| Attualità 30 luglio 2010 |
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Da cdm ok definitivo a ddl che stoppa protesi seno per minorenni E' legge lo stop alle protesi al seno per le minorenni, se fatte a fini puramente estetici. Il consiglio dei Ministri ha approvato oggi il disegno di legge che istituisce il registro nazionale e quelli regionali delle protesi mammarie e, soprattutto, 'stoppa' le protesi al seno per le minorenni con finalità estetiche, disponendo obblighi informativi alle pazienti che si sottopongono agli interventi. "Con questo ddl - spiega il ministro della Salute Ferruccio Fazio - vogliamo tutelare tutti coloro che si sottopongono a questo tipo di intervento chirurgico sia sotto il profilo della qualità dei materiali utilizzati che dell'appropriatezza degli atti medici. Sono certo, quindi, che questo provvedimento consentirà di ridurre i rischi collegati agli interventi di protesi al seno. Sicuramente i dati che saranno disponibili grazie ai registri ci daranno informazioni utili per predisporre linee guida sull'utilizzo delle tecniche diagnostiche più efficaci e sicure per le donne che hanno effettuato questo tipo di intervento". Per il sottosegretario Francesce Martini si tratta di un provvedimento che dà "finalmente regole che garantiscono più sicurezza in questo tipo di interventi che, negli ultimi anni, hanno fatto registrare un vero e proprio 'boom'. Con il ddl abbiamo voluto tutelare in particolare le minorenni che si avvicinano troppo presto alla chirurgia estetica, in un'età in cui il fisico non ha ancora completato lo sviluppo. Il registro delle protesi - conclude Martini - consentirà la piena tracciabilità dei materiali utilizzati e del follow-up delle pazienti". Per regolamentare anche gli altri campi della medicina estetica è stato anche istituito un tavolo tecnico che affronterà le problematiche legate a questo settore. (Apcom)
Campania, Mons. Michele De Rosa: "Non denuncerei un prete accusato di pedofilia" Negli ultimi mesi, l'attenzione della stampa nazionale e locale è stata catalizzata da quella che sembra ormai essere diventata una vera e propria urgenza, ossia gli abusi sessuali su minori da parte di sacerdoti. Tra i primi a lanciare l'allarme è stato Pietro Forno, Procuratore aggiunto della Procura di Milano che guida il pool specializzato in molestie. "La lista dei sacerdoti indagati per pedofilia è lunga ma nessuno dei vescovi ha mai denunciato gli abusi. Vedo tanti episodi che penso che molti scelgono l'abito talare per avvicinarsi ai ragazzi", dichiara. "Non solo i colpevoli non sono cacciati ma spesso sono solo spostati in altre diocesi. Si limitano a trasferirli da una parrocchia all'altra e così permettono a questi sacerdoti di fare altre vittime, perché consentono di andare dove non sono conosciuti" aggiunge il Procuratore. In sostanza, per lungo tempo, colpevolmente, questi episodi sono stati tenuti nascosti, taciuti per difendere l'immagine della Chiesa ed i prelati coinvolti sono stati spesso trasferiti ad altra sede ma non denunciati e non sospesi dagli incarichi educativi e pastorali. E nonostante le dichiarazioni di facciata da parte delle alte sfere ecclesiastiche, che si dichiarano disponibili a svolgere la propria parte con fermezza ma che invitano a non generalizzare, alcune affermazioni di alti prelati lasciano ancora, comunque, a dir poco perplessi. E' il caso di Mons. Michele De Rosa, Segretario della C.E.I. in Campania, nonché membro della Commissione per l'ecumenismo e il dialogo. Ebbene, in un articolo che riporta la sua firma e ripreso dall'Agenzia Asca, a proposito di pedofilia si legge testualmente: "Non denuncerei alla polizia un prete accusato. Soprattutto se si è pentito sinceramente, lo toglierei di là e lo metterei in un posto dove non può più far male, dove avrebbe meno tentazioni [...]".Nell'articolo, il prelato fa poi riferimento alla