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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

Mondo Web 29 luglio

Si apre una breccia nella "Muraglia virtuale cinese"

La parola chiave che potrebbe definire il burrascoso rapporto della Cina con internet è "censura". Anche se in questi giorni sembra che il governo abbia fatto dietro-front nella politica sin ora adottata nei riguardi dei siti pornografici, il cui accesso agli utenti era stato impedito da maggio scorso.Dopo la diffusione della notizia della possibile chiusura di ben 120 pagine di lettura pornografica resa nota dall'agenzia di stampa Xinhua nelle scorse settimane, c'è stato invece un brusco cambio di rotta e ad oggi cresce il numero dei siti visitabili dai fruitori della rete cinesi. Di certo gli utenti non erano stati con le mani in mano e nel frattempo avevano escogitato diversi modi per aggirare i mille divieti imposti dalle autorità e scavalcare il "Great Firewall", la muraglia virtuale innalzata intorno a tutti quei contenuti che il potere cinese non vuole far trapelare all'interno dei suoi confini. In Cina, dove dalla seconda metà di quest'anno sono state introdotte nuove regole sulla pornografia online, navigare o aprire uno di questi siti costituisce comunque un reato tanto che la notizia del libero accesso a questi domini virtuali - che attraverso il tam-tam on-line si è diffusa in tempi ridottissimi - inizialmente è stato interpretata come una svista momentanea. La manovra della Stato resta poco chiara e nella rete si affollano dubbi e domande; in molti si chiedono se non si tratti di avvisaglie di una nuova politica più lasciva nei confronti dei cittadini ma il Ministero dell'Industria e della Tecnologia, assieme a quello della Pubblica Sicurezza e al Consiglio di Stato, interrogati sulla questione, non hanno fornito alcuna spiegazione. L'unica cosa certa per ora è che la Cina dice sì al porno - forse perché la pornografia su internet è un business - ma continua a censurare siti di diritti umani, opposizione politica e religione, facili mezzi di diffusione di idee pericolose per il potere.

(Agenzia radicale)

 

Nobel: Consiglio veneto per assegnare premio per la Pace a internet

Il Consiglio regionale del Veneto appoggia la proposta, avanzata dalla rivista Wired Italia, di assegnazione del Premio Nobel per la pace 2010 ad Internet. Una mozione in questo senso e' stata approvata oggi all'unanimita' dalla Assemblea veneta, su istanza del consigliere del partito democratico Roberto Fasoli. Il documento impegna la Giunta regionale a deliberare l'adesione della Regione alla proposta di candidatura e a sollecitare le amministrazioni locali del Veneto a sostenere l'iniziativa. La mozione cita in premessa il manifesto ufficiale della iniziativa 'Internet For Peace' che cosi' recita: ''Ci siamo finalmente resi conto che Internet e' molto piu' di una semplice rete di computer. Si tratta di una rete infinita di persone. Uomini e donne di ogni angolo del mondo entrano in contatto e interagiscono tra loro grazie alla piu' grande interfaccia sociale mai conosciuta dall'umanita'. La cultura digitale ha posto le basi per un nuovo tipo di societa'. E questa societa' sta favorendo il dialogo, il dibattito e il consenso tramite la comunicazione. Questo perche' la democrazia si e' sempre sviluppata dove vi e' apertura, accettazione, discussione e partecipazione. Il contatto con gli altri e' sempre stato l'antidoto piu' efficace contro l'odio e i conflitti. Per questo motivo Internet e' uno strumento per la pace. Ed e' per questa ragione che tutti possono utilizzarlo per diffondere il seme della nonviolenza. Per queste ragioni il prossimo Premio Nobel per la Pace dovrebbe esser assegnato a Internet. Un Nobel per ciascuno di noi''.

(Adnkronos)

 

Germania: sito web del lager Buchenwald attaccato da hacker neonazisti

Il sito web del campo di concentramento tedesco di Buchenwald e' rimasto disabilitato ieri per alcune ore in seguito a un attacco di pirateria informatica condotto da un gruppo di hacker neonazisti. Dopo l'attacco, ha spiegato il direttore della struttura Volkhard Knigge, sulla pagina principale del sito buchenwald.de sono comparsi simboli e slogan di estrema destra, insieme ad alcuni link di collegamento verso siti in cui si nega l'Olocausto. Buchenwald, citta' della Germania centrale non lontana da Weimar, divenne sede nel 1937 di un campo di sterminio nazista in cui persero la vita fino a 56mila persone. Il sito web e' stato riabilitato, ma Knigge ha definito l'attacco "un tentativo di cancellare la memoria delle vittime dei crimini del nazismo".

(Adnkronos)

 

 

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