| International 23 luglio 2010 |
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Venezuela, crisi diplomatica a tempo determinato La crisi fra Venezuela e Colombia scoppiata nella notte e la relativa rottura delle relazioni diplomatiche fra i due stati, potrebbe durare ancora per diversi giorni.
Il
Consiglio di Difesa di Caracas, riunitosi in fretta e furia su
richiesta di Chàvez nel corso della notte ha elaborato una serie di
strategie per affrontare la crisi nell'immediato futuro. Il documento
studiato dalla Difesa verrà presentato al capo dello Stato in queste
ore.
Il vicepresidente ha anche invitato tutta la popolazione venezuelana e
i partiti d'opposizione e sostenere la posizione di Chàvez, come
spirito patriottico e contro l'ingerenza nella politica del Paese da
parte di Colombia e Usa. Jaua ha rincarato la dose e come un fiume in
piena ha aggiunto: "Il Venezuela negli ultimi dieci anni ha dimostrato
la sua vocazione pacifica e la volontà di lavorare per un Sudamerica
unito. Inoltre, da sempre vogliamo che la nostra America si converta in
uno spazio di pace". (Peacereporter)
Kenya, i sondaggi rivelano una maggioranza favorevole alla nuova Costituzione Il prossimo 4 agosto in Kenya si terrà il referendum sulla nuova Costituzione, la cui bozza è stata approvata dal Parlamento di Nairobi il primo aprile scorso. I sondaggi della stampa locale rivelano che il 65 percento voterà per il sì, il 25 percento per il no. Gli indecisi costituiscono il 10 percento. Questi ultimi, secondo altre statistiche, potrebbero arrivare al 17 percento e rivelarsi così l'ago della bilancia nella consultazione. Proseguono intanto le campagne dei due schieramenti politici. Il presidente e il primo ministro si sono espressi favorevoli al nuovo testo, contrari il ministro per l'Istruzione, l'ex capo di stato, che chiedono di votare contro l'approvazione della nuova Costituzione poichè contiene articoli sul fine vita e sui tribunali musulmani. Nuove anche le limitazioni ai poteri presidenziali e il depotenziamento di quelli regionali. (Peacereporter)
Bosnia Erzegovina, anche i serbi bosniaci rivendicano la propria indipendenza E' di ieri la pronuncia della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja secondo cui "l'indipendenza del Kosovo non viola il diritto internazionale". Di questa sentenza si è avvalso il premier serbobosniaco Milorad Dodik che sfruttando il precedente giuridico ha rivendicato l'indipendenza unilaterale anche per i serbi della Bosnia Erzegovina. Dodik ha interpretato il parere della Corte come un segnale positivo per portare avanti la lotta dei serbi per separarsi dalla Bosnia, di cui da tempo ''non piace più esserne parte'', lamenta il premier. Il parere definitivo sulla sentenza della Corte spetta all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si riunirà a settembre e dovrà decidere se accogliere il provvedimento o meno. I membri dell'istituzione dovranno infatti valutare che l'integrità territoriale degli stati venga conservata e che non si crei un pericoloso precedente in favore dei secessionismi sparsi nel mondo. (Peacereporter)
Libano, membri dell'Hezbollah tra gli accusati per l'assassinio dell'ex primo ministro libanese Il leader degli Hezbollah, il partito sciita che si oppone all'occupazione israeliana del Libano e che gode dell'appoggio iraniano, ha dichiarato che alcuni dei membri della sua organizzazione saranno tra gli indagati per l'assassinio dell'ex primo ministro libanese, Rafik Hariri, avvenuto nel 2005. La stessa guida del movimento politico armato, Hassan Nasrallah, ha poi aggiunto che le accuse si inseriscono in un piano di cospirazione architettato in maniera congiunta dagli Stati Uniti e da Israele e volto a imporre la presenza israeliana nel territorio libanese. In seguito, poi, a un confronto con l'attuale primo ministro libanese, Saad Hariri, Nasrallah ha manifestato il suo stupore per il fatto che tra gli indagati non ci siano cittadini siriani che inizialmente invece erano stati considerati mandanti dell'omicidio a causa dei cattivi rapporti che intercorrevano tra il governo di Damasco e il primo ministro libanese. Il leader sciita ha letto in questo una politicizzazione del tribunale speciale delle Nazioni Unite istituito per indagare sull'assassinio. Nell'attentato contro Hariri causato da un'autobomba fatta esplodere a Beirut persero la vita oltre a Rafik Hariri altre ventuno persone. (Peacereporter)
La Serbia respinge la sentenza Onu sul Kosovo La Serbia "non riconoscerà mai, in nessun caso" la dichiarazione d'indipendenza pronunciata il 17 febbraio 2008, ha affermato il presidente serbo Boris Tadic dopo la sentenza della Corte dell'Aja che ieri ha stabilito la legalità della secessione del Kosovo.
