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Attualità 8 settembre 2010 |
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Iran, lapidazione Sakineh sospesa e sotto revisioneLe autorità iraniane hanno sospeso la condanna a morte tramite lapidazione contro Sakineh Mohammadi Ashtiani, una donna condannata per adulterio.Lo ha riferito oggi il portavoce del ministero degli esteri iraniano Ramin Mehmanparast alla televisione di stato iraniana in lingua inglese Press Tv, dopo che la sentenza aveva suscitato riprovazione e condanna in tutto il mondo."Il verdetto sulle vicende extraconiugali è stato fermato ed è al momento sotto revisione", ha detto il ministro.La decisione è giunta dopo che il presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso ha definito la sentenza "barbarie oltre ogni parola", ultimo di una serie di critiche da parte di potenze estere.Sakineh Mohammadi Ashtani è stata condannata nel 2006 per adulterio, reato capitale nella repubblica islamica. E' stata anche accusata di coinvolgimento nell'uccisione del marito. In un'intervista telefonica, Mehmanparast ha detto che l'accusa di omicidio è ancora oggetto di indagine e "sarà emesso un verdetto finale".I media iraniani hanno ipotizzato che la donna potrebbe non subire la lapidazione, imposta per certi crimini dalla sharia, legge religiosa che l'Iran ha adottato dopo la rivoluzione islamica del 1979, ma potrebbe essere giustiziata per impiccagione."Pensiamo che questo sia un caso normalissimo, questo dossier è simile a quelli che esistono in altri Paesi", ha detto ancora Mehmanparast, che nell'intervista non ha mai fatto cenno alla parola "lapidazione" ed ha accusato gli Stati Uniti di aver montato un caso che fa scalpore a scopo politico, per colpire l'immagine internazionale del Paese, che rischia sanzioni per il suo programma di sviluppo dell'energia atomica.In una nota congiunta, i ministri degli Esteri Franco Frattini e delle Pari Opportunità Mara Carfagna hanno commentato positivamente la sospensione decisa."La notizia della sospensione della sentenza di lapidazione di Sakineh Ashtani è il risultato di una mobilitazione internazionale di governi e opinioni pubbliche e un importante segnale di ragionevolezza da parte delle autorità iraniane", dice la nota, rilevando che ne esce incoraggiata la volontà di mantenere su molti temi, anche sensibili, canali di dialogo e di rispetto reciproco."Ringraziamo il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e le tante istituzioni, le amministrazioni pubbliche, le forze politiche e le associazioni che hanno sostenuto la campagna del ministero degli Esteri e del ministero per le Pari Opportunità 'Per la vita di Sakineh'", aggiunge la nota.
(Reuters)
Intercettazioni, ddl scompare da calendario della CameraIl disegno di legge sulle intercettazioni, che aveva infuocato il dibattito politico a luglio, è uscito dall'agenda dei lavori della Camera.Lo ha detto oggi Dario Franceschini del Pd, uscendo dalla prima riunione dei capigruppo a Montecitorio, che ha fissato il calendario delle prime due settimane di lavoro dell'aula dopo le vacanze."Le intercettazioni sono uscite dall'agenda. La maggioranza non ne parla più. Considero questa una vittoria dell'opposizione", ha detto Franceschini.Sembra evaporare quindi un disegno di legge rimasto in gestazione per due anni, votato in prima lettura al Senato con la fiducia, ma che nell'ultima versione presentata alla Camera aveva scontentato un po' tutti, anche il premier Silvio Berlusconi che lo trovava troppo arrendevole verso media e magistratura.Il ddl che limitava il ricorso delle intercettazioni nelle inchieste e la loro pubblicazione nei media aveva l'obiettivo di mediare tra esigenze investigative, diritto di cronaca e tutela della privacy, ma per l'opposizione e i sindacati di giornalisti e giudici avrebbe creato un forte vulnus al lavoro dei media e della magistratura.
(Reuters)
Governo, Bossi: Lega per elezioni, potrebbe non votare fiduciaLa Lega Nord insiste per le elezioni politiche anticipate in tempi ravvicinati e fa capire che potrebbe anche non votare la fiducia al governo per favorire la realizzazione di questa ipotesi.E' lo stesso leader del Carroccio Umberto Bossi a spiegare ai giornalisti la situazione in cui si trova il governo dopo il divorzio politico tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini.Se il governo sopravviverà, ha detto Bossi, "dipende da quello che vuole Berlusconi. Io penso che la vera via di uscita siano le elezioni. Decida Berlusconi se fare un passo indietro", e dimettersi.Alla domanda se la Lega potrebbe non votare la fiducia pur di innescare l'iter per la fine anticipata della legislatura, come ipotizzato questa mattina da un editoriale di Sergio Romani sul Corriere della sera, Bossi ha risposto: "Vediamo, vediamo".Strada sbarrata all'ipotesi di un governo tecnico."Abbiamo già in giro dei cornuti. Abbiamo vinto noi le elezioni. Se io e Berlusconi portiamo in piazza 10 milioni di persone voglio vedere".A chi gli ha fatto poi notare che Fini non ha intenzione di dimettersi dalla presidenza della Camera, come chiesto da Bossi e Berlusconi, il leader del Carroccio ha risposto con una pernacchia.Oggi la capigruppo ha stabilito che Berlusconi parlerà alle Camere l'ultima settimana di settembre e che seguirà un dibattito durante il quale sarà votata una risoluzione.Nessuno ha più accennato all'ipotesi di un voto fiducia su un programma di cinque punti per riportare all'ordine i 34 deputati ribelli vicini a Fini senza i quali il governo sulla carta non ha la maggioranza.
