| Attualità 23 luglio 2010 |
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Monza, operaio ucciso per una birra: arrestati i presunti killer Un 40enne e un 28enne sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Desio perché ritenuti gli autori dell'omicidio del 33enne operaio Luigi Pagani, aggredito nella notte tra mercoledì e giovedì scorso davanti al chiosco di un ambulante a Lissone (Monza) per aver chiesto ai due, che conosceva di vista, di offrirgli una birra. L'accusa per gli arrestati, bloccati nella tarda serata di ieri, è di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi. (Apcom)
Mafia/ Omicidio Lo Faro: presi 5 presunti membri clan Carateddi Cinque presunti appartenenti alla cosca Carateddi sono stati arrestati a Catania dagli agenti della locale Squadra mobile per l'omicidio del 45enne Nicola Lo Faro, boss del clan dei Cursoti, assassinato a colpi d'arma da fuoco nel pieno centro del capoluogo etneo la mattina del 4 maggio 2009. La polizia ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta della Dda di Catania. Le indagini sono partite grazie alle immagini dei killer in fuga riprese da un impianto di videosorveglianza. Agli arrestati è stata contestata l'aggravante di aver commesso il delitto per agevolare l'associazione mafiosa della quale fanno parte. (Apcom)
La doppia vita dei sacerdoti romani Ama il prossimo tuo. Pare proprio che alcuni sacerdoti della Capitale abbiano preso 'alla lettera' l'insegnamento cattolico secondo quanto è emerso dall'inchiesta del settimanale Panorama in edicola da oggi. Preti e sacerdoti dalla doppia vita sorpresi a frequentare locali gay, filmati in party con gigolò e perfino durante un rapporto omosessuale con un partner casuale.
Per 20 giorni un giornalista, affiancato da un complice gay, si è infiltrato nelle serate di alcuni preti che, a Roma, conducono una doppia vita: di giorno sono sacerdoti, di notte frequentatori assidui di locali dove si organizzano festini privati a base di sesso. Tre, in particolare, i casi raccontati, con nomi di fantasia: Paul, sacerdote francese di 35 anni, Carlo, sui 45, e Luca, abbordato su internet.A dare conferma di quanto riportato dal settimanale arrivano anche le dichiarazioni di Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay della Capitale, il quale farebbe sapere che "non è un mistero che ci siano preti e sacerdoti che a Roma frequentano ambienti e locali gay ma ovviamente si tratta di feste private". Marrazzo prosegue spiegando che lo scorso 2 luglio, giorno precedente allo svolgimento del Gay Pride nella Capitale, il sacerdote francese di cui si fa riferimento potrebbe essere stato al locale "69", nel quartiere Testaccio, dove spesso si organizzano afterhours per omosessuali, intorno alle 5 del mattino.Questo locale rientrerebbe nel giro di locali dove si organizzano feste per religiosi gay. "Il Gay village, invece - ha concluso Marrazzo - è un posto sicuramente poco frequentato, o quasi per niente, da sacerdoti gay soprattutto della zona, visto che spesso ci sono fotografi ed è un posto al centro dell'attenzione. Per loro ci sarebbe poca discrezione". Nella Capitale pare proprio che sacerdoti e preti gay frequentino circuiti privati chiusi, organizzando serate in locali con molta discrezione e attraverso un giro di sms.Le prime dichiarazioni vaticane gridavano al "puro scandalismo" mentre il direttore di Panorama, Giorgio Mulè, ribatteva: "Abbiamo nomi, cognomi e indirizzi dei sacerdoti". Ora il vicariato di Roma, pur accusando l'articolo di voler screditare la Chiesa, ridimensiona i toni e di fatto non esclude che qualche sacerdote possa condurre una vita doppia, soprattutto sacerdoti stranieri che nulla hanno a che fare con la Chiesa di Roma. "Non vogliamo loro del male - si afferma nella nota pubblicata sul sito del vicariato Romasette.it - ma non possiamo accettare che a causa dei loro comportamenti sia infangata la onorabilità di tutti gli altri". Ipocrisia bella e buona invece secondo la dichiarazione del radicale Sergio Rovasio, segretario dell'associazione Certi Diritti: "Certo, tutti hanno diritto a vivere la loro sessualita' ma non e' accettabile che quegli stessi preti che di giorno predicano contro le persone lgbt e di notte praticano esattamente il contrario. Il Vaticano, dove sappiamo per certo esistere all'interno del suo territorio un'area di 'battuage' frequentata da preti e cardinali gay (di cui non diciamo il luogo esatto per evitare che venga piantonato dalle Guardie Svizzere in divisa perche' quelle in borghese gia' ci sono), farebbe bene a non alimentare la sua ipocrisia cercando di parlare di 'scandalismo' ma di prendere atto che vi sono parecchi omosessuali nel suo apparato tutti velati per paura". (Agenzia Radicale)
