senatore Marcello Dell'Utri che e' indagato, l'onorevole Giacomo Caliendo, Martone e Miller. Intanto, da Napoli, l'ex assessore regionale Ernesto Sica, coinvolto nell'indagine sulla Loggia P3, spiega le ragioni del rinvio della conferenza stampa prevista per domani: ''Credo sia opportuno - spiega - incontrare prima le autorita' giudiziarie competenti per chiarire nei dettagli la mia posizione e successivamente esporre le mie considerazioni nel corso di una conferenza stampa''. Sica, indagato con Verdini e Cosentino, si dice, comunque, ''sereno e sicuro di poter chiarire tutto.'' (Adnkronos) Golfo Messico, BP ferma fuoriuscita di petrolio Il petrolio non si sta riversando più nel Golfo del Messico, almeno temporaneamente, grazie alla nuova cupola di contenimento installata tre giorni fa sul pozzo della BP danneggiato da aprile, causa della peggiore fuoriuscita di greggio nella storia americana. Lo dice BP, aggiungendo di aspettare comunque i risultati dei test di tenuta della nuova struttura. Questo è un momento importante perché il gigante petrolifero britannico vuole fermare definitivamente la fuoriuscita con un pozzo di supporto che dovrebbe intersecare il pozzo rotto, che si estende per 4 chilometri sotto il fondale marino, per poi tapparlo con fango e cemento il mese prossimo. Le azione della BP hanno chiuso in rialzo del 7,6% ieri a New York dopo l'annuncio della società di aver fermato il flusso di petrolio, con i trader che aspettano di vedere se il rialzo proseguirà anche oggi nelle contrattazioni londinesi. (Reuters)
Sanità, rifiutato il sangue di donatori omosessuali "E' ora che le cose cambino". Commenta così Paola Concia, deputata PD, la notizia dell'ennesimo nosocomio, il milanese "Gaetano Pini", che ha deciso di chiudere le porte a donatori di sangue dichiaratamente omosessuali. Un altro passo indietro nel percorso di affermazione dei diritti della comunità gay, che suona quantomeno beffardo all'indomani del riconoscimento ufficiale delle nozze tra persone dello stesso sesso promosso dalla cattolicissima Argentina. La vicenda è stata raccontata dal diretto interessato, Gabriele, da ben otto anni donatore regolare di sangue, tanto da entrare in una lista di soggetti che avrebbero dovuto ricevere un riconoscimento, spettante di diritto dopo aver superato i venti prelievi. "Arrabbiato, amareggiato, deluso e triste" si legge nel suo blog, la pagina virtuale dove il protagonista di quest'amara vicenda ha deciso di riversare il suo sfogo. "Stamattina sono andato a donare il sangue, come da otto anni a questa parte, come oltre venti donazioni già fatte - racconta Gabriele - Le infermiere, gentili e simpatiche come sempre, mi danno da compilare il solito foglio con domande su eventuali contatti con sangue infetto, sulle abitudini sessuali, su viaggi all'estero, nell'attesa della visita con la dottoressa responsabile". Sarà proprio quest'ultima ad informare il giovane sulle nuove direttive emanate dal policlinico di Milano, nell'ambito di competenza del quale rientra il nosocomio "Gaetano Pini": nessuna donazione di sangue da parte di persone omosessuali. "Non potevo credere alle mie orecchie - commenta il giovane - fino a ieri il mio sangue andava benissimo, anzi mi chiamavano pure a casa se magari facevo passare troppo tempo tra una donazione e l'altra, è andato bene per oltre venti volte e oggi non va più bene? Vi ho dato nove litri in otto anni e adesso non posso? E perché poi? Solo perché sono gay?". A confermare tale protocollo operativo la stessa responsabile del servizio, Elena Biffi, che afferma: "Dopo l'integrazione del nostro Servizio Trasfusionale con il Centro Trasfusionale della Fondazione Policlinico, avvenuta lo scorso aprile, abbiamo