Il parere del massimo organo di giustizia dell'Onu era stato richiesto dalla
Serbia. (Peacereporter)
"E' improvvisamente corsa dentro casa e si inginocchiata al centro
del stanza dove stavamo tutti. Non avevamo capito fosse ferita, fino a quando
non ha iniziato a vomitare fiotti di sangue dal naso e dalla bocca. I suoi
fratelli erano immobili dinnanzi a lei, terrorizzati".
Secondo la ricostruzione basata sulle dichiarazioni dei testimoni, mercoledì
21 luglio, verso le ore 16, a
Beit Hanun, guerriglieri della resistenza palestinese hanno cercato di
respingere un'incursione di mezzi militari israeliani che avevano varcato di
circa duecento metri il confine. Il fuoco israeliano ha immediatamente ucciso
uno dei miliziani: Mohammed Hatem al-Kafarna, 23 anni, mentre un altro
resistente, Qassem Mohammed Kamal al-Shanbari, di anni 20, è deceduto in
ospedale per le ferite riportate. (Peacereporter)
Turchia, chiesta l'estradizione all'Italia di uno dei maggiori esponenti del Pkk
Nizamettin Toguc, ritenuto un punto di riferimento del movimento autonomista
curdo Pkk, è stato arrestato martedì scorso a Padova, in esecuzione di un
mandato di cattura internazionale emesso dal tribunale di Ankara. (Peacereporter)
Pakistan, riappare in video il mullah Fazlullah Il mullah Fazlullah, leader talebano della vallata di Swat, nel nord-ovest del Pakistan, è comparso in un video in cui minaccia attacchi suicidi. Lo riferisce oggi il Daily Times, precisando che il filmato è stato inviato a un canale televisivo privato. Fazlullah, detto 'radio Mullah' per le sue trasmissioni radiofoniche propagandistiche, era stato dato per morto una prima volta dopo l'operazione militare di Swat dello scorso anno. Fonti d'intelligence avevano poi detto che era stato ucciso in uno scontro a fuoco nella provincia nord-orientale afghana di Nuristan il maggio scorso. Nel video, di 40 minuti, Fazlullah incita un gruppo di attentatori suicidi a compiere attacchi e spara colpi in aria con un kalashnikov. Inoltre, accusa l'esercito pachistano «di aver compiuto atti di terrorismo nel massacrare innocenti cittadini a Swat». La vallata, meta turistica che sorge a nord di Islamabad, era stata per due anni sotto il controllo dei talebani. Era stata «riconquistata» con una vasta campagna militare che aveva causato l'esodo di quasi due milioni di sfollati, oggi ritornati nelle loro case. Sempre nel filmato, Fazlullah mostra una ferita al ginocchio che confermerebbe la notizia, circolata in un primo momento, secondo la quale il super-ricercato (su cui pende una maxi taglia) era stato gravemente ferito nell'offensiva della primavera 2009. (Peacereporter)
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