Carceri, ancora un suicidio Trentotto. E' questo il numero dei suicidi registrati nelle carceri italiane in questo 2010 funesto, aggiornato a questa mattina quando il corpo di un detenuto è stato trovato senza vita nella sua cella della casa circondariale di Catania Bicocca. Andrea Corallo, 39 anni e in carcere dall'aprile del 2008, si sarebbe reciso la carotide mentre si stava facendo la barba. Le modalità sono ancora da accertare ma le parole di Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Pa Penitenziari, lasciano pochissimi dubbi: "Abbiamo la sensazione che nemmeno questa strage silenziosa che si consuma all'interno delle nostre degradanti prigioni scuota dal torpore una classe politica che ha, evidentemente, accantonato la questione penitenziaria. Dal 1 gennaio - ha aggiunto - 38 detenuti, 4 agenti penitenziari e un dirigente generale si sono suicidati". Secondo quanto riferito da Riccardo Arena che cura la rubrica Radiocarcere su Radio Radicale, Corallo aveva iniziato "una rumorosa protesta e minacciava di uccidersi proprio tagliandosi la gola". Solo un caso, quindi, che Corallo sia morto? La Procura della Repubblica di Catania ha aperto intanto un'inchiesta e ha disposto l'autopsia. Sarno chiede polemicamente se sia il caso di "approfondire ed investigare" e, magari, "risolvere". "E invece nulla . ha spiegato - tutto è rimesso alla sola buona volontà e alle evidenti capacità del personale", costretto a turni massacranti perché in scarsità numerica. Insomma, uno stato d'emergenza a cui non si riesce o non si vuole porre un freno. Neanche di fronte ad un numero di morti che continua a salire in modo preoccupante. (Agenzia Radicale)
Napolitano: "Allarmati e indignati da fenomeni di corruzione emersi" "Ci indigna ed allarma l'emergere di fenomeni di corruzione e trame inquinanti, anche ad opera di squallide consorterie, ma la nostra democrazia dispone di validi anticorpi". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale. Anticorpi per il capo dello Stato sono "in primo luogo la capacità di reazione morale dei cittadini, insieme la vitalità dei principi costituzionali, e dei presidi costituiti dalle leggi ispirate a quei principi e affidate alla preziosa azione della magistratura e delle forze dell'ordine". "Senza alcuna incertezza o reticenza - sottolinea - si deve intervenire su ogni inquinamento o deviazione nella vita pubblica e nei comportamenti di organi dello Stato. Ma - è il monito - senza cedere a nessun gioco al massacro tra le istituzioni e nelle istituzioni". Molti i temi politici trattati dal capo dello Stato durante il suo discorso. Innanzitutto la crisi economica: "Nessun catastrofismo per quel che riguarda l'Italia ma consapevole realismo nel valutare le attuali tendenze, nei loro aspetti positivi e nei loro limiti, le questioni di fondo e le incognite che restano". "Si sta risalendo la china di una pesante caduta", sottolinea. "Si sta manifestando una significativa ripresa della produzione industriale e in modo particolare delle esportazioni. Si sta confermando la vitalità del nostro sistema imprenditoriale, una parte della quale, soprattutto, coglie i frutti di un processo di rafforzamento delle basi e delle efficienze aziendali e di dinamica proiezione verso i mercati internazionali. Sul piano sociale, poi, hanno inciso positivamente le politiche di rafforzamento degli ammortizzatori e di sostegno dei redditi familiari". Ora, avverte, "dobbiamo guardare al futuro, e ciò significa in sostanza guardare alla condizione dei giovani e alle troppe debolezze e strozzature del nostro sistema economico e civile che occorre superare per garantire ai giovani un futuro sostenibile e dinamico". Non manca un riferimento alla Costituzione: "Quella