| International 2 settembre 2010 |
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Sudafrica, scioperanti respingono la proposta del governo
Continuano gli scioperi in Sudafrica dopo che il Cosatu, il sindacato più
importante, ha respinto nella notte la proposta governativa.
Allo sciopero, che dura da ormai tre settimane, hanno partecipato
infermieri, medici e insegnanti (Peacereporter)
Afghanistan, 10 civili uccisi in raid aereo della Nato nel nord del paese Dieci civili afgani che lavoravano per la campagna elettorale sono morti oggi in un raid aereo della Nato nel nord dell'Afghanistan, nella provincia nord-orinetale di Takhar, solitamente tranquilla. Il comando Isaf ha inoltre informato che due donne sono morte martedi in un altro attacco aereo alleato condotto nella provincia meridionale di Helmand. Un altro civile è stato ucciso nella stessa zona nel corso di un'operazione Nato. Migliaia di persone sono scese in strada in questi mesi per protestare contro le morti dei civili da parte degli Usa. Si stima che dall'inizio del conflitto sono 14mila i civili uccisi in Afghanistan. Il rappresentante speciale Onu per l'Afghanistan ha dichiarato che solo nei primi sei mesi del 2010 sono morti 1.271 civili, con un incremento del 25 percento rispetto allo stesso periodo del 2009. Due soldati Usa, sempre secondo quanto comunicato da fonti Isaf, sono morti questa mattina nell'est e nel sud del Paese: sale così a quattordici il numero dei soldati morti negli ultimi quattro giorni. (Peacereporter)
Russia/ Grano, Putin: no revoca divieto export sino sino a 2011
La
possibilità di revoca del divieto sulle esportazioni di grano dalla Russia
"si può considerare solo dopo il raccolto del prossimo anno e quando
verranno tirate le somme". Il messaggio viene da Mosca, direttamente dal
premier Vladimir Putin, ossia dal governo, mentre il Cremlino (la
presidenza)chiede all'esecutivo un radar sui prezzi degli alimentari, che
nonostante l'allarme, non devono aumentare e fa partire l'ordine di ridurre le
tariffe sul trasporto del grano all'interno del Paese. (Apcom)
Nagorno-Karabakh: scontri tra militari armeni e azeri: almeno 5 morti Alcuni soldati sono rimasti uccisi in una sparatoria tra forze armate azere e armene sulla linea del cessate il fuoco tra il Nagorno-Karabakh e l'Azerbaijan.
Secondo il ministro della Difesa dell'Azerbaijan
lo scontro sarebbe stato causato da un attacco armeno che avrebbe lasciato sul
campo tre militari armeni e due azeri. (Peacereporter)
La provincia della frontiera di nordovest (Nwfp)
- recentemente ribattezzata Khyber Pakhtunkhwa - è stata una
delle più colpite dalle inondazioni delle scorse settimane. Disperati cui il governo di Islamabad, abituato a bombardare queste popolazioni pashtun, non certo ad aiutarle, ha negato soccorsi e assistenza umanitaria, smantellando addirittura i campi d'accoglienza allestiti dalle organizzazioni religiose locali - ritenute vicine agli ambienti jihadisti e talebani - e proseguendo come nulla fosse le operazioni militari antiterrorismo, con raid aerei che hanno provocato nuove vittime civili. Un cinismo determinato dalle forti pressioni del governo Usa che, per bocca dell'inviato di Washington, il senatore democratico John Kerry, aveva espresso preoccupazione per le opportunità di propaganda e proselitismo che questa tragedia offre ai movimenti integralisti islamici, ribadendo la necessita di non abbassare la guardia nella lotta al terrorismo. Concetti subito rilanciati dal presidente pachistano Asif Ali Zardari, per spiegare l'ordine di sgombero di sedici campi-sfollati non governativi, eseguito lo scorso 23 agosto: ''Queste organizzazioni traggono vantaggio dalla crisi umanitaria: mi preoccupa molto il fatto che gli orfani dell'alluvione finiscano in campi dove vengono addestrati a diventare futuri terroristi''.
Tra le più attive ong religiose che si sono
attivate per soccorrere le vittime delle alluvioni fornendo viveri, cure e
riparo ci sono quelle legate a Jamat-ud-Dawa, organizzazione
islamica notoriamente vicina al gruppo terroristico Lashkar-e-Toiba.
Facile immaginare come la chiusura dei campi
'sgraditi' al governo, lungi dal sottrarre la popolazione locale
dall'influenza del radicalismo islamico, non abbia fatto altro che accrescere
il risentimento della gente nei confronti del governo, facilitando la propaganda
jihadista. (Peacereporter)
Indonesia, Ardi Rizal ce l'ha fatta: il baby-fumatore ha smesso grazie alla terapia Ardi Rizal, il bimbo indonesiano di due anni protagonista di un video shock che lo ritraeva mentre fumava una sigaretta dopo l'altra, ha smesso grazie ad una breve terapia. "Ha smesso di fumare e non chiede più sigarette. Ma ha bisogno di un ambiente diverso per non riprendere il vizio" ha dichiarato Arist Merdeka Sirait, presidente della Commissione nazionale per la protezione dell'infanzia, che ha spiegato come la dipendenza dal fumo in età prematura possa portare numerosi problemi alla salute. In Indonesia più del 60% della popolazione fuma e i baby-fumatori sono in aumento, per questo motivo il governo indonesiano ha deciso di effettuare maggiori controlli e restrizioni sulla vendita delle sigarette. Le immagini di Ardi, che aveva fumato la sua prima sigaretta a 18 mesi, avevano invaso la rete pochi mesi fa impressionando l'opinione pubblica. (Adnkronos)
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