International 2 settembre 2010

Sudafrica, scioperanti respingono la proposta del governo

Continuano gli scioperi in Sudafrica dopo che il Cosatu, il sindacato più importante, ha respinto nella notte la proposta governativa.

"La grande maggioranza delle sezioni provinciali respinge gli
aumenti di retribuzione del 7,5 percento e dell'indennità per la casa a 800 rand e chiede di intensificare lo sciopero" ha detto Zwelinzima Vavi, segretario generale della Confederazione dei sindacati sudafricani (Cosatu).

I sindacati chiedono un aumento degli stipendi dell'8,6 percento e una indennità per la casa di 1.000 rand (circa 110 euro).

Allo sciopero, che dura da ormai tre settimane, hanno partecipato infermieri, medici e insegnanti
paralizzando scuole e ospedali.
Solo un divieto del governo ha evitato che anche le forze dell'ordine incrociassero le braccia facendo precipitare il Paese nel caos. Quello che si sta vivendo in Sudafrica è un vero e proprio braccio di ferro.

Il
governo Zuma, eletto nel 2009 grazie al sostegno dei sindacati, ora cerca di ritrovare autonomia per non essere più in ostaggio del Cosatu.

(Peacereporter)

 

Afghanistan, 10 civili uccisi in raid aereo della Nato nel nord del paese

Dieci civili afgani che lavoravano per la campagna elettorale sono morti oggi in un raid aereo della Nato nel nord dell'Afghanistan, nella provincia nord-orinetale di Takhar, solitamente tranquilla.

Il comando Isaf ha inoltre informato che due donne sono morte martedi in un altro attacco aereo alleato condotto nella provincia meridionale di Helmand. Un altro civile è stato ucciso nella stessa zona nel corso di un'operazione Nato.

Migliaia di persone sono scese in strada in questi mesi per protestare contro le morti dei civili da parte degli Usa. Si stima che dall'inizio del conflitto sono 14mila i civili uccisi in Afghanistan. Il rappresentante speciale Onu per l'Afghanistan ha dichiarato che solo nei primi sei mesi del 2010 sono morti 1.271 civili, con un incremento del 25 percento rispetto allo stesso periodo del 2009.

Due soldati Usa, sempre secondo quanto comunicato da fonti Isaf, sono morti questa mattina nell'est e nel sud del Paese: sale così a quattordici il numero dei soldati morti negli ultimi quattro giorni.

(Peacereporter)

 

Russia/ Grano, Putin: no revoca divieto export sino sino a 2011

La possibilità di revoca del divieto sulle esportazioni di grano dalla Russia "si può considerare solo dopo il raccolto del prossimo anno e quando verranno tirate le somme". Il messaggio viene da Mosca, direttamente dal premier Vladimir Putin, ossia dal governo, mentre il Cremlino (la presidenza)chiede all'esecutivo un radar sui prezzi degli alimentari, che nonostante l'allarme, non devono aumentare e fa partire l'ordine di ridurre le tariffe sul trasporto del grano all'interno del Paese. Versione stampabile

(Apcom)

 

Nagorno-Karabakh: scontri tra militari armeni e azeri: almeno 5 morti

Alcuni soldati sono rimasti uccisi in una sparatoria tra forze armate azere e armene sulla linea del cessate il fuoco tra il Nagorno-Karabakh e l'Azerbaijan.

Secondo il ministro della Difesa dell'Azerbaijan lo scontro sarebbe stato causato da un attacco armeno che avrebbe lasciato sul campo tre militari armeni e due azeri.

Di opinione opposta il governo di Yerevan, che parla di
un solo morto nelle sue fila, ucciso mentre respingeva l'attacco azero in cui, sempre secondo il governo, sarebbero morti sette militari dell'Azerbaijan.

Il
Nagorno-Karabakh è un'encalve all'interno del territorio azero, da vent'anni sotto controllo delle forze armate armene, uscite vittoriose dalla guerra scoppiata nei primi anni '90 tra le due nazioni e terimata con il cessate il fuoco del 1994. Da allora i due pasi non hanno ancora raggiunto un accordo di pace, rivendicando entrambi la sovranità sul territorio conteso.

