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L'intervista

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Jason Derülo

Moda e Tendenze 26 luglio 2010

The Blind Project

Riscrivere una nuova vita per le vittime del traffico sessuale e creare un brand di moda sostenibile ispirato alla loro storie. E' l'idea di tre ragazzi newyorkesi, Anthony Dodero, Chad Riley e Liem Nguyen, che hanno fondato una piccola organizzazione umanitaria: The Blind Project.

"L'abbiamo chiamata così (letteralmente significa Progetto cieco) per via del fatto che ci sentivamo all'oscuro del problema. Ma anche per richiamare l'idea che queste donne, spesso sfruttate dall'età di 11 anni, sono inconsapevoli delle loro potenzialità".

Secondo L'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) sono circa 1,3 milioni le persone sfruttate sessualmente nel Sudest Asiatico. Il numero esatto di prostitute è impossibile da calcolare, a causa della natura clandestina del fenomeno, ma si stima che una percentuale tra lo 0,25 e l'1,5 percento della popolazione femminile di Malesia, Indonesia, Thailandia e Filippine sia coinvolta nel traffico di esseri umani e che i profitti generati da questa attività rappresentino tra il 2 e il 14 percento del prodotto interno lordo.

La formazione di Anthony e dei suoi amici inizia nell'estate 2006 con un viaggio che tocca Thailandia e Cambogia. Qui i tre entrano in contatto con le organizzazioni locali impegnate nella lotta contro il traffico di esseri umani, frequentano orfanotrofi e visitano alcuni bordelli. Durante il percorso incontrano ragazze come Jia Li, teenager emigrata con la famiglia dalla Cina a Myanmar e venduta dal ragazzo al miglior offerente. O come Em, costretta dalla madre a prostituirsi a soli 13 anni. La storia di queste donne cambia la loro vita.

Rientrati a casa i tre si licenziano e decidono di dare vita a un progetto che attraverso la promozione di campagne e la diffusione di documentari porti l'attenzione dell'opinione pubblica sul problema. In due anni, The Blind Project cresce e assume una dimensione via via più operativa. Viene creato un blog da cui lanciare una serie di iniziative rivolte al pubblico, con lo scopo di creare opportunità di lavoro in Asia per le vittime.
L'ultima proposta è "Be a bio.grapher", concorso che offre la possibilità di diventare biografi delle vittime di abusi sessuali, raccontando con un disegno la storia delle ragazze che l'organizzazione è riuscita a salvare.
Le biografie visive - che potranno essere postate su www.theblindproject.com entro il prossimo 15 settembre - saranno scelte da una giuria e diventeranno il tema di una nuova linea di abbigliamento chiamata "Biographe". Una collezione di moda speciale, prodotta e gestita interamente dalle vittime in collaborazione con Hagar International, ONG internazionale che gestisce in Cambogia una fabbrica tessile.

Alla radice dello sfruttamento sessuale - infatti - c'è proprio la subordinazione economica delle vittime: la maggior parte di loro non ha occasioni di ricevere l'istruzione necessaria ad avviare una professione con cui liberarsi dalla schiavitù. Biographe darà a queste donne un lavoro e una seconda chance.

Oggi nell'organizzazione lavorano una ventina di volontari. Nessuno di loro riceve uno stipendio e tutti, quindi, devono essere in grado di autofinanziarsi. Nell'ultimo anno grazie al loro contributo, The Blind Project è riuscita a garantire visite oculistiche a più di 150 donne. Perchè per lavorare, serve vedere bene.

(Peacereporter)

 

Giochi: Puglia, Monopoli per 'Monopoly'

Monopoli ha sbancato il sondaggio online per la scelta delle 22 localita' che saranno protagoniste dell'edizione speciale del gioco.

La cittadina pugliese si e' classificata all'8/o posto con 50mila preferenze. Per la 1/a volta Monopoly, 'il gioco da tavolo piu' famoso del mondo', ospitera', al posto dei nomi classici Vicolo Corto e Parco della Vittoria, i nomi di alcune tra le piu' rappresentative citta' italiane.

(Ansa)

 

 

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