adottato i medesimi criteri di selezione dei donatori, che attualmente non ammettono alla donazione persone di sesso maschile che abbiano avuto rapporti sessuali con persone di sesso maschile". Dalla rabbia di Gabriele allo stupore della deputata PD Paolo Concia, che parla di "violazione del principio di non discriminazione sancito dalla Costituzione. Sulla base dei dati scientifici ufficiali, siamo in grado di dire che non c'è alcun fondamento a questa direttiva dell'ospedale". E promette battaglia, annunciando un'interrogazione parlamentare al ministro della Salute, cofirmata da Livia Turco che, dal 2006 al 2008, occupò il dicastero della Sanità. Allegata alla suddetta, una stima dell'Istituto Superiore di Sanità relativa al 2008, secondo cui, nel 44,4% dei casi, la trasmissione del virus è avvenuta con un rapporto eterosessuale; nel 23,7% dei casi, invece, c'è stato un rapporto omosessuale o bisessuale. Dati in linea con quanto rilevato dall'OMS a livello mondiale. "In Italia - conclude polemicamente la deputata PD - ci sono 9 milioni di italiani che vanno a prostitute. Loro posso donare il sangue e i gay no? Siamo cittadini come gli altri e devono piantarla di trattarci come persone di serie B. E' ora di farla finit (Agenzia radicale)
Eventi & Dintorni: Addio unico liceo serale nel sud?/Antisa Khvichava ha 130 anni/Fratelli d'Italia Per l'anno scolastico 2010-2011 l'Ufficio Scolastico Regionale della Campania non ha autorizzato la formazione di nessuna classe del corso serale (attivo da più di venti anni) dell'Istituto Margherita di Savoia di Napoli, negando di fatto agli studenti di quarta e quinta di terminare il percorso formativo. Si è costituito pertanto il comitato "Difesa del Diritto allo Studio degli studenti lavoratori dell'Istituto Margherita di Savoia di Napoli", che terrà lunedì 19 luglio 2010 alle ore 11,30 una conferenza stampa in sede (alla sala Teatro in salita Pontecorvo 72) sulle iniziative volte al ripristino di una didattica a favore di una platea di soggetti adulti (dai venti ai cinquanta anni, disoccupati/e, donne e uomini in cerca di prima occupazione o che vogliono migliorare le loro competenze ed aspirare ad incarichi lavorativi superiori, immigrati di prima e seconda generazione ed anche persone diversamente abili). Tra le azioni in programma c'è un atto di diffida stragiudiziale al Dirigente Scolastico Regionale Campano "a che -a tutela di un diritto garantito- provveda nei termini previsti (entro l'inizio dell'anno scolastico 2010-2011) a porre in essere gli atti amministrativi utili e necessari per la creazione e la formazione delle classi del corso serale dell'Istituto magistrale Margherita di Savoia di Napoli (classi 1a -2a -3a -4a -5a)", riservandosi inoltre in caso di inadempienza di inoltrare un esposto alla Procura della Repubblica per segnalare "se la stabilita interruzione non costituisca estremo di reato di interruzione di pubblico servizio e leda i diritti allo studio previsti dalle leggi vigenti e dalla Costituzione, essendo l'unico liceo delle scienze sociali nel sud". Giovedì 8 luglio 2010 Antisa Khvichava ha compiuto 130 anni, essendo nata l'8 luglio 1880 nel villaggio di Sachino (dove tuttora vive), a 370 chilometri da Tbilisi capitale della Georgia. Le autorità georgiane hanno inviato ai responsabili del Guinnes dei primati il suo certificato di nascita e se la candidatura verrà accolta, Antisa Khvichava toglierebbe il titolo di "donna vivente più vecchia del mondo" -certificato il 2 maggio 2010- a Eugénie Blanchard (di Saint Barthélemy, Francia), che -nata il 16 febbraio 1896- ha oggi 114 anni. Anche in Italia cresce l'indice di vecchiaia, secondo il primo rapporto osserva-salute aree metropolitane 2010, realizzato