vigente è non impedisce, ma consente e promuove interventi di forte carica innovativa come quelli dettati dal Titolo V, in special modo per il federalismo fiscale nel quadro di una rinnovata unità nazionale". E ribadisce anche la necessità di cambiare la Carta: "Occorre varare anche le riforme istituzionali e modifiche ben mirate della Costituzione e continuero' a sollecitarle senza arrendermi al pessimismo". "Non mi interessano scenari politici ipotetici di nessuna specie", ci tiene anche a precisare il capo dello Stato che sottolinea: "Non c'è spazio per autosufficienze ed esclusivismi, né per contrapposizioni totali: convincersi di ciò e trarne le conseguenze è quel che mi sta a cuore e che sollecito". Napolitano auspica quindi un "vasto confronto" tra le forze politiche nell'"interesse generale" sui principali temi all'ordine del giorno, a cominicare dalle riforme. "Nel contesto di lungimirante confronto che auspico - spiega -, nell'interesse generale, è condizione il corretto funzionamento delle istituzioni e dei rapporti tra le istituzioni". Da qui il nuovo invito rivolto al governo a nominare in tempi brevi il nuovo ministro dello sviluppo economico e il presidente della Consob. "Se ci si impegna in un confronto di fondo sul futuro del Paese - sottolinea Napolitano - partendo dallo spessore e dalla complessità dei problemi da affrontare e riconoscendo che si impongono scelte di medio e lungo periodo, al di là dell'alternarsi delle maggioranze di governo, si comprende la necessità di un'ampia condivisione su grandi obiettivi e su grandi linee di intervento". Napolitano esprime poi apprezzamento "per la dialettica parlamentare", che ha portato all'ultimo testo il ddl sulle intercettazioni. "Non deve stupire che la definizione di una nuova legge in materia di intercettazioni, da lungo attesa, abbia richiesto un tempo non breve e un percorso faticoso, potremmo dire 'per approssimazioni successive" perché "si trattava di bilanciare tra loro diversi valori e diritti, tutti egualmente riconosciuti in Costituzione". Quanto alla manovra è "collocata nella scia degli orientamenti definiti, non senza fatica, in sede europea di fronte ai rischi da cui era stata negli ultimi mesi investita la moneta comune, e quindi di fronte alle esigenze di stabilizzazione finanziaria, di consolidamento dei bilanci dei nostri Stati e insieme di crescita della nostra economia". "Al di là delle divergenze e delle tensioni manifestatesi sui contenuti del decreto che sta per essere convertito in legge - è l'invito del capo dello Stato - e anche al fine di tenere aperta la ricerca di risposta a problemi e domande che non hanno trovato sbocco nel confronto finora svoltosi su questo difficile e impegnativo provvedimento, occorre davvero guardare avanti, misurarsi con le sfide del futuro e farlo con la massima apertura e serietà". (Adnkronos)
"El Blanco", quando l'integrazione non è un'utopia Periferia e criminalità, immigrazione ed emarginazione rappresentano spesso un binomio che si fonda su comode convenzioni difficili da rimuovere. Non a Bologna, da sempre città all'avanguardia dal punto di vista della responsabile accoglienza ed accettazione delle diversità quale fattore di crescita socio - culturale. Si chiama "El Blanco" il nuovo ed innovativo progetto avviato all'ombra delle Due Torri, con il patrocinio di Comune e Regione, volto alla valorizzazione delle periferie attraverso il coinvolgimento di giovani immigrati nella responsabilità gestionale dei loro spazi ed impegni. Evoluzione di un'iniziativa per minori già in essere dal 2003, denominata Katun (Giostra) e rivolta a ragazzi tra i 14 ed i 18 anni, l'Associazione è gestita dai giovani del tristemente noto quartiere Pilastro che hanno superato la maggiore età, con l'obiettivo di dimostrare che l'integrazione non è impossibile. Ciò attraverso attività teatrali, cinematografiche e musicali che hanno come obiettivo quello di fornire un'opportunità di emancipazione e di definitivo inserimento nella realtà cittadina a ragazzi provenienti da culture e nazionalità diverse, soprattutto dall'area balcanica, dall'Africa e dal Sud Italia che versano in situazioni di disagio. E perché no, anche quello di aiutarli a studiare. Pionieri del progetto