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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

Attualità 28 luglio 2010

Manovra, Tremonti agli ambasciatori: non è che mi avete avvelenato il pranzo?

"Non e' che mi avete avvelenato gli spaghetti? Forse sarei dovuto venire con un assaggiatore". All'indomani dello sciopero dei diplomatici per i tagli della manovra alla Farnesina, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha cercato con questa battuta di allentare la tensione con gli ambasciatori che hanno partecipato ieri alla colazione di lavoro dedicata a 'Regole, asimmetrie e crescita nell'economia mondiale'. Stando pero' al racconto fatto da alcuni presenti all'ADNKRONOS, nonostante la battuta il clima tra i diplomatici in stato di agitazione per i tagli ed il ministro sarebbe rimasto tuttavia assai 'dialettico'.

(Adnkronos)

 

Obbligo di RETTIFICA entro 48 ore per i siti internet: il temibile art. 29 della Legge 'Bavaglio'

"Libero chi legge" di Fernanda PIVANO è una goduria: l'Autrice non c'è più da quasi un anno, ma Mondadori lo ha appena mandato in libreria (in questi giorni di luglio 2010) nella collezione "Ingrandimenti" all'esiguo costo di €18,00 ben investiti in sapere: una kermesse di autori cari (spesso amici di una vita) alla traduttrice, scrittrice, giornalista e critica scomparsa il 18 agosto 2009 e mai troppo rimpianta da chi si reca periodicamente in America alla scoperta di autori, per puro piacere di conoscerli o per finalità editoriali (Marco CASSINI, comproprietario con Daniele di Gennaro della Casa Editrice minimumfax, ricorda che quando, nel 1996, conobbe Jay McInerney, Paul Auster e Susan Sontag "mi ero provvidenzialmente fatto dettare da Fernanda, la sera prima di partire, la sua intera, preziosissima rubrica newyorkese"). Ma leggere i suggerimenti di lettura di Fernanda Pivano in nome della LIBERTA' DI PAROLA pare oggi un controsenso in relazione al famigerato art. 29 della Legge cosiddetta "Bavaglio", prossima all'approvazione dopo le ennesime modifiche apportate in Commissione Giustizia della Camera. In particolare, entro qualche giorno inizierà la discussione finale alla Camera. Balza subito agli occhi la draconiana misura dell'obbligo di rettifica che incredibilmente parifica i "siti informatici", ben inteso: anche quelli AMATORIALI!, alle testate giornalistiche. La multa, in caso di indampimento, può ascendere sino ad €12.500,00. Diciamola tutta: sanzioni DEMENZIALI. Parecchi siti cesseranno di esistere. Eppure si tratta di diritti fondamentali dell'uomo: il web e l'intera blogosfera è una risorsa democratica che assolve a finalità insostituibili. Abbiamo sempre sostenuto che il web non può essere la prateria in cui tutto è lecito e nulla è sanzionato ed abbiamo preso in analitica disamina la fattispecie di Facebook (e dei correlati profili di responsabilità) nella news del 12 aprile 2010; ma il termine di ventiquattro ore di tempo per la rettifica, da eseguirsi "con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono" è inesigibile per chi gestisce e dirige un Portale. Equivale a rendere la vita impossibile a chi, con pochissimi mezzi, ricco soltanto di inesauribile passione e di qualche disinteressato compagno d'avventura, si vedrebbe addossato un fardello di responsabilità del tutto sproporzionato all'agilità ed alla semplicità della forma espressiva ed informativa. Un Portale come Studio Cataldi è di necessità una forma di espressione del pensiero artigianale, ma proprio per questo rapida, diretta, genuina, fragrante come il buon pane. Caro Direttore, una volta che sarà entrato in vigore il comma 29 della Legge "Bavaglio" non avrai mai più diritto ad un weekend e Ti dovremo portare i panini; infatti, al rientro in Redazione potresti trovare l'istanza di rettifica già scaduta da qualche ora! Oltretutto, la misura è iniqua dal momento che, nel mondo del web, contrariamente a quel che avviene in quello dell'editoria e delle tv, è estremamente più agevole avere accesso ad incisive forme di TUTELA DI FATTO nel senso che io posso sul mio blog o sul mio Portale ripristinare la verità di un