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Tensioni
Iran-Pakistan su gruppo estremista sunnita
Il primo vice presidente iraniano, Mohammad Reza Rahimi, ha
avvertito il Pakistan che se non consegnerà all'Iran i "terroristi"
sunniti di Jundullah (Soldati di Dio), le forze iraniane effettueranno
incursioni sul suo territorio per arrestarli. Lo ha riferito la televisione di
Stato di Teheran.
"Abbiamo notificato alle autorità pachistane - ha detto Rahimi - la
richiesta di consegnarci i terroristi, che saranno puniti secondo le nostre
leggi. Altrimenti l'Iran con le sue forze entrerà legalmente nel Paese
confinante per dare la caccia ai terroristi".
Teheran afferma che Jundullah ha le sue basi proprio in Pakistan e che è
appoggiato anche da Stati Uniti e Gran Bretagna.
Il gruppo estremista ha negli ultimi anni rivendicato vari attentati nel
sud-est dell'Iran, tra cui quello del 15 luglio che ha provocato almeno 27
morti davanti a una moschea sciita nella città di Zahedan.
Anche il vice capo della polizia, Ahmad Reza Radan, aveva recentemente parlato
di possibili incursioni in Pakistan: "Le origini dell'insicurezza vengono
da oltre confine, e la pazienza dell'Iran ha un limite".
(Peacereporter)
Russia,
il patriarca ortodosso condanna l'omosessualità
Il capo della Chiesa Ortodossa russa, il patriarca Kirill,
si è detto d'accordo con papa Benedetto XVI su diverse questioni morali di
stretta attualità, come la condanna dell'omosessualità.
L'ha affermato in un'intervista ai media ucraini in occasione della sua visita
nel Paese ex sovietico.
Per il patriarca, le parole del pontefice suscitano "l'ottimismo"
della Chiesa Ortodossa, nonostante il Santo Padre venga spesso criticato da
"teologi e mass media liberali in Occidente" a causa delle sue
opinioni. Su molte questioni - ha aggiunto Kirill - l'approccio della Chiesa
Ortodossa russa coincide pienamente con quello di Joseph Ratzinger,
secondo cui l'omosessualità è un peccato grave in quanto esclude il dono della
vita.
In passato il patriarca russo aveva espresso posizioni più morbide sull'
omossesualità, definendola una scelta e rifiutandosi di discriminarla. La Russia depenalizzò
l'omossessualità nel 1993, ma quel passo avanti viene oggi completamente
ignorato.
(Peacereporter)
Grecia,
sciopero della fame dei migranti detenuti nel Cie di Samos
Grecia- Un gruppo di 170 immigrati in attesa di espulsione
dal centro di accoglienza dell'isola di Samos ha cominciato oggi uno sciopero
della fame. La protesta dei detenuti è contro il loro probabile trasferimento
verso i centri di detenzione alla frontiera con la Bulgaria e la Turchia, in vista della
loro deportazione. La scorsa settimana sono stati 60 i migranti condotti al
confine con la Bulgaria
per essere espulsi e proprio questa notizia ha riacceso la protesta.
Sempre più immigrati tentano di raggiungere l'Europa attraverso la frontiera
marittima Turchia/Grecia tra Smirne e l'isola di Samos nel Mar Egeo. Il loro aumento
è esponenziale: dai 225 del 2005 ai 5.300 del 2008. Provengono soprattutto da
Somalia, Eritrea, Iraq, Afghanistan e Pakistan e si dirigono da Smirne alle
isole greche di Lesbos, Chios e Samos.Le misure contro l'incremento degli
sbarchi si traducono nell'attuazione di politiche repressive attraverso il
respingimento o la detenzione da parte della guardia costiera operante in
Grecia.
(Peacereporter)
Afghanistan,
rinforzi Usa "rinforzano" i talebani
L'invio di nuove truppe americane a Kandahar per conquistare
la provincia agli insorti finisce per avere l'effetto contrario: rafforza i
talebani. Lo denuncia l'organizzazione non governativa Afghanistan Safety
Office, che ha svolto una ricerca sugli ultimi episodi di violenza nell'area.
Nel rapporto dell'ong, ripreso dal Guardian, si afferma che la strategia
antiterrorismo della Nato non sta mostrando alcun segno di successo.
A dimostrarlo, il fatto che il mese di giugno scorso è stato il più sanguinoso
per i soldati Nato. Gli attacchi dei talebani sono cresciuti del 51% rispetto
allo stesso mese del 2009: in totale si contano 1.319 attacchi.
Contemporaneamente, i civili uccisi sono aumentati del 23%.
Non sono infine immuni dagli attacchi le organizzazioni per lo sviluppo: in
base ai dati di Safety Office, sono stati più di 30 i lavoratori uccisi nei
primi tre mesi del 2010.