sono stati Denis e Besart due giovani di etnia rom, originari del Montenegro e profughi della ex Jugoslavia, arrivati in Italia con i propri genitori e costretti a diventare "grandi" in fretta tra mille difficoltà ed il quotidiano disagio di vivere in un quartiere altamente a rischio che si porta dietro da decenni una pessima fama e dove ai problemi della periferia si sono sommati quelli dell'immigrazione. Nel 2002 iniziano a frequentare il Poliambulatorio del Pilastro, dove conoscono gli educatori professionali del Servizio minori e famiglie del Quartiere San Donato, e due operatori sociali, Antonio Fusaro e Silvia Branca, dipendenti della Coop Attività Sociali. Inizialmente, il gruppo registra le adesioni per lo più di minorenni; raggiunta la maggiore età, tutti i componenti, per non essere costretti ad abbandonare il progetto nel quale avevano investito tempo ed entusiasmo si sono fatti venire in mente un'altra idea. Decidono quindi di dar vita ad El Blanco, così denominato con evidente ironia visto che "siamo tutti scuri" e che trova ospitalità nello spazio autogestito di via Paolo Fabbri, il Vag61. Insieme hanno realizzato spettacoli teatrali e filmati, animato iniziative con i bambini, lavorato con e per gli anziani del Circolo Arci "La Fattoria", contribuito a gestire un campeggio estivo. Oggi Denis, vent'anni, ha una figlia e lavora in un albergo. Besart, ventuno anni, è riuscito da poco a regolarizzare la sua posizione e cerca un impiego che gli permetta di mantenere le sue due bambine. "In questi anni" racconta l'educatrice Silvia Branca "siamo riusciti ad ottenere il riconoscimento e la solidarietà da parte della comunità locale, fatta di italiani che spesso hanno guardato con diffidenza rom, africani e slavi che animano le vie del Pilastro". "Una delle cose più belle" aggiunge Silvia " è leggere negli occhi dei nostri ragazzi la voglia di riscatto. Ci dicono sempre che il loro destino non dovrebbe essere per forza quello di lavorare in fabbrica o in una ditta di pulizie. Noi proviamo, attraverso il canto, la musica, il teatro e l'animazione, a trasformare le loro passioni in potenzialità da investire per il loro futuro". (Agenzia radicale)
Università/ Gelmini: Alcune proteste docenti atto indecoroso Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, definisce "atti indecorosi" alcune manifestazioni di dissenso all'interno degli atenei. "Mi riferisco al fatto - ha detto il ministro a margine di un dibattito organizzato da 'Dedalo 2010' - che io ho il massimo rispetto per chi protesta, ma credo che non debba farne le spese il corpo studentesco". Secondo la Gelmini alcuni insegnanti hanno reso impossibile "lo svolgimento degli esami e la regolarità degli appelli", perché "si lamentano del disegno di legge e si rifiutano di fare lezione". Il ministro ha aggiunto: "Credo che sia profondamente ingiusto. Si può essere legittimamente in dissenso ma - ha concluso - non si devono danneggiare gli studenti". (Apcom)
Rai: Michele Santoro andra' in onda Michele Santoro andra' in onda su Raidue a partire dal 23 settembre,in prima serata il giovedi'.Il Cda ha dato via libera ai piani di produzione e trasmissione della Rai.Il direttore generale Masi ha sottoposto ai consiglieri la versione finale dei palinsesti,con l'indicazione 'Spazio Santoro'.Il conduttore ha commentato''Andremo in onda,come il pubblico si aspetta da noi''.Masi ha precisato ''Se vuole andare in onda,dovra' trovare un accordo con me'. (Ansa)
Lavoro/ Unioncamere: Nel 2010 largo ai giovani per 1 posto su 2 Nuove chance per i neo-laureati e neo-diplomati: nel 2010, le imprese sono disponibili ad assumere, nel 54,7% del totale dei posti di lavoro messi a disposizione, giovani in uscita da scuole e università. E' quanto rivela il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, il principale studio previsionale sul mercato del lavoro dipendente italiano, effettuato coinvolgendo oltre 100mila imprese di tutti i settori economici e di tutte le dimensioni. E se per caso quest'anno si conseguirà un diploma o una laurea in campo sanitario e socio-assistenziale oppure chimico-farmaceutico le opportunità per gli under 30 saliranno ulteriormente. (Apcom)
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