dall'osservatorio nazionale per la salute delle regioni italiane. Con il 14,36 per cento di donne ed il 13,19 per cento di uomini nella fascia di età tra i 65 ed i 74 anni, Trieste è la città con più anziani; Napoli invece è la città con la popolazione più giovane, avendo solamente l'8,26 per cento di donne ed il 7,27 per cento di uomini nella fascia di età tra i 65 ed i 74 anni di età. Appuntamento in libreria con il volume Fratelli d'Italia: il difficile percorso dell'Unità Nord e Sud attraverso un viaggio nel cuore della stampa italiana dal 1945 al 1947 (Matilde Iaccarino, Antonio Pisano Editore): "Il libro è la ricostruzione storica attraverso i giornali dell'epoca, di come i meridionali, dalla gente comune agli intellettuali, percepissero gli italiani del Nord e di come questi ultimi vedessero "quelli" del Sud. Il lavoro è frutto di una lunga ricerca tra Napoli, Roma e Milano ed esamina una fetta di storia italiana che è soprattutto la ricostruzione di un modo di sentire, di vedere e di vedersi italiani, in un periodo particolare in cui si posero le basi per la Repubblica. Afferma l'autrice: "Sono gli anni in cui l'Italia si doveva fare e anche gli italiani, che si conoscevano davvero poco, le due Italie erano profondamente lontane. Dai giornali emergono, però, le responsabilità dei governi che spesso, in quegli anni, presi dall'emergenza, non seppero cogliere i segnali di una separazione tra Nord e Sud, che non avrebbe tardato a dare i suoi frutti politici più pericolosi". (Agenzia radicale)
Piemonte: sì al riconteggio dei voti per Cota Una camera di consiglio durata sei ore ed una decisione che mette in bilico la poltrona del Presidente della regione Piemonte Roberto Cota. Il Tar di Torino ha infatti dichiarato ammissibili i ricorsi presentati dalle opposizioni nei confronti di due liste che, concorrendo alle elezioni regionali, avevano contribuito alla sua vittoria. Un lavoro da certosino dunque quello che adesso aspetta l'Ufficio elettorale, chiamato a riesaminare ben 14.980 voti di cui 12.154 della lista "Al centro con Scanderebech" (dal nome di Deodato Scanderebech, consigliere Udc fuoriuscito dal partito pochi giorni prima delle elezioni e presentatosi poi con una sua lista per Cota mentre i suoi ex colleghi sostenevano la Bresso) ed i restanti facenti invece capo alla lista "Consumatori". Si dovrà nello specifico cercare di capire se l'elettore, esprimendo il proprio voto a favore di una delle due liste voleva indirettamente anche votare il candidato Presidente a queste collegato. Ma con riferimento alla lista di Scanderebech da chiarire c'è anche un'altra questione, molto più sottile e delicata: poteva o no l'ex consigliere regionale Udc (fuoriuscito perché cacciato dall'Udc) rilasciare a sé stesso una dichiarazione con la quale si autorizzava a raccogliere le firme per una lista di orientamento diverso da quello del suo "fu" partito? Questioni di lana caprina? Potrebbe sembrare, ma si capisce bene che la posta in gioco è alta. Cota rischia di veder polverizzati dei voti preziosi per il suo mandato con il pericolo di dover cedere la poltrona alla rivale (si ricorderà infatti come in Piemonte la competizione elettorale fu un vero e proprio testa a testa tra i due candidati ed una manciata di voti qui può valere molto più che altrove). E mentre da un lato si dice tranquillo e fiducioso che nonostante il conteggio manterrà la sua posizione, aspetta anche, forse con un po' di ansia in più, un'altra importante decisione relativa ad un'altra lista sempre a lui collegata, ovvero quella dei "Pensionati". E qui probabilmente sta il vero ago della bilancia perché questa lista da sola ha raccolto circa 27.000 voti. I suoi ideatori, Carlo e Michele