(Reuters)
Caltanissetta, abbandona 2 cani: tribunale lo multa di 2mila euroUna piccola soddisfazione per gli animali e gli animalisti: il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta ha condannato M.S., 43 anni, al pagamento di una multa di 2mila euro per aver abbandonato i due suoi cani di razza dalmata "incurante dei gravi rischi per la salute degli stessi successivamente rinvenuti in evidente stato di denutrizione e ferite su diverse parti del corpo". I fatti risalgono al marzo 2009, quando nelle campagne di San Cataldo, nel nisseno, i volontari della Lega italiana per i diritti dell'animale recuperano i due dalmata abbandonati presso un casolare diroccato, stremati dalla sete e dalla fame, feriti e ridotti in pessime condizioni. Dopo le cure del caso, la Lida presenta alla Procura della Repubblica nissena una denuncia contro ignoti, che ben presto viene archiviata. Dopo molti mesi però, le Guardie eco-zoofile trovano una "pista" che li potrebbe condurre al responsabile del grave reato ottenendo la riapertura del fascicolo. Inizia così una lunga serie di indagini delle guardie eco-zoofile che esercitano i poteri di polizia giudiziaria, e che riescono a individuare con esattezza il proprietario che aveva deciso di sbarazzarsi dei due poveri animali. Oggi Lucky e Mika vivono felici ed al sicuro con le loro nuove famiglie che hanno deciso di adottarli a Catania e Delia.
(Apcom)
Accabadora: eutanasia nella cultura sardaLia, adorata suocera (Vi assicuro non è un ossimoro), mi domanda a bruciapelo che significhi 'accabadora' ed, ignorandolo, mi arrangio rifacendomi al cognome dell'autrice dell'opera, Michela Murgia, che ha appena vinto il premio Campiello 2010; le rispondo che forse è un termine sardo (che non conosco) ma purtroppo non ho letto il libro. E' colei che ha staccato Gad Lerner, Antonio Pennacchi e Gianrico Carofiglio, conquistando la giuria dell'autorevole premio letterario. L'enigma sul titolo rimane come un tarlo sino a quando non faccio una ricerchetta come alle elementari ed apprendo che siamo al cospetto di un antico e sontuoso istituto paragiuridico della Sardegna: è sempre una donna colei che suole dare la morte al malato terminale della famiglia. Tant'è che il termine, di incerta origine spagnola (dal verbo 'acabar': terminare, finire), è sempre coordinato in endiadi: femmina-accabadora. La donna è, dunque, sia colei che dà la vita, sia colei ch'è chiamata alle faccende gravi e definitive. Il ruolo della donna appare defilato in una società maschilista che poi le appioppa le responsabilità più gravose ed odiose. Lo strumento adoperato era per lo più un martello di legno, un ramo robusto che diventava un bastone d'olivo ("su mazzolu"). La dolce morte (dal greco 'eu' buona, dolce, non dolorosa, e 'thanatos' morte: dolce e non dolorosa si fa per dire, a mazzate!) veniva posta in essere dalla femmina accabadora che entrava nella stanza del morituro di nero vestita e con il volto coperto. Secondo altre fonti, il servizio eutanasia consisteva in atti meno cruenti che alleviassero l'agonia; pertanto, la femmina accabadora avrebbe avuto il compito non di porre fine nel senso letterale alla vita dello sciagurato, bensì di accompagnarne, con pratiche rituali, lo spirito verso l'aldilà. In ogni caso, roba grossa per palati forti: BIOETICA, per mesi non abbiamo praticamente parlato d'altro, della scelta di Beppino Englaro per sua figlia Eluana in coma irreversibile, della pronuncia della Cassazione, del provvedimento della Presidenza del Consiglio che contemplasse il divieto di sospendere alimentazione ed idratazione, il dissenso del Presidente Napolitano sul decreto dell'Esecutivo. Studio Cataldi aveva esaminato il caso del suicidio assistito in Gran Bretagna il 26 febbraio 2010. A Milano, in occasione d'un congresso al mitico Dipartimento di Medicina Legale di Via Mangiagalli, cui mi aveva invitato l'Amico Avv. Francesco Lapenna, ascoltai un giorno di fine maggio 2010 sul tema le profonde ed acutissime riflessioni del Prof. Luciano Eusebi, Ordinario di Diritto Penale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, restandone affascinato. La relazione del Prof. Eusebi era intitolata "Problematiche di responsabilità sanitaria e status giuridico del nascituro" ma il suo intervento al convegno, molto apprezzato, fu ad ampio raggio. Auspicammo di organizzare un convegno sul tema della 'dolce morte' e sulla sospensione dell'alimentazione artificiale e delle terapie cui invitare anche Beppino Englaro. Accabadora: le parole sono un dizionario giuridico a cielo aperto.
(Studio Cataldi)
Nuova Zelanda, assoluzione per Street ViewSi tratta di una decisione evidentemente ben accolta sia da Google che dai responsabili del suo servizio di mappatura Street View. Chiaramente sperando che si inneschi una sorta di virtuoso effetto domino in altri paesi del mondo. La polizia neozelandese ha infatti recentemente scagionato BigG dalle accuse mosse in precedenza dal garante locale della privacy. Al centro del mirino era finita la raccolta involontaria di una massiccia quantità di dati personali, come "aspirati" a mezzo WiFi dalle note googlecar in giro per il mondo. Le auto di BigG erano in giro in 30 nazioni diverse, compresa la Nuova Zelanda. Nello scorso giugno, il garante Marie Shroff aveva deciso di contattare la polizia locale per aprire di fatto un'inchiesta.
Le indagini si sono appena concluse, con esito favorevole all'azienda di Mountain View. Non ci sarebbero dunque prove sufficienti a stabilire la sussitenza di un crimine a carico di Street View. Anzi, secondo il sergente John van den Heuvel, gli utenti neozelandesi dovrebbero prestare maggiore attenzione alle proprie reti wireless.
"Chiunque utilizzi il WiFi dovrebbe assicurarsi di avere adottato le misure di sicurezza appropriate - ha sentenziato Heuvel - La gente non dovrebbe sottovalutare i rischi derivanti dal rilascio di informazioni personali, che potrebbero quindi venir catturate da altri, sia per sbaglio che per scopi illeciti". La parola sulla questione tornerà ora al garante Marie Shroff.
