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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

Mondo web 20 luglio 2010

Cinema: arriva 'Vedozero', primo blog-movie italiano

Settanta ragazzi, altrettanti telefoni cellulari, 4 mila minuti di girato, 6 mesi di riprese e altrettanti per il montaggio. La quotidianita' degli adolescenti italiani entra in un film a piu' voci che, partendo dalle periferie milanesi, diventa una sorta di ''diario digitale'' ai tempi di Facebook e Youtube. Si chiama Vedozero ed e' il primo blog-movie italiano ad andare sul grande schermo. Scritto dal regista Andrea Caccia, prodotto da Roadmovie con il contributo della Provincia di Milano, il film e' un mosaico di momenti di vita, intimi e collettivi, raccontati giorno per giorno, della generazione blog. Il tutto attraverso l'occhio digitale del cellulare, anzi di 70 cellulari. La telecamera diventa specchio elettronico che riflette confessioni, serate tra amici, eccessi e solitudine: un vero e proprio cine-blog che permette, appunto, di ricominciare a ''vedere da zero'', tanto ai protagonisti, quanto agli spettatori (molti dei quali saranno la generazione dei loro genitori) che avranno di fronte un ritratto inconsueto e senza filtri della generazione Facebook: i ragazzi nati negli anni '90. Un ritratto a volte molto crudo e a tratti buffo nel linguaggio e nei contenuti: si passa con la stessa leggerezza dal tema della droga alla top ten dei gelati preferiti. Il film, che uscira' il 17 settembre a Milano e in altre citta' italiane nasce da un progetto di Andrea Caccia, regista di documentari creativi e insegnante di linguaggio cinematografico, che dopo aver lavorato per anni a contatto con gli studenti dei licei dell'hinterland milanese, ha coinvolto in prima persona i ragazzi dei licei di Monza, Vimercate e Rho per realizzare un'impresa davvero innovativa. Presentato in anteprima alcuni mesi fa al Martini Premiere Awards Vedozero ha ricevuto il Premio della Critica come miglior film innovativo.

(Adnkronos)

 

Per le femmine israeliane la guerra è un videogioco

Si chiama "Spot and Shoot" ("Localizza e Spara"). Gli operatori siedono di fronte ad un monitor TV dal quale possono controllare l'azione grazie ad un joystick in stile Playstation.

L'obiettivo: uccidere.

Giocato da: giovani femmine dell'esercito Israeliano.

Spot and Shoot, come viene chiamato dall'esercito Israeliano, potrebbe sembrare un videogioco ma le sagome nello schermo sono persone reali - Palestinesi di Gaza - che possono venire uccise con la semplice pressione di un pulsante nel joystick.

Le femmine in divisa, situate ben lontane in delle stanze operative, sono responsabili nel mirare e sparare le mitragliatrici controllate a distanza che sono collocate in delle torrette posizionate a distanza di qualche centinaio di metri fra di loro lungo un recinto che circonda Gaza.

Il sistema è uno degli ultimi congegni per "l'uccisione a distanza" sviluppati dall'azienza per armamenti Israeliana Rafael, che precedentemente era una divisione di ricerca militare all'interno dell'esercito Israeliano e ora è un'azienda governativa separata.

Secondo Giora Katz, il vice presidente di Rafael, apparati militari di controllo a distanza come Spot and Shoot rappresentano il futuro. Katz ritiene che entro un decennio almeno un terzo dei mezzi utilizzati dall'esercito Israeliano per il controllo di terra, aria e mare saranno senza pilota.

La richiesta per simili sistemi, ammette l'esercito Israeliano, è la conseguenza della combinazione di bassi livelli di arruolamento e una popolazione meno propensa a rischiare la vita in battaglia.

Oren Berebbi, a capo della sezione tecnologia, recentemente ha dichiarato ad un giornale Statunitense: "Stiamo tentando di portare i mezzi senza pilota in ogni luogo del campo di battaglia ... Possiamo fare molte più missioni senza mettere in pericolo la vita del soldato."

Il veloce progresso della tecnologia ha sollevato la preoccupazione delle Nazioni Unite. Philip Alston, un relatore speciale sulle uccisioni extragiudiziali, lo scorso mese ha messo in guardia sul pericolo che potrebbe presto emergere una "mentalità Playstation d'uccidere".

Secondo gli analisti, però, Israele difficilmente accantonerà i sistemi che sta sviluppando - utilizzando i territori Palestinesi occupati, e specialmente Gaza, come dei laboratori per testare le armi.

Le armi controllate a distanza sono molto richieste da regimi repressivi e dalle fiorenti industrie sulla sicurezza di tutto il mondo.

"Questi sistemi sono ancora nelle fasi iniziali di sviluppo, ma il mercato è ampio e sta crescendo per loro", ha detto Shlomo Brom, un generale in pensione e analista della difesa presso l'Institute of National Security Studies della Tel Aviv University.

Il sistema Spot and Shoot - conosciuto ufficialmente come Sentry Tech - ha attirato l'attenzione principalmente perchè viene operato da femmine in divisa di 19 e 20 anni, rendendolo così l'unico sistema di guerra utilizzato esclusivamente da femmine.

Le femmine in divisa vengono preferite per operare sistemi per uccidere a distanza per via della carenza di reclute di sesso maschile nelle unità di combattimento Israeliane. Le giovani femmine possono compiere quindi missioni senza rompere il taboo sociale di rischiare la loro vita, ha detto Mr Brom.

Le femmine devono identificare ogni persona sospetta che si avvicina al recinto intorno a Gaza e, se autorizzate da un ufficiale, ucciderli usando i loro joystick.