fatto che mi abbia riguardato e che sia stato riportato in modo erroneo od inesatto. Ciò diversamente da quel che accade nel rapporto con una testata giornalistica, dietro cui si cela un editore, sovente dalle spalle larghissime. Purtroppo, la conseguenza dell'entrata in vigore di tale comma 29 potrebbe essere letale: ne sortirebbe la chiusura di molte forme di espressione libera ed in subordine una rigida autocensura per evitare sanzioni. In casi limite, si arriverebbe alla censura dell'intero Google. Anche in questo caso, come per le intercettazioni telefoniche ed ambientali, la privacy diventa un pretestuoso grimaldello per spegnere o, nella meno peggiore delle ipotesi, attenuare grandemente la libertà di parola e di informazione nel nostro Paese, consegnandola chiavistelli in mano a chi già spadroneggia o è condizionabile ed influenzabile per questioni ovvie economiche. Non va mai dimenticato che in democrazia vota con pienezza chi è posto in condizione di informarsi; altrimenti, il voto diventa pura forma priva di sostanza. Resta pur sempre attuale la celeberrima frase di ROUSSEAU: "Il popolo inglese crede di essere LIBERO, ma si sbaglia di grosso. Lo è soltanto durante l'elezione dei membri del Parlamento; appena questi sono eletti, esso diventa SCHIAVO, non è più niente. Nei brevi momenti della sua libertà, l'uso che ne fa merita di fargliela perdere". Parole che fanno riflettere se parametrate agli impegni bipartisan ad eliminare o limare le misure che stiamo commentando: impegni rimasti tutti inevasi da tutto l'arco parlamentare. Pleonastico ricordare ancora che una testata giornalistica possiede strutture, risorse umane ed economiche per affrontare una normativa così gravosa, mentre i normali siti internet no di certo. Nella nota al lettore che funge da preambolo al testo di Fernanda PIVANO si legge: "questo volume è dedicato a chi sogna di vivere in un mondo senza differenze sociali, senza IMPOSIZIONI, senza PAURE. E' libro che nasce per diffondere ancora di più il messaggio di Fernanda Pivano: libero chi legge, appunto". Ricorda l'Autrice: "Nel 1941 Franklin Delano ROOSEVELT ha fatto il famoso discorso sulle quattro libertà: libertà di parola, di culto, dal bisogno, dalla paura. La libertà a tutti i livelli: non avere paura, essere liberi, senza dittature. Questa era la BASE del sogno americano e della sua letteratura; la letteratura di cui mi sono innamorata. Per me l'America rappresentava la libertà in un periodo in cui la libertà in Italia non c'era". Chi sia a conoscenza dell'esistenza in un'altra Nazione a regime non autoritario e non liberticida di una norma simile al comma 29 della Legge sulle intercettazioni ce lo segnali. Può rivelarsi utile a comprendere la funzione anche (inaspettatamente) DIDATTICA e non soltanto informativa di iniziative come il "nostro"-Vostro Portale che state scorrendo una lettera ch'è giunta circa un mese fa in Redazione: "Buongiorno, sono un laureando in giurisprudenza presso l'università di Milano-Bicocca, volevo fare i complimenti a tutti coloro i quali collaborano e gestiscono questo sito; le informazioni e l'eterogeneità dei materiali da Voi presentati, nonchè l'ordine e la chiarezza degli stessi, si sono dimostrati UTILISSIMI ai fini della mia preparazione accademica...ringrazio di cuore e nuovamente mi congratulo con tutti Voi. Distinti e cari saluti. A.B.". Vi assicuro che m'è venuta la pelle d'oca. Abbiamo scritto a questo Amico, che certamente si riconoscerà nella mail ed il cui nome in questo contesto non ha importanza, che la sua è la migliore LINFA per continuare, per insistere e dare sempre di più. Sia che l'art. 29 venga ad esistenza, sia che il Parlamento lo butti ove merita di finire: nel cestino. Nella prima ipotesi, però, un giorno dovremo spiegare a chi verrà dopo di noi come mai in un giorno d'estate del 2010, nel nostro Belpaese, si decise di imbavagliare l'informazione online, consegnandola ai signori professionisti che ne faranno il tempio della distorsione, tale e quale è oggi la tv delle inquadrature-lato B e della finzione. Tranne qualche lodevole, ma insignificante eccezione.