Giovine, sono infatti accusati di aver presentato una lista che non solo non era corredata dalle dovute firme, ma che addirittura oggi si può definire inesistente. Inesistente perché le firme comparse in calce sono state dichiarate false da un perizia calligrafica della Procura e per giunta invalide in quanto raccolte al di fuori dei due comuni nei quali i Giovine sono consiglieri comunali. Insomma, una bella trovata per la famiglia alleata di Cota (i due sono infatti padre e figlio) che non farà dormire sonni tranquilli al Presidente piemontese almeno fino al 7 ottobre, data prescelta dai giudici per la nuova udienza. (Agenzia Radicale)
Turismo, Brambilla: In vacanza 30 mln di italiani, 15,9% in più rispetto al 2009 Un'apertura ''positiva'' per la stagione estiva 2010. Sono infatti 30 mln gli italiani che tra luglio e settembre hanno pianificato almeno una vacanza contro i 25,9 mln del 2009 (+15,9%). In particolare, nel solo mese di luglio si concentreranno il 35,3% delle vacanze programmate, ad agosto il 44% e a settembre il 20,6%. E' questo il bilancio sul comportamento turistico degli italiani per la stagione estiva 2010 illustrato quest'oggi a Palazzo Chigi dal ministro del Turismo Michela Brambilla e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. ''Tra luglio e settembre - spiega il ministro - andranno in vacanza 30 mln di italiani, oltre il 15% in più rispetto ai 25,9 mln del 2009. Naturalmente il 15% in più non si traduce nel 15% in più di fatturato perché i prezzi si sono ridotti e si è ridotto anche il tempo medio di vacanza''. ''Il prodotto balneare - prosegue - rimane al primo posto tra le preferenze degli italiani, seguito dalle città d'arte e dal prodotto turistico della montagna al terzo posto''. Un risultato ''soddisfacente'' è stato raggiunto in merito alla destagionalizzazione dei flussi turistici. ''Abbiamo cominciato a centrare l'obiettivo della destagionalizzazione. Il picco di agosto - spiega Brambilla - quest'anno comincia a subire variazioni significative e anche a settembre molti italiani andranno in vacanza''. Il ministro Brambilla ha inoltre presentato l'intera campagna di spot istituzionali con la voce del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che andrà in onda sulle reti televisive nazionali per promuovere l'Italia tra gli italiani. ''Abbiamo già mostrato la prima versione di 30 secondi dello spot che vede Berlusconi in qualità di speaker, oggi, per dare spazio al Paese nel suo complesso, vengono mostrate le diverse versioni con le diverse località turistiche protagoniste''. Il filmato, precisa, ''è quello che è costato meno in assoluto perché naturalmente il presidente non ha voluto nessun compenso e le immagini ci sono state donate dalle Regioni, ottenendo così il massimo risultato con il minimo sforzo''. Nella lista d'eccellenza delle località e delle bellezze ''protagoniste'' rientrano, tra le altre, Valle d'Aosta, Isola Bella, Ostuni, Trentino, Sardegna, Valle dei Templi di Agrigento, il Pantheon di Roma, il Santuario di Loreto. (Studio cataldi)
Cassazione: sesso estremo con la moglie? E' stupro anche se lei inizialmente lo accetta Chiedere rapporti 'particolari' alla propria consorte mette a rischio di una condanna penale per stupro. L'avvertimento arriva dalla Corte di Cassazione secondo cui si tratta di violenza sessuale anche se lei, inizialmente, ha accettato quel tipo di rapporti. E' quanto emerge da una sentenza (n.27587/2010) con cui la Suprema Corte ha confermato una condanna per violenza sessuale inflitta ad un 48enne che costringeva la sua compagna ad avere rapporti anali. Nella ricostruzione del fatto la Corte evidenzia che lei, inizialmente, aveva accettato di avere rapporti 'non convenzionali' con