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Rassegna Stampa

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L'intervista

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Jason Derülo

Scienza e Psiche 1 settembre 2010

Lo stetoscopio sostituito dallo smartphone

Il cellulare si appresta a modificare l'immagine tradizionale del medico, con camice bianco e stetoscopio al collo. Quest'ultimo strumento, infatti, rischia di essere sostituito, o quanto meno integrato, dallo smartphone. Il quotidiano britannico "Guardian" ha diffuso i dati riguardanti i download che hanno interessato iStethoscope, un'applicazione che permette di monitorare il battito cardiaco attraverso un iPhone. Secondo il giornale inglese sono almeno tre milioni i medici che l'hanno già acquistato la app su App Store. La versione gratis della stessa applicazione viaggia sui 500 download al giorno. Secondo il giornale, entro il 2012 l'80 per cento dei camici bianchi avrà uno smartphone adattato a compiere (in parte) le funzioni dello stetoscopio.

(Apcom)

 

Salute: mangiar poco tiene svegli

Mangiare poco triplica la resistenza al sonno e lo stesso si ottiene mettendo 'ko' in un moscerino un gene chiamato Lsd2. Sono i risultati di uno studio condotto da Paul Shaw della Washington University School of Medicine di St.

Louis. Gli esperti, e' spiegato sulla rivista PLoS Biology, hanno visto sia che il digiuno triplica il tempo che i moscerini possono resistere alla carenza di sonno sia che togliere di mezzo il gene Lsd2 da' lo stesso effetto-digiuno sul sonno.

(Ansa)

 

Identificato nuovo gene Sla sporadica, è presente in oltre 90% casi. Italiani nel team

Sclerosi laterale amiotrofica meno misteriosa grazie a uno studio internazionale co-firmato da scienziati italiani. Il team di ricercatori, fra cui 'camici' dell'Istituto auxologico italiano di Milano, dell'università Statale e del Centro Dino Ferrari del capoluogo lombardo, hanno identificato un gene responsabile della Sla sporadica, forma di malattia presente in oltre il 90% dei pazienti. L'equipe dell'auxologico, guidata da Vincenzo Silani, ha inoltre completato la raccolta del Dna di 2 mila malati italiani con Sla sporadica, per poter scattare una 'fotografia genetica' esclusivamente mirata ai pazienti della Penisola. Il maxi studio, pubblicato su 'Lancet Neurology', fa quindi luce su una patologia che colpisce i neuroni responsabili del movimento e che resta ad oggi incurabile, nonostante l'attenzione mediatica rivolta alle sue vittime più note, fra cui vari ex campioni del calcio.

La ricerca ha coinvolto 8 Paesi europei ed extraeuropei (Regno Unito, Stati Uniti, Olanda, Irlanda, Italia, Francia, Svezia e Belgio) e rappresenta una tappa fondamentale - sottolinea una nota - nell'identificazione dei geni responsabili della Sla attraverso la tecnica Genome-Wide (GWA), in grado di analizzare quasi un milione di varianti genetiche differenti in una popolazione di malati. "Lo studio di GWA - spiega Silani, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell'auxologico di Milano - ha permesso di identificare una regione localizzata sul cromosoma 9q21 quale responsabile, oltre che della forma sporadica, anche della Sla associata a demenza fronto-temporale familiare. Infatti, nella regione identificata sono localizzati alcuni geni conosciuti che ora necessitano di essere studiati con sequenziamento per la possibilita' di essere responsabili della malattia".

Lo studio, condotto dagli scienziati del King's College di Londra su 599 pazienti inglesi con Sla sporadica e 4.144 controlli sani, è stato poi confermato dalle indagini su 4.321 malati e 8.425 controlli raccolti negli altri 7 Paesi protagonisti della ricerca. L'Irccs auxologico, l'universita' degli Studi e il Centro Dino Ferrari di Milano hanno partecipato grazie a uno stretto rapporto scientifico tra il King's College britannico e il gruppo di Silani.

Inoltre, la neurogenetista Isabella Fogh, già ricercatrice dell'auxologico, si trova attualmente al King's College per un progetto di collaborazione tra i due centri di ricerca e ha attivamente partecipato alla definizione dello studio. Dopo avere creato con numerosi altri centri nazionali il Consorzio 'SlaGen', sulla base del Dna raccolto su 2 mila malati della Penisola i ricercatori diretti da Silani intendono condurre uno studio di GWA autonomo italiano. Dopo avere completato l'analisi del Dna grazie anche alla tecnologia 'Illumina' di cui l'auxologico è dotato, i dati sono ora all'interpretazione statistica per la definizione nella più vasta popolazione omogenea ad oggi analizzata di regioni cromosomiche associabili alla Sla.

