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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

Attualità 27 luglio 2010

Inchiesta P3, indagato Caliendo. Dell'Utri ai pm: non rispondo

Il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo è stato iscritto nel registro degli indagati per violazione degli art. 1 e 2 della legge Anselmi. L'iscrizione di Caliendo nelle liste degli indagati è stata decisa secondo quanto si è appreso, oggi, dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo al termine di un esame della posizione delle persone che la sera del 23 settembre 2009 si riunirono presso l'abitazione romana di Denis Verdini a Palazzo Pecci Blunt in Piazza dell'Ara Coeli. In base alle intercettazioni telefoniche disposte dal magistrato, che per questa vicenda ha ottenuto l'arresto di Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino, parteciparono a quella riunione i tre arrestati, il senatore Marcello Dell'Utri, Giacomo Caliendo e i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller. La loro posizione è ancora all'esame del magistrato perché deve valutare se anche nei loro riguardi debbano essere adottati provvedimenti.

Come per i tre arrestati e gli altri indagati, per Caliendo il magistrato ha anche ipotizzato che durante quella cena si decise l'intervento presso la Corte costituzionale sul cosiddetto Lodo Alfano nonché interventi sulla nomina di Alfonso Marra alla presidenza della Corte d'Appello di Milano e alla pressione che doveva essere fatta in Cassazione per dare un certo indirizzo al ricorso presentato da Nicola Cosentino contro l'ordine di custodia cautelare richiesto dai magistrati di Napoli per sua contiguità con la Camorra.

Intanto, Marcello Dell'Utri ha scelto di non rispondere alle domande del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo che lo interrogava come indagato nell'inchiesta della cosiddetta P3. Nell'ufficio di Capaldo è rimasto una quarantina di minuti giusto per il disbrigo delle iniziali procedure e poi ha detto no a qualsiasi domanda. Lasciando il palazzo di Giustizia ha detto: "Mi sono avvalso della facoltà di non rispondere. E' una mia regola fissa. Non avendo parlato con i pubblici ministeri è ovvio che non posso parlare neppure con i giornalisti. Non rispondendo mi sono avvalso di una facoltà fondamentale per l'imputato. La legge mi consente di non rispondere e l'ho fatto. Quando 15 anni fa sono stato imputato a Palermo e mi hanno interrogato ho parlato per 17 ore e poi sono stato rinviato a giudizio sulla base delle mie dichiarazioni. Ho imparato da allora a stare zitto. Se vi capitasse di andare sotto inchiesta vi consiglio di fare altrettanto".

Intanto, il Pd si appresta a illustrare la proposta di legge per l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla presunta associazione segreta P3. Domani alle 12.15 alla Camera, presso la sala del Mappamondo, si terrà una conferenza stampa con i deputati Rosy Bindi, Roberto Zaccaria, Pierluigi Castagnetti, Donatella Ferranti, Lanfranco Tenaglia, Giovanni Bachelet, Giovanni Burtone Cinzia Capano, Giuseppe Giulietti, Ricky Levi, Margherita Miotto.

(Adnkronos)

 

L'Islanda si "sbavaglia"

Mentre in Italia il Governo si sta impegnando per l'attuazione della "legge bavaglio", in Islanda è stata approvata una legge che si pone all'esatto opposto: difendere chiunque riveli documenti segreti di interesse pubblico. La proposta è stata fatta dalla deputata anarchica Birgitta Jonsdottir ed approvata dai suoi colleghi. Alla votazione, sul tabellone è apparso "un mare verde. Approvato all'unanimità. Ero stupefatta" ha dichiarato alla stampa la Jonsdottir.

