| Ciancimino: Forza Italia frutto trattativa tra Stato e mafia |
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Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito, ha detto oggi, deponendo come testimone al processo per favoreggiamento a carico dell'ex comandante dei Ros Mario Mori, che suo padre gli disse che Forza Italia era frutto di una trattativa con Cosa Nostra. "Mio padre mi disse che Forza Italia era nata in seguito alla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia", ha detto Ciancimino nell'aula bunker, rispondendo a una domanda su un pizzino, depositato agli atti del processo, e che a suo dire sarebbe stato scritto dal boss Bernardo Provenzano a Vito Ciancimino e indirizzato a Silvio Berlusconi e al senatore del Pdl Marcello Dell'Utri.
Nel "pizzino" Provenzano avrebbe fatto riferimento a una intimidazione nei confronti del figlio di Berlusconi: "Intendo portare il mio contributo -- è scritto nel pizzino -- che non sarà di poco conto perché questo triste evento non si verifichi. Sono convinto che Berlusconi potrà mettere a disposizione le sue reti televisive".
"Mio padre -- ha detto Massimo -- mi raccontò che questo biglietto, assieme all'immunità di cui aveva goduto Provenzano e alla mancata perquisizione del covo di Riina dopo il suo arresto, erano il frutto di un'unica trattativa con lo Stato che andava avanti da anni. Con questo messaggio -- ha continuato -- Provenzano voleva richiamare il partito di Forza Italia, nato grazie alla trattativa, a tornare sui suoi passi e a non scordarsi che lo stesso Berlusconi era frutto dell'accordo".
La settimana scorsa, nella sua deposizione Ciancimino ha detto che Provenzano, capo indiscusso di Cosa Nostra dal 1993 -- anno dell'arresto di Totò Riina, l'ideatore della strategia stragista mafiosa -- fino all'11 aprile 2006, giorno del suo arresto dopo 43 anni di latitanza, godeva di una sorta di "immunità" che gli consentiva di muoversi liberamente.
Il figlio dell'ex sindaco di Palermo condannato per mafia e morto nel 2002 fece clamore lo scorso anno consegnando ai magistrati della procura di Palermo un documento, il cosiddetto "papello", contenente le presunte richieste di Cosa Nostra allo Stato nell'ambito di una presunta trattativa per mettere fine alle stragi.
Ciancimino sta deponendo al processo davanti al tribunale penale di Palermo, dove l'ex comandante dei Ros Mario Mori e il colonnello dei carabinieri Mauro Obinu, sono imputati per favoreggiamento per la mancata cattura di Provenzano nel 1995.
Nelle precedenti udienze il teste ha citato diversi esponenti politici, incluso Dell'Utri, sostenendo che suo padre gli aveva parlato di loro rapporti con Provenzano. (Reuters)
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