L'esercito Israeliano, che intende introdurre la tecnologia assieme alle altre nel campo di battaglia, si rifiuta di dichiarare quanti Palestinesi sono stati uccisi da queste mitragliatrici controllate a distanza nella Striscia di Gaza. Secondo i media Israeliani, le vittime sarebbero svariate dozzine.

Il sistema venne preparato due anni fa per motivi di sorveglianza, ma solo recentemente gli operatori hanno avuto l'opportunità di usarlo anche per sparare. L'esercito ha ammesso di aver usato Sentry Tech a Dicembre per uccidere almeno due Palestinesi che erano molte centinaia di metri all'interno del recinto che circonda Gaza.

Il quotidiano Haaretz, a cui la scorsa settimana è stato dato un raro accesso alla stanza di controllo di Sentry Tech, ha citato una femmina, Bar Keren, di 20 anni, che ha detto: "E' molto allettante essere una di quelle che fanno questo. Ma non tutti vogliono fare questo lavoro [Ndr. per questo sono andati a pescare fra il segmento della popolazione israeliana con il più basso livello morale...]. Non è semplice prendere un joystick come quello di una Sony Playstation e uccidere, ma alla fine è per difesa". [Ndr. sic... a proposito di "banalità del male"]

Sensori audio nelle torrette significano che le femmine sentono il colpo quando uccide il bersaglio. Nessuna femmina, ha dichiarato Haaretz, ha fallito l'obiettivo di sparare quel che l'esercito definisce un Palestinese "incriminato".

L'esercito Israeliano, che impone il rispetto di una terra di nessuno senza confini definiti dentro il recinto che penetra fino a 300 metri dentro il piccolo territorio, è stato largamente criticato per aver aperto il fuoco contro civili che entravano nella zona chiusa.

Rafael sembra che stia sviluppando anche una versione di Sentry Tech che sparerà missili guidati a lunga gittata.

Un'altro pezzo di hardware prodotto recentemente dall'esercito Israeliano è il Guardium, una macchina robot corazzata che può pattugliare un territorio raggiungendo velocità fino a 80km all'ora, può procedere dentro le città, lanciare "imboscate" e sparare a bersagli. Attualmente pattuglia i confini Israeliani con Gaza e il Libano.

I suoi sviluppatori Israeliani, G-Nius, l'hanno chiamato il primo "soldato robot" del mondo.

Ma Israele è meglio conosciuto per il suo ruolo nello sviluppo di "veicoli aerei senza piloti" - o droni, come sono conosciuti oggi. Sviluppati inizialmente con scopi di spionaggio, e usati per la prima volta da Israele agli inizi degli anni ‘80 in Libano, oggi vengono sempre più usati per compiere esecuzioni extragiudiziali da migliaia di metri dal cielo.

( Disinformazione)

 

Internet: su Facebook la grattachecca romana regina dell'estate

Al limone o alla menta, al melone o all'amarena con tanto, tantissimo ghiaccio. Piu' che per i saldi nella capitale, con le temperature al di sopra della norma, la fila si fa per aggiudicarsi la mitica grattachecca. Nonostante negli anni i chioschi della bibita 'originale' - quella doc si riconosce dal ghiaccio, frantumato a mano e non con apparecchi elettrici - siano diminuiti tanto da rischiare di sparire, a oggi i pochi 'sopravvissuti' fanno affari d'oro. Per assaggiare la mitica 'grattachecca' sul lungotevere Anguillara dalla Sora Mirella si e' fermato addirittura il presidente americano, Barack Obama con la moglie Michelle e le due figlie. ''Ne hanno prese quattro - ricorda a IGN, testata online dell'Adnkronos, il giovane Francesco Fabbri - al gusto di limone. Li ho fatti pagare due euro come al solito. Con quello che guadagnano avrei potuto chiedergli di piu'''. Nessuno resiste al fascino dei vecchi chioschi che d'estate diventano un vero e proprio punto d'incontro. Per scegliere la piazza piu' ambita, la grattachecca piu' buona, capace di alleviare la calura di questa fine di luglio, i fan si danno appuntamento su Facebook. Oltre mille i fan del gruppo a lei dedicato sul popolare social network. Un migliaio di persone che si fanno la stessa domanda: ''Dove si mangia la grattachecca piu' buona?''.

(Adnkronos)


Truffe sul web, sgominata banda di hacker. Nella rete anche chi cercava case vacanza

' una delle più grosse organizzazioni criminali mai individuate nel settore del hacking, della contraffazione di carte di credito e delle truffe via internet quella che emerge dall'indagine 'Match Point', sviluppata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e che oggi ha portato all'esecuzione di ulteriori arresti. L'organizzazione, gestita da un pregiudicato calabrese ex collaboratore di giustizia, aveva messo in piedi un colossale giro di affari grazie all'alleanza con gruppi di hacker russi specializzati nel furto di dati informatici, mediante intrusioni sui server di importanti società finanziarie, e nella gestione di un florido mercato clandestino di informazioni riservate su carte di credito e conti correnti in favore di organizzazioni criminali operanti in tutto il mondo. Il gruppo criminale attivo in Italia acquistava su chat criptate i dati necessari per falsificare carte di credito, documenti d'identità, buste paga, atti societari, con cui venivano svolte decine e decine di truffe on line e in danno di istituti bancari ed esercizi commerciali. Tra i cittadini truffati, anche molti utenti della rete internet alla ricerca di case di villeggiatura per la stagione estiva. L'operazione dei Carabinieri è tuttora in corso su varie località del territorio nazionale e ha portato all'esecuzione di 19 misure cautelari personali. La banda era stata già colpita nel maggio scorso con l'esecuzione di altri 23 arresti.

(Adnkronos)

 

 

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