Più nello specifico, la legge, che dovrà attendere un anno per poter essere messa in atto, protegge da denunce e intimidazioni chiunque divulghi sul web documenti riservati di interesse pubblico, a patto che il server utilizzato abbia base in Islanda. In questo modo la giustizia di Reykjavik, oltre ad aiutarne la diffusione, procederà poi con le dovute indagini, in base a quanto rivelato, e impedirà a tribunali esteri azioni di denuncia e condanne che non saranno in linea con le norme islandesi. Inoltre, sempre secondo questa norma, chiunque abbia fatto divulgazioni di questo tipo, o il proprietario del server che abbia ospitato tali notizie, non solo sarà protetto dalla legge, ma avrà il diritto di contro-citare in un'aula di tribunale chiunque gli abbia rivolto minacce o denunce a riguardo, con l'accusa di violazione della libertà d'espressione. Se i documenti rivelati poi dovessero interessare anche altri paesi, la legge avrà sempre valore e potrà dar modo ai giornalisti dei paesi interessati di riprendere la notizia senza temere ripercussioni da parte dei propri governi.

Un paese, quello islandese, con la percentuale più alta di internauti in Europa, che va contro tendenza rispetto a tanti altri paesi nel mondo che tentato di imbrigliare la rete, di filtrarla o addirittura di spegnerla. Un paese che protegge chi vuole rivelare verità di interesse pubblico, mentre in altri paesi, si veda il nostro, si tenta di ricorrere ad ammende pecuniarie e prigione contro chi pubblica intercettazioni telefoniche, anche se di interesse pubblico, il tutto in nome della difesa della privacy.

Ora resta da vedere quali saranno le ripercussioni nel mondo di questa leggere, in particolare in Italia, e se il giornalismo d'inchiesta riuscirà a sfruttare questa occasione ed avrà una nuova vita.

(Agenzia radicale)

 

Duisburg, sabato il funerale simbolico. Ancora scambi di accuse tra le autorità

Si celebrerà sabato prossimo a Duisburg un funerale simbolico per rendere omaggio alle vittime della Love Parade, il festival della musica techno dove hanno perso la vita 20 persone tra cui la 21enne italiana Giulia Minola.

La cancelliera tedesca Angela Merkel interromperà le sue vacanze estive per partecipare alla cerimonia. Secondo indiscrezioni, alla cerimonia sarà presente anche il presidente della Repubblica federale tedesca Christian Wulff, ma non c'è conferma ufficiale della notizia.

Mentre si indaga sulle causa della tragedia, che ha provocato anche 511 feriti tra cui alcuni gravi, cresce la rabbia tra le persone colpite, sempre più convinte che siano stati errori organizzativi a provocare la strage.

Nello scambio di accuse tra polizia, organizzatori e politici è intervenuto anche il sindaco di Duisburg Adolf Sauerland, che ha dichiarato al quotidiano Rheinische Post di non essere mai stato avvertito di rischi per la sicurezza legati all'evento, svoltosi quest'anno per la prima volta nella città della Germania occidentale.

Il sindaco è però sempre più sotto pressione: un altro quotidiano tedesco, la prestigiosa Sueddeutsche Zeitung, insiste che la polizia di Duisburg aveva espresso i suoi dubbi in materia di sicurezza agli organizzatori e al comune, che però li hanno ignorati. "La polizia di Duisburg - ha detto un funzionario comunale al giornale - ha chiaramento comunicato i suoi dubbi in numerosi gruppi di lavoro e di discussione". Secondo la Sueddeutsche, anzi, il presidente della polizia locale, Rolf Cebin, ora dimessosi, si era apertamente opposto all'organizzazione della Love Parade proprio per dubbi legati alla sicurezza. Un terzo giornale, il Koelner Stadt-Anzeiger, aggiunge che le autorità hanno dato il via libera alla manifestazione solo all'ultimo momento, mentre polizia e vigili del fuoco avevano espresso perplessità molto prima che la Love Parade avesse luogo. Parole confermate dallo stesso ex capo dei vigili del fuoco di Duisburg, Klaus Schaefer, il quale, in un'intervista all'emittente televisiva n-tv ha affermato di aver "urgentemente sconsigliato" di realizzare l'evento.

