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Cile,
la Chiesa chiede il perdono per gli ex-militari del regime di Pinochet
In occasione del bicentenario dell'indipendenza del Cile, la Chiesa cattolica nazionale
ha recapitato al presidente Pinera una proposta in cui chiede che si conceda
l'indulto a determinate categorie di persone che si trovano in carcere ma che
non hanno commesso delitti di sangue e che non rappresentano un pericolo per la
società. La
Conferenza Episcopale sollecita così le autorità competenti,
attraverso questo testo, a valutare, caso per caso, anche gli episodi che hanno
visto come protagonisti gli ex militari del regime condannati.
Auspicando la clemenza generale, la
Chiesa ha invitato a riflettere sui singoli casi giudicando
l'eventuale grado di responsabilità e pentimento riscontrati negli appartenenti
all'esercito del regime.
Le reazioni dei familiari delle vittime non si sono fatte attendere: gruppi organizzati
che si battono contro la violazione dei diritti umani hanno manifestato di
fronte a La Moneda,
la residenza presidenziale, per chiedere che gli ex militari non vengano
inclusi nella categoria coperta dall'indulto. Le famiglie dei desaparecidos lamentano
di non essere state ascoltate dai rappresentanti cattolici a cui avevano
chiesto un incontro e sono preoccupate dal fatto che l'attuale governo di
destra, in questo modo, si renda responsabile di un atto volto a concedere
l'impunità a coloro che, schierati sullo stesso fronte politico, hanno commesso
violazioni e reati gravi durante la dittatura. L'opposizione parlamentare ha
dichiarato che si opporrà a questo provvedimento mentre la destra e la classe
militare hanno dimostrato di aver apprezzato il gesto.
(Peacereporter)
Corea
del Nord, irritazione per le manovre congiunte Usa-Corea del Sud
Ri Ton-il, portavoce della delegazione del Governo di
Pyongyang, ha dichiarato ieri, in occasione del Forum dell'Asean in corso ad
Hanoi, che le esercitazioni militari congiunte Usa-Corea del Sud nel Mar del
Giappone (in programma per il 25 luglio) "rappresentano un grande pericolo
per la regione".
Il diplomatico nordcoreano ha parlato anche delle nuove sanzioni Usa annunciate
ieri da Hillary Clinton, in viaggio a Seul. Ri Ton-il ha affermato che tali
sanzioni "violano la dichiarazione Onu" pubblicata dopo
l'affondamento della corvetta sudcoreana Cheonan il 26 marzo scorso. Il
Consiglio di Sicurezza Onu aveva deplorato l'attacco senza però condannare la Corea de Nord e senza
approvare sanzioni punitive verso Pyongyang grazie al veto della Cina.
Anche Pechino ha espresso preoccupazione per le manovre navali di Washington e
Seul.
(Peacereporter)
Pakistan,
40 talebani uccisi dall'esercito nell'area tribale di Orakzai
L'ennesima azione militare nella regione pachistana tribale
dell'Orakzai ha provocato l'uccisione di trenta ribelli talebani. Lo hanno
dichiarato fonti dell'esercito di Islamabad.
In seguito all'accerchiamento delle truppe paramilitari dei Frontier Corps
da parte dei militanti talebani, tre soldati sono rimasti uccisi mentre cinque
sono rimasti feriti sono stati trasportati all'ospedale militare. Le truppe
pakistane hanno quindi reagito attaccando la locale roccaforte dei ribelli con
artiglieria e aviazione.
Un portavoce delle milizie tribali filogovernative ha inoltre dichiarato che le
sue truppe hanno occupato zone strategiche nella regione.
Quest'anno gli attacchi dell'esercito pachistano nelle Aree Tribali e le
rappresaglie terroristiche dei talebani hanno già cuasato 5mila morti. Dal 2004
si contano circa 30mila morti.
(Peacereporter)
Somalia,
combattimenti a Mogadiscio: 50 morti negli ultimi due giorni
Continuano a infuriare a Mogadiscio i combattimenti tra i
ribelli islamici di Al-Shabaab e le forze armate governative somale sostenute
dalle truppe del contingente dell'Unione africana (Amisom). Secondo l'emittente
somala Radio Garowe, negli ultimi due giorni si contano almeno 50
morti e oltre un centinaio di feriti.