Articolo pubblicato su autorizzazione di http://punto-informatico.it/
(Studio Cataldi)
Solo 2 atenei italiani tra i primi 200L'anno scorso c'era solo l'ateneo di Bologna,ora si e' aggiunta La Sapienza di Roma,nella classifica delle migliori 200 universita' del mondoNella classifica Qs World university ranking 2010 al primo posto figura Cambridge, che quest'anno scippa il primo posto ad Harvard, dal 2004 in cima alla graduatoria e costretta ora a scendere di un gradino.L'Italia arriva dopo, parecchio dopo: 176ma si piazza l'universita' di Bologna e 190ma e' La Sapienza di Roma che dal 2009 ha recuperato 15 posizioni.(Ansa)
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International 8 settembre 2010 |
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Immigrazione in Usa: fra emozione latina e realpolitikI figli di Brian Sandoval non avrebbero problemi con la nuova legge anti-immigranti dell'Arizona perché non "hanno un look ispanico". Lo ha detto lo stesso Sandoval per spiegare il suo appoggio alla legge che discriminerebbe contro gli stranieri ed in particolar modo gli individui di origine latina. Brian Sandoval è il candidato repubblicano a governatore dello Stato del Nevada. Come tale, si trova in una situazione difficile. Da una parte deve soddisfare i desideri del partito conservatore ma dall'altra deve fare i conti con il suo retaggio etnico e culturale. Dopo avere deciso di schierarsi a favore della dura legge dell'Arizona che potrebbe essere anche approvata dal Nevada, Sandoval ha perduto una buona parte del supporto latino. Come si sa, la stragrande maggioranza dei latinos sono democratici e sentono in modo profondo le questioni sull'immigrazione. Non si tratta di un fattore strettamente personale dato che coloro che già sono cittadini e quindi possono votare non avrebbero problemi con l'immigrazione. Ma i latinos hanno legami con familiari che potrebbero avere problemi con la nuova legge dell'Arizona. Non pochi fra loro hanno parenti o conoscenze che si trovano negli Stati Uniti senza documenti di residenza legale. A cominciare dai circa 3,5 milioni di americani i cui padri vivono nel Paese senza averne diritto legale. I figli sono nati negli Usa e quindi possono votare. Soffrono però di prima mano l'insicurezza dei genitori che se fermati dalla polizia potrebbero essere deportati. In situazioni tragiche si tratta di figli giovani che se i loro padri fossero deportati dovrebbero seguirli, spesso in un paese a loro straniero la cui lingua ignorano dato che in molti casi non ci sono mai stati. Ma l'immigrazione tocca anche l'emozione dei latinos anche se non hanno legami diretti con i clandestini. In molti casi ricordano la situazione dei loro genitori o nonni i quali saranno venuti negli Stati Uniti una o due generazioni fa quando l'entrata nel Paese era molto facile. Poco a poco si sono integrati ma nella storia della famiglia la lotta per divenire cittadini viene ricordata e tramandata. Non tutti i clandestini in America sono di origine ispanica ma quando vengono attaccati per segnare gol facili in politica, spesso occorre un boomerang negativo. È successo al Partito Repubblicano in California. Dopo il passaggio della proposizione 187 nel 1994 che negava benefici ai clandestini del Golden State un forte numero di latinos ottenne la cittadinanza americana e si iscrisse al Partito Democratico. La partecipazione alle elezioni dei latinos a livello nazionale è aumentata dal 54% al 64% negli ultimi otto anni. Negli Stati del sudovest come l'Arizona, il Nevada, il Colorado, il Texas e la stessa California il voto dei latinos continua ad aumentare ed a volte è decisivo. Se i latinos non si sentono benvenuti nelle braccia repubblicane, il Partito Democratico non dovrebbe dormire sugli allori. In California, per esempio, il candidato repubblicano a governatore Meg Whitman riceverebbe il 39% dei consensi ispanici, secondo un recente sondaggio. Una cifra alta per un repubblicano. Il suo avversario democratico, Jerry Brown, riceverebbe il 50%. Questi risultati in un certo senso riflettono la campagna mediatica della Whitman la quale ha speso più di cento milioni di dollari per farsi conoscere dall'elettorato. Brown invece fino ad ora ha detto e fatto poco ma fra breve dovrebbe anche lui agire ed eventualmente i latinos si renderanno conto che il candidato democratico gli offre molto di più. I candidati politici latinos appartenenti al Partito Repubblicano non sono comuni per molte ragioni. In generale, il Gop ha fatto poco per attirare i latinos. Ciononostante alcuni nomi a livello statale sono emersi. In California Abel Maldonado è stato nominato vicegovernatore da Arnold Schwarzenegger, l'attuale governatore. In Florida Marco Rubio ha vinto la primaria repubblicana a senatore degli Stati Uniti. In Nevada, Sandoval ha buone possibilità di divenire governatore. Per vincere però un candidato repubblicano deve fare compromessi con le sue idee personali. Sandoval ha dichiarato di non ricordare di avere detto che i suoi figli non hanno il look ispanico. In un'altra intervista ha detto di essere "orgoglioso delle sue origini messicane". Sarà vero ma il dubbio è già nelle menti degli elettori del Nevada e gli potrebbe costare l'elezione.
(Agenzia Radicale)
Congo, Onu: fallimentare la missione per proteggere i civili. 500 le vittime degli stupri
"I caschi blu hanno fallito nel proteggere la popolazione". Lo ha detto Atul Khare, sottosegretario generale Onu incaricato delle operazioni di mantenimento della pace in Congo. Nella regioni del Kivu, vicino al confine ruandese, gruppi armati si scontrano per il controllo delle risorse naturali. Chi ne paga le spese sono i civili che spesso vengono uccisi o sono vittime di violenza. "Anche se la responsabilità principale di proteggere i civili spetta chiaramente allo Stato, noi anche abbiamo fallito. Le nostre azioni non sono state adeguate, il che ha avuto come risultato un'aggressione brutale alla popolazione della zona", ha dichiarato il sottosegretario martedì sera dinanzi al Consiglio di Sicurezza.
Le prime notizie degli attacchi erano arrivate alla fine di agosto, ma secondo Khare, mandato in missione sul posto, i numeri della violenza sono più alti di quello che si pensava.
