| Moda e Tendenze 28 luglio 2010 |
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Moda: robot in passerella ad Osaka Tradizione artigiana e scienza insieme a Osaka in una sfilata di moda che vedra' protagonisti gli ultimi ritrovati della ricerca robotica. L'evento 'Senba Robot Fashion Contest', in programma il 10 ottobre nel distretto centrale di Chuo, che per l'occasione sara' completamente chiuso al traffico, si propone di promuovere al tempo stesso l'eccellenza hi-tech della citta', tra i centri d'avanguardia per lo sviluppo robotico in Giappone, e la tradizione tessile dell'antico quartiere di Senba. (Ansa)
Anche Camilla si converte al lifting "organico" al veleno di api nche Camilla, Duchessa di Cornovaglia, come Dannii Minogue, Gwyneth Paltrow e Michelle Pfeiffer, si è convertita al lifting "organico", optando per un trattamento di bellezza a base di veleno di api piuttosto che per il botox. E' il Daily Mail a rivelare oggi che la duchessa ha deciso di eliminare le rughe portate dall'età, 63 anni, dal vizio del fumo e dal tempo trascorso all'aria aperta, ricorrendo ai trattamenti dell'estetista Deborah Michell, al costo di circa 165 sterline (197 euro). "Il veleno di api ha cambiato completamente Dannii Minogue e tante mie clienti lo amano così tanto che abbiamo una lista di attesa - sottolinea l'estetista - mantiene la pelle compatta e giovane e non è affatto doloroso. C'è solo un leggero formicolio, quando le sostanze nutrienti raggiungono i tessuti". Il trattamento consiste in una maschera anti-età ottenuta dal veleno delle api allevate in alveari biologici della Nuova Zelanda. Usato due volte al giorno per 20 minuti, il trattamento riesce a togliere fino a 10 anni a una donna di mezza età, dice Mitchell. Un portavoce della Duchessa ha dichiarato: "Deborah si occupa dei trattamenti di bellezza di sua Altezza reale. Non possiamo parlarne nel dettaglio". (Apcom)
Dagli occhiali alle creme, ecco il vademecum per proteggersi dal sole Scottature, eritemi, fastidiosi riflessi della luce e molto altro. I raggi ultravioletti, oltre a portare numerosi effetti benefici, molte volte presentano il conto allo sprovveduto bagnante che si è esposto senza prendere le necessarie precauzioni. Proprio per questo motivo L'Uni, Ente Nazionale Italiano di Unificazione, ha aggiornato i contenuti della guida 'Sole amico. Proteggersi con occhiali e abbigliamento anti UV a norma' per far conoscere i problemi derivanti da una eccessiva esposizione al sole e per indicare i requisiti che i vari prodotti che acquistiamo (capi d'abbigliamento e occhiali da sole) devono avere per essere considerati 'a norma'. Per quanto riguarda gli occhi, una recente indagine ha posto l'attenzione sul rapporto tra italiani e occhiali da sole. Da questa si è scoperto che il 15% della popolazione tende a usare gli occhiali da sole sempre, il 30% non li indossa quasi mai o mai e il 18% solo raramente. Tuttavia ben l'83% è consapevole che un occhiale da sole contraffatto o mediocre possa causare danni agli occhi. Insomma, al di là dell'estetica e del brand, è essenziale che gli occhiali da sole svolgano al meglio la principale funzione per la quale sono stati ideati e che siano fabbricati 'a regola d'arte'. Per assicurarsi che gli occhiali da sole che acquistiamo siano a norma, si raccomanda di verificare che riportino almeno le seguenti informazioni: la marcatura Ce, il riferimento alla norma europea Uni En 1836 (o solo EN 1836) che solitamente si trova all'interno del libretto di istruzioni che accompagna il prodotto,il nome del fabbricante o del fornitore, il numero della categoria del filtro montato e le istruzioni per la cura, la manutenzione e la pulizia. Dagli occhi alla pelle, molti dei danni provocati dai raggi solari possono essere sensibilmente ridotti indossando capi di abbigliamento progettati e fabbricati con tessuti specifici. Per identificare e garantire la qualità dell'abbigliamento protettivo ai raggi UV, UNI ha pubblicato le norme tecniche della serie UNI EN 13758. I capi di abbigliamento 'anti-Uv' conformi alle norme Uni si riconoscono perché sono marcati e riportano un pittogramma (sole giallo con ombreggiatura, profilo e caratteri neri) che segnala che il tessuto presenta un fattore di protezione dei raggi ultravioletti (UPF) maggiore di 40, ed è dunque concepito per offrire alle persone che lo indossano una protezione contro l'esposizione ai raggi UVA e UVB. Oltre al pittogramma, tali capi d'abbigliamento contengono il numero della norma e l'indicazione del fattore protettivo '40+' oltre ad alcune informazioni che solitamente si trovano sull'etichetta o sul materiale informativo che accompagna il prodotto, ad esempio le frasi: ''l'esposizione al sole causa danni alla pelle'', ''soltanto le aree coperte sono protette'', ''assicura la protezione UVA + UVB per l'esposizione al sole''. NOn bisogna poi dimenticare le creme solari protettive per le quali sono allo studio nuove norme tecniche a livello internazionale al fine di migliorarne le prestazioni e di fornire informazioni più dettagliate in base alle caratteristiche specifiche dei tipi di pelle. Un primo passo per la valutazione delle creme solari è stato fatto con la pubblicazione del documento Uni Cen Iso/Tr 26369. Si tratta del primo rapporto tecnico che esamina i metodi più comunemente utilizzati per valutare il fattore di fotoprotezione dei prodotti di protezione solare applicati sul corpo umano. Per quanto riguarda gli aspetti qualitativi e di sicurezza, il settore ha fatto un decisivo passo avanti con la pubblicazione della norma Uni En Iso 22716, che fornisce le linee guida per la produzione, il controllo e la conservazione dei prodotti cosmetici e che copre tutti gli aspetti di qualità del prodotto, a garanzia del consumatore finale. La norma è innovativa per il settore e l'obiettivo è quello di qualificare il comparto dei prodotti cosmetici valorizzando quelli di qualità. La guida- realizzata grazie alla collaborazione di Anfao (Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici), Cdv (Commissione Difesa Vista) e Smi (Sistema Moda Italia) - offre inoltre moltissime indicazioni riguardanti le caratteristiche che devono avere gli occhiali da sole ed i vestiti ed il tipo di uso che deve esserne fatto, oltre a diversi consigli pratici su come comportarsi nei luoghi assolati, soprattutto per i bambini. E' scaricabile dal sito Uni all'indirizzo www.uni.com. (Adnkronos)
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