I dati della ricerca 'tricolore' saranno poi confrontati con quelli pubblicati nella letteratura internazionale. "L'attuale scoperta rappresenta un passo sostanziale verso la definizione delle cause eziopatogenetiche della Sla. Solo attraverso questi passaggi obbligati potrà essere approntata una terapia per i pazienti", precisa Silani. "Questa ricerca avvicina ancor più il giorno in cui avremo chiarito i meccanismi patogenetici della Sla, dato che le forme sporadiche che giungono alla nostra attenzione rappresentano più del 90% del totale", ribadisce il neuroscienziato. "L'identificazione mediante tecnologie avanzate come il GWA di regioni cromosomiche associate alla patologia - conclude - apre la corsa al sequenziamento della regione identificata con identificazione dei geni responsabili e dimostrazione della loro funzione in rapporto alla degenerazione motoneuronale specifica della malattia".

(Adnkronos)

 

Nuovo tormentone: dopo i Power Balance arrivano i biomagneti anti-fumo

Si annuncia un nuovo tormentone all'insegna del benessere naturale. Un rimedio alternativo, che promette di spazzare via la voglia di nicotina. Dopo il Power Balance, il braccialetto che regala "forza, equilibrio, flessibilita' e resistenza fisica", finito nel mirino dell'Antitrust, ora e' il turno dei magneti da orecchio per dire addio alle sigarette. Due piccoli dischi magnetici che, posizionati sulla parte alta del padiglione auricolare, spegnerebbero la voglia di fumare gia' nel giro di una settimana. E' quanto garantisce una "innovativa autoterapia brevettata", pubblicizzata e venduta online: 'Zerosmoke'. "I due magneti - come si spiega sul sito autoterapiazerosmoke.com - attraendosi tra loro, esercitano una stimolante pressione programmata, che attiva i neurotrasmettitori a produrre endorfina, la quale toglie la voglia di fumare". Ispirandosi ai principi dell'agopuntura, ma senza usare aghi. Con "risultati eccellenti (piu' dell'80%) nel trattamento della disassuefazione dal fumo", assicurano gli ideatori. I biomagneti sono ricoperti d'oro "per le capacita' conduttive e perche' non provoca nessun tipo di allergie", e vanno applicati senza bisogno di forare il padiglione.

Il prodotto - si legge sul sito - vanta l'autorizzazione della Fda americana (Food and Drug Administration) e la 'validazione' del ministero della Salute italiano. Che pero', interpellato dall'Adnkronos Salute, precisa come simili dispositivi non vengano validati dal dicastero, ma "se si tratta di un prodotto con il marchio CE, puo' circolare liberamente all'interno dell'Ue". Marchio che sul sito figura in bella vista proprio accanto all'annunciata validazione da parte del ministero della Salute.

Il dispositivo, si legge sul sito dell'azienda produttrice, "va usato da un minimo di due a un massimo di tre ore al giorno per 6-7 giorni, durante i quali si puo' continuare a fumare normalmente. Alla scadenza del settimo giorno smetterete di fumare".

Gli ideatori consigliano pero' di "continuare ad applicare i biomagneti per altri 20-25 giorni". L'azienda assicura che il prodotto non ha controindicazioni. Ed e' riutilizzabile "in quanto la carica dura circa un anno dalla prima applicazione". Il costo? "Economico", sottolinea sul sito l'azienda: "Solo 49 euro + 6 di spedizione".

Perplesso sul meccanismo d'azione Fabio Firenzuoli, direttore del Centro di medicina naturale dell'ospedale San Giuseppe di Empoli. "Non conosco il dispositivo", spiega l'esperto. "Ma se, in teoria, dietro il richiamo all'agopuntura potrebbe esserci qualche fondamento scientifico, in questo caso sembra trattarsi in effetti di magnetismo. In ogni caso - conclude Firenzuoli - se il prodotto e' registrato come dispositivo medico dovrebbe avere alla base una documentazione depositata".

(Adnkronos)

 

 

 

 

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