Sarebbero almeno 500 le vittime di stupri. Gli attacchi più agghiaccianti sono avvenuti il 30 luglio e il 2 agosto in 13 villaggi sparsi tra le località di Bunyampuri, Kibua e Mpofi dove almeno 242 persone, tra cui 28 minori, sono stati violentati "in maniera sistematica" dai guerriglieri congolesi mai-mai e dalle Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda. La base dei caschi blu del Monusco si trovava a pochi chilometri di distanza dai luoghi assaltati, ma, secondo Khare, le prime notizie arrivarono il 5 agosto, troppo tardi per catturare i guerriglieri che erano "già spariti nella foresta". Secondo il sottosegretario il numero limitato di militari, la vastità del territorio e l'assenza quasi totale di mezzi di comunicazione hanno reso difficile dare l'allarme.
(Peacereporter)
Giappone, tensione tra Tokyo e Pechino dopo scontro tra natanti
Sale la tensione tra Pechino e Tokyo dopo che martedì scorso un peschereccio cinese era entrato in collisione con due motovedette giapponesi nelle acque dell'arcipelago di Senkaku. Le isole, disabitate, sono suolo nipponico nel Mar Cinese orientale, ma sono rivendicate sia dalla Cina che da Taiwan. La collisione sarebbe avvenuta dopo lo stop intimato dalle due motovedette all'imbarcazione. Come conseguenza della collisione questa mattina la guardia costiera giapponese ha arrestato il capitano del peschereccio con l'accusa di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle due motovedette.
Immediata la reazione di Pechino: il vice ministro degli Esteri, Song Tao, ha presentato di persona una protesta all'ambasciatore giapponese in Cina, Uichiro Niwa.
Secondo il ministro dei trasporti nipponico, Seiji Maehara, qualsiasi imbarcazone può attraversare le acque territoriali secondo il principio del "passaggio inoffensivo" ma è vietato calare le reti. Ancora da chiarire, sempre secondo il ministro, la dinamica dello scontro.
Non si è fatta attendere la replica di Pechino: "Le isole Diaoyu (nome cinese delle Senkaku) sono state territorio cinese fin dall'antichità", ha riferito un portavoce del ministero degli Esteri, Jiang Yu. "Seguiremo da vicino la situazione e ci riserviamo il diritto di prendere altri provvedimenti". Il portavoce ha poi invitato le motovedette nipponiche ad astenersi da qualsiasi azione possa minacciare la sicurezza dei pescherecci cinesi e dei loro equipaggi.
Il capo di gabinetto giapponese, Jiang Yu, ha fatto sapere che non crede che i rapporti diplomatici tra i due Paesi "non saranno influenzati" dalla vicenda. Ha aggiunto poi che "il Giappone deve solo affrontare la questione con calma".
I rapporti diplomatici tra Tokyo e Pechino sono storicamente molto difficili. I cinesi rinfacciano ai giapponesi l'occupazione avvenuta durante la Seconda guerra mondiale e il massacro di Nanchino. Tokyo ha visto con sospetto il gigante comunista durante la Guerra fredda e ora teme l'avanzata della sua economia. Di pochi giorni fa la notizia che il Pil del Dragone ha superato quello del Sol Levante.
(Peacereporter)
Pakistan, bombardamenti Usa al confine con l'Afghanistan: 14 morti
Quattordici militanti sono rimasti uccisi stamani in un bombardamento americano effettuato in due diverse zone del Nord Wazirisatan, al confine con l'Afghanistan.
Il primo aereo senza pilota ha colpito un nascondiglio di talebani nel villaggio di Dandey Darpakhel, a cinque chilometri dalla principale città della regione, Miranshah, uccidendo sei guerriglieri. Il secondo drone ha bombardato il villaggio Amboor Shaga, a Datta Khel, uccidendo altri quattro talebani.
(Peacereporter)
Nigeria, il presidente Jonathan si candiderà alle prossime elezioni
Il presidente nigeriano Goodluck Jonathan si ricandiderà per un nuovo mandato. Lo ha anticipato ieri ai governatori eletti nelle liste del Peoples Democratic Party. L'annuncio ufficiale arriverà il 18 settembre ma questa indiscrezione mette fine alle speculazioni che hanno agitato la scena politica del gigante africano. Non era scontato, infatti, perché è una consuetudine del Pdp seguire un criterio etno-geografico-religioso nel decidere le candidature: due mandati ad un musulmano del nord, due ad un cristiano del sud. Ma Jonathan, un cristiano, era succeduto a Shehu Musa Yar'Adua, un musulmano del nord, ammalatosi e poi deceduto a metà del primo mandato.
Si era posta quindi la questione di come considerare la sua presidenza, se intera o parziale, e quindi di come proseguire nella rotazione, se candidando al vertice dell'esecutivo un cristiano, come se Yardua avesse esaurito il suo mandato, o riaffidare la presidenza ad un musulmano.
La decisione rischia di seminare parecchio scontento ma rimette al centro della scena un presidente che, qualora fosse stato escluso dal prossimo turno elettorale, si sarebbe trovato ad essere un'anatra zoppa, in un momento in cui alla Nigeria serve una leadership forte, presente e pienamente legittima.
(Peacereporter)
Usa, ministro della Giustizia: bruciare Corano atto 'irresponsabile'
Il progetto di bruciare il Corano, ideato da un gruppo evangelico americano per ricordare gli avversari degli attentati dell'11 settembre, è "idiota e pericoloso". Lo ha detto senza mezzi termini il ministro della Giustizia Usa, Eric Holder. Il ministro parlava di fronte a un gruppo di leader religiosi a Washington nel corso di una riunione per discutere possibili soluzioni per porre fine alle violenze contro persone o istituzioni perpetrate per motivi religiosi. Il Dove World Outreach Center, un gruppo fondamentalista cristiano con sede in Florida, vuole bruciare pubblicamente una copia del Corano a Gainesville, sabato, per celebrare il nono anniversario degli attacchi dell'11 settembre. Il progetto ha gia' suscitato una serie di critiche ieri, tra l'altro da parte del generale David Petraeus, comandante in capo delle truppe in Afghanistan, che teme ritorsioni contro i militari.