Particolarmente critica la situazione nei quartieri settentrionali della
capitale somala - riferisce la radio - dove si sono verificati "gli scontri
più sanguinosi delle ultime settimane, causando numerosi morti e feriti tra i
civili, mentre aumentano gli sfollati". Ma anche nella zona meridionale
della città infuriano i combattimenti. Secondo Mareeg.com,
l'esplosione di una mina ha causato la morte di un soldato delle truppe
governative e il ferimento di cinque civili.
(Peacereporter)
Kosovo,
oggi il verdetto dell'Aja sulla legalità dell'indipendenza dalla Serbia
E' atteso per le tre del pomeriggio il verdetto della Corte
internazionale di giustizia dell'Aja sulla legalità della proclamazione
dell'indipendenza del Kosovo dalla Serbia, avvenuta il 17 febbraio 2008.
Belgrado non riconosce l'indipendenza del Kosovo, considerandola ancora una sua
provincia.
"Non bisogna giungere a conclusioni affrettate prima di aver letto e
analizzato attentatemente il testo della sentenza", ha dichiarato stamane
il ministro degli esteri serbo Vuk Jeremic. "Ci attendiamo che l'avviso
sia conforme al diritto internazionale che è estremamente chiaro per quanto
riguarda la sovranità e l'integrità territoriale dei paesi. Se la Corte sosterrà la secessione
delle autorità di Pristina, nessuna frontiera del mondo e della regione sarà
sicura".
Jeremic ha poi affermato che l'ultima parola sulla questione, spetterà
all'Assemblea generale dell'Onu che a settembre dovrà confermare l'opinione
della Corte.
(Peacereporter)
Afghanistan,
3 soldati Nato uccisi nella provincia di Helmand
Due soldati britannici delle truppe d'occupazione Nato,
uomini delle Royal Dragoon Guards, sono stati uccisi ieri sera in un'imboscata
della guerriglia afgana nei pressi di Lashkargah, nella provincia meridionale
di Helmand. Poche ore prima, sempre nella provincia di Helmand, era stato
ucciso un soldato dell'esercito danese. Sono 68 i membri della coalizione
internazionale morti dal primo luglio.
Questa mattina, uomini armati hanno ucciso un addestratore all'accademia di
polizia di Kandahar.
L'andamento negativo della guerra in Afghanistan per le forze Usa e Nato, a
quasi nove anni
A quasi nove anni dall'invasione del 2001, le forze Usa e Nato in Afghanistan
sono in fase di stallo totale: una situazione che rievoca, non solo negli Stati
Uniti, lo spettro del Vietnam. "In Afghanistan gli americani avranno lo
stesso successo avuto in Vietnam", ha detto oggi il presidente del
parlamento iraniano, Ali Larijaniin, un'intervista a una televisione svizzera.
"Anni fa l'Unione Sovietica ha fatto esattamente lo stesso errore. Molte
persone sono state uccise e poi si sono ritirati. La storia si ripete - ha
proseguito Larijani - conosciamo l'Afghanistan. Sappiamo che non si sottoporrà
mai a eserciti stranieri".
(Peacereporter)
Yemen,
nuovi combattimenti tra ribelli Houti ed esercito nel nord: 19 morti
Proseguono i combattimenti nel nord del paese tra i ribelli
sciiti Houti e l'esercito governativo, sostenuto da milizie tribali locali.
Nella notte c'è stata una feroce battaglia a colpi di artiglieria, che ha
provocato almeno 19 morti, i queli si vanno a sommare ai 49 degli scontri di
ieri. I combattimenti interessano la provincia settentrionale di Amran.
Il conflitto tra governo e ribelli sciiti della setta zaidi, che sostengono di
combattere a difesa della loro minoranza, vittima di discriminazioni e abusi
del governo centrale, prosegue dal 2004 e ha causato migliaia di morti. Dietro
i ribelli, guidati da Abdul-Malik al-Houthi, ci sarebbe la longa manus
dell'Iran.
Scontri e morti anche nel sud-est dello Yemen: cinque soldati sono rimasti
uccisi dopo che presunti militanti di Al-Qaeda hanno attaccato un veicolo di
pattuglia ad Ataq, la capitale della provincia di Saba, circa 570 chilometri a
sud.est della capitale Sana.
(Peacereporter)
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