(Peacereporter)
Velo/ Siria proibisce quello integrale nelle università
Le studentesse che indossano il velo integrale (burqa e
niqab) saranno bandite dai campus universitari in Siria. Lo ha annunciato il
ministro dell'Istruzione superiore di Damasco, Ghiyath Barakat. In base alle
notizie di stampa circolate, ha sostenuto che la pratica è in contrasto con i
valori accademici e le tradizioni degli atenei siriani. La sua decisione,
pubblicata dal sito internet All4Syria, è arrivata in relazione alle richieste
di studenti e genitori. La questione del velo integrale ha creato controversie
in molti altri Paesi. Nel 2009,
l'allora più influente religioso musulmano in Egitto, lo
sceicco Mohammed Sayed Tantawi, vietò alle studentesse di indossare il velo
integrale all'Università al Azhar, cuore dell'islam sunnita. Fece inoltre
infuriare i musulmani di Francia dicendo che dovevano ubbidire a ogni eventuale
legge approvata che proibisse il velo. I parlamentari francesi hanno votato a
favore del divieto di indossare veli che coprono il volto, un'iniziativa che
potrebbe rendere illegale il burqa. Ad aprile fu il Belgio il primo Paese
europeo a mettere fuori legge il burqa nei luoghi pubblici. Indumenti come il
burqa e il niqab sono indossati da molte donne di religione musulmane per
scelta, senza che ciò sia richiesto espressamente dalla sharia (la legge
islamica). Alcuni critici ritengono che le donne subiscano a volte pressione
per indossare un velo.
( Apcom)
Cina,
a rischio per il maltempo la diga più grande del mondo
Si tratta del "test più serio" da quando è entrata
in funzione, nel 2006. Lo affermano senza mezzi termini i media cinesi. La diga
più grande del mondo, quella delle Tre Gole, sta per essere messa a dura prova
dalle alluvioni più gravi dopo quelle che nel 1998 causarono la morte di
quattromila persone.
Secondo la televisione di Stato Cctv, l'afflusso di acqua nel bacino della diga
raggiungerà entro domani mattina i 70 mila metri cubi per secondo, molto più
forte di quello di 50 mila metri cubi che si verificò nel 1998.
Per mantenere la diga in sicurezza sarà necessario aumentare il deflusso
dell'acqua verso le zone a valle, aumentando il rischio di allagamenti.
La diga delle Tre Gole è da sempre al centro dell'attenzione e delle polemiche,
sia in Cina sia a livello internazionale. Progettata fin dai tempi di Mao
Zedong, la sua effettiva realizzazione è avvenuta tra il 1994 e il 2006.
L'attuale ondata di maltempo che ha colpito vaste aree della Cina ha finora
causato la morte di 146 persone, mentre altre 40 sono date per disperse nella
zona centro-meridionale.
Nella provincia settentrionale dello Shaanxi e nel Sichuan 123 persone sono
morte a causa di frane e di altri incidenti provocati dalle alluvioni.
(Peacereporter)
Emergency,
Afghanistan, la gente vuole la riapertura di Lashkargah
I residenti della provincia meridionale di Helmand chiedono
al governo locale e a Emergency di riaprire l'ospedale di Laskargah.
Lo scrive l'agenzia di stampa afgana Pajhwok Afghan News (Pan),
ripresa sulle pagine del quotidiano Afghanistan Times.
La chiusura della struttura ad aprile ha infatti lasciato la popolazione locale
senza il necessario sostegno sanitario. Nella provincia, che con Kandahar è
attualmente la più duramente colpita dal conflitto tra forze internazionali e
insorti, un milione di persone dispone infatti solo dell'inadeguata struttura
ospedlaiera governativa del Boost Hospital, sempre a Lashkargah, che riceve
medicinali da Medici senza Frontiere (Msf).
Proprio tra i pazienti del Boost Pajhwok ha raccolto alcune
testimonianze.
Suleman, venuto da Garmshir con il fratelo ferito dalle truppe straniere,
sostiene che l'ospdedale governativo non riesce a offrire un servizio adeguato
a causa dei troppi pazienti che arrivano.
Della stessa opinione è un altro intervistato, Muhammad Ikhlas, ferito a Grishk
dal fuoco incrociato durante uno scontro fra talebani e forze Isaf.
Allah Dad, di Lashkargah, dice di essere rimasto in attesa di un medico per un
giorno intero e di aver dovuto infine rivolgersi a una clinica privata.
Bibi Hawa, madre di una bambina malata ricoverata da 15 giorni, dice che i
medici non la visitano mai e non si prendono cura di lei.
Un infermiere del Boost, Haji Bahauddin, ammette che dopo la chiusura del
vicino ospdale di Emergency l'afflusso dei pazienti è notevolmente
aumentato.
L'ospedale di Emergency in Helmand è chiuso dallo scorso aprile,
quando tre operatori italiani dell'ong (Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e
Matteo Pagani) vennero sequestrati per otto giorni dai servizi segreti afgani
(Nds) dopo il ritrovamento di armi nell'ospdale, e alla fine rilasciati senza accuse.
Il governatore di Helmand, Gulab Mangal, che all'epoca accusò i tre di ordire
con i talebani un attentato contro di lui, secondo Pajhwok avrebbe
acconsentito alla riapertura dell'ospdale a condizione che vengano rispettate
delle "regole di base". Le trattative sono in corso.
(Peacereporter)
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