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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

International 19 luglio 2010

Tensioni Iran-Pakistan su gruppo estremista sunnita

Il primo vice presidente iraniano, Mohammad Reza Rahimi, ha avvertito il Pakistan che se non consegnerà all'Iran i "terroristi" sunniti di Jundullah (Soldati di Dio), le forze iraniane effettueranno incursioni sul suo territorio per arrestarli. Lo ha riferito la televisione di Stato di Teheran.
"Abbiamo notificato alle autorità pachistane - ha detto Rahimi - la richiesta di consegnarci i terroristi, che saranno puniti secondo le nostre leggi. Altrimenti l'Iran con le sue forze entrerà legalmente nel Paese confinante per dare la caccia ai terroristi".

Teheran afferma che Jundullah ha le sue basi proprio in Pakistan e che è appoggiato anche da Stati Uniti e Gran Bretagna.
Il gruppo estremista ha negli ultimi anni rivendicato vari attentati nel sud-est dell'Iran, tra cui quello del 15 luglio che ha provocato almeno 27 morti davanti a una moschea sciita nella città di Zahedan.
Anche il vice capo della polizia, Ahmad Reza Radan, aveva recentemente parlato di possibili incursioni in Pakistan: "Le origini dell'insicurezza vengono da oltre confine, e la pazienza dell'Iran ha un limite".

(Peacereporter)

 

Russia, il patriarca ortodosso condanna l'omosessualità

Il capo della Chiesa Ortodossa russa, il patriarca Kirill, si è detto d'accordo con papa Benedetto XVI su diverse questioni morali di stretta attualità, come la condanna dell'omosessualità.
L'ha affermato in un'intervista ai media ucraini in occasione della sua visita nel Paese ex sovietico.
Per il patriarca, le parole del pontefice suscitano "l'ottimismo" della Chiesa Ortodossa, nonostante il Santo Padre venga spesso criticato da "teologi e mass media liberali in Occidente" a causa delle sue opinioni. Su molte questioni - ha aggiunto Kirill - l'approccio della Chiesa Ortodossa russa coincide  pienamente con quello di Joseph Ratzinger, secondo cui l'omosessualità è un peccato grave in quanto esclude il dono della vita.
In passato il patriarca russo aveva espresso posizioni più morbide sull' omossesualità, definendola una scelta e rifiutandosi di discriminarla. La Russia depenalizzò l'omossessualità nel 1993, ma quel passo avanti viene oggi completamente ignorato.

(Peacereporter)

 

Grecia, sciopero della fame dei migranti detenuti nel Cie di Samos

Grecia- Un gruppo di 170 immigrati in attesa di espulsione dal centro di accoglienza dell'isola di Samos ha cominciato oggi uno sciopero della fame. La protesta dei detenuti è contro il loro probabile trasferimento verso i centri di detenzione alla frontiera con la Bulgaria e la Turchia, in vista della loro deportazione. La scorsa settimana sono stati 60 i migranti condotti al confine con la Bulgaria per essere espulsi e proprio questa notizia ha riacceso la protesta.
Sempre più immigrati tentano di raggiungere l'Europa attraverso la frontiera marittima Turchia/Grecia tra Smirne e l'isola di Samos nel Mar Egeo. Il loro aumento è esponenziale: dai 225 del 2005 ai 5.300 del 2008. Provengono soprattutto da Somalia, Eritrea, Iraq, Afghanistan e Pakistan e si dirigono da Smirne alle isole greche di Lesbos, Chios e Samos.Le misure contro l'incremento degli sbarchi si traducono nell'attuazione di politiche repressive attraverso il respingimento o la detenzione da parte della guardia costiera operante in Grecia.

(Peacereporter)

 

Afghanistan, rinforzi Usa "rinforzano" i talebani

 

L'invio di nuove truppe americane a Kandahar per conquistare la provincia agli insorti finisce per avere l'effetto contrario: rafforza i talebani. Lo denuncia l'organizzazione non governativa Afghanistan Safety Office, che ha svolto una ricerca sugli ultimi episodi di violenza nell'area.

Nel rapporto dell'ong, ripreso dal Guardian, si afferma che la strategia antiterrorismo della Nato non sta mostrando alcun segno di successo.
A dimostrarlo, il fatto che il mese di giugno scorso è stato il più sanguinoso per i soldati Nato. Gli attacchi dei talebani sono cresciuti del 51% rispetto allo stesso mese del 2009: in totale si contano 1.319 attacchi.
Contemporaneamente, i civili uccisi sono aumentati del 23%.
Non sono infine immuni dagli attacchi le organizzazioni per lo sviluppo: in base ai dati di Safety Office, sono stati più di 30 i lavoratori uccisi nei primi tre mesi del 2010.