(Peacereporter)
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MondoWeb 8 settembre 2010 |
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Usa: gioco a premi su internet, ogni risposta giusta aiuti a paesi poveriPer ogni risposta esatta 10 chicchi di riso saranno donati all'Uganda e al Bangladesh. E'questo lo scopo del gioco "Call my bluff" sul sito Freerice.com, che conta piu' di 40mila giocatori al giorno, e che sta allargando i propri confini anche su Facebook e Twitter, per le numerose richieste degli utenti. Lo riferisce Nancy Roman del World Food Programme che spiega: "Freerice sta facendo la storia di internet, e' l'esempio di come una semplice e divertente idea possa contribuire ad aiutare il mondo". Il gioco, che affascina numerosi navigatori sara' presto disponibile anche su iPhone e gli utenti iPad.(Adnkronos)Internet: A. Saudita, chiusi 3 siti web per violazione legge su fatwaLe autorità saudite hanno chiuso tre siti web per violazione della legge contro la proliferazione 'selvaggia' di fatwa, approvata di recente. E' quanto ha riferito il quotidiano del Golfo, 'Saudi Gazette', citando un esponente dell'Authority per le Telecomunicazioni dell'Arabia Saudita, Saad al-Shihri. Tra i siti web colpiti dal provvedimento ne figurano alcuni molto popolari, come quello del religioso siriano Mohammad al-Munajid e 'Islam Today' dello sheikh Salman al-Audah. "Emettevano editti religiosi dietro pagamento di tre dollari", ha affermato al-Shihri, annunciando che nei prossimi giorni potrebbero essere colpiti dall'ordine di chiusura altri siti web e persino alcune tv. Negli ultimi mesi la famiglia reale saudita ha affrontato il caso della 'giungla' delle fatwa nella monarchia del Golfo, sottoponendo l'attività degli sheikh a stretta regolamentazione. La legge approvata, infatti, concede il diritto di emettere fatwa solo al Consiglio supremo degli eruditi religiosi, controllato dal governo.(Adnkronos) Stalking, le molestie via web sono reatoSecondo la Corte di Cassazione il reato previsto dall'ex articolo 612 bis del decreto legge 11/09, chiamato anche più semplicemente "stalking", può essere esteso anche a determinati casi che avvengono sul web, in particolar modo ai social network come Facebook, e punibile anche con 4 anni di prigione. È stato deciso con la sentenza n°32404 del 30 agosto, che ha confermato il provvedimento disposto dal Tribunale di Potenza, nei confronti di un giovane potentino che, disperato per la relazione appena terminata, ha perseguitato la sua ex con telefonate ed sms, continuando insistentemente anche sul noto social network in blu, fino a pubblicare un video più che privato, in cui è stato filmato un loro rapporto sessuale. L'indagato, non rassegnatosi a perseguitare la sua ex, aveva anche fatto avere al suo nuovo partner delle foto di rapporti sessuali avuti nella vecchia relazione oramai terminata. La pena è stata poi trasformata in arresti domiciliari dal Tribunale di Potenza e la Cassazione ha confermato il provvedimento, senza accogliere il ricorso del giovane contro l'ordinanza del tribunale e definendo tali comportamenti come "minacciosi e molesti", che hanno causato alla ragazza "uno stato d'animo di profondo disagio e paura". La decisione della Cassazione è stata presa a seguito di casi come questo, ma non vengono contemplati tutti i possibili casi di stalking tramite il web. Ad esempio, l'uso di e-mail per offendere o perseguitare una persona non è stato definito come un reato punibile, poiché la posta elettronica è un mezzo di comunicazione asincrono, che non comporta un'interazione immediata, o quasi, tra il mittente e il destinatario e, in più, non permette un'intrusione diretta nella sfera privata del destinatario. (Agenzia Radicale)Africa, l'avanzata del Mobile Banking
Veloce, economico e sicuro. Il mobile banking, la possibilità di trasferire somme di denaro da un cellulare all'altro con un sms, sta spopolando in Africa. Nel 2007 la Safaricom, l'operatore telefonico più importante del Kenya, ha lanciato M-Pesa, dove "pesa" significa denaro in swahili. 9,5 milioni di abitanti hanno usato il servizio scambiando 8,5 milioni di dollari al mese. Non male per un Paese in cui solo una persona su quattro possiede un cellulare.
Il segreto è la velocità della transazione. Un uomo che lavora a Nairobi come muratore può spedire parte della busta paga nel suo villaggio d'origine con un messaggio. Si evitano così lunghi viaggi, sistemi postali inefficienti e la burocrazia delle banche. Il servizio è gratuito, niente spese di transazione. Anche se sui depositi non vengono applicati i tassi di interesse, sempre più persone scelgono M-Pesa come forma alternativa di banca. Lo stesso vale per il Sudafrica dove è stato lanciato da poco Wizzit, un tipo di mobile-banking che permette agli utenti di creare conti corrente e chiedere prestiti. Il microcredito ha trovato così un ottimo alleato. Migliaia di persone hanno aperto piccole attività con i soldi ricevuti tramite cellulare. Nella città di Motherwell, in Sudafrica, il business più diffuso è quello degli "spaza shop": baracche di lamiera e teli di plastica dove si vende un po' di tutto, dagli snack alle bibite, dai giornali alle immancabili ricariche telefoniche.
Il mobile-banking fa ormai parte della vita degli africani. Le madri pagano la retta scolastica dei figli con un sms, lo stesso vale per il conto della spesa o per l'acquisto delle sementi. Anche gli uomini d'affari lo usano per pagare il taxi senza aver paura di girare coi contanti. L'autista poi può "riscattare" il messaggio in uno dei tanti chioschi che vendono schede telefoniche.
Quello del mobile-banking non è un fenomeno marginale. L'Africa è il continente con il più alto tasso di crescita di utenti telefonici. Quattro persone su dieci possiedono un cellulare. Secondo uno studio del World Resources Institute le spese per la telefonia stanno crescendo più in fretta rispetto a quelle per l'energia, l'acqua e il cibo.