(Studio Cataldi)

 

Farnesina/ Italiani e politica estera, passione da risvegliare

Come trattare la politica estera e come informare l'opinione pubblica sui temi internazionali che maggiormente la interessano? A questa domanda risponde il primo 'Farnesina Foreign Policy Forum', un foro di discussione pubblica, con l'obiettivo di stimolare un dibattito interattivo sui principali temi della politica e dell'attualità internazionale. Oggi, nella Sala Aldo Moro del Ministero degli Esteri a Roma, si ritrovano assieme ambasciatori italiani e alti funzionari della Farnesina, diplomatici stranieri in Italia, rappresentanti dei media italiani ed esteri, per affrontare alcuni temi di grande attualità. Il Forum si articola in una serie di 'panel', sei sessioni di discussione, alle quali parteciperanno diplomatici, giornalisti ed esperti. Il primo, su "L'Europa e la crisi Europa", traccia il nuovo volto del Vecchio continente nel XXI secolo, segnato dalla recente crisi economica. Un secondo foro di discussione volge invece lo sguardo all'Estremo Oriente, alla potenza economica cinese: su quali basi costruire una partnership vantaggiosa per entrambi i continenti, a quarant'anni dall'avvio delle relazioni diplomatiche? Dalla Cina si andrà negli Stati Uniti dell'era Obama, per vagliare i punti di forza della relazione transatlantica, ma anche i distinguo, in particolare in materia economico-finanziaria. Il 'nuovo' Medio Oriente sarà il tema della quarta sessione, una regione allargata a Turchia, Iraq e Iran e al ruolo che questi attori possono svolgere per la stabilità e lo sviluppo. Il quinto 'panel' è dedicato al delicato scenario afgano e al ruolo dell'Italia, a quasi dieci anni dall'inizio della missione: come e in che tempi la si può portare a termine con successo? Infine il tema 'motore' del Forum: quanto e a chi interessa la politica estera? Per quali motivi la globalizzazione in Italia non si è tradotta in una crescente attenzione dei media verso la politica estera? Quanto l'opinione pubblica è consapevole del ruolo giocato dalla diplomazia italiana?

(Apcom)

 

P3, Verdini: "Mai in associazioni segrete. Fini non mi ha tutelato''. Bocchino: "Non può continuare"

"Non ho mai saputo nulla di associazioni segrete". Lo ha sottolineato il coordinatore del Pdl Denis Verdini, spiegando che l'incontro si svolse a casa sua "per un eventuale candidatura del giudice Miller". Quindi "non capisco perché mi dovrei dimettere, non so cosa sia la P3, del nulla non posso parlare".Sulla decisione del ministro dell'Economia Giulio Tremonti di commissariare il Credito cooperativo fiorentino, Verdini ha detto: "Nessun problema, fatti ordinari che rientrano nelle facoltà del ministro". "Un atto dovuto - aggiunge - non c'è stato nessun colloquio con il ministro".

Quanto al Pdl, a proposito dei rapporti con la minoranza, c'è "una situazione molto difficile e incomprensibile agli elettori. Quando non si perde mai e non c'è un'opposizione nasce all'interno della maggioranza un'opposizione. Certo è una situazione che non può durare in eterno, un chiarimento ci deve essere per forza. Se uno non si trova bene all'interno, è una decisione sua, non mia".

Poi l'attacco a Bocchinio che "non è nelle condizioni politiche di muovere accuse a nessuno". Immediata la replica: "Verdini con la sua conferenza stampa ha confermato di non essere più in condizioni, anche psicologiche, di fare il coordinatore del Pdl e sarebbero peraltro ancor più opportune le sue dimissioni", ha commentato Italo Bocchino in una nota.

Dal canto suo il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo - indagato per violazione degli art. 1 e 2 della legge Anselmi sulle società segrete - conferma l'intenzione di restare al suo posto: "Non ho commesso nulla, quando mi contesteranno un fatto mi dimetterò, ma siccome non ho commesso fatti scorretti, non ho commesso nulla, non mi dimetto", dice ai cronisti in Transatlantico.