(Peacereporter)

 

Velo/ Siria proibisce quello integrale nelle università

Le studentesse che indossano il velo integrale (burqa e niqab) saranno bandite dai campus universitari in Siria. Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione superiore di Damasco, Ghiyath Barakat. In base alle notizie di stampa circolate, ha sostenuto che la pratica è in contrasto con i valori accademici e le tradizioni degli atenei siriani. La sua decisione, pubblicata dal sito internet All4Syria, è arrivata in relazione alle richieste di studenti e genitori. La questione del velo integrale ha creato controversie in molti altri Paesi. Nel 2009, l'allora più influente religioso musulmano in Egitto, lo sceicco Mohammed Sayed Tantawi, vietò alle studentesse di indossare il velo integrale all'Università al Azhar, cuore dell'islam sunnita. Fece inoltre infuriare i musulmani di Francia dicendo che dovevano ubbidire a ogni eventuale legge approvata che proibisse il velo. I parlamentari francesi hanno votato a favore del divieto di indossare veli che coprono il volto, un'iniziativa che potrebbe rendere illegale il burqa. Ad aprile fu il Belgio il primo Paese europeo a mettere fuori legge il burqa nei luoghi pubblici. Indumenti come il burqa e il niqab sono indossati da molte donne di religione musulmane per scelta, senza che ciò sia richiesto espressamente dalla sharia (la legge islamica). Alcuni critici ritengono che le donne subiscano a volte pressione per indossare un velo.

( Apcom)

 

Cina, a rischio per il maltempo la diga più grande del mondo

Si tratta del "test più serio" da quando è entrata in funzione, nel 2006. Lo affermano senza mezzi termini i media cinesi. La diga più grande del mondo, quella delle Tre Gole, sta per essere messa a dura prova dalle alluvioni più gravi dopo quelle che nel 1998 causarono la morte di quattromila persone.
Secondo la televisione di Stato Cctv, l'afflusso di acqua nel bacino della diga raggiungerà entro domani mattina i 70 mila metri cubi per secondo, molto più forte di quello di 50 mila metri cubi che si verificò nel 1998.
Per mantenere la diga in sicurezza sarà necessario aumentare il deflusso dell'acqua verso le zone a valle, aumentando il rischio di allagamenti.
La diga delle Tre Gole è da sempre al centro dell'attenzione e delle polemiche, sia in Cina sia a livello internazionale. Progettata fin dai tempi di Mao Zedong, la sua effettiva realizzazione è avvenuta tra il 1994 e il 2006.
L'attuale ondata di maltempo che ha colpito vaste aree della Cina ha finora causato la morte di 146 persone, mentre altre 40 sono date per disperse nella zona centro-meridionale.
Nella provincia settentrionale dello Shaanxi e nel Sichuan 123 persone sono morte a causa di frane e di altri incidenti provocati dalle alluvioni.

(Peacereporter)

 

Emergency, Afghanistan, la gente vuole la riapertura di Lashkargah

I residenti della provincia meridionale di Helmand chiedono al governo locale e a Emergency di riaprire l'ospedale di Laskargah. Lo scrive l'agenzia di stampa afgana Pajhwok Afghan News (Pan), ripresa sulle pagine del quotidiano Afghanistan Times.
La chiusura della struttura ad aprile ha infatti lasciato la popolazione locale senza il necessario sostegno sanitario. Nella provincia, che con Kandahar è attualmente la più duramente colpita dal conflitto tra forze internazionali e insorti, un milione di persone dispone infatti solo dell'inadeguata struttura ospedlaiera governativa del Boost Hospital, sempre a Lashkargah, che riceve medicinali da Medici senza Frontiere (Msf).

Proprio tra i pazienti del Boost Pajhwok ha raccolto alcune testimonianze.
Suleman, venuto da Garmshir con il fratelo ferito dalle truppe straniere, sostiene che l'ospdedale governativo non riesce a offrire un servizio adeguato a causa dei troppi pazienti che arrivano. 
Della stessa opinione è un altro intervistato, Muhammad Ikhlas, ferito a Grishk dal fuoco incrociato durante uno scontro fra talebani e forze Isaf.
Allah Dad, di Lashkargah, dice di essere rimasto in attesa di un medico per un giorno intero e di aver dovuto infine rivolgersi a una clinica privata.
Bibi Hawa, madre di una bambina malata ricoverata da 15 giorni, dice che i medici non la visitano mai e non si prendono cura di lei.
Un infermiere del Boost, Haji Bahauddin, ammette che dopo la chiusura del vicino ospdale di Emergency l'afflusso dei pazienti è notevolmente aumentato.

L'ospedale di Emergency in Helmand è chiuso dallo scorso aprile, quando tre operatori italiani dell'ong (Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani) vennero sequestrati per otto giorni dai servizi segreti afgani (Nds) dopo il ritrovamento di armi nell'ospdale, e alla fine rilasciati senza accuse.
Il governatore di Helmand, Gulab Mangal, che all'epoca accusò i tre di ordire con i talebani un attentato contro di lui, secondo Pajhwok avrebbe acconsentito alla riapertura dell'ospdale a condizione che vengano rispettate delle "regole di base". Le trattative sono in corso.

(Peacereporter)

 

 

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