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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

International 27 luglio 2010

Israele, donna siriana riceve il permesso di attraversare il Golan

E' la prima volta che Israele concede il passaggio dalla Siria verso le Alture occupate.
Il quotidiano arabo Asharq al Awsat, che ha dato la notizia, spiega che la donna vive nella città di Hadar, in Siria, a soli 4 km di distanza da sua sorella, residente nel villaggio druso di Massaada, situato sul territorio che Israele occupò durante la Guerra dei Sei Giorni nel 1967.
Il passaggio di cittadini drusi del Golan verso la Siria viene concesso da Israele per motivi di studio e per i pellegrinaggi ai santuari drusi siriani. Nel caso di matrimoni tra residenti dei due lati del confine controllato dall'Onu, gli sposi del Golan possono recarsi in Siria, senza più tornare dalle loro famiglie.

(Peacereporter)

 

Pakistan, agente segreto rapito: 'Pagate il riscatto o racconto alcune debolezze del Pakistan'

In un video diffuso poco fa un agente dei servizi segreti pakistani rapito mesi fa da un gruppo integralista islamico ha chiesto alle autorità di Islamabad di accettare le richieste dei sequestratori altrimenti potrebbe "rivelare alcune debolezze del Pakistan" di cui è a conoscenza.
L'agente in questione, Ameer Sulktan, meglio conosciuto negli ambienti dell'intelligence pakistana come il colonnello Imam, è stato sequestrato il 26 marzo scorso nella zona tribale del Waziristan, al confine con l'Afghanistan, insieme a un reporter britannico e a un militare dell'aviazione pakistana che è stato ucciso il 28 aprile scorso.
Per il rilascio dell'agente il gruppo islamico Lashkar- e- Jhangvi ha chiesto una grossa somma di danaro e la liberazione di 160 loro compagni.

(Peacereporter)

 

Giappone, governo vara misure contro la pedopornografia in rete

In seguito a una riunione ministeriale svolta a Tokio, il governo giapponese ha deciso una stretta sulla pedopornografia in rete. Le immagini illecite potranno essere bloccate da parte dei fornitori di connettività internet.
"Il crimine della pedopornografia - ha detto il premier nipponico Naoto Kan - non deve essere tollerato e abbiamo il dovere di salvare i bambini vittime di soprusi".
La soluzione parziale al problema della pedopornografia on line verrà risolto oltre che dal blocco preventivo delle immagini anche da una lista nera di siti internet e dal potenziamento del servizio di consultori gratuiti per le vittime della pedopornografia. Se il pacchetto proposto verrà confermato le iniziative prenderanno il via dal marzo del prossimo anno.

(Peacereporter)

 

Kosovo, esercitazioni congiunte per Eulex e Kfor

L'Eulex, (missione europea in Kosovo), la polizia kosovara, e militari della Kfor, terranno un addestramento di due giorni nella zona di Zubin Potok, nel distretto di kosovska Mitrovika, nel nord est del Paese. Vi prenderanno parte unità di gruppi multinazionali e le forze di riserva della Kfor, sotto il comando della stessa Kfor, forza militare internazionale guidata dalla NATO, responsabile di ristabilire l'ordine e la pace in Kosovo. Scopo dell'esercitazione congiunta espandere la cooperazione tra la polizia kosovara, Eulex, e Kfor in Kosovo.

(Peacereporter)

 

Serbia, risoluzione del parlamento in difesa della sovranità

Nella serata di ieri il parlamento serbo ha approvato una risoluzione per continuare le attività per la difesa della sovranità e dell'integrità nazionale del Paese.
Il dibattito è proseguito per 12 ore e a favore della risoluzione hanno votato 192 membri del parlamento. In 26 hanno votato contro e solo due si sono astenuti.
"L'Assemblea nazionale trova necessario arrivare con trattative pacifiche ad una permanente, sostenibile e reciprocamente accettabile soluzione per il Kosovo che permetterebbe una riconciliazione storica fra il popolo serbo e quello albanese così come pace e stabilità nella regione".
Il presidente Tadic ha inoltre sottolineato come la Serbia in questo momento abbia bisogno di intrattenere ottimi rapporti diplomatici con le grandi potenze. Altri modelli di politica porterebbero il Paese alla rovina e i cittadini alla povertà, ha ricordato Tadic.

(Peacereporter)

 

Ecuador, imposti nuovi modelli di contrattazione alle aziende petrolifere

L' Ecuador propone un nuovo modello di contrattazione delle imprese petrolifere straniere, proposto con l'entrata in vigore delle riforme della Legge degli Idrocarburi ideata dal presidente Rafael Correa. Il presidente della Commissione dell' Energia della Camera Ecuadoriana Americana, Hector Paz y Miño, ha spiegato alla Bbc che "queste riforme intendono aumentare la partecipazione statale al reddito petrolifero, ma lasciano da parte l'equilibrio economico che dovrebbe esserci tra le parti per avere appetibilità per gli investimenti".
Tra gli aspetti positivi della nuova legislazione il ministro delle Risorse Naturali non Rinnovabili, Wilson Pastor, ha sottolineato che la totalità della produzione petrolifera sarà nelle mani dello Stato. Secondo il ministro, con i contratti di partecipazione lo Stato percepiva solo un 20% della produzione totale. Lo Stato, inoltre, regolerà gli utili delle imprese. "Sono finiti gli abusi delle aziende petrolifere" ha continuato Pastor.
Le imprese hanno un termine di 120 giorni per la rinegoziazione dei loro contratti, ma il termine può estendersi fino a 180 giorni per quelle che operano in settori marginali.
In Ecuador operano una decina di imprese petrolifere straniere, tra cui la spagnola Repsol-YPF, la brasiliana Petrobas e la cinese CNPC. La produzione del paese raggiunge i 480mila barili al giorno, di cui un 40% viene estratto dalle imprese straniere.
Negli ultimi anni la produzione delle transnazionali è sensibilmente diminuito, il che ha provocato problemi per gli introiti dell'Ecuador. Nel 2006 queste imprese hanno investito circa 772milioni di dollari, e si calcola che nel 2010 la cifra si abbasserà a 321 milioni.

(Peacereporter)

 

Londra, Greenpeace 'chiude' distributori Bp

Militanti del gruppo ambientalista Greenpeace hanno costretto alla chiusura 47 stazioni di servizio della Bp a Londra, in segno di protesta per la marea nera nel Golfo del Messico.

In totale i distributori nella capitale inglese sono 50, ma la compagnia petrolifera ha smentito le cifre fornite dagli ambientalisti sostenendo che solo 12 stazioni sono state costrette a chiudere e che il servizio "sarà ripristinato quanto prima".

La protesta coincide con le cifre fornite da Bp sulle spese finora sostenute per far fronte alla marea nera (quasi 17 miliardi di dollari) e su quella ancora da conteggiare (oltre 32 miliardi di dollari). Greenpeace ha descritto l'azione dei suoi militanti, affermando che gli attivisti hanno fermato il flusso di carburante facendo saltare gli interruttori di sicurezza in modo da impedire la riapertura delle stazioni. La Bp ha bollato il blitz ambientalista come "un irresponsabile e infantile atto in grado di interferire con i sistemi di sicurezza".

In un distributore di Camden, nel nord di Londra, degli attivisti 'scalatori' si sono arrampicati per sostituire il logo Bp con l'immagine di un un girasole verde che affonda in un mare di petrolio.

(Ansa)

 

 

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