Il sottosegretario, inoltre, non pone alcuna obiezione all'eventuale voto di sfiducia nei suoi confronti che il Pd si appresta a chiedere di calendarizzare alla Camera: "Non ho nessuna contrarietà a che si discuta, così almeno parleremo dei fatti. E sia chiaro: io non ho commesso nulla. Quando mi contesteranno un fatto che ho commesso, anche solo scorretto, allora risponderò. Ma di fatti non ce ne sono".

Caliendo sarà interrogato venerdì prossimo dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pubblico ministero Rodolfo Sabelli. Oggi l'avvocato Paola Severino, che assiste il sottosegretario, ha avuto un breve incontro con Capaldo, concordando l'interrogatorio che si terrà negli uffici della Procura della Repubblica in piazzale Clodio. Al centro del colloquio ci sarà tra l'altro l'incontro che il 23 settembre dello scorso anno si tenne nell'abitazione di Denis Verdini, all'Ara Coeli con la partecipazione di Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi, considerati i promotori della "P3". Presenti anche il senatore Marcello Dell'Utri e i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller.

(Adnkronos)

 

Esplosione su una petroliera giapponese nel Golfo, colpita da un'onda anomala

Un'esplosione è avvenuta questa mattina a bordo di una petroliera giapponese mentre navigava al largo delle coste dell'Oman, all'altezza dello stretto di Hormuz. Lo ha annunciato la tv satellitare 'al-Arabiya'. La nave ha quindi deciso di cambiare rotta e di ritornare nel porto di Abu Dhabi, negli Emirati arabi uniti, da dove era partita, per riparare i danni prodotti dalla deflagrazione e per far curare un membro dell'equipaggio rimasto ferito. A bordo della petroliera erano presenti 16 filippini e 15 indiani, tutti membri dell'equipaggio. Al momento non sono chiari i motivi dell'esplosione.In un primo momento si pensava ad un possibile attacco dei pirati somali, ma secondo quanto riferiscono fonti delle autorità emiratine alla tv satellitare 'al-Arabiya', a colpire la petroliera sarebbe stata un'onda anomala, provocata da una scossa di terremoto registrata a terra.

Dopo l'incidente, i militari della marina degli Emirati Arabi Uniti sono saliti a bordo della petroliera giapponese e hanno deciso di scortarla fino al porto più vicino, che è quello di al-Fujeira, dove sarà riparata e dove un membro dell'equipaggio rimasto ferito riceverà le cure del caso.

La nave, la supertanker M.Star, è di proprietà della giapponese Mitsui O.S.K Lines LTD. Era partita ieri sera dal porto di Abu Dhabi, dove aveva caricato 270mila tonnellate di greggio dal terminale di Das Island ed era diretta verso Chiba, nel Golfo di Tokyo, per consegnare il carico alla compagnia nipponica Cosmo oil.

(Adnkronos)

 

Catalogna: stop alle corride dal 2012

Con 68 voti favorevoli, 55 contrari e 9 astensioni, il parlamento catalano ha accettato l'iniziativa legislativa popolare che chiedeva di vietare le corride in tutto il territorio della comunità. La legge entrerà in vigore il 1 gennaio 2012, gli amanti della tauromachia avranno perciò a disposizione ancora un altro anno e mezzo per poter assistere a tale spettacolo.

Le previsioni non hanno fallito, la maggior parte dei nazionalisti hanno votato sì, i socialisti hanno optato per il no anche se alla fine la differenza è stata netta.

Con questo voto, si pone fine a un processo lungo un anno e mezzo vissuto dal Parlamento catalano. Ora il dibattito proseguirà in altre piazze: i pro-corrida hanno già annunciato che porteranno il caso presso la Corte Costituzionale e il Partito Popolare (PP) tenterà di modificare le leggi statali per evitare il divieto.

Per quanto riguarda l'altro fronte,  la piattaforma locale Prou!, promotore della soppressione, continuerà la sua difesa dei diritti degli animali, ma con una storica vittoria già portata a casa.

Anche gli empresari taurini avranno il loro bel da fare: negoziare con la Generalitat (Il sistema amministrativo-istituzionale del governo catalano) gli indennizzi per la fine delle corride nella ben nota Monumental di Barcellona, una delle plazas de los toros più famose di Spagna, che ammontano a circa 300 milioni di euro.

(Agenzia radicale)

 

 

 

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