necessità di nutrire rispetto per il peccatore. "Spesso, sono i PM che fanno a gara per fare accuse e rinvii a giudizio. Un bambino dice qualcosa, e le famiglie e gli avvocati fanno a gara sperando di farci soldi. Può capitare un caso ma diciamo sempre che il peccato è una cosa, il peccatore un'altra. Io voglio bene ai preti" conclude De Rosa. Affermazioni sconcertanti quelle del Monsignore che vanno ad avvalorare l'opinione di Forno e che necessitano di alcune considerazioni, dettate dal buon senso. Innanzitutto, è bene ricordare che i sacerdoti come i comuni cittadini sono assoggettati alla legge degli uomini. La pedofilia è un reato, a prescindere che si porti o meno al collo il clergyman o si indossi l'abito talare. Anzi, sotto quest'aspetto, è proprio il caso di dire che "dignitas delinquentis, peccatum auget"! "Innanzitutto ci chiediamo cosa sarebbe il nostro sistema giudiziario se i reati cadessero in prescrizione solo in virtù del pentimento cui, è implicito, seguirebbe il perdono dettato da carità cristiana. Qual è il concetto di giustizia che sottende tali affermazioni?" ci dice Adam Biondi, membro di un'associazione di volontariato contro la pedofilia, tra i pochi ad aver accettato di commentare la notizia. Giovane, ma decisamente determinato ed indignato nel denunciare l'accaduto. "Ritengo siano proprio queste parole tra le cause di una sempre più forte perdita di fiducia nella Chiesa Cattolica e specialmente nelle gerarchie ecclesiastiche, soprattutto da parte dei più giovani nonché dell'offesa verso i molti bambini vittime di un reato abominevole e delle loro famiglie. Offesa che si perpetra anche nei confronti delle tante associazioni che, quotidianamente, svolgono attività a favore di questi ragazzi" aggiunge Adam. Resta il dubbio su cosa Mons. De Rosa abbia voluto significare, affermando che metterebbe il sacerdote in un posto dove non potrebbe cadere in tentazione, ergo nuocere o su cosa avesse intenzione di sostenere sottolineando la differenza tra peccato e peccatore. Riteniamo, di contro, che gli atti di abuso sessuale sui minori vadano denunciati attraverso atti di civiltà ed umanità, affinché si possa davvero metter fine ad un fenomeno che negli ultimi tempi sta venendo fuori in tutta la sua attualità e gravità. Ciò nell'auspicio di una ferma e decisa presa di posizione da parte della gerarchia ecclesiastica che cominci, finalmente, ad interrogarsi responsabilmente su cosa sta succedendo al proprio interno, in un evoluto quanto pacato confronto con la società civile dalla quale non è avulsa ma parte integrante, sempre e comunque. Procedere sulla strada di una sana quanto irrinunciabile autocritica, sarebbe atto dovuto, utile altresì a recuperare credibilità e fiducia da parte dei cittadini, fedeli e non, nell'Istituzione. Essa, infatti, non può e non deve continuare a tacere, stendendo un velo di reticenza su episodi la cui gravità andrebbe denunciata urbi et orbi e che non sarebbe tollerata nemmeno dalla misericordiosa, divina Provvidenza. (Agenzia Radicale)
'Bavaglio' rimandato a settembre La Legge cosiddetta "Bavaglio" slitterà a dopo la pausa estiva. La disamina del Disegno di Legge veniva preannunciata entro i primi di agosto, prima della chiusura per ferie; invece, viene differito tutto a settembre. La decisione è stata assunta dalla conferenza dei capigruppo nella giornata di ieri. Sarà un'occasione per meditare bene prima di licenziare il testo sulle intercettazioni e sulla libertà di stampa, seppur già emendato. Dai rumors provenienti dal Quirinale, il Presidente della Repubblica ben difficilmente s'indurrà a promulgare una legge così congegnata, all'evidenza stracolma di aspetti di dubbia costituzionalità. L'augurio è che le ferie portino consiglio. (Studio Cataldi)