"Per gli occidentali il cellulare è stato qualcosa di incrementale, da aggiungere alla linea fissa" ha detto Isaac Nsereko, di Mtn, il più grande operatore telefonico africano. "Qui invece è stato rivoluzionario". Mtn collega 80 milioni di persone in 21 nazioni africane. Nel 2009 ha lanciato un servizio di mobile-money in Uganda con una joint venture con la Standard Bank. Un servizio del tutto simile a M-Pesa che presto potrebbe allargarsi al resto dell'Africa. Le banche per ora stanno a guardare. La maggior parte della popolazione subsahariana non possiede un conto corrente perché non ha soldi da metterci dentro. M-pesa, Wizzit e gli alti servizi si rivolgono proprio a questo target. Il ritmo di crescita è vertiginoso. Secondo le previsioni di Berg Insight entro il 2015 i sistemi di mobile banking avranno 800 milioni di utenti nel mondo e solo 115 in Europa. Ma tra le tante possibilità il servizio più usato dagli africani è un sms gratuito pre-impostato con scritto "Please, call me back".
(Peacereporter)
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Milano, in mostra le invenzioni grafiche di Storm Thorgerson per i Pink FloydTornano in Italia le opere di Storm Thorgerson, il graphic designer inglese che con i lavori realizzati per conto di Pink Floyd, Led Zeppelin, Black Sabbath, Genesis e molti altri ha contribuito a rendere le copertine dei dischi una vera e propria forma d’arte pop. Proprio alla sua produzione per conto della band di Syd Barrett e Roger Waters (amici di infanzia e compagni di scuola nella Cambridge degli anni Cinquanta e Sessanta) è dedicata la mostra ad ingresso gratuito “Pink Floyd - Mind over matter. The Cover Art of Storm Thorgerson”, che l’Associazione Culturale Galleria Arteutopia, con il patrocinio del Comune di Milano, allestisce alla Fabbrica del Vapore di via Procaccini dal 10 al 26 settembre (inaugurazione domani, giovedì 9 settembre, alla presenza dell’autore). La mostra propone una cinquantina di stampe digitali di grande formato, con scatti e immagini realizzati da Thorgerson e dallo studio Hipgnosis (di cui fu contitolare accanto a Audrey “Po” Powell) per i singoli e gli album della band inglese (“Atom heart mother”, “Ummagumma”, “Wish you were here”, ecc.) accanto a bozzetti, poster, calendari e video (Thorgerson è anche autore di molti dei filmati usati dai Floyd in concerto o come clip promozionali). Tra le opere in esposizione anche un pezzo inedito, realizzato appositamente per Galleria Arteutopia: una rielaborazione del celeberrimo prisma riflettente utilizzato sulla copertina di “The dark side of the moon”.(Rockol)Pronto l'album d'esordio della figlia di Sting
Dopo due singoli ("Caesar" e "Self machine") già pubblicati ed un terzo in arrivo ("Quicker", fuori il 27 settembre), è ora pronto il primo album della figlia di Sting, Eliot Pauline Sumner detta Coco. La musicista, 20 anni, nata a Pisa, si fa chiamare I Blame Coco sia come artista solista sia quando si esibisce col gruppo che la accompagna; da qui qualche difficoltà nello stabilire se occorra chiamarla I Blame Coco oppure "gli I Blame Coco". L'album, "The constant", sul quale Coco lavora da cinque anni e per il quale ha firmato un contratto con la Island quando aveva 17 anni, sarà pubblicato il prossimo 8 novembre. Il tracklisting non è ancora stato ufficializzato ma non dovrebbe risultare molto dissimile dal seguente:
1 "Self machine"
2 "In spirit golden"
3 "Quicker"
4 "Turn your back on love"
5 "Please rewind"
6 "Summer rain"
7 "Playwright fate"
8 "The constant"
9 "Party bag"
10 "No smile"
11 "Caesar" (featuring Robyn)
12 "Only love can break your heart"
13 "It's about to get worse".
La formazione britannica si sta per imbarcare per il suo primo esteso tour nazionale. La serie di date inizierà il prossimo 13 ottobre da Bristol. Molto contenuto il costo dei biglietti: dai 6 agli 11 euro.(Rockol)
Mercury Music Priz
e, vincono gli xx
Sono i londinesi xx i vincitori del Mercury Music Prize, più esattamente 2010 Barclaycard Mercury Music Prize. La band ha intascato il premio, considerato tra i più prestigiosi del Regno Unito, per il miglior album britannico pubblicato negli ultimi dodici mesi. L'omonimo disco ha battuto concorrenti illustri, tra i quali l'ultimo di Paul Weller (le cui quotazioni nei giorni scorsi erano cresciute a dismisura presso i bookmaker) e l'ultimo di Laura Marling. Gli xx, oltre all'onore, portano a casa anche un assegno da 20.000 sterline, circa 24.000 euro. La serata si è svolta presso l'albergo Grosvenor House di Londra.
(Rockol)
Resta in carcere l'assassino di John LennonMark Chapman, l'uomo che nel dicembre 1980 uccise John Lennon a New York, rimarrà in carcere. Il pool di psicologi, giuristi e avvocati che ha esaminato la sua domanda di libertà condizionata, alla quale Yoko Ono nelle scorse settimane si è fermamente opposta, ha deciso che Mark David Chapman, 55 anni, dietro le sbarre da quasi trent'anni, dovrà restare presso la Attica Correctional Facility di New York almeno fino all'agosto 2012. Da quando a Chapman fu concessa la possibilità di richiedere i benefici di legge, nel 2000, la libertà condizionata gli è stata negata dalla commissione giudicante per sei volte, esattamente una volta ogni due anni. Marc Violette, portavoce della State Division of Parole di New York, ha semplicemente commentato: "La
libertà condizionata non gli è stata concessa".
(Rockol)
Rihanna ancora un nuovo albumInstancabile Rihanna. L'ultimo album "R Rated" risale a novembre 2009, il 2 novembre di quest'anno esce un nuovo progetto discografico dal titolo "Loud", trainato dal singolo già in Rete "Only girl (In the world)", ufficialmente arriverà nelle radio americane dal 14 settembre. La cantante, al solito, assicura ai fan che è l'album più bello della sua carriera e ha annunciato diverse illustri collaborazioni, senza svelare altri particolari.