Anche la polizia tedesca respinge le accuse che arrivano dagli organizzatori della Love Parade, secondo cui all'origine della tragedia ci sarebbe la decisione della polizia di aprire alla folla un numero di cancelli d'ingresso superiore a quanto inizialmente pianificato. A puntare il dito contro le forze dell'ordine era stato ieri l'organizzatore Rainer Schaller, che aveva accusato le forze di sicurezza di aver aperto un numero eccessivo di varchi, consentendo a migliaia di ragazzi di ammassarsi nel tunnel. "Non siamo in una posizione tale da poter determinare cosa ha scatenato quella successione di eventi", ha dichiarato un portavoce della polizia di Colonia, che ha il comando delle indagini sulla tragedia. "Sarebbe bene che il signor Schaller non si perdesse in speculazioni", ha aggiunto.

Il sindacato di polizia, intanto, ha chiesto che venga varato un nuovo regolamento nazionale in base al quale diventi necessaria l'approvazione del governo centrale per i piani di sicurezza di eventi simili. "Vogliamo che i piani di sicurezza per gli eventi di massa non passino semplicemente nelle mani di amministratori cittadini", ha dichiarato il capo del sindacato di polizia Rainer Wendt alla stampa locale.

(Adnkronos)

 

Cameron sfida Parigi e Berlino: "La Turchia deve entrare nell'Ue"

E' stato un accorato appello all'ingresso della Turchia nell'Unione Europea quello che Cameron ha sostenuto di fronte al Parlamento turco ad Ankara, nella sua prima visita ufficiale nelle vesti di capo del governo. Cameron, che si aspetta da questo incontro di stipulare un nuovo accordo strategico con il Primo Ministro turco Tayyip Erdogan, si è detto "arrabbiato" per gli ostacoli che Bruxelles ha posto sul cammino dei Turchi verso l'Europa.

"Quando penso a quello che fa la Turchia per difendere l'Europa in quanto alleato della Nato e a quello che la Turchia fa in Afghanistan al fianco degli alleati europei, mi arrabbio nel constatare che il vostro percorso verso l'adesione all'Ue può essere scoraggiato nel mondo in cui è stato fatto finora" ha affermato il Prime Minister britannico, paragonando l'ostilità che c'è attualmente nei confronti dell'aspirante membro "dei 27", alla diffidenza che vi fu in passato verso l'ingresso della stessa Gran Bretagna.

Cameron è poi andato avanti sostenendo il suo punto di vista secondo cui un'Europa senza la Turchia "non sarà più forte, ma più debole, non sarà più sicura semmai lo sarà meno, e non sarà più ricca ma bensì più povera - aggiungendo infine - Sono qui per perorare la causa della Turchia affinché diventi un membro dell'Unione e combatterò perché ciò accada".

Di sicuro il paese rappresenterebbe una cerniera tra Oriente ed Occidente, ed un partner strategico nei difficili rapporti con Israele. Cameron lo sa bene e durante il suo discorso ha invitato i due paesi a mantenere rapporti amichevoli augurandosi che si possa risolvere presto la situazione nella striscia di Gaza. Nella conferenza stampa che è stata poi occasione di incontro tra Tayyip Erdogan ed il leader britannico, quest'ultimo ha suggerito che il lasciapassare per la Turchia potesse essere vincolato da alcune restrizioni provvisorie - come è già accaduto in passato per Bulgaria e Romania - che interessino i diritti attribuiti ai cittadini turchi che vivranno e lavoreranno in Gran Bretagna. Limitazioni destinate a scomparire in un decennio visto la crescita economica esponenziale del Paese.

La posizione di Londra, così come espressa dal suo Premier, è chiarissima. Le trattative per l'ingresso della Turchia in Europa, che hanno avuto inizio nel 2005, sono al momento ferme in particolar modo per lo scetticismo palesato da Francia e Germania, e le incisive parole pronunciate da Cameron in quest'occasione potrebbero ora aver compromesso i rapporti con i due paesi.