(Peacereporter)

 

Pakistan, vittime di serie b

La provincia della frontiera di nordovest (Nwfp) - recentemente ribattezzata Khyber Pakhtunkhwa - è stata una delle più colpite dalle inondazioni delle scorse settimane.
Nelle vallate tra Peshawar e il confine afgano - già prostrate da anni di guerra civile tra governo e talebani - le piogge torrenziali hanno ucciso almeno seicento persone e provocato quasi mezzo milione di nuovi sfollati.

Disperati cui il governo di Islamabad, abituato a bombardare queste popolazioni pashtun, non certo ad aiutarle, ha negato soccorsi e assistenza umanitaria, smantellando addirittura i campi d'accoglienza allestiti dalle organizzazioni religiose locali - ritenute vicine agli ambienti jihadisti e talebani - e proseguendo come nulla fosse le operazioni militari antiterrorismo, con raid aerei che hanno provocato nuove vittime civili.

Un cinismo determinato dalle forti pressioni del governo Usa che, per bocca dell'inviato di Washington, il senatore democratico John Kerry, aveva espresso preoccupazione per le opportunità di propaganda e proselitismo che questa tragedia offre ai movimenti integralisti islamici, ribadendo la necessita di non abbassare la guardia nella lotta al terrorismo.

Concetti subito rilanciati dal presidente pachistano Asif Ali Zardari, per spiegare l'ordine di sgombero di sedici campi-sfollati non governativi, eseguito lo scorso 23 agosto: ''Queste organizzazioni traggono vantaggio dalla crisi umanitaria: mi preoccupa molto il fatto che gli orfani dell'alluvione finiscano in campi dove vengono addestrati a diventare futuri terroristi''.

Tra le più attive ong religiose che si sono attivate per soccorrere le vittime delle alluvioni fornendo viveri, cure e riparo ci sono quelle legate a Jamat-ud-Dawa, organizzazione islamica notoriamente vicina al gruppo terroristico Lashkar-e-Toiba.
''Non mi interessa se sono legati o meno alla jihad: sono gli unici che hanno aiutato me, la mia famiglia e i miei amici'', spiegava prima dello sgombero uno sfollato ai giornalisti locali.

Facile immaginare come la chiusura dei campi 'sgraditi' al governo, lungi dal sottrarre la popolazione locale dall'influenza del radicalismo islamico, non abbia fatto altro che accrescere il risentimento della gente nei confronti del governo, facilitando la propaganda jihadista.

Per completare l'opera, Islamabad ha subito ricominciato a bombardare la regione: solo
martedì notte le bombe dei caccia pachistani hanno ucciso alcuni presunti talebani assieme alle loro famiglie e altri civili, tra cui diverse donne e bambini.

(Peacereporter)

 

Indonesia, Ardi Rizal ce l'ha fatta: il baby-fumatore ha smesso grazie alla terapia

Ardi Rizal, il bimbo indonesiano di due anni protagonista di un video shock che lo ritraeva mentre fumava una sigaretta dopo l'altra, ha smesso grazie ad una breve terapia. "Ha smesso di fumare e non chiede più sigarette. Ma ha bisogno di un ambiente diverso per non riprendere il vizio" ha dichiarato Arist Merdeka Sirait, presidente della Commissione nazionale per la protezione dell'infanzia, che ha spiegato come la dipendenza dal fumo in età prematura possa portare numerosi problemi alla salute.

In Indonesia più del 60% della popolazione fuma e i baby-fumatori sono in aumento, per questo motivo il governo indonesiano ha deciso di effettuare maggiori controlli e restrizioni sulla vendita delle sigarette. Le immagini di Ardi, che aveva fumato la sua prima sigaretta a 18 mesi, avevano invaso la rete pochi mesi fa impressionando l'opinione pubblica.

(Adnkronos)

 

 

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