(Tgcom)
Nouvelle Vague sbarca in ItaliaC'è attesa in Italia per la band francese Nouvelle Vague che ha conquistato il mondo con cover bossa nova di classici del punk e della new wave. Tre date per presentare oltre ai successi dei lavori precedenti, l’ultimo album "3". Appuntamento il 9 settembre all'Alpheus di Roma, il 16 settembre ai Mercati Generali di Catania e il giorno dopo all'Estragon di Bologna.Dunque i Nouvelle Vague arrivano in Italia forti dell'uscita del loro terzo album intitolato semplicemente "3".La formula di base del progetto non cambia: ovvero rileggere, attraverso cover dalla forma inaspettata e splendidamente pop, hit e brani di culto dal passato della musica punk e rock. Marc Collin e Oliver Libaux, leader del progetto, sono riusciti però, per questo disco, a superarsi: infatti per la prima volta molti degli interpreti originali dei brani hanno accettato di cantare con i Nouvelle Vague nelle versioni riarrangiate: troviamo così la prestigiosa presenza di Martin Gore dei Depeche Mode su Master And Servant, appena uscito come singolo di lancio dell'album, Terry Hall prestare di nuovo la voce a Our Lips Are Sealed delle Go-Go's, Ian McCulloch degli Echo And The Bunnymen su All My Colors e per finire Barry Adamson rileggere Parade dei suoi Magazine.Inoltre rispetto ai precedenti album la bossa nova si fa da parte per lasciare spazio ad arrangiamenti che si ispirano al country americano e al bluegrass.Il nome del progetto è un gioco di parole che indica in primo luogo la nazionalità del gruppo, facendo riferimento al celebre movimento del cinema francese dagli anni '60 (la Nouvelle Vague appunto); in secondo luogo Nouvelle Vague è la traduzione francese dell'inglese new wave, uno dei generi musicali in cui la band ama "pescare" le sue canzoni. (Tgcom)
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Cinema e Spettacolo 8 settembre 2010 |
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In arrivo 'The American'.Esile, con un abito semplice ed elegante firmato Fendi, Violante Placido e' al settimo cielo. Il thriller "The American" di Anton Corbjin sta per uscire in sala distribuito dalla Universal Picture in 250 copie, e lei ha una parte fondamentale accanto al protagonista George Clooney. Dopo le polemiche veneziane (il film avrebbe dovuto essere al festival in concorso ma alla fine non e' stato preso), e la minaccia di un grande evento di beneficenza in contemporanea con la Mostra, a Sulmona, Clooney ha deciso di mettersi da parte e lasciare oneri e onore a regista e comprimari. Il ruolo piu' importante e' affidato proprio alla Placido, che in "The American" e' la prostituta di cui si innamora George alias Jack, un assassino solitario, che dalla Svezia e' costretto a rifugiarsi in Italia. "Le scene di nudo e di sesso sono state difficili ma anche una grossa sfida per me", dice Violante Placido. "Sono una persona timida e riservata, ma mi piace interpretare personaggi diversi. Imparare a usare il corpo fa crescere un attore, e devo ringraziare Clooney se ci sono riuscita. Ha fatto di tutto per mettermi a mio agio. E' molto serio e professionale, e tra un ciak e l'altro riesce a essere brillante, spiritoso, quasi giocoso. In due parole: e' generoso". Tratta dal romanzo "A Very Private Gentleman" di Martin Booth del '90, la storia e' quasi tutta ambientata in Abruzzo, tra Sulmona e Castelvecchio, in origine la location principale doveva essere l'Aquila, troppo danneggiata dal terremoti nei giorni delle riprese. "Essere li' sei mesi dopo il cataclisma e' stata un'esperienza fortissima per tutti. Gli abitanti ci hanno accolto a braccia aperte, un film significa soldi e poi Clooney si e' speso parecchio anche come testimonial. Allo stesso tempo era impressionante vedere gente senza casa, anziani e bambini, un brusco ritorno alla realta' nel bel mezzo del mio sogno hollywoodiano". L'olandese Anton Corbjin non ha dubbi: "The American" e' un film in cui colpa ed espiazione sono centrali. Come si capisce dall'epilogo drammatico e dalla figura centrale del prete (interpretato con bravura da Paolo Bonacelli), che accompagna Jack verso un percorso di apertura e comprensione nei confronti degli altri. "Il luogo in cui Jack e Clara si incontrano - ci dice Corbjin - e' molto importante. E' la loro oasi di pace, un posto che si avvicina al Paradiso. Ecco perche' il loro ultimo appuntamento in senso non solo metaforico avviene li'. L'ispirazione credo appartenga alla mia educazione, alla mia formazione: vengo da una famiglia molto religiosa, mio padre e' un pastore protestante". Corbjin e' al secondo film, l'esordio alla regia con "Control", biopic esistenzialista sullo scomparso Lian Curtis, e' stato un successo. In realta' Corbjinn di mestiere e' fotografo, in Italia ha esposto i suoi scatti varie volte. Il cinema e' una nuova avventura: "Voglio arrivare a tre e poi fare un bilancio, per capire qual e' la mia strada. Sto ancora cercando il mio stile. Penso che "The American" si avvicini a "Control" nel tentativo che il protagonista fa di cambiare vita, e alla domanda su come puoi provare a fare del bene dopo aver fatto molto male". Con Clooney, assicura, c'e' stato subito un grande feeling: "Pur essendo una star George e' un professionista. Che sa ascoltare e da' consigli preziosi". Sebbene "The American" non sia affatto un western, e' strutturato come se lo fosse, spiega: "Non ho visto poi cosi' tanti film in vita mia, ma i western mi hanno lasciato qualcosa dentro, soprattutto gli spaghetti western. Le storie, la morale, mi hanno sempre attratto. Anche qui uno straniero arriva in un piccolo paese e crea dei legami con un paio di persone locali, poi, pero', il suo passato viene a galla".