il partner ma poi, aveva iniziato a negarli. Il marito a quel punto l'aveva costretta a subirli ancora ricorrendo anche a minacce. Anche la Corte di Appello di Salerno aveva emesso una sentenza di condanna che ora Piazza Cavour ha confermato. In Cassazione l'uomo si è difeso deducendo che quei rapporti erano stati sempre accettati da lei anche prima del matrimonio. Respingendo il ricorso la Suprema Corte ha fatto notare il semplice fatto ch lei abbia inizialmente detto si non vale a giustificare la condotta prevaricatrice quando è sopraggiunto il dissenso della moglie. Tale dissenzo è "implicitamente da lui confermato quando ha dichiarato che la stessa aveva abbandonato il letto coniugale andando a dormire in un'altra stanza sul divano o a terra, avvolgendosi in una coperta". Tanto basta, secondo Piazza Cavour, per ritenere che sussistano "specifici e concreti elementi comprovanti la sua responsabilita'". (Studio Cataldi)
Rifiuti/ Scorie pericolose 'declassate', 11 misure cautelari Undici misure cautelari, di cinque con la custodia in carcere, quattro ai domiciliari e due obblighi di dimora nel comune di residenza sono stati eseguiti dai carabinieri del Noe di Ancona su mandato della Procura della Repubblica di Napoli. L'accusa nei confronti degli indagati è associazione per delinquere, traffico illecito di rifiuti, truffa aggravata, corruzione e accesso abusivo a sistemi informatici. E' stato eseguito, inoltre, un sequestro preventivo del complesso aziendale della Ecoservice di Corridonia (Macerata) e di una somma di denaro pari a oltre 89mila euro con evasione della cosiddetta 'ecotassa'. Le indagini hanno consentito di accertare che gli indagati effettuavano, a vario titolo, attività di gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi, in particolare rifiuti provenienti da bonifiche di siti altamente inquinati, che, attraverso operazioni fittizie effettuate all'interno dell'impianto dell'Ecoservice venivano 'declassificati' da pericolosi a non pericolosi e poi smaltiti in siti non autorizzati allo smaltimento finale dei rifiuti. L'indagine - si legge in una nota - è partita dalla verifica di una bonifica di un sito di Casoria, in provincia di Napoli. Si è poi seguito il percorso dei rifiuti prodotti e si è accertato che questi erano stati conferiti presso l'impianto di Corridonia. Undici misure cautelari, di cinque con la custodia in carcere, quattro ai domiciliari e due obblighi di dimora nel comune di residenza sono stati eseguiti dai carabinieri del Noe di Ancona su mandato della Procura della Repubblica di Napoli. L'accusa nei confronti degli indagati è associazione per delinquere, traffico illecito di rifiuti, truffa aggravata, corruzione e accesso abusivo a sistemi informatici. E' stato eseguito, inoltre, un sequestro preventivo del complesso aziendale della Ecoservice di Corridonia (Macerata) e di una somma di denaro pari a oltre 89mila euro con evasione della cosiddetta 'ecotassa'. Le indagini hanno consentito di accertare che gli indagati effettuavano, a vario titolo, attività di gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi, in particolare rifiuti provenienti da bonifiche di siti altamente inquinati, che, attraverso operazioni fittizie effettuate all'interno dell'impianto dell'Ecoservice venivano 'declassificati' da pericolosi a non pericolosi e poi smaltiti in siti non autorizzati allo smaltimento finale dei rifiuti. L'indagine - si legge in una nota - è partita dalla verifica di una bonifica di un sito di Casoria, in provincia di Napoli. Si è poi seguito il percorso dei rifiuti prodotti e si è accertato che questi erano stati conferiti presso l'impianto di Corridonia. (Apcom)
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