| In viaggio con Kerouac (o con Google?) |
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di Irene D'Intino
E lo fa per mezzo dello strumento che ha rivoluzionato il modo di concepire il viaggio, quel Google Earth che ci permette di visitare un posto ancora prima di essere partiti, grazie solo a telecamere fisse in 3D. Basta un plug-in, una cliccata all'indirizzo giusto, e ha inizio il viaggio: ogni posto raccontato, ogni strada, scorcio o paesaggio sono accuratamente segnalati e descritti, con citazioni, frasi del libro, spiegazioni. La trasposizione 3D del viaggio non è un'opera ufficiale, ma l'iniziativa di un singolo internauta, che probabilmente ha voluto offrire, in chiave moderna, la possibilità di viaggiare, ancora una volta con Kerouac. Certo, è lecito comunque pensare subito che lo spirito che guida l'occhio di Google Earth sia tutt'altro rispetto a quello che Kerouac aveva intenzione di trasmettere ed insegnare nella sua avventura on the road. Ma soprattutto è importante sottolineare come questa iniziativa non possa essere che uno specchietto per i curiosi, niente di più: un insieme di tecnologiche telecamere non si può certo sostituire alla letteratura, che non regala solo sguardi su panorami, ma un insieme di sentimenti ed emozioni che degli occhi virtuali non saranno mai in grado di riprodurre. Foto by Flickr - Pesky Library
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