(Agenzia radicale)

 

Esperti concordi, il San Lorenzo non e' di Caravaggio

Non e' di Caravaggio e non c'e' nemmeno la mano del grande maestro lombardo nel Martirio di San Lorenzo, di proprieta' dei Gesuiti. Dopo il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, che ha negato ieri dalle pagine dell'Osservatore Romano una possibile attribuzione, anche altri autorevoli esperti, convocati a Roma dalla soprintendente del Polo museale Rossella Vodret, non hanno dubbi e si uniscono alla smentita.

La tela ritrovata, concordano pur dopo un'analisi all'impronta la Vodret, Gianni Papi, Marco Bona Castellotti, Sybille Ebert Schifferer, Beatrice De Ruggeri, sarebbe piuttosto opera di un caravaggesco, ovvero di un pittore seguace del Caravaggio, quasi certamente meridionale, di area campana o forse ancora piu' a sud, verso la Sicilia e Malta.

Di piu' potranno dire le indagini diagnostiche, annunciate per settembre dalla soprintendenza e finanziate dall'Abi, sponsor per i gesuiti anche del primo restauro della tela. Mentre il direttore della Chiesa del Gesu', padre Daniele Libanori, rivela che i gesuiti ''sono stati sorpresi e spaesati'' dalla decisione dell'Osservatore Romano di pubblicare in prima pagina nel giorno dell'anniversario della morte di Caravaggio, e con un titolo strillato, l'articolo della studiosa Salvucci Insolera, che con ogni prudenza ne proponeva l'attribuzione prestigiosa. ''Tutto questo interesse che poi ne e' derivato ci ha stupito e ci e' sembrato improprio'', commenta, ''anche per questo abbiamo poi voluto consultare sempre la soprintendenza e abbiamo deciso di esporlo agli studiosi''. Tra questi, il toscano Gianni Papi, che e' il curatore della grande mostra in corso a Firenze sui Caravaggeschi, fa i nomi di Michele Cassarino e di Marco Minniti: ''potrebbe trattarsi di un quadro realizzato tra la Sicilia e Malta'', dice.

Un'ipotesi che convince la soprintendente Vodret, per la quale si tratta comunque di un quadro ''molto interessante'' con alcune ''parti di grande qualita''', come l'idea di ritrarre il santo prono sulla graticola, e ''cadute importanti''. Per la soprintendente potrebbe avere un senso l'attribuzione al siciliano Minniti, amico del Caravaggio, e la tela potrebbe risalire al secondo decennio del Seicento, quanto il genio lombardo era morto da poco. Non crede ad una attribuzione a Minniti, invece, Sybille Ebert Schifferer, che pensa piuttosto ad un pittore della cerchia meridionale tra Napoli e la Calabria. Pensa a ''certi aspetti della pittura maltese'' Marco Bona Castellotti.

Delle indagini diagnostiche si occupera' Beatrice De Ruggeri, anche lei convinta che la tela non sia di Caravaggio. Gli esami, che costeranno tra i 2.500 ed i 3.000 euro, richiederanno, spiega, qualche settimana di lavoro. Ancora da indagare anche la provenienza del quadro, che e' di proprieta' dei gesuiti. L'ultima collocazione nota, precisa padre Libanori, e' del 1927. ''Era molto sporco e scuro - dice - abbiamo pensato di restaurarlo in omaggio ai 400 anni dalla morte di Caravaggio''. Nessun particolare stupore per il ritrovamento: ''Nelle nostre case - aggiunge accanto a lui un altro gesuita - ci sono stati e ci sono tesori che nemmeno noi conosciamo, solo negli ultimi tempi ci siamo impegnati in un inventario''.

