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L'intervista

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Jason Derülo

Mondo Web 1 settembre 2010

Google: lancia 'posta prioritaria'

Google porta la 'posta prioritaria' su Gmail: un nuovo servizio che divide automaticamente i messaggi ricevuti in piu' o meno importanti.Gli utenti saranno aiutati a districarsi fra le centinaia di e-mail in arrivo ogni giorno. Su Gmail, scrive Google nel suo blog, sta per sbarcare il Priority Inbox che separa i messaggi 'importanti e non ancora letti' da 'tutto il resto' e le e-mail 'speciali'. Il servizio, in fase sperimentale, sara' a disposizione entro la prossima settimana.

(Ansa)

 

Facebook lancia Places, per sapere dove sono gli amici

Sapere se i propri amici sono nelle vicinanze, nello stesso quartiere o magari allo stesso concerto. E' l'ultima frontiera della condivisione online abbracciata da Facebook, che ha appena annunciato il lancio di 'Places', un servizio per telefonini con cui rendere noto in quale luogo ci si trova in ogni momento della giornata. Per ora attivo solo negli Stati Uniti, Places consente di condividere la propria posizione con un check-in. In pratica, spiega il responsabile del servizio Michael Sharon sul blog di Facebook, basta selezionare da un elenco il luogo piu' vicino a quello in cui ci si trova - un parco, un ristorante, un locale - per scoprire se qualcuno dei propri amici e' nelle vicinanze. Per tutelare la privacy, sottolinea Sharon, ogni utente puo' scegliere se e a chi rendere nota la propria posizione. Il servizio sfrutta il Gps ed e' dedicato ai telefonini. Per usarlo occorre scaricare l'ultima applicazione di Facebook per iPhone oppure collegarsi, sempre con un cellulare, al sito touch.facebook.com. In futuro la rete sociale conta di estendere il servizio ad altre nazioni e dispositivi mobili. L'ingresso di Facebook nel settore dei servizi basati sulla geolocalizzazione potrebbe dare del filo da torcere a prodotti come Foursquare e Gowalla, che sono presenti nel mercato da tempo, ma che non possono contare sugli oltre 500 milioni di utenti calamitati dal re dei social network.

(Ansa)

 

Videogame sui talebani, indignazione in Usa: ''Morte marines non è un gioco''

''Mio figlio è morto davvero. La sua vita è finita e non può ricominciare'' dopo il game over. E' nelle parole di Karen Meredith, la madre di un soldato caduto, che si raccoglie l'indignazione dei parenti dei soldati americani morti in Afghanistan per il lancio del nuovo videogioco della popolare saga bellica 'Medal of Honor'. Sul mercato da ottobre, il videogame consente di vestire i panni dei talebani impegnati a combattere le forze Usa e Nato schierate in Afghanistan. ''E' molto doloroso, per le famiglie che stanno seppellendo i loro figli, vedere questo videogioco - dice Meredith a Fox News -. Mio figlio non ha avuto la possibilità di ricominciare dopo che è stato ucciso. La sua vita è finita davvero e io devo fare i conti con questo tutti i giorni''.

La ditta che produce il videogame, la EA, si è comunque difesa dalle accuse, sostenendo che durante la partita è possibile indossare i panni di entrambe le forze. ''Nel multiplayer i soldati stanno combattendo contro i talebani'', una situazione ''molto simile agli alleati che combattono i nazisti nei giochi della Seconda Guerra Mondiale. In Medal of Honour diamo ai giocatori l'opportunità di giocare entrambe le parti", ha dichiarato EA in un comunicato.

Insomma, dice l'azienda produttrice, ''se qualcuno fa il poliziotto l'altro deve essere il rapinatore, se qualcuno fa il pirata l'altro deve essere lo straniero. In Medal of Honor qualcuno deve essere i talebani". Secondo il sito web icasualties.org, che tiene il conto delle vittime degli Stati Uniti e della Nato in Afghanistan, sono 245 i soldati internazionali uccisi nel paese quest'anno, 153 dei quali erano americani. L'anno scorso 520 militari internazionali sono stati uccisi, di cui 316 erano americani.

(Adnkronos)

 

 

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