Rottura Pdl, finiani verso gruppi autonomi 'Azione Nazionale'. Bossi: ''Usino cervello e cuore'' Si è consumata ieri la rottura tra i due cofondatori del Pdl, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Il presidente della Camera ha indetto per questo pomeriggio alle 15 una conferenza stampa in cui si attende la replica alle dichiarazioni di ieri del presidente del Consiglio che ha definito le posizioni di Fini ''incompatibili'' con il Pdl. Atteso anche l'annuncio della costituzione da parte dei finiani di gruppi autonomi in Parlamento che conterebbero 34 deputati e 14 senatori. Secondo indiscrezioni dell'ultima ora dovrebbe essere Azione nazionale e non Nazione e Libertà il nome di tali gruppi. Il cambiamento sul filo di lana, sarebbe dovuto alla volontà di far tornare An in Parlamento. "Speriamo che tutti e due usino cervello e cuore", è l'auspicio espresso questa mattina dal leader della Lega Umberto Bossi che avrebbe avuto un colloquio con il premier dopo il Consiglio dei ministri. Il Senatur non vuole sentir parlare di voto anticipato e lo chiarisce con un gesto inequivocabile. Ai giornalisti, infatti, che in Transatlantico gli chiedono se si andrà alle elezioni, il leader della Lega ha risposto soltanto mostrando il dito medio. Ieri, dopo l'ufficio di presidenza del Pdl, Berlusconi ha letto il passaggio finale del documento approvato durante il vertice riunito a palazzo Grazioli, che ha anche deciso il deferimento ai probiviri del vicecapogruppo alla Camera Italo Bocchino, del vicepresidente della commissione Antimafia Fabio Granata e di Carmelo Briguglio. In un passaggio si sottolinea: "Allo stato viene meno la fiducia nei confronti del ruolo di garanzia del presidente della Camera" indicato dalla maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni. L'ufficio di presidenza inoltre considera "le posizioni dell'onorevole Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l'attività politica del Popolo della Libertà". Il premier ha ricordato che il documento, lungo 6 pagine, è stato approvato con 33 voti favorevoli e 3 contrari. No comment ieri sera da Fini che al termine della conferenza dei capigruppo ha infatti evitato ogni dichiarazione di fronte ai giornalisti che lo incalzavano. La replica di Fini arriverà quindi nel primo pomeriggio in conferenza stampa. Ma avrebbe già detto ai suoi, secondo quanto riportano oggi i quotidiani, che la carica della Presidenza della Camera non è nella disponibilità del premier e che, quindi, non intende lasciare Montecitorio. (Adnkronos)
Università, sì del Senato alla riforma. Gelmini: ''Premiato solo chi se lo merita'' Via libera del Senato al ddl Gelmini sulla riforma dell'università. Il provvedimento è stato approvato con 152 sì, 94 no e 1 astenuto e ora passa alla Camera. Con la maggioranza hanno votato a favore anche l'Api di Francesco Rutelli e l'Svp. ''Voglio esprimere grande soddisfazione per l'approvazione del ddl sull'università - ha commentato il ministro dell'Istruzione, Ricerca e Università, Mariastella Gelmini - Si tratta di un evento epocale che rivoluziona i nostri atenei e che permette all'Italia di tornare a sperare''. ''L'università - assicura il ministro - sarà più meritocratica, trasparente, competitiva e internazionale. Il ddl segna la fine delle vecchie logiche corporative: sarà premiato solo chi se lo merita''. Secondo il ministro, ''l'approvazione di questo provvedimento costituisce la base per il rilancio del sistema universitario italiano, finalmente si potrà competere con le grandi realtà internazionali''. ''E' importante - conclude Gelmini - che una parte dell'opposizione, come Rutelli e l'Api, abbia votato a favore del provvedimento. Questa è la dimostrazione che, sui grandi temi del riformismo, maggioranza e opposizione possono lavorare insieme per modernizzare il Paese''. ''Con il ddl approvato oggi - si legge in una nota del ministero - viene abolita la possibilità che il docente universitario si avvalga dei due anni di trattenimento in servizio. Il docente ordinario dovrà andare tassativamente in pensione a 70 anni, mentre il professore associato dovrà andare tassativamente in pensione a 68. Più spazio dunque ai giovani, e viene favorito il turn over''. (Adnkronos)
