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Ma
Venezia 2010 è sembrato, più che altro, il festival delle polemiche
di Irene D'Intino
Alla fine, dopo
totoscommesse, anticipazioni e bisbigli, il Leone d'Oro l'ha vinto la
giovane Sofia Coppola, con il film Somewhere.
Ma qualcuno avrebbe scommesso su questa vittoria fin dall'inizio, e
l'aveva fatto, insinuando una pulce nell'orecchio del vecchio Quentin
(Tarantino, presidente di Giuria), già durante la conferenza stampa:
sembra infatti che i due
(Coppola e Tarantino, appunto) abbiano avuto una storia, in passato,
e si sa, nel bene e nel male, al cuor non si comanda. Se poi accanto
ai sentimenti ci snoccioliamo tutta una serie di parentele eccelse
(Sofia sarebbe non solo figlia del famoso regista, ma anche nipote
dell'attrice Talia Shire e cugina di Nicolas Cage, Jason Schwartzman
e Robert Carmine) la solita diatriba su raccomandazioni e conoscenze
non tarda a farsi sentire. Chissà se la ricerca del marcio
parentelare è una fissazione tutta italiana...
Quello
che conta, comunque, è che la Coppola, con il suo quinto film, si
porta a casa un riconoscimento di tutto rispetto, assegnatole durante
un festival nel quale le polemiche sembrano essere state al centro
del red carpet.
Prima la Parietti che, sul
tappeto rosso, inciampa e scopre un seno,
poi l'assenza del Ministro
Maurizio Sacconi, che i maligni danno per giustificato (causa terrore
fischi). C'è poi la
polemica sui premiati: sì, perché una volta archiviato il caso
Coppola, molti hanno vociferato sul Leone Speciale assegnato a Monti
Hellman, in gara con Road
to nowhere, vecchio
amico e produttore de Le
Iene (film di
Tarantino) o anche sul
Leone d'Argento per la miglior regia a Balada
triste de trompeta di
Alex de la Iglesia, che non aveva convinto, e che viene invece
doppiamente insignito anche del premio Osella per la miglior
sceneggiatura. Ma i colpi di scena non finiscono qui: è risultato
introvabile,
nonostante ripetutamente invitato a salire sul palco, Vincent
Gallo, coppa Volpi al
miglior attore, e il suo premio lo ha ritirato Jerzy Skolimowski, il
regista di Essential Killing, film che lo ha visto protagonista, e
che ha vinto anche il premio Speciale della Giuria. "Però
i soldi che abbiamo tanto faticato a mettere insieme te li sei presi"
sembra aver commentato il regista. Nessuna indecisione da divi sul
presentarsi o meno sul palco ha coinvolto i
nostri italiani, rimasti a bocca asciutta.
Anche in questo caso c'è chi sostiene di aver tentato di far
assegnare un qualche premio a Celestini, o a Mazzacurati, o a
Martone, o a Costanzo, ma senza risultati; c'è chi sostiene che un
chiacchierato Vallanzasca avrebbe avuto più possibilità, nonostante
il fiume di discordia suscitato in Italia; e soprattutto si è
assistito, a quanto sembra, ad una evidente difficoltà
nell'assistere a tutte le proiezioni, con svantaggio per il nostro
cinema, poco interessante agli occhi dei critici stranieri.
Vorrà
dire che ci andremo noi, nelle sale, quando finalmente ce ne daranno
la possibilità, per assegnare i nostri personalissimi premi...
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