| International 1 settembre 2010 |
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Yemen, miliziani di al Qaeda tornano a Loder I terroristi di al Qaeda sono tornati nel villaggio di Loder, nel sud dello Yemen, dopo essere stati cacciati la scorsa settimana dai soldati dell'esercito yemenita. Secondo quanto riferito da News Yemen, i miliziani sono stati visti di nuovo in quell'area.
La polizia yemenita aveva annunicato di aver
arrestato dieci terroristi negli scontri della scorsa settimana, sostenendo che
alcuni di loro si sarebbero consegnati spontaneamente agli agenti. Ma gli
uomini di al Qaeda in un comunicato diffuso con un volantino nella città di di Zinjibar, hanno smentito le notizie fornite
dagli organi istituzionali yemeniti, sostenendo che gli uomini di al Qaeda a
Loder sono ancora liberi e pronti ad entrare in azione. (Peacereporter)
Usa, NYT: 'Bene Obama a non proclamare vittoria in Iraq'
Si chiama "Nuova
Alba" la nuova missione statunitense in Iraq dopo il ritiro delle truppe
combattenti dal Paese. La notizia è stata diffusa dal vice presidente
Usa Joe Biden. (Peacereporter)
Turchia, bloccata la vendita di elicotteri cobra stabilita dagli accordi tra Washington e Ankara Il quotidiano turco Hurriyet, citando dichiarazioni dell'ambasciatore di Ankara a Washington, Namik Tan, ha dichiarato che l'amministrazione Usa ha deciso di bloccare la vendita di elicotteri da combattimento Cobra e droni Reaper alla Turchia. Secondo il diplomatico l'amministrazione Obama non avrebbe ancora trasmesso l'approvazione dei relativi accordi firmati tra Usa e Turchia per la fornitura dei velivoli. Stando alle affermazioni dell'ambasciatore, la decisione di bloccare la vendita sarebbe collegata alla recente presa di posizione della Turchia contro le sanzioni all'Iran per il suo programma nucleare, e alle tensioni con lo stato ebraico dopo l'affaire Flotilla. I responsabili turchi, ha aggiunto il diplomatico, hanno informato il Dipartimento di Stato Usa della preoccupazione di Ankara sulla questione. Secondo il giornale turco, la decisione degli Stati Uniti è stata data dalle pressioni esercitate dalle lobby ebraiche sull'amministrazione Usa. (Peacereporter)
Algeria, commando armato attacca moschea causando un morto e almeno dieci feriti
Un attacco terroristico contro
una moschea nella città di al-Abadiya, nella provincia di Ain Defla ha causato
la morte di una persona e il ferimento di almeno altre dieci. (Peacereporter)
Medio Oriente, Barak: pronti a cedere parti di Gerusalemme Israele è disposta a cedere alcune parti di Gerusalemme ai palestinesi nell'ambito di un possibile accordo di pace, ha detto oggi il ministro della Difesa Ehud Barak prima dell'inizio delle trattative a Washington. La divisione di Gerusalemme, una delle principali ragioni del conflitto israelo-palestinese, potrebbe prevedere un "regime speciale" per la gestione dei siti religiosi più importanti della città, ha detto Barak in un'intervista a Haaretz. Il ministro della Difesa israeliano ha dichiarato che l'uccisione dei quattro palestinesi per mano di uomini armati palestinesi in Cisgiordania non dovrebbe fermare i negoziati. Il primo ministro Benjamin Netanyahu, che incontra oggi il presidente palestinese Mahmoud Abbas alla Casa Bianca per il primo confronto faccia a faccia, ha in precedenza respinto al mittente la possibilità di dividere la città. "Gerusalemme ovest e 12 quartieri ebrei che ospitano 200.000 persone rimarranno nostri. I quartieri arabi saranno dei 250.000 palestinesi che vi abitano", ha invece detto Barak, che ha partecipato alle attività preparatorie in vista del summit di pace. "Ci sarà un regime speciale ... nella Città Vecchia, sul Monte degli Ulivi e nella Città di Davide", ha detto il ministro israeliano. Israele ha invaso la parte orientale della città nella guerra del 1967 e l'ha annessa senza avere però il riconoscimento della comunità internazionale. Secondo i palestinesi, Gerusalemme est dovrebbe diventare la capitale di uno stato palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Barak ha anche detto che qualsiasi accordo dovrebbe considerare il trasferimento degli avamposti ebrei dalla Cisgiordania all'interno dei confini nazionali, mantenendo però i punti di blocco nel principale insediamento urbano. (Reuters)
Cile, il governo si impregna a modificare la legge anti terrorismo
I 32 indigeni mapuche che stanno portando avanti uno
sciopero della fame da 51 giorni sono stati arrestati per la Legge Antiterrimo,
a seguito di episodi violenti nella Regione di Araucanìa, dove le lotte per il
riconoscimento delle loro terre non sono mai cessate. Dal 2009, la regione è
militarizzata. Il popolo mapuche rappresenta quasi il 10 percento della popolazione cilena e gli insediamenti più grandi si trovano nella regione di Araucanìa, a circa 600 chilometri da Santiago. Gli indigeni rivendicano il possedimento della terra, che gli fu sottratta dalla colonizzazione spagnola. Oggi, mentre la riforma processuale penale vale per tutti, agli imputati mapuche viene applicata la Legge Antiterrorista che nega i principi garantisti ed aumenta sproporzionatamente le pene. I prigionieri chiedono anche la fine del doppio processo poichè vengono sottoposti a giudizio in relazione allo stesso fatto sia dalla giustizia militare che dalla giustizia penale. (Peacereporter)
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