(Adnkronos)
Non solo fantasmi al Lido, Ben Affleck c'è e porta crimine e amoreOggi al Lido è il giorno di Ben Affleck. Arriva a Venezia con un thriller sospeso tra amore e crimine. Si intitola 'The town' ed è tra i film più attesi a Venezia. La pellicola Fuori concorso è diretta e interpretato da Ben Affleck. Nel cast anche Jeremy Renner, Jon Hamm, Rebecca Hall, Chris Cooper e Blake Lively. Ma quel che colpisce in questi giorni è il mistero della Laguana. Ci sono ma non si vedono. E ormai li chiamano i 'fantasmi del Lido'. Il primo è Vincent Gallo, che non si è presentato ieri alla conferenza stampa di 'Essential Killing', il film di Jerzy Skolimowsky in concorso di cui è protagonista, ed oggi ha fatto annullare la conferenza stampa del suo 'Promises written in water' che ha diretto ed interpretato, anche questo nel concorso principale della Mostra di Venezia. L'attore e regista, icona del cinema indipendente Usa, non ama flash, red carpet e interviste. "Preferisce che i film che ha portato a Venezia parlino da soli", fanno sapere dal suo entourage. E il suo mutismo è categorico, tanto che nel catalogo della mostra, nella pagine riguardante 'Promises written in water' alla voce 'sinossi' si legge: "Il film è stato scritto, diretto e prodotto da Vincent Gallo. Per volontà del regista non saranno fornite altre informazioni". E alla voce 'Note del regista' è scritto "no comment". L'intenzione di Gallo di non fare bagni di folla e lunghe sessioni di incontri stampa era già sembrata evidente quando è arrivato all'imbarcadero del Lido all'inizio del festival indossando un passamontagna (che sembra abbia ritirato fuori anche in qualche altra occasione). E il mistero ha finito per alimentare una serie di voci e 'leggende della laguna': qualcuno dice che si mimetizzi tra il pubblico e veda moltissimi film di colleghi, a condizione che nessuno cerchi di richiamare la sua attenzione chiamandolo per nome; qualcun altro giura di averlo visto assistere dal terrazzo del Palazzo del Cinema alla passerella del suo film oggi pomeriggio prima della proiezione in Sala Grande, peraltro molto apprezzata. C'è chi poi racconta che il suo film l'abbia voluto vedere dentro alla saletta del proiezionista. A contendersi il ruolo di 'fantasma del Lido' con Gallo c'è Joaquin Phoenix, interprete dell'esordio alla regia di Casey Affleck 'I'm still here', fuori concorso. Phoenix, protagonista assoluto della pellicola (un documentario tra realtà e finzione proprio sulla vita dell'attore), è arrivato a Venezia e poi al Lido. Ma non si è presentato alla conferenza stampa del film. Inafferrabile anche lui, se si eccettua qualche foto che gli è stata scattata, non senza difficoltà, dai tanti fotografi presenti alla mostra.
(Adnkronos)
Baci saffici e liberazione dei corpi, il film greco 'Attenberg' scalda il concorso"Un melodramma che si tiene a distanza": è 'Attenberg' nelle parole della regista greca Athina Rachel Tsangari, che ha aggiunto ulteriore pepe a un concorso veneziano dove sesso e scabrosità non sono certo mancate. Dal nudo ai dialoghi, dai tabù alla musica, "mi sono servita di tutto quanto occorreva - spiega la Tsangeri - perché i corpi dei miei personaggi si liberassero, e da animali diventassero sensuali". Non a caso un'altra etichetta che la cinesta utilizza per definire il suo lavoro è quella di "balletto", o passo a due. Spesso sulla scena vediamo una coppia interagire a livello verbale o fisico. Scambi che, senza incidere troppo sull'evoluzione narrativa della storia, chiariscono un punto di vista sul mondo. Per farlo la Tsangari si è servita anche di una particolare selezione musicale: "Generalmente non amo la musica e la colonna sonora nei film, ma in questo caso le canzoni dei Suicide e di François Zardi erano perfette per sprigionare la fisicalità di cui avevo bisogno". Attenberg racconta un momento della vita di Marina (Ariane Labed), una ragazza franco-greca, che vive in una città di mare senza nome. Siccome trova repellente la specie umana, Marina limita le sue frequentazioni al padre (Vangelis Mourikis) - malato terminale all'ultimo stadio - e all'amica Bella (Evangelia Randou), da cui prende lezioni di educazione sessuale. La sua vita conoscerà una svolta quando inconterà il primo uomo che l'attrae veramente: "Nessuna vergogna - dichiara la protagonista, l'esordiente Ariane Labed - ma prima di iniziare mi ero detta che sarebbe stata la mia prima e ultima esperienza d'attrice. Oggi, rivedendomi, mi devo ricredere. Subito un'altra!". E sul suo modo di lavorare: "Dovevamo passeggiare spesso e chiacchierare. Sulla passeggiata è stato costruito il mio personaggio, la sua gestualità. Passeggiare è il suo modo di allontanarsi dal mondo e di gettare su di esso il proprio sguardo interrogativo". Anche per Vangelis Mourikis, che nel film interpreta il padre di Marina, la costruzione dello spazio è stato "determinante nella definizione dei caratteri e del loro modo di muoversi dentro. Athina si è inventata una città che non esiste, una città che è il frutto della sua sensibilità e immaginazione".
(Adnkronos)
Pavarotti, commemorazione sara' ampliataL'annuale commemorazione di Luciano Pavarotti a Modena 'puo' essere estesa a piu' giornate', assicura il sindaco. Ieri sera il concerto lirico al PalaPanini in memoria del tenore scomparso tre anni fa e' stato seguito da circa 2.500 persone in platea e sugli spalti, e da quasi 5 mila sul web grazie alla diretta internet. ''La manifestazione - dichiara Pighi in una nota - si sta consolidando e i modenesi dimostrano di apprezzarla''.
(Ansa)
Zac Efron moderno James DeanZac Efron come un moderno James Dean. Il magazine britannico Wonderland lo immortala con look da "duro", foto in bianco in nero, in cui l'attore appare sempre più misterioso e affascinante. Ma sul grande schermo è pronto a svestire i panni da macho tenebroso per interpretare un eroe romantico in "The Lucky One".Il suo prossimo lavoro al cinema sarà infatti un film tratto dal romanzo di Nicholas Sparks "Ho cercato il tuo nome". Subito dopo, Zac si trasformerà in un ladro molto sofisticato in un'altra pellicola:"ArtoftheSteal". Ruberà soldi e gioielli, ma per tutti sarà sempre un cittadino modello. D'altronde il magazine "People" l'aveva segnalato come uno dei cinquanta corpi più belli di Hollywood. Con un fisico così si può fare di tutto.(Tgcom)
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