(Ansa)

 

Ciascuno a suo agio: al via il piano casa per i giovani torinesi

Dal 7 settembre i giovani torinesi che decidono di lasciare casa per andare a vivere per conto proprio potranno ottenere un prestito fino a 3500 euro che dovranno restituire entro tre anni senza il pagamento di interessi, grazie ad un fondo rotativo istituito dal capoluogo piemontese. Il progetto C.A.S.A., acronimo di Ciascuno A Suo Agio, è stato predisposto dal Settore Politiche Giovanili della Città di Torino ed entrerà nella fase operativa a settembre. Si indirizza ai giovani tra i 20 e i 30 anni residenti a Torino al fine di sostenere la ricerca di autonomia concretamente. Il progetto della Città, che è rivolto ai giovani tra i 20 e i 30 anni residenti a Torino da almeno un anno, intende favorire e sostenere la ricerca di autonomia dei giovani con strumenti concreti. Prevede, infatti, l'istituzione di un Fondo rotativo da destinare a chi ha deciso di metter su casa, cercandola nel mercato privato della locazione, e si trova a dover affrontare le prime spese legate all'affitto di un alloggio. Per poter usufruire delle agevolazioni, il giovane dovrà presentare alla Città il contratto di affitto registrato e cambiare la residenza anagrafica nel nuovo alloggio.

(Peacereporter)

 

Erasmus Student Network

Erasmus Student Network Italia è lieta di comunicare che la prossima Piattaforma Nazionale, avrà luogo nella bellissima città di Reggio Calabria, terra ricca di storia, cultura, tradizioni e sapori tipici. Le meraviglie della città e della provincia Reggina ospiteranno i delegati delle sezioni ESN, provenienti da tutta Italia, nei giorni 30 e 31 luglio 2010.   L'incontro avrà inizio Venerdì 30 luglio presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria nell'Aula Magna della Facoltà di Architettura, con la conferenza inaugurale organizzata per le ore 15:00 da ESN Rhegium. Arricchiranno questo appuntamento gli interventi di personalità politiche che lavorano per facilitare la mobilità internazionale, rappresentanti dell'università ospitante, la Referente Nazionale dell'Agenzia LLP, la Rappresentante Nazionale di ESN Italia e il presidente di ESN Reggio Calabria.   Con il suo saluto, il Direttore Amministrativo dell'Università Mediterranea degli Studi di Reggio Calabria, Antonio Romeo, darà il benvenuto a tutti i partecipanti. Seguirà il saluto del Direttore la presentazione dell'evento da parte del presidente di ESN Reggio Calabria, Filippo Surace. Dall'Europarlamento invece porterà il suo saluto e interverrà il Vicepresidente Vicario di questa importante istituzione, Gianni Pittella.  

Sarà poi Filippo Surace, presidente della sezione di ESN Rhegium, a dare un ulteriore benvenuto ai delegati di sezione e alle autorità intervenute e a presentare l'evento in corso.

Rimanendo poi sempre in ambito europeo e per sottolineare l'importanza della formazione tramite i vari programmi di scambio, Clara Grano, Referente Nazionale LLP - Ufficio Erasmus, parlerà della qualità della mobilità internazionale e del Processo di Bologna. Al suo intervento seguirà poi il saluto di Natalja Montefusco, in qualità di Rappresentante della Commissione Europea in Italia.

  Lo spirito ESN ed il motto ufficiale  "Students Helping Students" ancora una volta si concretizzano in uno dei progetti più importanti ovvero il PRIME (Problems of recognition in making Erasmus). La Rappresentante Nazionale, Daphne Scherer, presenterà questo progetto affidato dalla Commissione Europea ad Erasmus Student Network e che ESN Italia ha portato a termine con grande impegno.

Interverrà infine Daniela Dattola, rappresentante dell'Ufficio Relazioni Internazionali di Reggio Calabria, che parlerà della gestione della mobilità internazionale dell'Ateneo di Reggio.

  Alle 17.30 avrà termine la conferenza ed avranno inizio i lavori della Piattaforma Nazionale in cui il Board e i delegati delle sezioni si confronteranno su tematiche di comune interesse per le sezioni e per tutti gli attori coinvolti nei processi di mobilità internazionale.

 

 

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