Straniero perde lavoro? Non perde permesso di soggiorno. L'immigrato che perde il posto di lavoro non perde la possibilità di vedersi rinnovare il permesso di soggiorno. Questo principio di diritto è l'esito della sentenza del Tar Campania secondo cui anche se un cittadino extracomunitario (nel caso di specie, algerino) risulta disoccupato da almeno due mesi, questo non va ad incidere sulla possibilità di permanere nel nostro territorio. La Sentenza del Tribunale amministrativo campano, depositata il 27 luglio scorso, in particolare la n. 16994 ribalta la decisione della questura partenopea che aveva negato allo stesso cittadino straniero il permesso di soggiorno in quanto disoccupato. Secondo i giudici amministrativi non si può negare il permesso di soggiorno solo sulla base della cessazione del rapporto di lavoro senza prevedere contestualmente un termine entro cui il cittadino possa provvedere a sistemarsi con un'altra occupazione. (Studio Cataldi)
Animali, multa di 1500 per chi non li soccorre in caso di incidenti L'automobilista che causa un incidente stradale con danno a un animale avrà l'obbligo di fermarsi e di attivare il tempestivo intervento di soccorso al cane, gatto o altro amico vittima dell'impatto. In caso contrario arrivano le sanzioni amministrative, che possono superare i 1.500 euro. Sono le misure previste nel nuovo codice della strada approvato ieri al Senato, di cui si è parlato oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla Lega antivivisezione (Lav). "La nuova legge - ha spiegato Gianluca Felicetti, presidente Lav - prevede altri due importanti punti: il primo è che l'uso delle sirene acustiche lampeggianti sarà consentito anche alle autoambulanze veterinarie. Ugualmente, è considerato 'stato di necessità' il trasporto in una macchina privata di un animale in gravi condizioni, cosa che ci consente di passare col rosso" o di andare oltre i limiti di velocità, "pur dovendo esibire documentazione adeguata in caso di controllo da parte delle forze dell'Ordine". Insomma, recita la legge, "l'utente della strada, in caso di incidente ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti, ha l'obbligo di fermarsi e di mettere in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subìto il danno. Chiunque non ottempera agli obblighi di cui al periodo precedente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 389 euro a 1.559 euro. Le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti devono porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso. Chiunque non ottempera all'obbligo di cui al periodo precedente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 78 euro a 311 euro" (Adnkronos)
Giappone/ Uomo più anziano di Tokyo era morto da trent'anni Sogen Kato era registrato come l'uomo più anziano di Tokyo, ma era morto più di trent'anni fa: il suo corpo, mummificato, è stato ritrovato nel suo appartamento. Nato nel 1899, Kato avrebbe avuto 111 anni e i servizi sociali della capitale nipponica hanno voluto controllare il suo stato di salute - insieme a quello degli altri centenari iscritti all'anagrafe - in vista delle celebrazioni per la Giornata dell'Anziano, nel prossimo settembre. I servizi sociali avevano cercato di contattare Kato da mesi, ma la famiglia aveva sempre rifiutato qualsiasi incontro affermando che l'uomo stava benissimo (palesemente falso) ma non aveva voglia di incontrare nessuno (incontestabilmente vero). I funzionari, insospettiti, hanno chiamato la polizia che ieri ha fatto irruzione nell'appartamento scoprendo il corpo di Kato, ormai mummificato, steso su un letto e coperto da un lenzuolo bianco. (Apcom)
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